Caso Roberta Ragusa: perquisizione a casa Logli

SAN GIULIANO TERME – Per il secondo giorno consecutivo i carabinieri sono tornati a casa di Antonio Logli, marito di Roberta Ragusa,  unico indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere.

Non è ancora chiaro se si tratti di un’altra perquisizione dopo quella di ieri durata circa 8 ore. Ieri due cani, Bo ed Emma, un bracco tedesco e un segugio hannoveriano, hanno aiutato i carabinieri nella lunga perquisizione.

Sono specializzati nell’individuazione di tracce ematiche e resti umani, del nucleo cinofilo di protezione civile della Pubblica assistenza di Rosignano Marittimo già utilizzati in altri casi celebri della cronaca nera: dalla morte di Yara Gambirasio a quella di Melania Rea.

Gli animali hanno perlustrato tutti gli edifici e il giardino del complesso residenziale dei Logli, palmo a palmo in quei luoghi dove erano già stati il primo marzo scorso insieme ai Ris di Roma durante la prima perquisizione che non aveva dato esito. Gli inquirenti mantengono ora il massimo riserbo, ma da quanto appreso anche questa attività non avrebbe dato impulsi significativi alle indagini. Questa volta i Ris non c’erano e ad accompagnare i carabinieri del nucleo investigativo pisano c’era una squadra di esperti del Ros di Roma.

Dopo otto ore di sopralluogo, e qualche minuto di forte tensione nel pomeriggio quando la famiglia Logli ha preteso che una pattuglia di carabinieri facesse allontanare giornalisti, fotografi e cameramen per rompere l’assedio mediatico intorno alla casa, gli investigatori se ne sono andati con alcuni effetti personali e altri oggetti e cuscini repertati in casa e che saranno messi al vaglio della magistratura. Ma l’impressione è che la svolta non sia vicina e che questa sia stata solo un’altra tappa di un’indagine infinita.

Intanto, nei prossimi giorni potrebbe essere finalmente calendarizzato il suo interrogatorio, visto che Logli da quando è stato iscritto nel registro deli indagati non è mai stato sentito. Il suo legale, Roberto Cavani, ha sempre detto che risponderà a ogni domanda e chiarirà tutti i dubbi. Ora quel momento sembra sempre più vicino. A proposito stamani il procuratore di Pisa Ugo Adinolfi ha mantenuto il riserbo sulle indagini e sul sopralluogo condotto nell’abitazione di Gello di San Giuliano Terme. Ai giornalisti che gli chiedevano se l’interrogatorio di Logli fosse ormai vicino, si è limitato a rispondere: “E’ probabile”. La perquisizione è stata condotta dagli esperti del Ros di Roma, i carabinieri dell’unità anticrimini violenti. Poco prima delle 14 è giunto a casa anche il marito di Roberta, unico indagato in questa vicenda con l’accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere, alla guida della sua auto che aveva il parabrezza ‘schermato’ da alcuni teli per sottrarsi alle riprese televisive. L’auto viaggiava a velocità piuttosto sostenuta e ha quasi investito, durante la manovra di ingresso nel cortile del complesso residenziale, i cineoperatori che si trovavano sul posto.

La perquisizione è durata circa quattro ore. Stando a quanto si è appreso, i carabinieri impegnati nella perquisizioni, militari dell’Unità anticrimini violenti, si sarebbero concentrati soprattutto nella casa del fratello di Logli eseguendo una perquisizione tradizionale senza utilizzare attrezzature sofisticate né i cani specializzati nell’ individuazione di tracce ematiche e resti umani impiegati invece ieri a lungo nelle pertinenze di Antonio Logli. Al termine del sopralluogo i carabinieri hanno lasciato l’abitazione senza fare dichiarazioni

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