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News dall’Università di Pisa

PISA – Un nuovo tipo di muscolo artificiale che può essere impiegato per il movimento di robot di piccole dimensioni è stato sviluppato da un team di ricercatori guidato da Marco Fontana, docente leader del gruppo “Robotic mechanisms and materials” del Laboratorio di Robotica Percettiva dell’Istituto TeCIP (Tecnologie della Comunicazione, Informazione, Percezione) della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, insieme a colleghi dei Dipartimenti di Ingegneria Industriale delle Università di Trento e di Bologna.

Il principio di funzionamento di questo nuovo tipo di muscolo artificiale – ininglese Ebm, acronimo di Electrostatic bellow muscle – si basa su una struttura che ricorda il mantice di una fisarmonica che il musicista fa allungare e contrarre. Nel caso dell’Ebm questo movimento è invece prodotto da forze di attrazione elettrostatica.

Il video

La nuova tecnologia è stata presentata in un articolo pubblicato mercoledì 24 febbraio sulla rivista “Science Robotics”. Il gruppo di ricercatori spiega come il concetto alla base (una struttura che ricorda il mantice di una fisarmonica) può essere impiegato per produrre muscoli artificiali con dimensioni di pochi centimetri dalle caratteristiche simili a quelle dei muscoli umani, che raggiungono velocità e dimostrano forze molto elevate rispetto alle loro dimensioni. Possono infatti sollevare carichi fino a 100 volte il loro peso. Questi innovativi “muscoli artificiali” possiedono tre caratteristiche che i ricercatori definiscono “molto promettenti” per realizzare nuovi sistemi robotici ma anche per diverse altre applicazioni.

La prima caratteristica dell’Ebm è la sua “multifunzionalità”, ossia la capacità di integrare, in unico sistema, funzionalità che di solito richiedono diversi dispositivi. L’Ebm si contrae sulla base di uno stimolo elettrico, ma può essere impiegato anche come una pompa, che fa circolare un fluido per dare movimento, ad esempio, a un robot. Al tempo stesso, il muscolo artificiale può anche diventare un generatore che permette di riciclare l’energia durante le fasi di frenata, aumentando la durata della batteria del sistema, proprio come avviene per le auto elettriche. In seconda istanza, questi muscoli sono versatili perché, grazie alla loro struttura modulare, hanno la capacità di essere adattati con facilità a diverse tipologie e specifiche di movimento. Infine, come terza caratteristica, questi muscoli rappresentano una tecnologia di attuazione (movimento) a basso costo in quanto le sottili pellicole di materiale polimerico (plastiche) impiegate per realizzarli risultano assai economiche e i relativi processi di fabbricazione sono replicabili su larga scala per avviare una produzione in serie.

A oggi siamo impegnati – spiega Marco Fontana a nome del team di ricerca – in un ulteriore miglioramento delle prestazioni di questi dispositivi con l’utilizzo di nuovi materiali, come polimeri biodegradabili ad alte prestazioni, e attraverso lo studio di processi di fabbricazione avanzati. Stiamo già dialogando e valutando collaborazioni con varie aziende

PISA – Presentato mercoledì 17 febbraio 2021 agli organi di Informazione – alla presenza dell’Assessore Regionale con delega ai Rapporti con le Università Alessandra Nardini, del Sindaco di Pisa Michele Conti e del Magnifico Rettore dell’Università di Pisa Prof. Paolo Mancarella – lo stato dell’arte dell’immobile posto in via Paolo Semeraro, località Pisanova, e destinato, ad ultimazione dei lavori, prevista entro la prossima estate, ad accogliere 242 studenti, grazie ad una capacità ricettiva costituita da 102 camere doppie e 38 singole, di cui 9 camere sono attrezzate per ospitare 13 persone affette da disabilità.

di Giovanni Manenti


Un complesso costruito su di un terreno acquisito sin dal 2003 grazie ad un accordo tra il Demanio e l’allora Azienda Regionale DSU (Diritto allo Studi Universitario) di Pisa per la concessione perpetua ad uso gratuito, con l’intenzione di costruirvi una nuova Residenza Universitaria, lavori poi iniziati, dopo l’avvenuta approvazione dei finanziamenti e del relativo progetto presentato dall’Impresa appaltatrice “Edificanda Srl” di Latina, nel novembre 2016 e del quali, pur con un’interruzione di circa 18 mesi per problematiche di tipo burocratico/amministrativo, cui si sono aggiunte le difficoltà legate all’emergenza sanitaria in atto, si prevede l’ultimazione nei prossimi mesi di giugno/luglio 2021, così che la struttura possa essere messa a disposizione degli studenti ad inizio anno 2022.

Il tutto per un costo complessivo di oltre 14milioni di €uro compresa IVA, oltre a poco più di un altro milione di €uro per gli arredamenti, sostenuto in parte dal contributo di oltre 6,3milioni di €uro messo a disposizione dal MIUR ed in parte da risorse regionali e del DSU, mentre nel computo del corrispettivo da riconoscere alla “Edificanda Srl” stabilito dal capitolato d’appalto è prevista la cessione in conto prezzo di due strutture del patrimonio aziendale di DSU, una delle quali, la “Residenza Campaldino”, attiva con 48 posti letto.

Un investimento, pertanto, che al suo completamento incrementerà sino a 1.768 i posti letto disponibili per gli studenti universitari rispetto agli attuali 1.574, una cifra che permetterà di accorciare le tempistiche di scorrimento delle graduatorie alloggi sul territorio pisano, nel mentre il Patrimonio Residenziale pubblico del DSU (comprese le strutture di Firenze) ammonterà ad oltre 4.800 alloggi riservati ad universitari, così da rendere l’Ente della Toscana uno dei primi tre soggetti a livello nazionale quale erogatore di servizi per il Diritto allo Studio per numero di alloggiati.

L’assessore regionale Alessandra Nardini

Di come sta procedendo l’ultimazione della struttura, non può che essere soddisfatta l’Assessore Regionale Alessandra Nardini, che così commenta: “si tratta di un intervento molto importante che va ad aumentare i posti letto a disposizione di studenti di ambo i sessi, e da parte nostra, nei pilastri delle Politiche Regionali, abbiamo inserito il Diritto allo Studio – in questo caso trattasi del Diritto allo Studio Universitario – e, personalmente, credo che investire in istruzione, formazione, Università e ricerca significhi farlo in un’ottica futura per la Toscana, il nostro territorio e la Provincia di Pisa, ma anche per il Paese, poiché sappiamo bene quanto dalle nostre Università escano eccellenze che poi molto spesso restano in queste zone, per fortuna, ma anche altrove nel Paese, in modo da tenere alto il buon nome della nostra Regione e dei suoi Atenei. Non a caso, conclude l’Assessore, solo qui nella nostra zona possiamo vantare la Scuola Normale Superiore, la Scuola Superiore Sant’Anna e l’Università di Pisa, mentre la Regione Toscana ha sette fiori all’occhiello da questo punto di vista e non possiamo che esserne logicamente orgogliosi ed il fatto che molte studentesse e studenti vengano a formarsi da fuori regione è la chiara dimostrazione che qua vi è un’offerta sicuramente eccellente, unita a servizi di elevata qualità, e su questo noi vogliamo continuare a scommettere chiedendo al nuovo Governo (come già fatto con il precedente …) che una parte dei Fondi che arriveranno dall’Europa sia destinata ad interventi che guardano al futuro, di cui il Diritto allo Studio non può che rappresentare una priorità“.

