Carte fedeltà, utilità e connessi obblighi informativi. Tutto quello che c’è da sapere dalla parte del consumatore

PISA – Secondo atto della nostra rubrica in collaborazione con l’Unione Italiana Consumatori della sede di San Giuliano Terme che  in questa occasione tratta l’argomento delle carte fedeltà

Una strategia di marketing che attualmente gode di grande fortuna, specie nella grande distribuzione (per i noti profili di consumo di massa a cui si indirizza questo settore commerciale) consiste nell’utilizzo delle cosiddette carte fedeltà o tessere di fidelizzazione della clientela. Si tratta di tessere (per lo più gratuite) rilasciate ai consumatori presso punti vendita, centri o esercizi commerciali, che comportano l’adesione del cliente ad un regolamento il cui contenuto appare il più vario nella prassi e nella fantasia degli operatori commerciali ma il cui scopo consiste sempre nell’attribuzione di vantaggi (sconti o premi) al cliente. Il consumatore presta il proprio consenso al programma di attribuzione di un punteggio (calcolato sulla base del volume di spesa) che gli consentirà, una volta accumulati i punti stabiliti, di avvalersi del premio prescelto o di usufruire di uno sconto per la spesa successiva. L’obiettivo è fidelizzare il cliente e, haimè, raccogliere i dati! I più disparati, sinanco quelli relativi al proprio lavoro, tempo libero, titolo di studio,, etc..

Ma sono realmente convenienti? Non lo sono, all’evidenza, se ad esempio devi acquistare prodotti che solitamente non acquisteresti e che sono più cari di quelli di solito usati. Ci si deve dunque chiedere e poi verificare se lo sconto è davvero quello promesso e se fare acquisti altrove ti permetterebbe invece di risparmiare di più! Da non sottovaluare poi ciò che “scambiamo” in cambio dello sconto: ciòè i nostri dati personali. Di valore gran lunga maggiore! Affinché la raccolta ed il trattamento dei dati personali sia svolto lecitamente, è necessario che queste attività siano svolte previa acquisizione del consenso dell’interessato: quest’ultimo deve essere pienamente ed agevolmente consapevole del concreto uso dei dati che lo riguardano e degli strumenti posti a difesa dei suoi diritti. Nella prassi commerciale, al contrario, la raccolta è spesso preceduta da un’informativa generica che descrive il relativo trattamento in modo superficiale e non adeguatamente distinto in relazione alla natura ed alla tipologia dei diversi dati raccolti. Il consenso “informato” del cliente si pone quindi come elemento discriminante in assenza del quale ogni attività connessa alla raccolta, all’elaborazione ed alla conservazione dei dati personali diviene illecita. Tanto più ampio è l’utilizzo dei dati personali, tanto più accurata e specifica deve essere l’informazione fornita al cliente – consumatore. Ai fini dell’acquisizione della “carta fedeltà”, nessun dato personale è obbligatorio. Ci sono tre caselle da barrare: con la prima si acconsente a fornire i dati anagrafici per ricevere la carta, con la seconda si accetta di ricevere offerte promozionali e con la terza si permette che le proprie abitudini siano registrate per le ricerche di mercato. Soltanto la prima, dunque, è obbligatoria!

(Avv. Natascia Marini, responsabile legale della Delegazione UNC San giuliano Terme, Pisa, www.uncsgt.it)

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