Castagne, raccolta dimezzata nel 2013

PISA – Anche per quest’anno la castanicoltura ha subito un brusco rallentamento. E’ stata dimezzata o addirittura con picchi del 60% la raccolta di marroni e castagne del 2013.

Le cause principali sono state l’aggressione del cinipide galligeno, le avverse condizioni primaverili caratterizzate da forti piogge e l’estate calde che non ha aiutato la fioritura dei castagni e la presenza fuori controllo degli ungulati: cinghiali, caprioli e cervi che si cibano delle poche e buone castagne cadute a terra.

La crisi del settore ha provocato un forte importazione di castagne dall’estero (Spagna, Portogallo, Turchia e Slovenia), + 20% nei primi sette mesi del 2013, un trend non nuovo visti i risultati degli anni precedenti caratterizzati da un raddoppio delle importazioni nel 2012 e addirittura triplicate nel 2010. Coldiretti consiglia un fai da te casalingo per garantirsi un prodotto fresco, sicuro e a costi accessibili.

Meglio allora frequentare sagre paesane o rivolgersi a piccole imprese agricole per riscoprire il piacere della raccolta nei boschi. Se dal punto di vista quantitativo la situazione è preoccupante non desta preoccupazione la qualità dei prodotti, infatti ben cinque tipi di castagne hanno ottenuto il riconoscimento europeo: il Marrone del Mugello Igp, il Marrone di Caprese Michelangelo Dop, la Castagna del Monte Amiata Igp, la Farina di Neccio della Garfagnana Dop e la Farina della Lunigiana Dop.

La pochezza di produzione ha effetti sull’abbandono dei castagneti da parte dei castanicoltori, con conseguenze disastrose per il mantenimento del territorio, l’integrazione al reddito e alla continuità della sua presenza nei territori marginali e montani.

Fonte: Coldiretti Pisa

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