Carcere Don Bosco di Pisa: sesso davanti a un minore

PISA – “Sono passate solo poche ore da quando si è appreso che al carcere di Pisa si è consumato un atto sessuale tra una donna e un detenuto. Il tutto in presenza di un minore.

E l’istituzione carcere della città della torre pendente torna alla ribalta delle cronache con un aggressione a quattro appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria. I quattro malcapitati hanno dovuto fare ricorso alle cure del nosocomio cittadino dove sono state rilasciate prognosi di riposo medico fino a sette giorni. Da tempo queste organizzazioni sindacali denunciano che la struttura carceraria pisana è fuori controllo, basti pensare che solo poche sere fa un gruppo di detenuti del reparto giudiziario si è allontanato, incurante del tentativo di impedire che ciò si verificasse da parte dei pochi poliziotti penitenziari in servizio, dalla propria sezione per portarsi all’interno di un altro reparto. Va annoverata una politica gestionale del personale che ha purtroppo, secondo le scriventi, contribuito fortemente allo stato attuale in cui versa l’istituto. Le scelte gestionali perpetrate dalla direzione, se pur legittime si sono rivelate, a parere delle scriventi, inappropriate e controproducenti. Da troppo tempo l’istituto è nell’occhio del ciclone e tanti si affannano ad evidenziare carenze strutturali, che pur ci sono, ma non costituiscono l’unica criticità oggi presente al Don Bosco di Pisa. Basti pensare al pessimo sistema di relazioni sindacali instauratosi da tempo. Una direzione che sembra inadeguata a percorrere, almeno nelle relazioni sindacali, una strada di unità che sicuramente gioverebbe all’attuale situazione. Oggi lavorare al Don Bosco di Pisa è una delle cose più difficile che possa capitare ad un appartenente al Corpo di Polizia Penitenziaria, basta dare un’occhiata all’elevatissimo numero di assenze giustificate che quotidianamente si riscontrano. Da sempre il termometro dell’andamento complessivo di un carcere è quello del numero di assenze giornaliere e in tal senso crediamo di poter affermare che l’istituzione carcere di Pisa non goda di ottima salute. L’attuale situazione è sotto gli occhi di tutti, compresi i vertici dell’amministrazione centrale e tutti i politici che si sono presentati al cancello d’ingresso. P eccato che gli alti dirigenti dell’amministrazione e i membri di governo non hanno mai inteso ascoltare le rappresentanze del personale, ma hanno preferito solo sentire la campana dell’amministrazione locale, così risparmiandosi la voce della base che, piaccia o non piaccia, è la vera forza di un sistema. Concludendo si auspica, con gli opportuni scongiuri, che non si abbia più a leggere che ci sono minori che assistano ad atti sessuali, che non si scelgano più detenuti che evadono da un permesso premio eludendo la sorveglianza degli assistenti volontari a cui vengono affidati e soprattutto che non ci siano più aggressioni al personale di polizia penitenziaria del reparto della Casa Circondariale di Pisa”.

I sindacati Sinappe – Uspp – Fp-Cgil – Cnpp

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