scuola

PISA – Da lunedì 8 marzo e per tutta la prossima settimana, le scuole di 40 dei 273 comuni della Toscana rimarranno chiuse.

Oltre ai 20 comuni della provincia di Pistoia, dunque, con Cecina (Li) e Castellina Marittima (Pi), le ordinanze regionali disciplinano la chiusura delle scuole in ulterori 15 comuni. Sono questi: Anghiari, Castelfranco Piandiscò, Lucignano, Marciano della Chiana, Monterchi, Sansepolcro per la provincia di Arezzo. 
Per la Provincia di Siena Castelnuovo Berardenga, Asciano, Chiusdino, Monteroni d’Arbia, Monticiano, San Gimignano. Certaldo (Firenze), Civitella Paganico (Grosseto), Bientina (Pisa)

E’ quanto disciplinato con ordinanze dal presidente Eugenio Giani, a seguito della sessione di lavoro con il il comitato toscano per l’emergenza e la prevenzione scolastica (Ceps), conclusa in nottata con i sindaci dei territori interessati.

E’ prevista la “sospensione delle attività dei servizi educativi dell’infanzia, mentre le attività scolastiche e didattiche delle scuole di ogni ordine e grado si svolgeranno esclusivamente con modalità a distanza”.
 
Nella zona rossa, come nel caso dei 20 comuni della provincia di Pistoia, la chiusura è un fatto automatico secondo l’ultimo Dpcm; a questi si sono aggiunti i comuni di Cecina e Castellina Marittima, appartenenti a province diverse e territorialmente contigui” spiega il presidente, che preannuncia una sola deroga per le Terme di Montecatini: “Rimarranno aperte, perché in questo caso c’è un aspetto di prevenzione sanitaria”.     

Nella Toscana arancione, dunque, ai 22 comuni  rossi se ne aggiungo ora altri 18: in 15 la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado è interamente disciplinata da ordinanza regionale; in altri 3 – Siena, Arezzo e Follonica – la disposizione sarà presa dai sindaci ma in condivisione con Giani, con specifico richiamo nell’ordinanza regionale: “Essendo comuni più grandi occorreva un’ordinanza più calibrata sulla specificità locale”, spiega il presidente.    

Con ciascuno dei comuni c’è stata un’analisi approfondita sulla presenza di focolai nelle scuole. Laddove il numero alto di contagi, secondo l’opinione del sindaco, non originava dalle scuole non si è disposto alcun intervento di chiusura; in altri casi, quando lo stesso primo cittadino ha fatto presente che poteva esserci una pericolosità di contagio, allora si è proceduto”.

Ringrazio di cuore il lavoro del Ceps, che con me ha valutato la situazione epidemiologica soprattutto nelle scuole toscane” afferma Giani, ricordando che il confronto è stato portato avanti direttamente con i sindaci dei 76 comuni toscani che a ieri, venerdì 5 marzo, risultavano sotto osservazione per il loro alto valore di contagio come indicato dal Dpcm Draghi (ovvero oltre l’indice di 250 su 100mila abitanti). 

PISA – Emergenza sanitaria. Da lunedì 8 marzo, chiudono per 5 giorni (fino a venerdì 12) le scuole di Pistoia e provincia (20 Comuni in tutto). E’ questa la decisione presa dal Ceps toscano, il Comitato per l’emergenza e la prevenzione scolastica, a conclusione della sua prima riunione del pomeriggio, dopo attenta valutazione dei dati epidemiologici, registrati negli ultimi 7 giorni, nei 273 Comuni della Toscana.

La scuola in presenza in sicurezza è sempre stata la nostra priorità. Siamo stati fra le prime Regioni italiane a riaprirle e continuiamo a investire in progetti di prevenzione anti Covid, come ‘Scuole Sicure’, per contrastare il più possibile la diffusione del virus. Ecco perché ogni decisione su eventuali temporanee sospensioni delle attività didattiche e dei servizi educativi è presa con molta cautela e soprattutto dopo attento e approfondito esame dei dati epidemiologici, come ha fatto oggi il Ceps – dichiara il presidente Eugenio Giani, in occasione del suo insediamento -. Questo Comitato ha una funzione ben precisa di consultazione, ma anche di approfondimento, sul piano tecnico scientifico e anche sociale, dei vari aspetti della vita della nostra comunità – prosegue Giani -. Ce lo consente il nuovo Dpcm ed è formato da persone che, per competenza e ruolo, possono intraprendere i necessari interventi, con un unico obiettivo comune: salvaguardare la salute pubblica e, nello stesso tempo, l’istruzione dei nostri ragazzi – aggiunge -. Il Covid non può fermare la scuola. I provvedimenti restrittivi del Ceps, fatti in modo differenziato, mirato e con metodo, serviranno a questo. La forza di una comunità serve anche a questo, ad attivare e utilizzare al meglio ogni strumento possibile per contrastare la diffusione dei contagi”.

A conclusione della riunione, il presidente ha annunciato una serie di incontri in serata con i sindaci della provincia di Siena, di Prato e del Circondario Empolese Valdelsa, per valutare i provvedimenti da prendere sulla base del tasso di contagiosità. Al momento, i Comuni sotto osservazione per il loro valore alto di contagio sono 76. La Toscana sarà ancora per una settimana in zona arancione, ma con zone rosse: la provincia di Pistoia e i comuni di Cecina (Livorno), Castellina Marittima (Pisa).

Il Ceps.Il Ceps, il Comitato per l’emergenza e la prevenzione scolastica, è stato istituito con Ordinanza del presidente Eugenio Giani, come da ultime disposizioni del nuovo e primo Dpcm del premier Mario Draghi (articolo 21, comma 2) in vigore da domani, che prevede l’attivazione di questo strumento di consultazione e coordinamento da parte dei presidenti di Regione “in tutte le aree, regionali o provinciali, nelle quali l’incidenza cumulativa settimanale dei contagi sia superiore a 250 casi su 100.000 abitanti oppure in caso di motivata ed eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico”.

Il Ceps è composto da 18 persone: il presidente della Giunta regionale, che lo convoca e lo presiede; l’assessore alla sanità; l’assessore all’istruzione, il direttore generale della Giunta regionale; il direttore della Direzione sanità, welfare e coesione sociale; il direttore della Direzione Istruzione, formazione, ricerca e lavoro, il direttore della Direzione mobilità, infrastrutture tecnologiche e innovazione; il dirigente responsabile regionale della Prevenzione collettiva; il direttore generale dell’Ufficio regionale scolastico; un rappresentante dell’Upi; un rappresentante dell’Anci regionale; il direttore generale della Asl Centro; il direttore generale della Asl Nord Ovest; il direttore generale della Asl Sud Est; il direttore di Ars (Agenzia regionale della sanità); il direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria Meyer; il presidente del Parlamento degli studenti; il portavoce dell’opposizione in Consiglio regionale.

Alle riunioni del Comitato sono invitati i prefetti competenti per territorio, in riferimento alle decisioni di assumere. dei prefetti, uno di Upi, uno di Anci e l’inviato del Parlamento degli studenti. Il Ceps si riunisce ogni venerdì e valuta, sulla base dei dati epidemiologici, gli interventi da mettere in atto.

PISA – Nessuna nuova decisione è stata presa in relazione a provvedimenti di chiusura delle scuole toscane.

In ogni caso ogni decisione, come già annunciato dal presidente della Regione Eugenio Giani, sarà presa solo dopo l’esame dei dati e le relativi valutazioni in sede di Ceps, il Comitato per l’emergenza e la prevenzione scolastica che si insedierà venerdì pomeriggio.

Questo quanto si precisa in relazione alle ventilate chiusure su base esclusivamente comunale. 

Il Dpcm, all’articolo 21, comma 2, prevede che la misura possa essere adottata dai presidenti delle Regioni “in tutte le aree, regionali o provinciali, nelle quali l’incidenza cumulativa settimanale dei contagi sia superiore a 250 casi o 100.000 abitanti oppure in caso di motivata ed eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico”.

PISA – Si è chiuso il bando regionale per il potenziamento della connettività delle scuole. Ben 1.053 plessi scolastici toscani vedranno migliorare la loro capacità di connessione al web grazie ai 161 enti pubblici – tra Comuni, Provincie, Città Metropolitana ed Unioni dei Comuni – che hanno partecipato al bando emesso dalla Regione Toscana lo scorso 24 dicembre.

Dei 2 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione, 1.779.318 euro sono stati assegnati per il miglioramento della connessione digitale delle scuole e altri 59.000 per l’acquisto di router. I rimanenti 220.682 euro saranno destinati anch’essi ai beneficiari del bando, per l’acquisto di ulteriori access point wi-fi. La richiesta di access point arrivata, infatti, è stata 5 volte superiore allo stock che la Regione aveva a disposizione e che ha concesso in comodato d’uso.

Ogni ente – ha spiegato l’assessore regionale alle infrastrutture digitali Stefano Ciuoffo – ha potuto richiedere fino a 2000 euro per plesso scolastico, escludendo le scuole dell’infanzia. E’ stata inoltre prevista la possibilità, per chi ha scelto di non richiedere il contributo massimo, di avere accesso a risorse aggiuntive per l’acquisto di router. Abbiamo voluto sostenere il mondo della scuola in un momento estremamente delicato, nel quale la pandemia ha sottolineato e reso ancora più evidente l’importanza strategica del potenziamento delle infrastrutture digitali. Questa scelta della Regione – continua Ciuoffo – risponde a una necessità concreta e impellente, ma è anche perfettamente in linea con il Piano Scuola previsto dal Governo Conte e con il progetto di copertura in Banda Ultra Larga di tutti gli istituti scolastici. Ci auguriamo che non debba mai accadere, ma in caso di nuovo lockdown, anche parziale, gli istituti scolastici e gli studenti della Toscana potranno sostenere meglio la didattica a distanza”.

Voglio ringraziare il collega Ciuoffo per il suo impegno e la sua sensibilità verso il mondo della scuola”, ha detto l’assessore regionale all’istruzione Alessandra Nardini. “La pandemia – continua – ha reso ancora più evidenti criticità esistenti con il rischio di vedere acuite disuguaglianze economiche, sociali, territoriali, di connessione. Per questo, come Regione Toscana, ci siamo impegnati fin da subito affinché nessuno restasse indietro. La scuola deve essere un luogo di opportunità e uguaglianza, per tutte e per tutti. L’intervento sulla connettività delle scuole va in senso, nell’ottica di garantire, anche in questa situazione difficile, il diritto allo studio. Questi interventi saranno un patrimonio prezioso anche una volta superata la pandemia, perché ovviamente dobbiamo dotare le nostre scuole di connessione e dispositivi, indispensabili per una didattica che sia innovativa e dia alle nostre studentesse e ai nostri studenti la possibilità di confrontarsi con le nuove tecnologie e di utilizzare la rete“.