Il Sindaco di Pisa Michele Conti
Il Rettore Paolo Mancarella

Un Diritto allo Studio Che è uno dei temi particolarmente cari al Prof. Paolo Mancarella, Rettore dell’Università di Pisa, il quale ha tenuto a sottolineare: “La nuova struttura non è altro che un ulteriore tassello di un percorso che la Regione Toscana, la città e l’Università di Pisa hanno intrapreso oramai da anni, ed è nostra volontà quella di garantire a tutti il Diritto allo Studio universitario, compresi quei ragazzi e ragazze che provengono da famiglie disagiate, cosa che facciamo attraverso interventi come questo ed una politica di contribuzione universitaria che cerca di mantenere un livello molto basso per le fasce meno abbienti, tutti piccoli interventi che ogni Istituzione può dare per garantire un diritto primario come è quello dell’istruzione“.

L’Università di Pisa, conclude il Prof. Mancarella, “tradizionalmente attrae molti studenti provenienti da fuori Regione e questo – lasciatemelo dire con un pizzico d’orgoglio – anche per la qualità dell’offerta formativa che siamo in grado di fornire agli studenti in tutte le varie branche del sapere, dalle materie umanistiche a quelle mediche e scientifiche, come conferma il fatto che i nostri laureati, una volta inseriti nel mondo del lavoro, risultino sempre molto apprezzati per la loro preparazione di base, tant’è che ora non ci resta che augurarci che, ad avvenuto completamento di questa nuova struttura di accoglienza, ci si sia lasciati alle spalle l’emergenza sanitaria in atto e che dall’anno prossimo si possa tornare a quella normalità che tutti noi auspichiamo per riprenderci le nostre vite, soprattutto per il futuro dei nostri giovani“.

PISALo sviluppo di nuovi modelli per valutare i rischi finanziari connessi al cambiamento climatico e per definire il ruolo delle banche centrali nella loro gestione è al centro di un progetto, finanziato dall’International Network for Sustainable Financial Policy Insights, Research and Exchange (Inspire) attraverso un “research grant”, che vede impegnati ricercatori, in team, provenienti da Istituto di Economia della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Rff-Cmcc European Institute on Economics (Milano)Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti ClimaticiUniversità BocconiPolitecnico di Milano.

  L’attenzione delle banche centrali per i rischi connessi al cambiamento climatico è aumentata in maniera esponenziale negli ultimi anni. A dicembre 2017 viene creato il “Network for Greening the Financial System” (Ngfs), istituzione che comprende le maggiori banche centrali – come quelle di Francia, Spagna, Italia, Giappone, Germania –  e i più importanti istituti di regolamentazione finanziaria e che coadiuva Inspire nel finanziamento dei progetti di ricerca più promettenti per coinvolgere il sistema finanziario nel contrastare i cambiamenti climatici.

  Perfino la presidente della Banca centrale europeaChristine Lagarge, in un suo intervento a fine gennaio 2021, aveva sollecitato le banche centrali a contribuire alla lotta al cambiamento climatico, a saperne comprendere i rischi e a sfruttarne le opportunità che ne derivano. Al progetto a cui contribuisce il team di ricercatori italiani, si chiede di contribuire a questo dibattito studiando come banche centrali e governi possano co-gestire le conseguenze del cambiamento climatico e della “transizione verde” per il mondo della finanza e per le dinamiche macroeconomiche.

  “Esistono due principali classi di rischi – spiega Francesco Lamperti, a capo del progetto e ricercatore presso l’Istituto di Economia e il Dipartimento di Eccellenza EMbeDS (Economics and management in the era of data science) della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e scientist presso l’Rff – Cmcc European Institute on Economics and the Environment di Milano – che il cambiamento climatico pone sul sistema finanziario. Una è legata agli impatti fisici: si pensi alle perdite di valore degli immobili a causa di inondazioni o uragani, un’altra riguarda le instabilità che la transizione stessa può creare, soprattutto in settori altamente finanziarizzati come quelli ancora dipendenti in maniera massiccia dal carbone. Il problema principale – prosegue Francesco Lamperti – è che mancano modelli in grado di offrire valutazioni integrate di entrambe le classi di rischi e, soprattutto, che permettano di testare quali meccanismi di politica fiscale e monetaria siano necessari per gestirli”.

  Il progetto vuole infatti di sviluppare un nuovo modello macroeconomico, capace di analizzare sia i rischi fisici che quelli di transizione, finora analizzati in maniera disgiunta dalla letteratura, per il sistema finanziario globale. “Durante il prossimo anno svilupperemo un nuovo approccio alla modellizzazione del rischio climatico per le dinamiche macroeconomiche – conclude Francesco Lamperti – e, in particolare, cercheremo di capire come la politica fiscale, la politica monetaria e quella macroprudenziale possano interagire in maniera sinergica per garantire una transizione rapida e ordinata verso un’economia a zero emissioni entro il 2050”.

  Qui il link ai risultati della “Call for proposals” che ha visto finanziato il progetto del gruppo di ricercatori italiani: https://www.climateworks.org/wp-content/uploads/2021/02/INSPIRE-Call-4-Awardees.pdf

PISA – “L’università non riapre con le elezioni in presenza. E questa è l’ennesimo duro colpo all’economia pisana”. Per la presidente di Confcommercio Provincia di Pisa Federica Grassini la decisione dell’università aggrava ulteriormente lo stato di salute delle imprese, negozi, attività commerciali, locali pubblici: “Commercio, servizi, consumi, si perderanno milioni di euro”.

L’annuncio ci ha colto di sorpresa, anche alla luce di quanto accaduto lo scorso anno. Allora abbiamo manifestato sotto il Rettorato con gli imprenditori, rivendicando attenzione e rispetto per le migliaia di attività commerciali che lavorano con e per l’università, fornendo una pluralità di servizi fondamentali a migliaia di studenti, docenti, personale tecnico. Allora non fummo neanche ricevuti dal Magnifico Rettore, ma una compromesso fu comunque trovato nel ripartire con i corsi in presenza a partire dal 2021. E invece, sembra proprio che non sarà così”.

