Carlo Colombo, unanimità a mozione Pd in Consiglio regionale; Mazzeo, Nardini e Pieroni (Pd): “Priorità ai lavoratori”

PISA – Approvata questa sera dall’Assemblea toscana la mozione Pd “In merito alle prospettive aziendali e occupazionali dello stabilimento pisano della Colombo S.p.a”

“Necessario percorrere tutte le strade possibili affinché la Carlo Colombo faccia retromarcia sulla chiusura dello stabilimento di Pizzeghettone. Sarà fondamentale un confronto continuo e costante tra la Giunta regionale e il Ministero dello sviluppo economico al fine di arrivare a un esito diverso da quello annunciato dalla proprietà il 2 maggio scorso. L’obiettivo principale è quello di salvaguardare i 68 lavoratori coinvolti, il prezioso know how accumulato in questi anni”. È quanto si chiede alla Giunta regionale nella mozione firmata da Antonio Mazzeo, Alessandra Nardini e Andrea Pieroni, consiglieri regionali Pd e approvata oggi all’unanimità nel corso della seduta dell’Assemblea Toscana.

“Da parte del nostro gruppo c’è una presa di posizione chiara e netta nei confronti della situazione del sito produttivo di Pisa. Siamo vicini ai lavoratori e alle loro famiglie; il nostro impegno sarà costante per giungere a una soluzione che salvaguardi l’occupazione – continuano Mazzeo, Nardini e Pieroni – Quella della Carlo Colombo è una vertenza difficile che si protrae da circa quattro anni e che vede coinvolti lavoratori con contratti di solidarietà. Ci rammarica il fatto di non aver intravisto nei programmi della società una volontà effettiva di introdurre un piano, una nuova strategia per valorizzare un sito produttivo che ha capacità e funzionalità tali da poter essere ancora utili e competitive. Nel quadro degli impegni che la Regione Toscana ha preso a favore di una reindustrializzazione il rafforzamento della Carlo Colombo ci rientra perfettamente. L’azienda ha un mercato, ha i conti in ordine, ma soffre per la mancanza di un efficace piano industriale. Questa la nostra richiesta nei confronti della proprietà, a cui ribadiamo la necessità prioritaria di percorrere tutte le strade per la prosecuzione dell’attività produttiva e la salvaguardia dell’occupazione. Qualora questo non fosse possibile con l’attuale assetto societario, si dovranno favorire soluzioni aperte all’ingresso di nuovi soggetti economici”.

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