In totale sono state assegnate 207.614 euro alla Provincia di Pisa.

Comune di Santa Croce sull’Arno, € 7.390 per la connettività;
Comune di Calci,€ 4.000 per la connettività;
Comune di Casciana Terme Lari, € 6.000 per la connettività;
Comune di Cascina, € 32.000 per la connettività;
Comune di Castelfranco di Sotto, € 8.000 per la connettività;
Comune di Fauglia, € 4.000 per la connettività;
Comune di Guardistallo, € 2.000 per la connettività;
Comune di Montecatini Val di Cecina, € 4.000 per la connettività;
Comune di Pisa, € 28.000 per la connettività e € 8.500 per i router;
Comune di San Miniato, € 16.419 per la connettività;
Comune di Santa Maria a Monte, € 9.000 per la connettività;
Comune di Terricciola,€ 6.000 per la connettività;
Comune di Volterra,€ 4.000 per la connettività;
Provincia di Pisa, € 26.000 per la connettività e € 2.305 per i router;
Unione Montana Alta Val di Cecina, € 8.000 per la connettività;
Unione Valdera, € 32.000 per la connettività.

PISA – Il Comune di Pisa è impegnato in prima linea per sostenere le scuole che hanno dovuto implementare, durante i periodi di recrudescenza della pandemia, la didattica digitale integrata e che necessitano di connettività a internet in banda ultralarga.

L’amministrazione comunale ha già stanziato 40 mila euro che verranno a breve assegnate agli istituti comprensivi cittadini, così come previsto dagli indirizzi approvati dalla Giunta. I contributi vengono assegnati a titolo di sostegno e potenziamento delle misure per la didattica digitale dei plessi scolastici che ospitano scuole primarie o secondarie di primo grado.

Oltre alle risorse proprie del Comune, l’Amministrazione ha partecipato nelle settimane scorse ad una richiesta di finanziamento relativa all’avviso pubblico per la concessione di contributi per la connettività ad internet in banda ultralarga della Regione Toscana, con riferimento alle scuole primarie e secondarie.

Sulla base della richiesta avanzata, la Regione Toscana ha concesso un finanziamento di 28 mila euro per la connettività e di 8.500 euro per l’acquisto di dispositivi modem/router. Inoltre, saranno concessi in comodato d’uso gratuito 31 access point wifi.

L’amministrazione comunale – ha dichiarato l’assessore alle politiche scolastiche Sandra Munno – ha ritenuto prioritario contribuire in maniera concreta a garantire a tutti gli studenti degli istituti comprensivi cittadini, la possibilità di usufruire delle attività di didattica digitale integrata. Abbiamo voluto fornire risposta immediata alle segnalazioni pervenute da parte di dirigenti scolastici e insegnanti in occasione della recrudescenza della pandemia, che ha costretto le scuole ad attivare la didattica in forma mista, in parte in presenza e in parte in distanza, aumentando così le criticità relative alla connettività di rete. Il nostro contributo è finalizzato a garantire standard omogenei del servizio per tutti gli studenti, in qualsiasi condizione sociale, nel pieno rispetto dei criteri di accessibilità per gli alunni con disabilità.

Stiamo portando avanti come Amministrazione – ha aggiunto l’assessore all’impiego delle tecnologie digitali Giovanna Bonanno – il nostro concreto ausilio, in termini di implementazione della strumentazione e connessione ad internet, ai vari istituti scolastici della città. Con la partecipazione al bando della Regione Toscana ci siamo voluti assicurare ulteriori risorse da assegnare alle scuole, per contribuire a garantire, in ragione della diffusione della didattica a distanza, una maggiore efficienza delle attività da parte delle scuole e un uniforme svolgimento delle lezioni da parte degli studenti. Le risorse individuate tra Comune e bando regionale, per un totale di circa 76 mila euro, forniranno un aiuto concreto agli insegnanti alle prese con piattaforme digitali per l’insegnamento a distanza e alle famiglie che potranno disporre di una migliore erogazione dei servizi.

Tutti gli istituti comprensivi di Pisa, “Gamerra” a Putignano, “Galilei” a Cisanello, “Tongiorgi” a Porta a Lucca, “Pisano” a Marina di Pisa, “Fucini” a San Giusto, “Toniolo” e “Fibonacci” in centro, sono destinatari del contributo comunale

Le scuole interessate dal finanziamento regionale sono invece le scuole primarie “Rismondo”, “Newbery”, “Parmini”, “De Sanctis”, “Livia Gereschi”, “Oberdan”, “Gambini”, “Biagi”, “Novelli”, “Toti”; le scuole secondarie di primo grado “Nicola Pisano”, “Fucini” (sede principale e succursale), “Vincenzo Galilei”.

Gli access point wifi saranno installati alle scuole primarie “Collodi” e “Filzi”, alla scuola secondaria “Mazzini”, agli istituti comprensivi “Gamerra”, “Fibonacci”, “Toniolo”.

PISA – Il programma regionale Scuole Sicure si arricchisce di uno nuovo strumento informatico per favorire lo screening del personale scolastico (docente e non docente) di ogni ordine e grado e quello dei servizi educativi, degli istituti statali e paritari della Toscana: dal 4 febbraio, i dirigenti scolastici possono procedere alla generazione dei codici di prenotazione che consentiranno al personale di prenotare, gratuitamente, il proprio test antigenico semi-rapido con tampone naso faringeo, collegandosi da lunedì 8 febbraio al sito internet regionale https://prenotatampone.sanita.toscana.it. Il progetto è promosso dall’assessorato alla sanità, guidato da Simone Bezzini.

Il nuovo portale online appositamente progettato e realizzato dal settore Sanità digitale della Regione Toscana, raggiungibile all’indirizzo https://scuolesicure.sanita.toscana.it. Dedicato al mondo della scuola, è stato illustrato questa mattina nel corso di una video conferenza, cui hanno partecipato oltre cinquecento dirigenti scolastici, con i quali sono stati condivisi le finalità dell’iniziativa e le modalità operative di questa specifica linea di azione.

Continuiamo a investire sulla campagna di screening, perché vogliamo che le scuole rimangano sempre aperte in sicurezza. Le misure che sono state adottate vanno in questa direzione – commenta il presidente della Toscana, Eugenio Giani -. Dal mondo della scuola arrivano segnali incoraggianti. Dirigenti e personale scolastico stanno facendo un lavoro straordinario, immenso, e sempre con grande spirito di collaborazione, per garantire la continuità della didattica ai nostri studenti. Anche le nostre ragazze e ragazzi stanno facendo la loro parte con senso di responsabilità. Continuiamo a essere in zona gialla, nonostante le scuole aperte. Non vanifichiamo questo importante risultato. Manteniamo la massima cautela e prudenza”.

Scuole Sicure è un progetto ambizioso e innovativo, che mira ad aumentare il più possibile la nostra capacità di screening e a intercettare l’eventuale presenza del virus prima che possa diffondersi – spiega l’assessore alla sanità, Simone Bezzini – Per il personale scolastico si prevedono 1.000 tamponi al giorno, per un totale settimanale di 7mila unità. Se si sommano a quelli destinati agli studenti, si stima che il numero di tamponi totali, dedicati alla scuola, saranno ogni settimana 18.625. Ringrazio tutti coloro impegnati in questo importante lavoro quotidiano, che vede in prima linea più soggetti, a partire dai professionisti delle Asl, dal personale scolastico, dai nostri studenti e dalle loro famiglie. Uno sforzo che coinvolge l’intero sistema sanitario e il mondo della scuola, portato avanti grazie a una rete di enti e istituzioni, che è venuta a crearsi e che si rafforza ogni giorno con uno straordinario impegno comune”.

Gli strumenti che abbiamo messo in campo, e tutte le azioni che ne conseguono, sono finalizzati a consentire la didattica in presenza in sicurezza, sia per le studentesse e gli studenti che per il personale scolastico, docente e non, ed educativo – sottolinea l’assessora all’istruzione, Alessandra Nardini -. A oggi abbiamo un ottimo riscontro in quanto a disponibilità, collaborazione e voglia di andare avanti tutti quanti insieme. E’ in corso un grande lavoro di squadra per tutelare la salute, individuale e collettiva, e nello stesso tempo garantire il diritto all’istruzione”.

Questo progetto – aggiunge il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale della Toscana, Ernesto Pellecchia – ha una funzione fondamentale per mantenere la scuola superiore in presenza, elemento essenziale per ridare centralità ai bisogni educativi e formativi dei giovani. L’adesione delle scuole e dei docenti al progetto è, quindi, non solo auspicabile, ma essenziale”.

Il progetto

Il sistema di monitoraggio “Scuole Sicure”, è promosso dall’assessorato alla sanità, guidato da Simone Bezzini, ed è oggetto di confronto costante con l’Ufficio Scolastico Regionale e gli altri soggetti che fanno riferimento al “Cantiere scuola”, coordinato dall’assessora Alessandra Nardini. Sono a fianco di Regione Toscana anche Upi e Anci, oltre alle Asl e ad Ars (Agenzia regionale di sanità). Oltre allo screening riservato al personale scolastico, per il quale è stato attivato oggi il portale, il progetto prevede indagini epidemiologiche a campione sugli studenti di tutte le scuole secondarie di secondo grado, pubbliche e paritarie, relativamente al sistema di monitoraggio delle infezioni da Sars-CoV-2.

Alcuni dati.Per il personale scolastico, docente e non docente, e per i servizi educativi della Toscana, si prevedono 1.000 tamponi al giorno, per un totale settimanale pari a 7 mila unità.A regime, il progetto coinvolgerà tutte le scuole superiori della Toscana: 465 istituti, di cui 410 pubbliche e 55 paritarie. Ogni settimana saranno effettuati 5 tamponi per 5 classi (dalla prima alla quinta), ossia 25 tamponi settimanali per scuola. Se si moltiplica il numero complessivo delle scuole (465) per il numero dei tamponi settimanali in ogni istituto (25), ogni settimana saranno effettuati 11.625 tamponi. Si stima che il numero di tamponi totali, dedicati allo screening del settore scuola, saranno ogni settimana ben 18.625 (di cui 11.625 relativi a studenti e 7 mila al personale scolastico, docente e non docente, e per i servizi educativi).

