Il Carpi, la scalata dalla D alla A: unico superstite l’ex Lorenzo Pasciuti

PISA – Il Carpi risulta fondata nel 1909 e inizia a farsi conoscere nelle più alte sfere del Calcio Nazionale, dato che sino ad allora i suoi massimi livelli erano stati la Serie C nell’immediato anteguerra, categoria riconquistata con una certa continuità solo ad inizio anni ’90, ma solo a partire dall’attuale decennio è cominciata quella scalata che, dopo l’ammissione al Campionato di Lega Pro – Seconda Divisione 2010.11, anche grazie al Pisa che venne “ripescato” in Prima Divisione dopo la Promozione dalla Serie D

di Giovanni Manenti

lo porta ad approfittare immediatamente di tale opportunità, vincendo il Torneo successivo e così conquistando sul campo la Promozione in Lega Pro – Prima Divisione. Categoria che non impressiona più di tanto i “Falconi” che, dopo essere giunti terzi nel Girone A nel 2012 perdendo la Finale Playoff contro la Pro Vercelli, ripetono analogo piazzamento l’anno successivo, ma con diverso esito della Finale Playoff, vinta superando il Lecce e così approdando per la prima “storica” volta nel Campionato Cadetto. Ma, si sa, l’appetito vien mangiando, e, dopo un solo anno di adattamento alla Categoria, il Carpi ottiene quello che anche il più ottimista dei tifosi poteva ritenere una mera utopia, vale a dire la Promozione in A al termine della Stagione 2014.15, dalla quale retrocede l’anno scorso ma con l’onore delle armi, avendo totalizzato 38 punti e perdendo la Massima Divisione solo in virtù della sconfitta interna per 1-3 alla penultima giornata contro la Lazio.

Nonostante la mancata conferma della Categoria, non si è sciolto il legame con l’Allenatore della Promozione, Fabrizio Castori, il cui esonero l’anno scorso dopo sei giornate aveva ingenerato forti polemiche tra la tifoseria, tant’è che solo cinque turni successivi lo stesso era ritornato a sedersi sulla panchina biancorossa e, considerato che Sannino in cinque partite aveva collezionato solo 4 punti e poi il Carpi è retrocesso per un sol punto di differenza rispetto a Palermo e Sampdoria, fate un po’ i conti voi.

Della “Vecchia Guardia” che conquistò la Promozione in Serie B nel 2013 sono rimasti in Organico i difensori Letizia, Poli e Gagliolo, nonché i centrocampisti Bianco, Di Gaudio e l’ex nerazzurro Pasciuti che, trasferitosi in Emilia nel gennaio 2010, è l’unico “sopravvissuto” a quel Torneo di Serie D che ha dato l’avvio al “Miracolo Carpi”. Sul mercato estivo non sono stati molti i relativi movimenti, avendo preferito la Dirigenza dar fiducia all’organico che si è ben distinto anche nella Massima Serie e le variazioni di maggior rilievo stanno nell’acquisto dal Frosinone dell’esperto difensore Blanchard, dal rinnovo del prestito dal Palermo dello sloveno Struna ed, in attacco, dall’acquisto del “Figlio d’arte” Gianmario Comi, unitamente al prestito dallo Spezia dell’ex Modena Catellani.

Per quanto attiene al Modulo di gioco, Castori non rinuncia ai quattro centrocampisti, avendo peraltro impostato in avvio un 4-4-2 le cui punte erano Lasagna e Catellani, per poi ripiegare su di un più prudente 4-4-1-1 con Lasagna unica punta e Lollo ad agire di supporto. Alcuni ritardi di condizione di alcuni componenti la “rosa” hanno sinora costretto il Mister a “ruotare” gli uomini a sua disposizione, con punti fermi, oltre a Colombi tra i pali, Struna, Poli e Gagliolo in difesa, Pasciuti, Bianco, Di Gaudio e Lollo a centrocampo e Lasagna in attacco. Assieme a questi, hanno sinora trovato spazio anche Romagnoli e Blanchard in difesa, Crimi e Bifulco a centrocampo, De Marchi e Catellani in attacco.

Le due Squadre si affrontano con una sola sconfitta a testa, in entrambi i casi uno 0-1 in trasferta (a Terni per il Pisa, nel derby di Cesena per il Carpi), ma con i nerazzurri che vantano due punti in più in Classifica frutto delle tre vittorie a fronte di due pareggi, contro i viceversa due successi e tre “match nulli” dei biancorossi. Ambedue reduci da una vittoria “casalinga” (si fa per dire, avendo il Pisa giocato “a porte chiuse” ed il Carpi al “Braglia” di Modena) con l’identico punteggio di 2-1, potrebbero affrontare l’incontro a viso aperto, data anche la sufficiente tranquillità di Classifica, ma c’è viceversa da ritenere, proprio per l’atteggiamento tipico dei due Tecnici, che si possa assistere ad una gara molto “bloccata” a centrocampo, con il Carpi che punta a lanci lunghi a favorire le punte, mentre il Pisa cercherà di allargare il più possibile il gioco sulle fasce.

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