Il quadro è molto preoccupante, se consideriamo l’impatto che il Covid sta avendo sulla sopravvivenza delle imprese del terziario” – sottolinea Grassini – “al quale dobbiamo aggiungere il totale azzeramento del turismo. Per una città come Pisa, il venir meno anche dell’università, un asse portante, è davvero devastante. Ci piacerebbe incontrare personalmente il Rettore, per sottolineare come sicurezza e lavoro non sono in contraddizione, ma possono procedere di pari passo con buonsenso e ragionevolezza, nella massima collaborazione tra i principali attori in campo”.

A proposito di collaborazione la presidente di Confcommercio riprende il recente dossier redatto proprio dall’Università di Pisa, con prefazione dello stesso rettore Paolo Maria Mancarella: “Al punto due l’Università propone di favorire la collaborazione tra gli attori dei territori, istituzioni pubbliche, associazioni datoriali, sindacati, che hanno fatto sistema in modo efficace per fronteggiare le diverse questioni legate alla pandemia” – sottolinea Grassini: “Noi siamo perfettamente d’accordo con quello che scrive l’Università di Pisa, ma purtroppo anche in questo caso il Rettore non ha condiviso la decisione né con l’amministrazione comunale né con altre istituzioni”.

L’impatto economico e sociale di questa decisione su migliaia di imprese e lavoratori già provati dalla pandemia, è talmente impattante che noi non ci fermeremo. Chiederemo un nuovo incontro al Rettore, augurandoci che stavolta possa ascoltare le richieste provenienti dal mondo delle imprese”.

PISA – Si è svolta giovedì 28 gennaio presso i locali della Sapienza in via Curtatone e Montanara, la cerimonia di conferimento a mezzo del Sindaco Michele Conti – della Cittadinanza Onoraria di Vittorio Veneto ai Caduti dell’Università di Pisa nel corso della Prima Guerra Mondiale, per quella che è la prima di una serie di eventi e Manifestazioni in programma nel corso di quest’anno, in cui ricorre il Centenario della traslazione della salma del Milite Ignoto presso l’Altare della Patria.

di Giovanni Manenti


Una cerimonia alla quale, assieme al Sindaco Conti ed al Magnifico Rettore Paolo Mancarella, hanno preso parte Sua Eccellenza il Prefetto Giuseppe Castaldo, il Questore Gaetano Bonaccorso, il Presidente della Provincia Massimiliano Angori ed il Presidente del Consiglio Comunale Alessandro Gennai, oltre allo storico Dott. Federico Ciavattone, per illustrare ai presenti le fasi salienti del contributo degli studenti pisani nel corso degli eventi bellici.

Si tratta di un’iniziativa“, commenta il Sindaco Michele Conti, “nata dalla concomitanza con il Centenario della commemorazione del Milite Ignoto, e pertanto ci sembrava doveroso ricordare quei tanti ragazzi che in quegli anni parteciparono alla Prima Guerra Mondiale, molti dei quali, purtroppo, non fecero ritorno alle proprie case e che contribuirono al completamento del Risorgimento Italiano, ricordando che proprio da questa struttura partirono alcuni decenni prima coloro che andarono a combattere nella storica battaglia di Curtatone e Montanara“.

E non è casuale che la via dove si trova la Sapienza“, conclude il Primo Cittadino, “sia intitolata a Curtatone e Montanara, poiché il battaglione che partecipò a quell’eroico scontro contro gli asburgici è divenuto il simbolo di tutti coloro che si iscrivono al nostri Ateneo, il cui cappello ha la punta tagliata proprio perché quei ragazzi che combatterono per l’unità d’Italia eseguirono quella “spuntatura” per poter usare meglio il fucile, come ci ricordano bene gli storici, così da rimanere ancora ben presente nella nostra tradizione universitaria“.

Nel fare gli onori di casa, il Rettore Paolo Mancarella ha porto il proprio saluto e ringraziamento per il conferimento ricevuto con queste sentite parole: “la Prima Guerra Mondiale è stata considerata una “Guerra di cervelli”, poiché mai prima di allora si era verificata una così grande mobilitazione di intelletti, quali Professori e studenti, e le stesse Università ebbero un ruolo da protagoniste, in tutta Europa così come a Pisa dove, come in altre località italiane, dal maggio 1915 si accese il dibattito tra interventisti e neutralisti,con il Palazzo dove oggi ci troviamo a divenire teatro di riunioni e comizi fra le due fazioni contrapposte che poi si trovarono unite al momento dell’entrata del nostro Paese nel conflitto“.

Furono tantissimi, prosegue il Prof. Mancarella, i membri della nostra comunità che diedero il proprio contributo allo sforzo bellico, con un sacrificio di 132 caduti e di questi ben 112 studenti, tre dei quali ricevettero Medaglie d’Oro al Valor Militare, vale a dire Giovanni Bertacchi, iscritto alla Facoltà di Lettere, Leopoldo Portellas, iscritto a Giurisprudenza e Vincenzo Zerboglio, morto a pochi giorni dalla conclusione del conflitto, ai quali il nostro Ateneo conferì la “Laurea ad honorem” per il loro sacrificio che, unitamente a quello degli altri caduti, servì a contribuire al compimento di un disegno risorgimentale, concludendo quel lungo cammino che proprio da Pisa e dalla sua Università aveva mosso i primi passi“.

Pensare, infatti, a quella che all’epoca fu definita la Quarta Guerra d’Indipendenza“, continua il Magnifico Rettore, “non può che richiamare alla mente alcuni passaggi importanti di quel percorso, dalla prima riunione degli scienziati italiani nel 1839, alla protesta contro i Gesuiti del 1848 e sino alla gloriosa sconfitta di Curtatone e Montanara, dove i 389 uomini del battaglione universitario pisano, guidarti da Ottavio Fabrizio Mossotti, docente di Fisica e Matematica del nostro Ateneo, presero parte a quell’epica battaglia e proprio qui, in questo cortile, abbiamo celebrato anni orsono il 170esimo anniversario di detto scontro, quale primo atto della rinnovata Sapienza“.

Da Curtatone e Montanare si giunge poi a Vittorio Veneto“, conclude Mancarella, “ed in questo giorno in cui 103 anni fa il nostro Campano dette per primo l’annuncio della vittoria, è davvero un grandissimo onore per la nostra Università ricevere questa pergamena con cui viene riconosciuta ai Professori, al personale universitario ed agli studenti del nostro Ateneo caduti durante la Grande Guerra la cittadinanza onoraria del Comune di Vittorio Veneto, e per questo grande onore mi sento in dovere di ringraziare il Sindaco di Vittorio Veneto ed il Sindaco di Pisa che si è adoperato perché tutto ciò fosse possibile, con la speranza che l’impegno civico di questi nostri eroi possa ancora oggi essere di ispirazione per tutti noi nell’affrontare questo periodo così difficile“.