PISA – Consegnati lunedì 25 gennaio presso la Sala delle Baleari di Palazzo Gambacorti nove buoni acquisto ai dirigenti scolastici degli Istituti secondari di secondo grado della nostra città, per un totale complessivo di 24.544,00 euro,

di Giovanni Manenti

Sulla scorta di un’iniziativa assunta dalla Giunta Comunale nell’ambito delle Politiche Giovanili, buoni da utilizzare presso alcune Librerie pisane e destinati all’acquisto di libri per rifornire le rispettive biblioteche.

Trattasi, pertanto, di un contributo di cui beneficiano, per un importo di €. 2.943,00 ciascuno, l’Istituto Tecnico Santoni-Gambacorti, il Liceo Scientifico Buonarroti, il Liceo Scientifico Ulisse Dini, l’ITI Leonardo da Vinci-Ist. prof.le Fascetti, il Liceo Classico Galilei-Ist. Tecnico Comm.le Pacinotti, l’Istituto d’Arte Russoli, l’IPSAR Matteotti e l’Istituto Magistrale Carducci, nel mentre una ridotta quota di €. 1.000,00 è stata messa a disposizione dell’Istituto Santa Caterina, somme che potranno essere spese, indicativamente da inizio del prossimo mese di febbraio e con validità annuale, presso 5 Librerie cittadine, ovvero “Blue Book” di via Toselli, “Stampacchia Enrico” di Piazza Cavallotti, “Musetti” di via Cavour, “Libreria Pellegrini” di via Curtatone e Montanara e “Tra le Righe” di via Corsica.

Un’iniziativa portata avanti e fortemente voluta dalla vice Sindaco Raffaella Bonsangue, che ha così commentato: “Si tratta di un’idea nell’ambito della delega da me ricevuta per le Politiche Giovanili, rispetto alle quali, purtroppo, molte iniziative non si sono potute concretizzare a causa dell’emergenza sanitaria tuttora in atto e, pertanto, proprio quelle che sono le conseguenze della pandemia rispetto alla vita dei ragazzi in età scolare hanno fatto sì che catturasse la nostra attenzione – al pari delle cosiddette “piccole librerie” che hanno visto contrarre i loro ricavi sia a causa della chiusura dell’Università che di un minor movimento turistico ed occasionale – la situazione degli Istituti Scolastici che hanno dovuto affrontare dei costi accessori per fronteggiare l’emergenza sanitaria, da cui è nata la scelta di destinare un contributo alle varie Scuole in proporzione al numero dei rispettivi studenti, ma elargito alle singole Librerie, laddove i vari rappresentanti scolastici potranno andare a spendere il buono che oggi abbiamo loro consegnato.
Ovviamente, per quel che riguarda la scelta dei libri da acquistare – prosegue la Vice Sindaco – le varie Direzioni scolastiche hanno piena autonomia in merito, anche se noi abbiamo invitato i docenti a far partecipare i ragazzi al processo decisionale su quali testi comprare, oltre ad un suggerimento affinché almeno una parte dei libri che verranno acquistati sia dedicata all’approfondimento dei temi concernenti l’Educazione Civica, che riteniamo quanto mai necessari in un momento come questo che coinvolge tutta la comunità e che richiede un sempre maggiore senso di responsabilità, così che i giovani possano sfruttare l’occasione per acquisire gli strumenti affinché possano partecipare più consapevolmente a quelli che sono i percorsi decisionali“.

Ed il fatto che gli studenti siano stati costretti per lungo tempo ad una didattica a distanza“, conclude l’Avv. Bonsangue, “ci fa altresì sperare in un riavvicinamento degli stessi alla lettura, e, del resto, le suggestioni e gli stimoli anche all’immaginazione ed alla fantasia che la lettura di un libro cartaceo propone, attraverso un rapporto diretto tra il lettore e ciò che l’autore ha voluto descrivere, è a mio avviso un qualcosa di insostituibile, avendo, al contrario, riferimento all’immediatezza dell’informazione che può arrivare da un computer (o comunque dal Web e dai social) che non consente mai di far proprio e rielaborare quello che è un messaggio, una narrazione che invece è contenuto in una pagina cartacea“.

PISA – Partirà a settembre in via sperimentale il servizio di doposcuola in due scuole primarie cittadine, le Oberdan dell’Istituto comprensivo Galilei, che si trovano nel quartiere San Michele a Porta a Piagge e le Lorenzini dell’Istituto Fucini nel quartiere di San Giusto – San Marco.

Il servizio che verrà introdotto nelle due scuole, prevede l’attivazione della mensa e a seguire, dopo la pausa ricreativa, la possibilità per i bambini di svolgere i compiti con l’ausilio di personale educativo specializzato, offrendo alle famiglie un prolungamento orario da fine scuola fino alle 17.00.

Si ricorda che lunedì 25 gennaio scade il termine ultimo per le iscrizioni dei bambini alle scuole primarie, e in quell’occasione i genitori interessati potranno già specificare se vogliono usufruire del nuovo servizio di doposcuola. “Da quest’anno partiamo in via sperimentale nelle due strutture che presentano i requisiti di idoneità tecnica e gli spazi adatti ad ospitare la mensa e l’attività di doposcuola – spiega l’assessore alle politiche educative e scolastiche Sandra Munno -. Il servizio verrà affidato in gestione ad un soggetto qualificato in ambito educativo, selezionato dal Comune tramite un apposito bando di gara. Questo nuovo progetto vedrà comunque protagonisti gli istituti comprensivi che li ospiteranno, con i quali il dialogo è aperto da tempo, trattandosi di un’idea sulla quale stiamo lavorando da mesi e che in parte abbiamo dovuto rimandare a causa dell’emergenza sanitaria”.

“Stiamo predisponendo il regolamento del servizio – prosegue l’assessore – che indicherà anche la misura della compartecipazione alla spesa da parte delle famiglie e anche il termine per le iscrizioni, che, orientativamente, sarà previsto nel mese di giugno. Dall’andamento del progetto sperimentale decideremo poi se estenderlo ad altre scuole del territorio comunale. Il servizio del doposcuola, insieme alla proposta di prolungamento dell’orario di alcuni asili nido, fa parte di quel più ampio progetto che l’Amministrazione Comunale si sta impegnando a realizzare, con azioni che sostengano effettivamente i genitori nella fase di crescita dei loro bambini, cercando soprattutto di aiutare le giovani coppie nel processo di conciliazione tra impegni di lavoro e tempi di vita familiare.”

PISA – Primo bilancio del dispositivo attivato in provincia per assicurare la mobilità in sicurezza degli studenti delle scuole superiori di secondo grado tornati per il 50% alla didattica in presenza, percentuale confermata anche dalle ultime disposizioni governative e regionali.

Le misure pianificate, dopo l’adozione da parte del Prefetto di Pisa, Giuseppe Castaldo, del Piano operativo provinciale lo scorso 22 dicembre, hanno operato per sviluppare il raccordo tra scuole e trasporto pubblico locale su gomma. Già dalla prima giornata di rientro a scuola, il Prefetto Castaldo, il Presidente della Provincia Angori, il Direttore dell’Ufficio scolastico provinciale Pagliazzi e i rappresentanti della Azienda di trasporto CTT hanno animato un Tavolo di coordinamento permanente in Prefettura per seguire in tempo reale l’andamento del servizio.

Due i momenti giornalieri di confronto: il primo per raccogliere i dati sulle corse effettuate e i report dei volontari del Progetto “Ti accompagno”, di tutoraggio alla fermate a maggior frequentazione, con contestuale debrifing su ogni aspetto rilevante emerso; il secondo, per la condivisione degli elementi di valutazione con l’Assessorato regionale ai trasporti. Il modulo flessibile adottato ha consentito di assicurare la partecipazione e il contributo al Tavolo dei sindaci e dei dirigenti scolastici per specifici punti di situazione sui singoli contesti, al fine di avviare tempestivamente iniziative volte a ricalibrare il servizio o approntare miglioramenti. Particolare attenzione è stata rivolta ai poli scolastici di Pisa e Pontedera, nonché a verificare i numeri effettivi dell’utenza, integrandoli con i dati del trasporto su ferro. Circa 2000 gli studenti che hanno giornalmente utilizzato il trasporto extraurbano su gomma, mentre RFI –  Rete Ferroviaria Italiana ha rilevato una media di circa 500 studenti nelle stazioni di Pisa -Centrale, Pisa -San Rossore e San Romano, nel corso di una serie di verifiche. Massima attenzione è stata dedicata alla prevenzione assembramenti negli spazi in prossimità degli istituti scolastici e delle fermate- con l’attento contributo delle Forze dell’ordine, dei volontari e delle amministrazioni comunali – anche al fine di regolare l’afflusso dei mezzi privati (numerosi in questi giorni nell’accompagnare i ragazzi). Il Tavolo è intervenuto su varie situazioni segnalate, operando per una prima rimodulazione di alcune corse extraurbane, risultate più frequentate, e per mettere più puntualmente in parallelo entrata e uscita dagli istituti e orari delle corse. Non sono mancate, su alcune corse urbane, situazioni in cui si è manifestata l’esigenza di una migliore distribuzione degli utenti su tutta l’offerta di mezzi disponibili. A tal fine verrà intensificata l’attività di informazione rivolta agli studenti. In collaborazione con i dirigenti scolastici sono state avviate iniziative di raccolta di segnalazioni direttamente dagli studenti, con l’obiettivo di definire un format agile di monitoraggio, capace di restituire i dati effettivamente rilevanti, attivando un ulteriore canale di feedback al Tavolo e alla Azienda di trasporto, anche per orientare mirate azioni di controllo.

Abbiamo registrato grande consapevolezza da parte dei ragazzi – osserva il Prefetto Castaldo – Ringrazio loro e tutti gli attori per il qualificato apporto collaborativo e per la grande sinergia di cui è stata data prova. È necessario continuare ad affinare le misure per renderle sempre più adeguate alle situazioni concrete e sviluppare ulteriormente la capacità del sistema di acquisire il contributo di ogni soggetto interessato. In questa fase un ruolo e un contributo fondamentale è stato assicurato dai dirigenti scolastici, con iniziative mirate a diffondere tra i ragazzi l’opportuna informazione e a consentire la loro consapevole partecipazione allo sforzo collettivo di garantire condizioni di sicurezza al trasporto scolastico”.

