Caso Ragusa, solo tra qualche giorno i risultati della ricerca con il georadar

SAN GIULIANO TERME – Saranno disponibili solo nei prossimi giorni le immagini registrate dal georadar che stamani ha ispezionato un terreno di proprietà della famiglia Logli, a poche decine di metri dalla loro abitazione di Gello di San Giuliano Terme (Pisa).

Per quest’ultima ipotesi di reato da qualche mese sono indagati in concorso anche il padre di Antonio, Valdemaro, e la attuale compagna dell’uomo, Sara Calzolaio. In mattinata i carabinieri del nucleo investigativo pisano, guidati dal capitano Michele Cataneo, che da 20 mesi tentano di venire a capo del giallo, sono tornati a scandagliare il sottosuolo e i terreni circostanti la villetta dei Logli.

Campi perlustrati per l’ennesima volta dopo averli ispezionati a lungo e senza esito in passato. Il terreno preso in esame stamani è stato sequestrato almeno per il tempo necessario a rielaborare le ‘immagini’ registrate dal georadar e che dovranno dire se sono stati colti ‘bersagli’ utili alle indagini. L’apparecchio, già impiegato senza esisto anche nei mesi scorsi, ha la capacità di ‘vedere’ fino a 3 metri di profondità nel sottosuolo e anche al di sotto di superfici in cemento.

Stamani è stato impiegato per perlustrare un appezzamento di terreno ricoperto da un prato che è stato scelto dai carabinieri dopo un meticoloso lavoro di screening del territorio che ha permesso di elaborare una mappatura che sarà seguita anche nei prossimi giorni, visto che gli inquirenti sono assolutamente convinti che Logli abbia ucciso la moglie e ne abbia poi fatto sparire il cadavere la stessa notte della scomparsa. Nei primi mesi dell’inchiesta tuttavia le indagini si focalizzarono solo sulla possibilità che Roberta Ragusa, scoperto il tradimento del marito con l’ex baby sitter dei loro figli e attuale compagna di Logli, si fosse allontanata volontariamente per poi indirizzarsi unicamente sulla pista dell’omicidio compiuto dal marito.

In oltre un anno di accertamenti su Logli però però gli indizi raccolti sono ritenuti dalla procura ”insufficienti per chiederne il rinvio a giudizio” tanto che il procuratore Ugo Adinolfi ha più volte ripetuto che ”in assenza del corpo di Roberta l’indagine sarebbe destinata all’archiviazione”. Ora però il tempo stringe, perché l’ultima proroga prevista dalla legge prima della chiusura del fascicolo lascia tempo agli inquirenti fino al maggio prossimo.

Fonte: Ansa

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