PISA – Con il numero record di 159 iscritti si apre la quarta edizione del PhD+ 2021, corso base del Contamination Lab (CLab Pisa) finalizzato a promuovere e incentivare lo spirito imprenditoriale in studenti, studentesse, ricercatori, ricercatrici e docenti dell’Università di Pisa, della Scuola Normale Superiore, della Scuola Sant’Anna e dell’IMT Lucca.

La nuova edizione, che si svolgerà interamente online su Microsoft Teams, si presenta con un programma rinnovato che dedicherà ancora più attenzione a concetti come il mindset imprenditoriale, il team building, il business plan e la proprietà intellettuale. Ampio spazio anche alle tecniche di creatività, alla costruzione di un business model efficace, alle principali fonti di finanziamento delle startup, al pitch e all’industria 4.0. 

159 iscritti, principalmente studenti magistrali e dottorandi di ricerca, frequenteranno 11 seminari, tenuti da imprenditori, consulenti e docenti, in cui potranno acquisire le principali competenze necessarie a comprendere il mondo dell’imprenditorialità innovativa anche attraverso le consulenze di esperti messe a disposizione dallo staff del CLab Pisa. 

La platea degli iscritti mai come quest’anno si presenta particolarmente variegata con quasi tutti i settori disciplinari rappresentati e con le Scienze Sociali e Umanistiche, l’Ingegneria dell’Informazione, l’Informatica e l’Economia e Management che si fanno apprezzare come i più rilevanti numericamente. 

PhD+ 2021 si aprirà ufficialmente con un evento inaugurale previsto per martedì 12 gennaio alle ore 15:00 su Microsoft Teams in cui ai consueti saluti istituzionali del Rettore prof. Paolo Maria Mancarella (Università di Pisa) e delle Scuole Normale, Sant’Anna e IMT Lucca, si aggiungeranno gli interventi del prof. Leonardo Bertini, Chief del CLab e della prof.ssa Maria Chiara Di Guardo in rappresentanza del Netval e dell’Italian CLab Network. 

“Il CLAB Pisa giunge oggi alla sua quarta edizione, – ha dichiarato il Prof. Leonardo Bertini, Chief del CLab – dopo un percorso grazie al quale si è andato progressivamente arricchendo di contenuti innovativi, tra i quali possiamo citare a titolo di esempio i seminari sulle “Soft Skills”, gli incontri di socializzazione, l’”Hackaton”, il percorso “Umanisti e Impresa: si può”. Il bilancio può considerarsi pienamente positivo, sia per quanto riguarda il gradimento degli allievi, che relativamente ai promettenti progetti di impresa sviluppati, per cui si può ritenere l’iniziativa senz’altro meritevole di una prosecuzione anche negli anni a venire” 

Per seguire l’evento inaugurale in diretta o per consultare il programma dei seminari è possibile visitare il sito http://contaminationlab.unipi.it/phdplus/  

PISA – La lotta contro l’inciviltà dilagante si arricchisce quest’oggi di un nuovo capitolo, ovvero la collaborazione sinergica tra amministrazione comunale ed Università di Pisa al fine di fare fronte comune nel combattere la piaga delle scritte abusive sui muri di molteplici edifici, specie nel Centro Storico, di proprietà comunale e/ dell’Ateneo e che non fanno che deturpare la visione della nostra città agli occhi sia dei residenti che dei turisti.

di Giovanni Manenti

Una campagna, quella in corso da parte dell’Amministrazione, che ha preso il via dallo scorso mese di febbraio e che – nonostante l’emergenza sanitaria in atto – ha sinora già consentito la ripulitura di ca. mq.2500 di superfici intonacate, oltre a decine di rimozioni di scritte su superfici in pietra ed interventi pilota di stesura di vernici antigraffito su lampioni ed altre superfici.

Un’iniziativa, quella dell’assessorato all’ambiente, che è stata fatta propria anche dai vertici universitari, così da poter condividere e promuovere un intervento strutturale tale da consentire il controllo del fenomeno riguardo agli immobili di sua proprietà, considerando come non siano pochi gli edifici oggetto di atti vandalici che ne hanno deturpato le relative facciate, e questa mattina sono così iniziati i lavori in tal senso in via Pasquale Paoli, strada purtroppo per decenni martoriata in tutta la sua lunghezza da una sequenza ininterrotta di scritte vandaliche.

Un accordo di collaborazione, pienamente sostenuto e condiviso anche dal Prorettore Marco Gesi, che sul tema si esprime così: “Si tratta di una sinergia direi quasi superflua, stante gli ottimi rapporti collaborativi tra l’Ateneo e l’Amministrazione Comunale, in quanto per l’Università stessa è un proprio dovere intervenire in quella che oramai è una lotta contro chi intende arrogarsi il diritto di compiere atti vandalici e purtroppo ci troviamo sempre più ad assistere all’emergere di queste scritte abusive sui muri, azioni che vengono svolte durante la notte ad annullare un precedente lavoro di ripulitura, in netto contrasto con quelle che sono le basilari regole di civiltà, e questa collaborazione non è che uno dei tanti accordi già vigenti con il Comune, nell’ottica di far sì che il buon cittadino possa godere appieno delle bellezze di una Pisa città piena di palazzi storici“.

Purtroppo“, conclude il Prof. Gesi, “non sono pochi gli edifici di nostra proprietà che sono stati oggetto di questi atti vandalici che ne deturpano l’immagine, non ultimo addirittura il Palazzo della Sapienza appena rifatto, a dimostrazione come non vi sia veramente fine a questa inciviltà che, spiace ancor di più evidenziarlo, non riguarda solo la nostra città, ma l’intera Penisola“.

Ovviamente soddisfatto del contributo fornito dall’Ateneo nella lotta contro il degrado, l’Assessore all’Ambiente Filippo Bedini commenta: “è da parte nostra motivo di grande soddisfazione aver ricevuto, anche in tempi rapidi, una risposta positiva da parte del Rettore in merito alla nostra richiesta di incrementare la sinergia tra i due Enti al fine di strutturarla in maniera organica e che questa abbia trovato sin da subito una realizzazione concreta in via Pasquale Paoli, dove su di un lato insiste un bellissimo Palazzo di proprietà universitaria e sull’altro il muro perimetrale del Liceo Artistico“.