Al momento la situazione delineata è quella in cui nessun bus viaggia oltre la capienza consentita. Il Tavolo ha deciso comunque di elaborare  e adottare un modello di monitoraggio flessibile, per andare incontro alle esigenze del servizio di cui beneficiano gli studenti, e per rilevare tempestivamente gli aspetti che devono e possono essere migliorati in base alle necessità che si potranno manifestare anche nel prossimo periodo”, ha affermato il Presidente della Provincia di Pisa Massimiliano Angori.In questo modo tutti gli attori coinvolti possono avere contezza della situazione ed esercitare un ruolo propositivo nel pieno spirito di collaborazione che contraddistingue il Tavolo. Un’azione che ha ricevuto anche il plauso da parte della Regione Toscana”.

PISA – “Per il valore dell’istruzione vale la pena fare scelte coraggiose. Ringrazio la ministra Azzolina che ha scelto di metterci la faccia ribadendo il ruolo della scuola e dell’istruzione, fondamentali della nostra comunità.”. Così il presidente Eugenio Giani accogliendo la ministra dell’istruzione Lucia Azzolina in Palazzo Strozzi Sacrati, per la visita della ministra in Toscana dove le scuole sono riaperte già da dieci giorni. Insieme a Giani, l’assessora all’istruzione Alessandra Nardini, l’assessora all’educazione del Comune di Firenze Sara Funaro, e per l’Ufficio scolastico della Toscana il direttore Ernesto Pellecchia e il dirigente Roberto Curtolo.

La scuola ha una governance complessa – ha detto la ministra Azzolina – ma se tutti insieme si lavora per un obiettivo unico, che è quello dell’istruzione e della formazione delle nostre studentesse e dei nostri studenti, il risultato si ottiene. Ringrazio il presidente Giani che ha messo la scuola al centro delle sue scelte politiche cosa di cui anche gli studenti della Toscana credo possano essergli grati”.

Abbiamo voluto seguire le indicazioni che il ministro aveva già illustrato da dicembre per riaprire le scuole subito dopo le festività”, ha quindi proseguito Giani. “Siamo partiti l’11 gennaio corrispondendo alla volontà condivisa con tutte le Regioni. Noi lo abbiamo fatto perché i dati pandemici ce lo hanno permesso, ma valutando anche che quando si tratta di affrontare un’emergenza bisogna stare attenti ai messaggi che passano nella comunità: il messaggio che stava passando era che la scuola non fosse un elemento centrale della nostra società, che l’istruzione fosse quasi un peso in un Paese impegnato solo a uscire dalla pandemia. Questo non era accettabile. Abbiamo quindi programmato le modalità per il rientro, tutti insieme, con un grande lavoro di squadra, tra istituzioni, dirigenti scolastici e presidi, volontariato. Siamo ripartiti da dieci giorni, ma se andiamo a vedere le curve dei contagi l’altra settimana abbiamo avuto 2901 contagi in tutta la Toscana, il che significa che per ritrovare un dato così basso bisogna tornare all’11 ottobre cioè prima della seconda ondata della pandemia”.

La scuola non è solo apprendimento – ha quindi proseguito Azzolina- la scuola è vita perché permette a ogni studente di costruire se stesso, la propria personalità. Gli studenti hanno diritto alla socialità, facciamo in modo che la vivano in un ambiente controllato come la scuola. Bisogna essere molto attenti, avere un grandissimo senso di responsabilità, però se ci organizza come è stato fatto, sensibilizzando le studentesse e gli studenti al massimo al rispetto delle regole, il diritto all’istruzione può essere contemperato bilanciandolo con quello alla salute. Il Paese deve pensare al futuro delle proprie  generazioni”.

Prima di recarsi all’Istituto Statale di Istruzione Superiore “Gobetti – Volta” di Bagno a Ripoli, il presidente Giani e l’assessora Nardini, con l’assessora del Comune Funaro, hanno accompagnato la ministra Azzolina alla galleria degli Uffizi per una breve visita.

PISA – “I riscontri che mi arrivano da tutta la Toscana sono positivi, sia per quanto riguarda i bus che i treni, infatti anche il direttore regionale di Trenitalia Scarpellini mi ha appena chiamato per comunicarmi che non ci sono state criticità o sovraffollamenti. Anche su Firenze sia l’urbano che l’extraurbano hanno funzionato bene”. A tracciare questo primo bilancio ‘a caldo’ del ritorno in presenza è stato l’assessore regionale ai trasporti Stefano Baccelli, che ha atteso l’ingresso degli studenti dell’istituto scolastico superiore Fermi-Giorgi di Lucca per poi spostarsi al Gobetti-Volta di Bagno a Ripoli, in provincia di Firenze, per l’uscita.

“Io ero all’ingresso dell’istituto Fermi-Giorgi di lucca – racconta Baccelli – ed è stata un’esperienza meravigliosa veder tornare i ragazzi, accolti da uno striscione della scuola con scritto ‘Bentornati’. Ho parlato con gli studenti, che erano felici di rientrare in classe, con gli autisti, con i tutor, con il personale della scuola. Lì tutto ha funzionato. Non solo il sistema di trasporto organizzato o dei bus aggiuntivi, ma anche il progetto ‘Ti accompagno’ con i tutor”.

“Questo risultato – precisa Baccelli – è frutto di settimane e settimane di lavoro del Comitato regionale e dei Comitati provinciali, prima coordinati dalla Regione e poi dai Prefetti. Abbiamo aggiunto 329 bus sulla base delle richieste delle Province e della Città metropolitana. Solo tre Regioni hanno riaperto le scuole superiori oggi: la Toscana, l’Abruzzo e la Val d’Aosta. Le dimensioni di questi territori sono chiaramente diverse e se la Toscana è riuscita a ripartire posso dire con sicurezza che è merito solo di uno straordinario gioco di squadra. Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato a questa organizzazione. Il nostro obiettivo era far tornare i ragazzi in classe in sicurezza e ce l’abbiamo fatta. Ora continueremo a controllare, avremo due incontri al giorno per monitorare l’andamento in tutti i territori e calibrare il servizio, variarlo nel caso si verifichino criticità”.

“La ripresa della scuola è essenziale, seppur al 50% – ha aggiunto Baccelli – fino ad oggi questo settore ha pagato un prezzo altissimo, nonostante fossero state prese tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza in classe. Era necessario garantire il distanziamento anche sui mezzi pubblici utilizzati per arrivare a scuola, ma questo enigma sembrava irrisolvibile: la Toscana ha poco meno di 3000 bus e di certo non avremmo potuto raddoppiare la nostra dotazione, visto il limite di capienza al 50%. Ma organizzando, affinando, confrontandoci, collaborando con gli assessorati alla salute ed alla scuola è stato risolto”. “La pandemia – ha concluso l’assessore – ha cambiato tutte le carte in tavola nel mondo dei trasporti: fino a pochi mesi fa l’obiettivo, per motivi economici ma ancora di più per motivi ambientali e di sostenibilità, era avere il mezzo ‘pieno’. Oggi accade esattamente l’opposto e quello che vogliamo è la distanza tra i passeggeri. Una rivoluzione, da progettare e realizzare in tempi rapidissimi. Da questo dovremo uscire con un trasporto pubblico rinnovato, che sia anche di supporto delle attività economiche e turistiche”.

L’assessore aveva ricordato il lavoro fatto e ringraziato tutti i soggetti coinvolti a vario titolo in un post pubblicato ieri sera sui suoi profili social. “Siamo pronti – ha scritto – Di sicuro abbiamo fatto tutto, ma proprio tutto il possibile per esserlo, grazie alla squadra, formidabile: Prefetti, Province, Città Metropolitana, Aziende di trasporto su gomma e su ferro, Presidi, Polizia locale, Tutor, Aziende dei bus turistici e, last but not least, i miei Uffici, straordinari anch’essi per dedizione, professionalità ed impegno. Quindi se domani e nei giorni successivi andrà bene, sarà merito di questa fantastica ampia e laboriosa squadra, se andrà male, non cercate altri capri espiatori, sarà solo colpa mia”.

PISALunedì 11 gennaio gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado della Toscana torneranno alla didattica ‘in presenza’ al 50%, secondo le norme governative anti-Covid.

Pronto il dispositivo per la ripartenza in sicurezza della didattica in presenza, dal 11 gennaio, per il 50% degli studenti delle scuole superiori in provincia di Pisa. Nella mattinata di sabato 9 gennaio si è tenuta in Prefettura, in videoconferenza, una ultima riunione di coordinamento, seguita da un test in simulazione del monitoraggio dei flussi che scatterà lunedì prossimo su tutto il territorio.

La ripresa in presenza delle lezioni nelle scuole secondarie di secondo grado – evidenzia il Prefetto di Pisa, Giuseppe Castaldo –  ha comportato una grande sinergia tra tutti gli attori istituzionali e i soggetti interessati, che ringrazio per i contributi e l’impegnativo lavoro svolto. Si è così giunti alla definizione di misure per garantire l’adeguato potenziamento del trasporto locale; il raccordo con gli orari di inizio e termine delle attività didattiche, opportunamente sfalsati; il presidio delle fermate per evitare assembramenti in fase di accesso o discesa dai mezzi”. 

Un articolato Piano operativo, approvato dal Prefetto Castaldo lo scorso 22 dicembre, è stato predisposto dal Tavolo di coordinamento che si è periodicamente riunito in Prefettura. Al Tavolo hanno partecipato l’Assessore regionale ai Trasporti, Stefano Baccelli, il Presidente della Provincia, Massimiliano Angori, i dirigenti dell’Ufficio Scolastico provinciale, Fabio Pagliazzi, e della Motorizzazione civile, Lorenzo Loreto, i Sindaci dei comuni sedi di istituti, assieme al rappresentate della CTT Nord

Il tema è stato anche oggetto del Comitato provinciale Ordine e Sicurezza Pubblica, con successivi tavoli tecnici tenuti dal Questore di Pisa, Gaetano Bonaccorso, per definire le modalità di cooperazione tra le Forze di Polizia, le Polizie locali e gli altri soggetti in campo. 

Il Piano si è articolato su tutti i bacini di trasporto provinciali (Pisa, Pontedera, Volterra, Cascina e San Miniato), coinvolgendo i 19 istituti superiori presenti (tra statali e parificati) e una complessiva platea di 17.000 studenti, circa 5.000 dei quali utenti del trasporto pubblico locale extraurbano

Previsto l’utilizzo di 32 mezzi aggiuntivi, con corse supplementari, in coerenza con lo scaglionamento degli orari di ingresso e uscita delle classi, operato dai dirigenti scolastici. La mappatura delle fermate più frequentate ha consentito di elaborare uno specifico progetto, curato dalla Provincia e denominato “Ti accompagno”, funzionale alla prevenzione degli assembramenti e alla gestione di attività informativa agli studenti sui corretti comportamenti da tenere. Su 20 siti opereranno così circa 40 volontari con funzioni di tutor, accanto ad unità di personale provinciale e della azienda di trasporto, anche esse in veste di facilitatori. Le Forze dell’Ordine vigileranno, altresì, lungo tutte le direttrici di spostamento e gli snodi del trasporto. 

