Caritas, da sabato 7 marzo pasti caldi da asporto alle mense del Cottolengo e di Santo Stefano. Chiusa quella di San Francesco

PISA – L’emergenza Coronavirus e la necessità di adeguarsi alle indicazioni del Governo recepite dalla Conferenza Episcopale Toscana modificano anche l’organizzazione dei servizi quotidianamente promossi e gestiti dalla Caritas diocesana rivolti alle persone più vulnerabili del territorio.

Da sabato 7 marzo, infatti, resterà chiusa la mensa di San Francesco mentre in quella diurna del Cottolengo e in quella serale di Santo Stefano Extra Moenia saranno distribuiti pasti caldi da asporto predisposti dal catering che si occupa anche di rifornire la Rsa per anziani della Piccola Casa della Divina Provvidenza di via Mazzini nel primo caso e dai volontari della parrocchia nel secondo.

La qualità dei pasti offerti non cambia dato che le modalità di preparazione resteranno le stesse seguite fino ad oggi – spiega il direttore della Caritas diocesana don Emanuele Morelli-: abbiamo, invece, dovuto modificare le modalità di somministrazione perché le dimensioni degli spazi delle tre strutture non consentono di rispettare le distanze previste dal decreto Governativo per evitare assembramenti tenendo presente che, complessivamente, le tre strutture sono frequentate quotidianamente da circa novanta persone. La chiusura della mensa di San Francesco si è resa necessaria anche perché la stragrande maggioranza dei volontari sono anziani, persone per le quali le disposizioni del Consiglio dei Ministri raccomandano di uscire il meno possibile dalla propria abitazione e di evitare i luoghi affollati”.

Cambiano leggermente anche le modalità di funzionamento dei Centri d’Ascolto, a cominciare da quello diocesano di via delle Sette Volte che ospita anche il servizio docce, e alla Cittadella della Solidarietà del Cep: “I primi continueranno a funzionare su appuntamento in modo da evitare affollamenti nelle strutture mentre l’Emporio della Cittadella è molto ampio e dunque non pone problemi particolari di rispetto delle distanze: anche qui, però, potranno accedere non più di cinque ospiti per volta. In generale – conclude don Morelli – nelle prossime settimane cercheremo di riorganizzare i nostri servizi, in accordo con le autorità sanitarie locali, tenendo presente da un lato la necessità di continuare ad assicurare i servizi alle persone più in difficoltà che vivono nel nostro territorio e dall’altro il bisogno di tutelare la salute degli stessi ospiti e quella degli operatori e dei volontari impegnati in tutti i centri Caritas della diocesi”.

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