Ciò sta a significare“, prosegue l’Assessore, “che la battaglia – che il Rettore stesso ha definito contro l’inciviltà di pochi – sia la strada giusta da percorrere e quindi sono convinto che i frutti che deriveranno da questa collaborazione potranno aumentare esponenzialmente la qualità dei risultati al fine di restituire a Pisa la sua originaria bellezza, poiché ogni scritta sui muri non è altro che uno sfregio al volto della città, così da consentire ai residenti di vivere i loro quartieri come desiderano, come possano ben testimoniare gli operatori che lavorano a questo progetto e che vengono quotidianamente ringraziati da decine di persone, oltre a restituirli a chi vi lavora o studia, potendo camminare senza avere la vista rovinata da scritte o manifesti abusivi, nonché soprattutto per prepararci a riaccogliere, speriamo il prima possibile, i turisti nel Centro Storico con un importante salto di qualità dal punto di vista estetico“.

In conclusione“, termina Filippo Bedini, “Pisa deve tornare a risplendere nella sua bellezza, nonostante qualcuno ancora si ostini a ribellarsi a questa nostra campagna, e la tappa che segnamo oggi sta a significare un rilancio ed una motivazione in più per andare avanti nel percorso intrapreso e non mollare, con buona pace degli imbrattatori seriali, con l’intento di stringere ulteriori collaborazioni oltre a quella raggiunta con l’Università per riuscire a centrare l’obiettivo che ci siamo prefissi“.

PISA – Si è tenuta venerdì 13 novembre una nuova riunione della Cut, la Conferenza Università e Territorio a cui partecipano Comune di Pisa, Università di Pisa, Diritto allo Studio, Scuola Superiore Sant’Anna, Scuola Normale Superiore e componente studentesca.

Presenti, collegati in videoconferenza, l’assessore alle politiche educative e scolastiche con delega al diritto allo studio Sandra Munno, il rettore dell’Università di Pisa Paolo Mancarella, il direttore della Scuola Sant’Anna Sabina Nuti,  per la Scuola Normale Superiore Augusto Sagnotti, il direttore del Diritto allo Studio Francesco Piarulli e il presidente Marco Moretti, per il Consiglio degli studenti Giovanni Passalacqua, oltre ai consiglieri comunali di minoranza e maggioranza, Matteo Trapani e Giulia Gambini.

Nella riunione della Cut di ieri – ha dichiarato l’assessore Sandra Munno – abbiamo trattato insieme a tutti i soggetti presenti l’impatto che l’emergenza sanitaria da Covid-19 ha avuto nella gestione dei corsi universitari, delle residenze per gli studenti e quali soluzioni sono state adottate di volta in volta con il susseguirsi dei vari Dpcm. Abbiamo condiviso e ascoltato con piacere le parole di riconoscimento che il Rettore Mancarella ha espresso nei confronti del rinnovato clima di collaborazione tra istituzioni cittadine nella gestione della nuova emergenza epidemiologica in atto in questo momento nella nostra città e in tutto il paese. Ritengo che la Cut si debba prendere il merito di aver agito come tavolo di concertazione tra enti, portando avanti un’azione di coordinamento importante in questi mesi segnati dall’emergenza sanitaria. Come lo stesso Rettore ha riconosciuto, è in questa sede che è nata l’idea dello scambio di spazi tra Università e scuole superiori, un’offerta che poi io stessa ho riportato alla Provincia di Pisa perché potesse essere attuata. Questo è sempre stato lo spirito con cui la nostra Amministrazione ha partecipato e potenziato la Conferenza, allargandola a tutti i soggetti che la compongono attualmente. Uno spirito di collaborazione, di confronto tra realtà e istituzioni cittadine, ora più che mai unite da problematiche comuni, dettate dall’esigenza di affrontare insieme le difficoltà e le sfide della pandemia. A questo proposito ci siamo confrontati con la Scuola Sant’Anna sui protocolli che ciascun ente ha attivato insieme al Dipartimento di igiene e prevenzione dell’Azienda Usl Toscana Nord Ovest per la prevenzione e la gestione dell’emergenza sanitaria negli ambienti scolastici e universitari. Mi sono presa l’impegno di mettere a confronto i due protocolli e cercare una soluzione condivisa tra enti, scuole e Asl per migliorare il flusso di comunicazioni e il procedimento di contact tracing che in questo periodo ha dimostrato molte difficoltà organizzative.  Dunque, una discussione e un confronto su temi comuni che è stata fonte di nuove idee e di progetti per la città.

PISA – Nonostante il Covid, la mensa della Scuola Superiore Sant’Anna non si ferma. Il servizio, gestito da Vivenda spa, azienda del Gruppo La Cascina, è riuscita ad adeguarsi al contesto e ad attivare il servizio di delivery dei pasti.

Nella sede centrale e ai collegi Faedo, Tersani, San Tommaso e la Foresteria l’azienda consegna 200 pasti a turno – tra colazione, pranzo e cena – per un totale di 400 con servizio “porta a porta”, a causa dell’emergenza sanitaria. In aggiunta ci sono circa 30 pasti al self service per dottorandi.

Nel periodo precedente la pandemia, Vivenda arrivava a gestire quasi 400 pasti a pranzo e 200 a cena, oltre a 50 colazioni.

Massimiliano Leoni, Direttore di filiale Toscana e Umbria per la Vivenda Spa, dichiara: “Per quanto ci riguarda è stato uno sforzo incredibile riuscire a garantire il servizio anche in un contesto del genere. Ma lo abbiamo voluto fare in tutti i modi per assicurare qualcosa di indispensabile e non lasciare sole le persone, che hanno visto in noi una sicurezza. Continueremo ad adattarci ad una situazione che evolve costantemente, perché la solidità della nostra azienda lo permette”.

PISA – Dopo ore di sfide informatiche e due giorni di eventi, si è conclusa la quarta edizione di CyberChallenge.IT, la gara nazionale degli hacker etici italiani. Per la prima volta interamente online, a causa della complessa emergenza sanitaria che stiamo vivendo, l’evento ha coinvolto 560 ragazzi tra i 16 e i 23 anni, per un totale di 28 squadre, che rappresentano 26 università, il Centro di Competenza Cybersecurity Toscano e il Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito di Torino. Organizzata ogni anno dal Laboratorio Nazionale di Cybersecurity del CINI (Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica), l’iniziativa costituisce il maggiore sforzo di formazione nazionale nell’ambito della cyber security, nonché uno dei più riconosciuti a livello europeo. A conquistare il primo gradino del podio, per questa edizione, è stata l’Università di Pisa. Seguono il Politecnico di Milano al secondo posto e l’Università degli Studi di Verona terza classificata. 