A chiusura del dispositivo, sarà attuato un costante monitoraggio giornaliero volto a valutare, in tempo reale, l’andamento registrato e porre in essere eventuali correttivi. “È un aspetto fondamentale – sottolinea il Prefetto Castaldo – , su cui chiedo la collaborazione forte di tutti gli attori interessati. Rivolgo il mio personale appello a tutti gli studenti affinché assicurano il loro contributo, mantenendo alta la consapevolezza dell’importanza di comportamenti responsabili, sia nell’utilizzo dei presidi individuali (mascherine, gel, ecc.) che per l’osservanza delle regole di distanziamento durante la permanenza a scuola e nei tragitti percorsi”.

Il sistema di trasporto pubblico locale – coordinato dall’assessorato regionale ai trasporti attraverso il lavoro del Comitato permanente regionale sul tpl con le sue dieci articolazioni provinciali – era pronto ad accogliere gli studenti già dal 7 gennaio, quando sono tornati in aula gli studenti delle scuole secondarie di primo grado, ma il vero banco di prova sarà quello di lunedì prossimo.

Sarà messo in campo tutto il possibile a livello di risorse, di impegno, di organizzazione – ha detto l’assessore Stefano Baccelli – Abbiamo voluto garantire sicurezza sia dentro i mezzi di trasporto, dove la responsabilità e la competenza erano nostre, che fuori, alle fermate o nelle aree vicine, dove non sarebbe stato compito della Regione. Solo la prova dei fatti potrà dimostrare se il nostro lavoro sarà stato sufficiente. Per questo abbiamo deciso di attivare un sistema di monitoraggio strettissimo, in collaborazione con Province, aziende di trasporto e Prefetture, con l’obiettivo di individuare subito le criticità, laddove si presentassero, ed intervenire subito, già dal giorno successivo, per porvi rimedio”.

Per garantire la sicurezza degli utenti a bordo dei bus e fare il possibile per evitare assembramenti anche alle fermate, la Toscana ha lavorato principalmente su due fronti:

1 – il potenziamento ulteriore dei servizi, con 329 nuovi autobus che vanno ad aggiungersi agli ordinari 2949 mezzi in servizio in Toscana, con una percentuale di incremento dell’11,2%, a fronte dell’incremento del 7,9% effettuato a settembre (233 bus in più). I nuovi bus sono stati così suddivisi: 47 nella Città metropolitana di Firenze, 46 nella Provincia di Arezzo, 40 nella Provincia di Siena, 36 nella Provincia di Grosseto, 35 nella Provincia di Lucca, 32 in quella di Pisa, 31 in quella di Livorno, 24 nella Provincia di Pistoia, 23 in quella di Prato e 15 in quella di Massa Carrara.

Per finanziare queste corse la Giunta regionale toscana – su proposta dell’assessore Baccelli – ha deliberato nella sua ultima seduta uno stanziamento di 4 milioni di euro. I mezzi in più saranno utilizzati per garantire corse aggiuntive ‘bis’ e talvolta ‘ter’ ed evitare, soprattutto negli orari di punta, il crearsi assembramenti sui mezzi di trasporto.

E’ inoltre previsto l’inserimento di 17 corse bus aggiuntive di supporto al servizio ferroviario regionale, in particolare:
– 5 corse sulla tratta Empoli-Siena, delle quali 3 al mattino e 2 per il rientro;
– 6 corse sulla tratta Firenze-Borgo San Lorenzo, delle quali 3 al mattino e 3 per il rientro;
– 4 corse sulla tratta Lucca-Aulla, delle quali 2 al mattino e 2 per il rientro;
– 2 corse sulla tratta Chiusi-Siena, delle quali una la mattina da Siena e l’altra al rientro da Asciano.

2 – il progetto ‘Ti accompagno’ per smistare gli utenti, in particolare gli studenti, sulle corse ed evitare assembramenti alle fermate. Ti accompagno’ sarà attivato alle fermate nei pressi di altrettanti istituti scolastici. Uno o più tutor (guardie giurate, personale di associazioni di volontariato o di cooperative sociali, etc, a seconda del progetto presentato dalla singola Provincia di riferimento) presidieranno le fermate e gestiranno il flusso degli utenti, soprattutto studenti, li informeranno sui mezzi in arrivo, monitoreranno i flussi e gestiranno le possibili criticità in collaborazione con le forze dell’ordine e le polizie locali. Per l’avvio del progetto ‘Ti accompagno’ la Regione ha stanziato 500.000 euro.

Il Comitato permanente regionale sul tpl, che ha pensato, organizzato e gestito la ripartenza del sistema di trasporto scolastico, è stato istituito dall’ordinanza n.115 del presidente Giani, è presieduto dall’assessore Baccelli e composto da rappresentanti della Regione Toscana, della Città metropolitana e delle Province, dei Comuni capoluogo di Provincia, dalle aziende di trasporto pubblico e dall’Ufficio scolastico regionale, che ha coinvolto direttamente i dirigenti scolastici, molti dei quali hanno partecipato alle riunioni in remoto ed hanno contribuito in prima persona all’elaborazione delle soluzioni proposte.

Il Comitato permanente, con i suoi 10 tavoli provinciali, ha svolto decine di incontri ed ha prodotto progetti mirati, che sono stati alla base di una successiva fase di elaborazione, portata avanti assieme alle Prefetture della Toscana. Frutto di tutto questo lavoro sono 10 Documenti operativi per la ripartenza, approvati dai Prefetti toscani e pronti ad entrare nel vivo il 7 gennaio, ciascuno per la propria zona di riferimento.

Ecco un dettaglio dell’organizzazione di ‘Ti accompagno’ 

Provincia di Pisa. Nei giorni di apertura delle scuole le fermate nei pressi degli istituti saranno presidiate tramite personale messo a disposizione da associazioni del terzo settore ed appositamente formato. Il progetto coinvolgerà i Comuni di Comuni di Pisa, Cascina, Pontedera, San Miniato, Pomarance e Volterra e sarà finanziato dalla Regione con € 43.219.

PISA – Sono oltre 33 mila giovani studentesse e studenti della Toscana che in questi giorni sono chiamati, insieme alle loro famiglie, a compiere una delle prime grandi scelte della loro vita: l’iscrizione alla scuola superiore o ai corsi di istruzione e formazione professionale IeFP,  più lunghi i primi e più brevi i secondi (tre anni), quest’ultimi programmati ogni anno direttamente dalla Regione e con una qualifica immediatamente spendibile sul mercato del lavoro.

Dall’uno si può passare all’altro: non si tratta di percorsi bloccati. Dopo un corso IeFp si può decidere di frequentare un quarto anno, concludere i cinque anni in un istituto tecnico oppure diventare ‘super-tecnici’, dopo il diploma,  con un’ulteriore anno integrativo o iscrivendosi per due anni agli Its, gli istituti tecnici superiori. E da lì, magari, andare ancora avanti se uno vuole con una laurea professionalizzante.

In ogni caso fare fin dall’inizio la ‘scelta giusta’ per ciascuno aiuta. Evita il rischio di abbandono scolastico o di dover tornare sui proprio passi. E questo è l’invito che la Regione rivolge dunque a giovani e famiglie, con l’obiettivo di far conoscere e permettere di esplorare tutte le occasioni offerte.   Con il presidente della Toscana Eugenio Giani e l’assessore a istruzione e formazione Alessandra Nardini stamani alla presentazione ai giornalisti c’era anche, come testimonial, il cantante e attore Lorenzo Baglioni, che prima di scegliere il palcoscenico è stato peraltro insegnante di matematica. 

La scuola superiore è uno snodo fondamentale in una fase cruciale come quella dell’adolescenza – sottolinea Giani – Sono cinque anni importantissimi per la crescita, anche come cittadini. Per questo come istituzioni  ci sentiamo in obbligo di aiutare tutti ad optare per la scelta più giusta”.  

La Toscana ha già ottenuto ottimi risultati sul fronte del contrasto alla dispersione e all’abbandono scolastico: nel 2015 segnava il 13,4 per cento e nel 2019, ultimo dato disponibile, è sceso al 10,4 per cento: praticamente la media europea (10,3) contro invece il dato italiano che è il 13,5.

 “Vogliamo comunque ulteriormente migliorare  – sottolinea il presidente – Sono troppi i giovani che anzi tempo lasciano la scuola con un’esperienza non ben indirizzata. Ma vogliamo anche aiutare a risolvere il problema del mancato incontro tra offerta e domanda, visto che ci sono opportunità di lavoro a volte trascurate”.

“Fare la scelta giusta” anche in questo caso aiuta. I cosiddetti ‘neet, ovvero giovani tra 15 e 24 anni che non studiano e neppure lavorano, in Toscana erano il 13 per cento nel 2019 (rispetto al 16,4 per cento del 2015). La media italiana è del 18.1 e quella europea del 10,1 per cento.  

Dal 4 al 25 gennaio – spiega l’assessore Nardini – moltissime ragazze e ragazzi devono scegliere a quale scuola secondaria di secondo grado o corso IeFP iscriversi. Una decisione che influenzerà non poco la prosecuzione del loro percorso di studi e formazione e, di conseguenza, anche il loro futuro lavorativo”. “L’orientamento – dice l’assessore – è uno strumento fondamentale, che può supportare in maniera determinante una decisione informata e consapevole, in modo da scegliere la strada giusta sulla base delle proprie caratteristiche e attitudini, dei propri interessi e obiettivi”. “Puntiamo molto – conclude – a favorire l’orientamento dei giovani, come dimostra il progetto ‘Studiare e formarsi in Toscana: scegli la strada giusta per te’, poiché esso rappresenta un elemento importantissimo di prevenzione e di contrasto del fenomeno dell’abbandono e della dispersione scolastica, che ha ancora numeri preoccupanti ed il cui abbattimento rientra tra i nostri obiettivi prioritari”.