I team si sono confrontati in una complessa gara di tipo Capture the flag (Ctf), una sorta di ruba bandiera virtuale, nella quale ciascuna squadra è stata chiamata ad attaccare le infrastrutture informatiche degli avversari, proteggendo al contempo la propria, e impedendo ad altri di prenderne il controllo. Uno dei campi di battaglia, creato apposta per l’occasione, è stato il nuovo cyber range Paideusis: un’infrastruttura permanente, fisicamente ospitata a Torino dalla Fondazione Links, che l’ha realizzata insieme al Laboratorio Nazionale di Cybersecurity e con la collaborazione tecnica dell’azienda canavese Tiesse. Tutta contenuta in una sola stanza, Paideusis consiste in un ambiente fisico accessibile in remoto nel quale interagiscono tra loro i modem di ciascun team: pur se tutti i partecipanti giocheranno da remoto, dalle loro università o addirittura da casa, sarà in questo spazio fisico che perverranno i loro comandi e che – materialmente – si svolgerà la gara. 

Questo tipo di competizione richiede ampie competenze e una squadra eterogenea per formazione, in grado di esercitare tecniche offensive e difensive nell’ambito della cifratura, della gestione dei server, e dell’analisi di codice sorgente. 

Tutti temi che i ragazzi di CyberChallenge.IT hanno approfondito durante il percorso di formazione altamente specializzata in sicurezza informatica, della durata di dodici settimane, al quale hanno partecipato tra marzo e maggio. Tra gli argomenti affrontati durante i corsi di formazione, organizzati dalle ventotto sedi nazionali con il coinvolgimento di esperti esterni e aziende, particolare attenzione è stata data alla sicurezza delle infrastrutture informatiche e dell’hardware, alla web security, alla protezione delle telecomunicazioni e alle capacità di attacco e difesa di un sistema informatico. Ciascun tema rappresenta un diverso punto critico del mondo digitale e tutti concorrono alla maggiore capacità di protezione sia delle aziende sia dell’intero “Sistema Paese”, già oggetto in Italia della legge sul perimetro di sicurezza nazionale cibernetica.

Nel secondo giorno di CyberChallenge.IT, le otto squadre che si sono maggiormente distinte durante la gara Ctf hanno esposto delle presentazioni legate al mondo della sicurezza digitale. Scopo di questo segmento di gara è di mettere alla prova le capacità divulgative degli hacker etici, che sempre più spesso dovranno fare i conti con la centralità della materia anche nelle vite dei non addetti al settore, che quotidianamente si confrontano con l’esigenza di un maggiore controllo delle proprie operazioni informatiche, in difesa di sé stessi e delle organizzazioni con cui lavorano. Al “tavolo” della giuria (che ovviamente ha preso parte all’evento in remoto), si sono seduti esperti della sicurezza, della divulgazione scientifica e un rappresentante per ciascuna delle aziende sponsor Platinum (Accenture, Aizoon, Blu5 Group, Eni, Exprivia, IBM, KPMG, Leonardo, Ntt Data, Numera, Telsy) che ogni anno permettono la realizzazione dell’evento. A loro si aggiungono anche gli sponsor Gold (BIP, Cisco, Banca Monte dei Paschi di Siena, NEGG, Novanext, PwC) e Silver (Digi-One, ICT Cyber Consulting), che costituiscono l’indispensabile contributo che ogni anno permette a oltre 500 ragazze e ragazzi di partecipare a CyberChallenge.IT.

Nazionale Italiana di Cyberdefender

Il prossimo passo nelle attività del Laboratorio Nazionale di Cybersecurity sarà la convocazione dei giovani che si sono maggiormente distinti durante le gare per l’ingresso nel TeamItaly: la nazionale italiana di esperti di sicurezza informatica che ogni anno rappresenta l’eccellenza del Paese nelle competizioni nazionali. Il prossimo appuntamento sarà a novembre, con un’amichevole a livello europeo organizzata dall’Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione (Enisa), che sostituisce il campionato europeo (European Cybersecurity Challenge – Ecsc), rimandato a causa del Covid-19. Resta quindi – d’ufficio – sul podio europeo anche la nazionale italiana, che a Ecsc19 aveva conquistato il secondo posto. 

Talento e competenza dei giovani esperti nazionali di sicurezza informatica sono riconosciuti anche a livello nazionale: il 7 febbraio di quest’anno, ad Ancona, il vicedirettore generale del Dipartimento di Informazione per la Sicurezza (Dis), Roberto Baldoni, ha premiato il TeamItaly di fronte a una platea di istituzioni accademiche e rappresentanti politici e militari. L’anno precedente, a ITASEC19, la cerimonia di premiazione ha visto la partecipazione dell’allora ministro italiano della Difesa, Elisabetta Trenta.
“Vedere la gara nel vivo, pur da remoto, è stata la più grande soddisfazione dopo mesi di lavoro nel quale abbiamo fatto i conti, come tutti, con una pandemia globale”, ha commentato Paolo Prinetto, direttore del Laboratorio Nazionale di Cybersecurity. “Questa è la più significativa dimostrazione di come, pur con 560 ragazzi e ben 28 istituzioni coinvolte, ogni problema può diventare opportunità, quando la motivazione è forte e rivolta alla cultura della sicurezza e del progresso tecnologico. Ci sono tutte le basi per crescere ancora e – speriamo – per poter realizzare la prossima CyberChallenge.IT in presenza”.

PISA – Quasi 15mila studenti universitari –  di cui circa 2.000 provenienti da altri paesi dell’Unione Europea ed extra UE –  iscritti agli Atenei della Toscana sono risultati idonei in graduatoria provvisoria  pubblicata il 30 settembre dal DSU Toscana per l’assegnazione della borsa di studio di cui al bando ordinario promosso dall’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario per il quale erano state presentate 20.138 domande.

Degli idonei, circa 7mila fuori sede hanno fatto richiesta di posto alloggio gratuito nelle Residenze Universitarie presenti nelle città della regione sede di università. La graduatoria definitiva è prevista per il 30 novembre 2020.

Ai dati di cui sopra, si aggiungono circa 550 idonei di specifica graduatoria introdotta in conseguenza dell’emergenza Covid per coloro che, per il raggiungimento dei parametri di merito utili al conseguimento dei benefici, si sono avvalsi oltre che del bonus ordinario, anche del bonus straordinario sul merito previsto appositamente nel bando 20-21, pari di 5 crediti concessi agli iscritti agli atenei e di 10 crediti per gli iscritti agli istituti, accademie e conservatori.

Si ritiene quindi raggiunto l’obiettivo di mantenere elevato il numero dei destinatari dei benefici monetari e dei servizi DSU quali la mensa l’alloggio o il contributo affitto per i fuori sede, oltre che l’esenzione dal pagamento delle tasse universitarie concesse dai maggiori Atenei, in un momento di particolare difficoltà ove il supporto dell’Azienda per il Diritto allo Studio è determinante per consentire a molti giovani in condizioni economiche meno favorevoli di accedere alla formazione universitaria.

La Toscana continua ad investire sulle giovani generazioni permettendo di raggiungere il massimo livello di istruzione a chi non se lo potrebbe permettere – commenta il Presidente dell’Azienda per il Diritto allo Studio Marco Moretti – con una percentuale di borsisti fra le più alte d’Italia grazie alle risorse della Regione che consentono un costante aumento e riqualificazione dei servizi di supporto allo studio.”

“Il DSU Toscana punta da molti anni su un’offerta qualificata e quantitativamente rilevante che contribuisce al consolidamento nelle varie classifiche di settore della valutazione positiva delle università di riferimento usualmente presenti nelle posizioni più alte – aggiunge il Direttore del DSU Toscana Francesco Piarulli – frutto del conseguimento di ottimi risultati nella gestione aziendale che permettono il mantenimento di tariffe contenute anche nei confronti della generalità degli studenti che non rientra nei benefici.”

PISA – A margine del sopralluogo al dismesso Campo Rom di Via Maggiore a Oratoio a cui ha partecipato il Sindaco Michele Conti, il primo cittadino si è espresso riguardo alla riapertura dell’Ateneo che a settembre vedrà di nuovo al via quindicimila studenti.

di Antonio Tognoli

Ripartiranno 79 corsi di laurea su 141. Il primo cittadino afferma: “Si può e si deve fare di più spero che questo sia il primo passo per la riapertura totale. Proprio venerdì sera ho presenziato ad una cena ieri e ho parlato con alcuni studenti che mi hanno spiegato che sono in grossa difficoltà non avendo le elezioni in presenza. Quindi oltre all’aspetto economico andiamo a sommare l’aspetto didattico. Spero che questo sia un primo passo per la riapertura totale del nostro Ateneo

Sulla possibilità di mettere a disposizione spazi comunali, Conti dice: “Avevamo già indicato la possibilità di utilizzare gli Arsenali e altri spazi cittadini. Basta essere d’accordo in due e quindi direi che non ci sono problemi

PISA – Gli studenti sono preoccupati. La loro borsa di studio è a serio rischio a causa della crisi del Covid-19.

Fin dalla chiusura delle università a causa del Covid-19 ci siamo attivati per trovare una soluzione ai forti disagi che hanno colpito la componente studentesca, chiedendo delle risposte concrete all’amministrazione della nostra Regione. Per questo motivo assieme a
studenti e studentesse abbiamo presentato una proposta di riduzione dei criteri di merito per il rinnovo della borsa di studio che garantisse delle tutele reali alla fase emergenziale dovuta al Covid-19.
La nostra proposta, che consiste in una riduzione di 12 CFU per il primo anno di studi e 18 CFU dal secondo anno di studi in poi, darebbe queste tutele. L’amministrazione regionale rispetto alla nostra proposta ci aveva risposto che ne avrebbero parlato a livello nazionale e poi si sarebbe capito come procedere. Ormai sono passati tre mesi dal blocco totale delle università senza una risposta ma apprendiamo che, come sta accadendo in altre regioni, la volontà della Regione Toscana è quella di una riduzione di
soltanto 5 CFU per il prossimo anno. Tale possibilità non darebbe nessuna risposta concreta e penalizzerebbe tutta la
componente studentesca che ha subito la pandemia del Covid-19. Inoltre tale proposta non tiene minimamente in considerazione cosa ha voluto dire la chiusura delle università, la sospensione dei tirocini, il blocco delle prove scritte e la mancanza di materiale didattico dovuto alla chiusura delle biblioteche universitarie. Basti pensare soltanto che in molti corsi di studio per i crediti minimi di un esame si passa da 6 cfu a 9 cfu, numeri che da soli danno una risposta a tale proposta. Come studentesse e studenti e come rappresentanti crediamo che tale proposta sancirà la fine del diritto allo studio di tantissimi studenti che pagheranno la crisi. La situazione emergenziale richiede interventi forti e straordinari e un reale coinvolgimento delle componenti che stanno pagando la crisi per trovare delle soluzioni vere al problema. Se tutto ciò accadrà la Regione Toscana si dovrà assumere le colpe di tale decisione e inoltre come rappresentanti non possiamo chiederci cosa ne pensano i rettori delle università e delle accademie di tale proposta?”

In seguito alla crisi economica e sociale dovuta al Covid-19, gli Atenei italiani, secondo quanto previsto dall’ultimo rapporto Svimez, subiranno un calo di 10mila immatricolazioni, riducendo IN modo ancora maggiore il numero di studentesse e studenti che frequentano l’università e allargando ancora di più il gap tra iscritti alle università italiane e alle università europee.

Mentre il Governo ha prospettato la possibilità di allargare la no-tax area per contenere il calo delle immatricolazioni, la governance delle Regioni italiane non sembra essere altrettanto spaventata: come riportato da Camilla Guarino, coordinatrice di Link – Coordinamento Universitario, “per fare fronte alla forte riduzione di immatricolati alle Università italiane, le misure messe in campo dal Governo non sono bastevoli e c’è la necessità del recepimento del DL Rilancio da parte di tutte le Regioni”.

Ma – prosegue Guarino – le Regioni sembrano essere del tutto disinteressate al tema del diritto allo studio: nonostante le numerose difficoltà vissute da tante e tanti nel proseguire i propri studi, a causa della sospensione della didattica e della forte contrazione dei redditi di alcune famiglie, le Regioni non dimostrano alcuna volontà di sostenere questi studenti nel loro futuro”.

Infatti, come emerso dalla Conferenza Stato-Regioni, sarà predisposto un bonus covid di soli 5CFU per coloro che non sono riusciti a conseguire i crediti necessari per confermare la borsa o accedere a quella dell’anno successivo: è una misura fortemente penalizzante e non in grado di
sostenere tutte e tutti coloro che, in condizioni normali, avrebbero potuto sostenere gli esami con profitto. Va sottolineato che 5CFU non pesano nemmeno come un esame: sono meramente un contentino dato alla componente studentesca
”.

La cosa ancora più grave – continua Guarino – è che per tutti coloro che useranno il bonus, la borsa sarà ridotta del 20%: non possiamo accettare che siano adottati dei meccanismi punitivi e
disincentivanti addirittura quando si tratta del diritto di tante e tanti a studiare e a portare a termine il proprio percorso universitario e i propri sogno
”.