Ogni anno la Regione elabora una campagna informativa con la finalità di aiutare le ragazze e i ragazzi e le loro famiglie nella scelta per il proseguimento nel percorso di studi. L’azione viene lanciata in concomitanza con l’apertura delle iscrizioni all’anno scolastico, rivolte alle ragazze e ai ragazzi che sono giunti al termine della scuola secondaria di primo grado. E proseguirà per tutto l’anno. 

La conferenza è stata così l’occasione per anticipare alcuni temi e strumenti della campagna di comunicazione sull’orientamento scolastico, che saranno promosse nei prossimi mesi dalla Regione (settore educazione e istruzione) con Fondazione sistema Toscana – Giovanisì, il progetto regionale per l’autonomia dei giovani.

Ci sarà molto web, naturalmente. Sarà per la prima volta utilizzando un social come “Tik Tok” che spopola tra i giovanissimi, ancor più di Instagram. Per illustrare l’ampio ventaglio di possibilità di istruzione e formazione offerte, molte delle quali promosse nell’ambito di  Giovanisì, ci saranno tre video, di cui  due musicali.  

E testimonial della campagna sarà il cantante e attore (ma in passato insegnante di matematica) Lorenzo Baglioni.  “Quando riesco a tornare a fare qualcosa per la scuola sono contento –  dice  – L’avevo già fatto in passato partecipando ad un progetto di contrasto alla dispersione scolastica. L’offerta formativa della Regione è davvero ricca e va fatta ben conoscere”.

La campagna di comunicazione e informazione, finanziata con risorse del Fondo Sociale Europeo (FSE), si rivolgerà a tutti i protagonisti della scuola (dirigenti e docenti da un lato, famiglie e studenti dall’altro).

Per informazioni sull’iscrizione alle scuole superiori e ai corsi IeFP vai alla pagina dedicata sul sito di Regione Toscana www.regione.toscana.it/orientamentoscuola
dove si possono scaricare anche i materiali informativi.

PISA – Alcuni ragazzi della Rete degli Studenti Medi insieme a Priorità alla scuola hanno deciso di protestare in via Milano sotto la sede del Liceo Scientifico XXV Aprile chiedendo il rientro a scuola in presenza e
criticando la DAD.

La notizia è stata in seguito ripresa dalle varie testate giornalistiche, sia online che cartacee. Purtroppo – affermano i rappresentanti di Istituto – constatiamo con dispiacere che dagli articoli pubblicati è emerso un messaggio sbagliato che non collima con la realtà. Nei vari articoli, infatti, si afferma che sarebbero tutti gli studenti del XXV Aprile a chiedere il ritorno a scuola. Non è così. È stato effettuato un sondaggio all’interno dell’istituto (Scientifico, Classico e Scienze applicate): l’87% degli studenti è contrario a un rientro immediato a scuola. Questo fino a quando non verranno garantite tutte le condizioni di sicurezza. A partire dal trasporto pubblico. Fino all’adeguamento degli spazi e delle aule scolastiche in modo che siano fruibili senza nessun rischio per gli studenti. Ricordiamo, poi, che i motivi per cui il rientro in presenza costituisce un rischio di contagio sono molteplici, e non sono solo il frutto delle ore trascorse all’interno dell’aula, ma di tutto il contesto che, inevitabilmente, ne deriva. Per evitare assembramenti all’interno di spazi chiusi, le scuole fanno entrare nell’edificio gli alunni soltanto dopo il suono della campanella: questo comporta una notevole calca ammassata al di fuori del cancello, composta da tutti i ragazzi che vengono con il bus e arrivano a Pontedera mezz’ora prima dell’inizio delle lezioni. Lo stesso vale, terminate le lezioni, per gli autobus in partenza dallo stadio, i quali fino alle 13.10 non aprono le porte; i pendolari si ritrovano così costretti ad ammassarsi alla fermata per venti minuti, poiché l’orario scolastico termina alle 12.50. La maggioranza degli studenti del XXV Aprile esprime, dunque, forti perplessità e dissenso sui tempi e le modalità di riapertura della Scuola decise dal Governo. Si dissocia, inoltre, anche dalla protesta andata in scena ieri e da quanto riportato negli articoli di giornale. Crediamo sia necessario fare marcia indietro rispetto alle decisioni prese in questi giorni riguardo il rientro a scuola, o comunque rivisitarle con maggiore ponderazione“.

I rappresentanti d’istituto MATTEO BECHERINI, CECILIA CECCANTI, ALESSIO DAINI, FRANCESCO PANGALLO

PISA – La Toscana è pronta a far tornare gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado ‘in presenza’ da giovedì 7 gennaio. Per la prima settimana la didattica riprenderà regolarmente per le secondarie di primo grado, mentre sarà al 50% in aula e al 50% in dad per quelle di secondo grado, una scelta nazionale volta a ‘testare’ il sistema. L’obiettivo primario è un progressivo ritorno alla normalità in sicurezza e nel rispetto delle norme anti-Covid, per raggiungerlo la Regione Toscana ha disposto e finanziato una serie di interventi che riguardano scuola, trasporti e salute e che sono stati illustrati in un incontro con la stampa dal presidente della Regione Eugenio Giani assieme agli assessori regionali ai trasporti Stefano Baccelli, alla salute Simone Bezzini ed all’istruzione Alessandra Nardini.

Sono convinto, e con me tutta la Giunta regionale toscana, che sia essenziale far riprendere la scuola in presenza anche per gli studenti delle secondarie di secondo grado. Il rapporto con gli insegnanti e con i compagni è essenziale in una fase cruciale come quella dell’adolescenza”. A dirlo il presidente della Regione Eugenio Giani, che ha ricordato: “La Toscana dal punto di vista della lotta al Covid è in questo momento una delle Regioni più virtuose, dunque per noi il 7 gennaio la scuola riparte, naturalmente rispettando tutte le norme date dal Ministro della sanità Speranza”.

Se la situazione dovesse peggiorare – aggiunge il presidente – chiaramente torneremmo ad una didattica a distanza al 100%, ma abbiamo l’ottimismo della buona volontà e contiamo di poter garantire ai nostri studenti il rientro in aula”.

Viaggiare in sicurezza:

Dal 7 gennaio entreranno in servizio ben 329 bus aggiuntivi, a supporto del consueto sistema di trasporto pubblico locale. Per finanziare queste corse la Giunta regionale toscana – su proposta dell’assessore Baccelli – ha deliberato nella sua ultima seduta uno stanziamento di 4 milioni di euro. I bus aggiuntivi saranno così suddivisi: 47 nella Città metropolitana di Firenze, 46 nella Provincia di Arezzo, 40 nella Provincia di Siena, 36 nella Provincia di Grosseto, 35 nella Provincia di Lucca, 32 in quella di Pisa, 31 in quella di Livorno, 24 nella Provincia di Pistoia, 23 in quella di Prato e 15 in quella di Massa Carrara.

Oltre all’aumento dei mezzi disponibili, necessario per garantire corse ‘bis’ e talvolta ‘ter’ ed evitare, soprattutto negli orari di punta, il crearsi assembramenti sui mezzi di trasporto, dal 7 gennaio sarà attivato il progetto regionale ‘Ti accompagno’, pensato per evitare calche alle fermate e favorire un corretto ‘smistamento’ dei passeggeri su tutte le corse disponibili. ‘Ti accompagno’ sarà attivato alle fermate nei pressi di altrettanti istituti scolastici. Uno o più tutor (guardie giurate, personale di associazioni di volontariato o di cooperative sociali, etc, a seconda del progetto presentato dalla singola Provincia di riferimento) presidieranno le fermate e gestiranno il flusso degli utenti, soprattutto studenti, li informeranno sui mezzi in arrivo, monitoreranno i flussi e gestiranno le possibili criticità in collaborazione con le forze dell’ordine e le polizie locali.

Le corse integrative e il progetto ‘Ti accompagno’ fanno parte di una strategia di gestione del rientro a scuola coordinata dal Comitato permanente regionale sul tpl, istituito dall’ordinanza n.115 del presidente Giani, presieduto dall’assessore Baccelli e composto da rappresentanti della Regione Toscana, della Città metropolitana e delle Province, dei Comuni capoluogo di Provincia, dalle aziende di trasporto pubblico e dall’Ufficio scolastico regionale, che ha coinvolto direttamente i dirigenti scolastici, molti dei quali hanno partecipato alle riunioni in remoto ed hanno contribuito in prima persona all’elaborazione delle soluzioni proposte.

Il Comitato permanente, con i suoi 10 tavoli provinciali, ha svolto decine di incontri ed ha prodotto progetti mirati, che sono stati alla base di una successiva fase di elaborazione, portata avanti assieme alle Prefetture della Toscana. Frutto di tutto questo lavoro sono 10 Documenti operativi per la ripartenza, approvati dai Prefetti toscani e pronti ad entrare nel vivo il 7 gennaio, ciascuno per la propria zona di riferimento.

Ringrazio tutti i soggetti che in questi mesi hanno partecipato a questo lavoro di squadra – ha detto l’assessore Stefano Baccelli – a partire dal presidente Giani, dai colleghi assessori Bezzini e Nardini, dai Prefetti e dall’Ufficio scolastico regionale, agli enti locali e le aziende di trasporto su gomma e su ferro. Tutti hanno collaborato con grande spirito di abnegazione perché per tutti era chiaro l’obiettivo comune: riportare a scuola i ragazzi con standard di sicurezza molto più rigorosi di quelli applicati a settembre”. “Voglio sottolineare lo sforzo compiuto – aggiunge l’assessore – perché sia chiaro che dal 7 gennaio sarà messo in campo tutto il possibile a livello di risorse, di impegno, di organizzazione: la Regione ha deliberato altri 4 milioni di euro per 329 mezzi aggiuntivi e 500mila euro per attivare i tutor di ‘Ti accompagno’, senza contare la segnaletica specifica, le iniziative di comunicazione, le sperimentazioni portare avanti da alcune realtà, anche attraverso App. Abbiamo voluto garantire sicurezza sia dentro i mezzi di trasporto, dove la responsabilità e la competenza erano nostre, che fuori, alle fermate o nelle aree vicine, dove non sarebbe stato compito della Regione”.

“Solo la prova dei fatti – conclude Baccelli – potrà dimostrare se il nostro lavoro sarà stato sufficiente. Per questo abbiamo deciso di attivare un sistema di monitoraggio strettissimo. Nei primi giorni del servizio ci saranno ben due incontri quotidiani, uno a livello provinciale, nel primo pomeriggio, per esaminare le eventuali criticità, l’altro a livello regionale, nel tardo pomeriggio, per condividere le soluzioni ed eventualmente riprogrammare il servizio per l’indomani con la partecipazione del Prefetti, delle Provincie, e delle aziende di trasporto su gomma e su ferro.

Il nostro impegno è totale, auspico che questo sforzo non solo produca i risultati auspicati ma venga correttamente percepito ed anche le criticità che, inevitabilmente, si presenteranno, siano valutate in maniera proporzionale e dimensionate al contesto generale delle tante cose che andranno bene ed alla complessità del grande lavoro fatto”.


“Scuole sicure” per spezzare sul nascere le catene del contagio

La scuola e la ripresa delle lezioni in presenza sono al centro anche del progetto “Scuole sicure”, campagna di monitoraggio e screening proposta dall’assessore regionale alla sanità Simone Bezzini e recentemente approvata dalla Giunta regionale, oggetto di confronto con l’Ufficio Scolastico Regionale e gli altri soggetti che fanno riferimento al “Cantiere scuola”. Il programma vede al fianco della Regione Toscana anche Upi e Anci, oltre alle Asl e ad Ars (Agenzia regionale di sanità).

Secondo il progetto in presenza di un caso positivo verranno attivate queste procedure:

– per il caso positivo registrato fuori dall’ambiente scolastico dalla richiesta alla prenotazione del tampone è previsto un tempo massimo di 1 giorno e il risultato viene assicurato entro la giornata del prelievo, mediamente entro le 6 ore;

– per il caso sospetto registrato durante le attività scolastiche è prevista l’esecuzione di un tampone antigenico subito o nel più vicino drive through: se il test è positivo sono avviate le procedure standard di tracciamento nella stessa giornata della notifica di positività.

Il progetto prevede inoltre degli screening nelle scuole mediante test antigenici rapidi, che si dividono in due tipi: con innesco e senza innesco.

– Lo screening con innesco si applica nel caso di una positività confermata: a quel punto vengono eseguiti test antigenici ai compagni di classe e agli insegnanti, con possibile allargamento ad altri contatti stretti del caso, sempre scolastici. Possono essere effettuati immediatamente o a breve distanza di tempo e quindi pianificati presso un drive through vicino. Se l’esito del test è negativo non si interrompono le eventuali prescrizioni di quarantena emanate dal Dipartimento di Prevenzione.

– Lo screening senza innesco punta ad implementare la capacità di testing applicando una strategia di allerta precoce “early-warning”, finalizzata all’individuazione di casi e focolai Covid-19 in età scolare (14-19 anni) applicando l’utilizzo dei test antigenici e la metodica del “pool test”, attraverso la replicazione periodica di test in un campione di studenti. Sono previste anche postazioni di testing tra le fermate dei trasporti pubblici e le scuole. Questo tipo di screening partirà intorno a metà gennaio.

“L’obiettivo è intercettare il maggior numero possibile di casi positivi, in particolare di positivi asintomatici – spiega Simone Bezzini – per spezzare sul nascere le catene del contagio e anticipare il virus. Aumentando la nostra capacità di testing, anche tramite campagne di screening come queste, puntiamo a ridurre la diffusione del contagio intercettando quanto prima i positivi, a maggior ragione adesso che possiamo contare sulla certezza del tracciamento dei loro contatti. Dobbiamo mantenere bassa la curva dei contagi, a partire dai comportamenti corretti di ciascuno di noi. Ringrazio chi sta collaborando a questi progetti, le associazioni, gli enti e i soggetti istituzionali coinvolti, che hanno accettato questa sfida con grande spirito di collaborazione e disponibilità”.

La scuola al centro:

La riorganizzazione dei trasporti scolastici, il progetto ‘Ti accompagno’ e il sistema di monitoraggio ‘Scuole Sicure’ sono nati dal confronto e grazie alla costruttiva collaborazione del mondo della scuola ed in particolare dell’Ufficio Scolastico Regionale e gli altri soggetti che fanno riferimento al “Cantiere scuola”, coordinato dall’assessora regionale all’istruzione Alessandra Nardini.

“Il nostro obiettivo è sempre stato quello di riportare, appena possibile, le studentesse e gli studenti in classe e di farlo, ovviamente, in sicurezza – haconcluso l’assessora Alessandra Nardini – Sappiamo bene che in questi mesi ragazze e ragazzi hanno pagato un prezzo altissimo a causa della pandemia, come sappiamo altrettanto bene che la didattica a distanza, che si è resa necessaria in un momento come quello che abbiamo vissuto, non può certo sostituire quella in presenza, che è anche socialità”.

“Ci siamo impegnati – aggiunge – affinché questa situazione non andasse ad acuire le disuguaglianze sociali, economiche, territoriali e di accesso alla rete, stanziando risorse per garantire i dispositivi necessari per la didattica a distanza a chi ne era sprovvisto e per potenziare la connettività delle scuole, a partire dalle situazioni di maggior criticità, affinché nessuno fosse lasciato indietro e tutti avessero le stesse opportunità. A questo proposito voglio ringraziare il mondo della scuola, in particolar modo i docenti, che si sono adoperati e spesso ‘reinventati’ per continuare a fare lezione utilizzando al meglio le nuove tecnologie. Tutto quello che abbiamo imparato in questi mesi, come l’aver dotato le nostre scuole di strumentazione digitale e connessioni adeguate, non dovrà essere dimenticato ma, anzi, sarà utile per innovare la didattica”.

“Adesso è il momento di tornare finalmente tra i banchi di scuola – ha concluso l’assessora – per le secondarie di secondo grado questo avverrà gradualmente, come indicato dal Governo, ma è importante riportare anche le ragazze e i ragazzi più grandi in classe. Voglio ringraziare, per uno straordinario lavoro di squadra tutti coloro che hanno preso parte al ‘Cantiere Scuola’, l’Ufficio Scolastico Regionale, Anci e Upi in rappresentanza di Comuni e Province, i Prefetti, i miei colleghi di Giunta, gli assessori Stefano Baccelli e Simone Bezzini con le relative strutture regionali, le aziende dei trasporti e il nostro sistema sanitario, e il Presidente Giani con cui fin da subito abbiamo condiviso di far ripartire le attività scolastiche, di ogni ordine e grado in presenza, appena le condizioni epidemiologiche lo avessero consentito”.

Presenti alla conferenza stampa anche il presidente della Provincia di Prato Francesco Puggelli per UPI e l’assessore all’educazione di Firenze Sara Funaro per ANCI.

“Mentre in molte Regioni si discute ancora se e come rientrare a scuola – ha spiegato Puggelli, che in Upi ha la delega alla scuola – noi, grazie al grande lavoro avviato in sinergia mesi fa, siamo pronti non solo a partire ma a farlo in sicurezza. Dopo aver adeguato gli spazi delle superiori delle Province a tempo di record in estate, dopo essere intervenuti sul TPL, volevamo agire sul fattore sanitario: un sistema combinato di ‘Drive through’, percorsi sanitari dedicati alle scuole, attività di screening e tracciamento in tempi certi alla base del progetto che come Upi Toscana abbiamo proposto alla Regione e che si è poi consolidato in ‘Scuola sicura’, così che la Toscana si pone adesso all’avanguardia e come modello virtuoso per un rientro in sicurezza”.

“C’e stato un grandissimo lavoro congiunto tra i Comuni toscani, l’ufficio scolastico regionale e la Regione, per essere pronti alla ripartenza del 7 gennaio – ha concluso Sara Funaro – Un lavoro che coinvolge più fronti e che ci auguriamo possa portare importanti risultati con la presenza in classe degli studenti. Firenze è pronta e mi sto confrontando con gli altri Comuni: il lavoro è molto avanzato”.

PISA – È stata firmata l’ordinanza annunciata dal Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani sulla scuola.

Si ribadisce che fino al 24 novembre il ricorso alla didattica digitale integrata alle superiori dovrà essere pari al 75 per cento delle attività – la soglia minima prevista dal Dpcm del Governo –  e che il 25 per cento residuo di didattica in presenza, garantito giornalmente,  dovrà rivolgersi in prevalenza ed ove possibile agli studenti delle prime e ultime classi, che si preparano all’esame di maturità o che si sono appena affacciati al nuovo percorso di studi,  e all’attività di laboratorio, che da remoto risulterebbe assai più complicata.  

Nell’ordinanza si chiede anche che venga garantita l’effettiva inclusione scolastica agli alunni con disabilità, disturbi specifici dell’apprendimento e altri bisogno educativi.

Quanto alla formazione professionale l’indicazione è che le attività teoriche si svolgano, ove possibile, a distanza, mentre quelle pratiche, le attività di laboratorio e gli stage potranno realizzarsi in presenza. 

Novità anche per quanto riguarda le Rsa, le residenze per disabili e altre strutture socio-sanitarie dove,  nel caso si proceda alla separazione degli ospiti positivi o dubbi, asintomatici o paucisintomatici, da chi invece è negativo spostandoli in strutture o aree con livelli di cura e assistenza sanitaria previste per le cure intermedie, quest’ultime fino al termine dello stato di emergenza potranno essere attivate anche in deroga ai requisiti di solito previsti per l’autorizzazione e l’accreditamento.  Le nuove disposizioni integrano l’ordinanza n. 89 dell’8 ottobre

PISA – L’assessore ai lavori pubblici Raffaele Latrofa, in sede di riunione della prima commissione consiliare, ha presentato lo stato dei lavori sui cantieri effettuati, in corso e in fase di avvio negli edifici scolastici cittadini.

L’Amministrazione Comunale ha investito circa 5 milioni di euro per mettere in sicurezza molti edifici scolastici cittadini che necessitavano da anni di interventi strutturali. Abbiamo avviato ben 60 cantieri durante la pausa estiva, che hanno riguardato 36 plessi scolastici, dove sono stati effettuati interventi di manutenzione, efficientamento energetico, antisismica, antincendio, sostituzione infissi, consolidamento strutturale e adeguamento alla normativa anti-Covid. Sono al momento 4 i cantieri rimasti in corso presso le scuole Cambini, Sauro, Oberdan e Rismondo, dove le strutture necessitavano di interventi strutturali e di adeguamento alla normativa antisismica. I cantieri, di dimensioni e durata tale da non potersi esaurire nell’arco dei mesi estivi, stanno proseguendo tutt’ora e hanno comportato lo spostamento delle classi presso altre strutture vicine, per i primi mesi dell’anno scolastico”.

Siamo coscienti – prosegue Latrofa – dei disagi arrecati alle famiglie interessate dagli spostamenti di sede scolastica. Mi riferisco anche alle famiglie delle scuole Gianfaldoni che si sono lamentate proprio in questi giorni della situazione. I lavori presso le scuole Sauro sono quasi tutti a buon punto a una prima parte terminerà entro il mese di novembre. Riteniamo però che l’attesa di qualche settimana in più, rispetto a opere strutturali che dureranno 100 anni e che vanno a mettere a norma sismica il nostro patrimonio scolastico, non possa certo costituire l’unico criterio su cui veniamo valutati. Ci teniamo inoltre a ricordare il metodo che abbiamo utilizzato per ogni scuola interessata dai lavori: insieme all’assessore Sandra Munno ci siamo incontrati periodicamente con i dirigenti scolastici e i rappresentanti dei genitori per tenere le famiglie informate passo per passo su lavori in corso. Questo metodo è stato utilizzato anche per le scuole dell’Istituto Fucini, con cui ci siamo incontrati proprio la settimana scorsa, il 14 ottobre, per aggiornare dirigente e rappresentanti dei genitori su possibilità e tempistiche del rientro in sede da parte degli alunni”.

Questa, nel dettaglio, la situazione aggiornata sull’andamento dei lavori in corso:

alla scuola primaria Oberdan i lavori strutturali di miglioramento dell’antisismica sono in via di conclusione, la consegna dell’edificio è prevista a metà novembre. Gli alunni sono temporaneamente spostati nell’edificio del Centro SMS dove gli spazi sono stati appositamente riadattati per ospitare le classi;

alla scuola primaria Nazario Sauro, dove sono in corso i lavori per la riduzione del rischio sismico, è prevista una consegna parziale dell’edificio, corrispondente a un ala del fabbricato, sia piano terra che primo piano. Gli alunni sono stati spostati temporaneamente alle scuola Battisti e Gianfaldoni. La consegna parziale è prevista per fine novembre, da confermare con valutazione entro il 15 novembre. La presunta fine totale dei lavori è programmata per gennaio 2021;

alla scuola primaria Rismondo sono terminati i lavori di consolidamento strutturale su una porzione dell’edificio in grado di accogliere le 5 classi attualmente occupanti il plesso, che sono momentaneamente ospitati alla scuola Novelli. Il rientro nella sede è previsto per il 2 novembre, mentre la fine totale dei lavori è programmata per gennaio 2021;

alla scuola primaria Cambini sono in via di conclusione i lavori di rifacimento della copertura e di consolidamento strutturale su un ala dell’edificio, ed è prevista entro la fine di novembre la consegna di una porzione della struttura idonea a recuperare le aule necessarie per le 4 classi della scuola Cambini, che sono al momento ospitati presso la vicina scuola Toniolo. La fine totale dei lavori è programmata per fine dicembre.

Riepilogo dei lavori effettuati durante l’estate. Di seguito riepiloghiamo, scuola per scuola, tutti gli interventi portati a termine durante la pausa estiva:

Scuola media Toniolo centrale: si sono combinati i lavori di imbiancatura (aule e spazi comuni) con quelli relativi all’adeguamento antincendio, che hanno portato al rifacimento della palestra che ha assunto nuovo aspetto e a nuove colorazioni all’interno degli ambienti per una nuova estetica.

Scuole primaria Toti e Toniolo succursale: nuove colorazioni balze aule primo piano e abbattimento di una parete per recupero di un aula scolastica.

Scuola primaria Biagi: nuove colorazioni delle balze, aule e corridoi e abbattimento parziale di un tramezzo per recupero di un aula scolastica.

Scuola primaria Novelli: nuove colorazioni delle balze aule.

Scuola materna San Rossore: ripresa di intonaci ammalorati.

Scuola materna Pertini: messa in sicurezza contro rischi caduta intonaci dei solai.

Scuola media Pisano a Marina di Pisa: eseguiti lavori impiantistici su antincendio e sostituita la pavimentazione della palestra.

Scuola primaria Viviani: recupero corticale delle gronde, risarciture giunti degradati, della muratura facciavista, nuovo cancello interno, rifacimento imperm. tetto bagni

Scuola primaria Newbery: rifacimento bagno al piano terra, in corso sostituzione infissi

Scuole media Castagnol: rifacimento pavimento aule scolastiche, in corso rinnovo guaina impermeabile blocco spogliatoi

Scuola Baracca: nuove colorazioni delle parti comuni, interventi di rifacimento intonaco pericolante all’esterno

Scuole Moretti e Gamerra succursale: rifacimento di impermeabilizzazione su porzione di tetto che causava da tempo infiltrazioni al primo piano

Scuola media Gamerra Riglione: abbattimento tramezzi per recupero di un aula scolastica, nuova adduzione idrica per bagno disabili, sistemazione vialetto esterno, sostituzione integrale infissi

Scuola primaria Don Milani: abbattimento tramezzi per recupero di 2 aule scolastiche

Scuola primaria Genovesi: eseguita sostituzione integrale infissi

Scuola media Mazzini: abbattimento parziale di tramezzi per recupero di 7 aule scolastiche

Scuola primaria Collodi: abbattimento parziale di tramezzi per recupero di 1 aula scolastica e nuove pareti di separazione in cartongesso

Scuola materna Parmeggiani: rifacimento rivestimento interno

Scuola media Fucini: intervento di rifacimento impermeabilizzazione palestra, revisione gronde con nuove scossaline, sistemazione dei blocchi servizi igienici con installazione pedali di azionamento scarichi, sostituzione di turche con wc.

Scuola primaria Lorenzini: sostituzione integrale infissi, abbattimento di tramezzo per recupero 1 aula scolastica. Nuova rampa disabili

Scuola Materna Conti: rifacimento porzione di copertura piana per infiltrazioni

Scuola media Galilei: rifacimento bagni primo piano

Scuola materna K. Haring: rifacimento pavimentazione delle sezioni

Scuola media Fibonacci: abbattimento di due pareti per recupero due aule scolastiche, messa in sicurezza lucernaio scale

Scuola D. Chiesa: abbattimento di due pareti per recupero due aule scolastiche (prevista a settembre sostituzione infissi corridoi) completamento sostituzione infissi (corridoi e bagni)

Asilo nido Timpanaro: sistemazione linoleum degradato in un ambiente

Scuola materna Calandrini: sostituzione parziale infissi in legno ammalorati

Centro Sms: lavori per adeguamento spazi funzionali al fine di ospitare classi della primaria Oberdan.

Scuola media Fucini succursale: rimozione copertura in eternit e sostituzione integrale infissi in legno

Scuola media Gamerra: sostituzione completa degli infissi esterni

Lavori in fase di avvio: alla scuola media Fibonacci succursale e primaria Pisano si sono conclusi in questi giorni i lavori del primo lotto (stanno terminando le operazioni di imbiancatura della palestra) ed è previsto entro la fine di novembre l’avvio dei lavori del secondo lotto su un’altra porzione dell’edificio. Alla scuola primaria Battisti e materna Gianfaldoni è di prossimo avvio l’intervento di sostituzione degli infissi esterni all’edificio, l’adeguamento antincendio e impiantistico, così come alle scuole medie Mazzini e Fibonacci.

PISA – La riapertura delle scuole in concomitanza con il perdurare dell’emergenza sanitaria sta comportando, a Pisa come in molte altre città e zone della nostra Penisola, una serie di disagi e problematiche legate sia alle carenze di personale docente che alle strutture destinate ad ospitare gli studenti, laddove debbano essere rispettate le misure di distanziamento previste dalle norme governative in materia, con ricadute negative sull’attività didattica, al pari che sulle famiglie.

di Giovanni Manenti


Su quest’ultimo aspetto ed, ovviamente, limitatamente a quel che concerne la realtà pisana, a fare il punto della situazione martedì 20 ottobre davanti all’ex Asilo in via Coccapani, ha provveduto il Gruppo consiliare “Diritti in comune”, evidenziando quelle che sono le maggiori carenze negli Istituti scolastici cittadini, per poi formulare la propria proposta per far fronte all’emergenza in atto, attraverso l’utilizzo di spazi vuoti di proprietà del Comune ed attualmente inutilizzati, elenco peraltro fornito dalla stessa Amministrazione Comunale allorché, nel giugno scorso, invitava il Rettore dell’Università a valutare la possibilità di fruirne onde evitare il blocco delle lezioni in presenza presso l’Ateneo.

Ad esternare e chiarire il pensiero alla base di questa proposta è il Capogruppo di “Diritti in Comune”, Ciccio Auletta, che così si esprime: “all’avvenuta riapertura dell’anno scolastico si è venuta a creare una situazione di estrema emergenza e criticità poiché tutti quegli interventi che dovevano esser fatti per quanto riguarda le questioni collegate al personale, sia docente che amministrativo, risultano carenti, difficoltà che si estendono anche al trasporto pubblico, ma oggi concentriamo la nostra attenzione su di una questione fondamentale che trae spunto da un monitoraggio svolto presso le nostre Scuole cittadine, in particolare le Superiori, da cui è emersa una carenza di spazi che ha delle ricadute negative per quel che concerne lo svolgimento della didattica, nonché un coinvolgimento reale degli studenti e delle loro famiglie“.

Per far fronte ad una tale emergenza“, conclude Auletta, “noi avanziamo una proposta molto semplice che trae origine dalla durissima polemica avvenuta nei mesi scorsi tra il Sindaco Conti e l’Università di Pisa, nel corso della quale il Primo Cittadino annunciava la possibilità di mettere a disposizione degli spazi pur di far riprendere in presenza la didattica universitaria, uno scontro da noi ritenuto illogico ed immotivato, mentre crediamo viceversa come sia importante che quegli spazi indicati dal Sindaco possano essere utilizzati dalle Scuole che hanno difficoltà oggettive e che riteniamo debbano continuare ad essere aperte sino a quando vi siano le relative condizioni, e non a caso abbiamo scelto simbolicamente questo luogo dell’ex Asilo Coccapani, proprietà comunale da anni abbandonato e facente parte del piano delle alienazioni poiché questa rappresenta una risorsa che potrebbe essere immediatamente riutilizzata, al pari dell’ex Biblioteca Comunale e degli Arsenali Repubblicani, come pure alcuni spazi di Palazzo Lanfranchi e della Chiesa di San Zeno, tutte strutture abbandonate e che al contrario potrebbero risolvere parte delle problematiche, il tutto all’interno di una Amministrazione che però dialoga con gli altri Enti, ragion per cui siamo a chiedere un confronto immediato tra i Dirigenti Scolastici ed il Comune affinché questi spazi possano essere messi a disposizione“.