Per risolvere queste problematiche e tornare alla messa in campo di misure realmente in grado di sostenere le studentesse e gli studenti è necessario che siano stanziati ancora più fondi a
livello ministeriale e dalle regioni stesse, in modo da garantire la copertura totale delle borse di studio, senza lasciare nessuno escluso a causa di criteri riduttivi e di misure penalizzanti
”, conclude Guarino.

PISA – Si è tenuta stamattina in videoconferenza la Conferenza Università Territorio convocata dall’assessore alle politiche socioeducative e al diritto allo studio Sandra Munno. Alla riunione hanno partecipato tutti i componenti della Conferenza, compresi il Sindaco Michele Conti e il Rettore dell’Università di Pisa Paolo Mancarella.

All’ordine del giorno il confronto sulla ripresa delle attività istituzionali nella fase post COVID-19. E proprio su questo argomento il Sindaco Conti ha rivolto al Rettore un accorato appello affinché l’Ateneo riprenda le lezioni in presenza già a partire dal prossimo settembre, all’avvio dell’Anno Accademico 2020-2021.

Il Sindaco Michele Conti in videoconferenza

«Chiedo al Rettore di rivedere la scelta di non riprendere le lezioni in presenza neanche per il primo semestre del prossimo Anno Accademico – ha dichiarato Conti -, una decisione che per la città è devastante sia sotto il profilo economico, sia per lo stesso Ateneo, che può rischiare anche un calo di iscrizioni. Prendo atto che il Senato Accademico è andato in questa direzione, ma sento anche il parere di molti docenti universitari che si esprimono in modo nettamente contrario a questa scelta. Il rischio è che molti ragazzi e le loro famiglie sceglieranno gli Atenei di altre città. Mi risulta, ad esempio, che a partire da settembre 2020, l’Ateneo di Firenze sarà di nuovo accessibile per uno svolgimento della didattica che permetta la presenza contingentata degli studenti nelle aule secondo l’orario previsto dal calendario didattico, oltre a dare la possibilità di seguire le lezioni online a chi lo volesse.

Su questo aspetto mi sarei aspettato una posizione chiara anche da parte della Regione Toscana, in particolare dall’assessore competente Monica Barni che ha la delega ai Rapporti con Università e centri di ricerca e che, credo, avrebbe dovuto coordinare i tre Atenei e favorire una posizione univoca rispetto a questo tema.

Continuare con le lezioni a distanza – prosegue Conti – è una scelta temeraria anche su un altro fronte: far passare il concetto che l’Università si può seguire online e che questa modalità utilizzata per far fronte a un periodo ristretto di emergenza, diventi strutturale. Se, infatti ,uno studente può fare lezioni online, per quale motivo dovrebbe scegliere Pisa? La didattica in presenza, ne abbiamo avuto tutti esperienza quando eravamo studenti, è migliore e temo non basterà il riconosciuto prestigio dei docenti per trattenere le iscrizioni a Pisa. una scelta che potrebbe essere non più recuperabile nei prossimi anni , con conseguenze che si protrarranno anche nel futuro».

«E’ noto che città di medie dimensioni, come appunto Pisa – prosegue Conti – grazie alla loro vivibilità, possono costituire la sede ideale per istituzioni di studio e ricerca. Le strutture universitarie sono a Pisa un asse fondamentale della vita culturale e economica della città, un patrimonio che non va messo a rischio né disperso con scelte unilaterali sbagliate. Ho avuto modo di parlare di questi temi, insieme al professor Dringoli, con il Rettore Mancarella già alcune settimane fa, per condividere preoccupazioni e offrire collaborazione per una possibile soluzione nell’interesse della città e dell’Ateneo ma, purtroppo, con amarezza devo ammettere che ho trovato un atteggiamento di chiusura, lo stesso registrato nella Cut di stamani. Nonostante questo ho dato la mia disponibilità a fare tutto il possibile, come amministrazione comunale, per supportare l’Ateneo qualora decidesse di tornare sulla decisione presa e garantire lezioni in presenza da settembre. Anche, se ci verrà richiesto, con la disponibilità a mettere a disposizione temporaneamente alcune strutture del patrimonio del Comune per svolgere le lezioni. Su questo tema trovo, però, curioso che alcune forze politiche e anche il Presidente di Anci Toscana chieda al Comune di intervenire per trovare soluzioni: l’Università dispone in città di un cospicuo patrimonio immobiliare, molto del quale attualmente inutilizzato, che può servire in questo momento per gestire una situazione straordinaria. Basta solo volerlo e organizzarsi. Gli studenti pagano le tasse all’Università di Pisa che ha le risorse necessarie per rimodulare la didattica rispettando tutte le norme di sicurezza».

«Le Università, i centri della ricerca scientifica e dell’alta formazione, fortunatamente concentrati a Pisa – conclude Conti – sono istituzioni strategiche in generale per lo sviluppo del Paese e in particolare del loro territorio di riferimento, nella misura in cui, oltre a perseguire le finalità tradizionali della didattica e della ricerca di base, riescono anche a creare intorno a loro una rete di collegamenti con i vari sistemi in cui si articola la società, da quello economico a quello scolastico, da quello dei servizi a quello della pubblica amministrazione. Spero che tutti insieme, si riesca a trovare una soluzione per mantenere a Pisa questo valore e il vantaggio competitivo che abbiamo maturato negli anni rispetto a molte altre realtà d’Italia».

PISA – Gli studenti universitari scendono in piazza giovedì 28 maggio e chiedono a gran voce ancora una volta l’annullamento delle tasse universitarie. Nessuna risposta è però ancora arrivata se non la decisione di posticipare a giugno il pagamento, ma non di abbassare il totale, rimasto il medesimo.

In una nota inviata alle redazioni gli studenti spiegano: “Durante la settimana di agitazione nazionale lanciata dalla rete giovanile Noi Restiamo insieme a numerosi coordinamenti in tutta Italia “Sette giorni per stravolgere le priorità dell’Università”, vogliamo rendere chiaro che non accettiamo più le dinamiche portate avanti dal mondo dell’Istruzione fino ad oggi. Non è il momento di accettare accordi al ribasso, ma di rimettere tutto in discussione“.

A fronte di numerose richieste, non ci sono arrivate risposte né dalla regione né dall’ente regionale del Diritto allo Studio, e l’unica soluzione posta dai rettori, quello dell’Università di Siena, così come quello dell’Università di Pisa, è stata la proroga del pagamento delle tasse universitarie. Per questo, a seguito della giornata di mobilitazione a Siena del 26 Maggio, portata avanti dall’Assemblea per il diritto allo studio-Toscana, riteniamo necessario portare le nostre rivendicazioni nella piazza di Pisa. Quest’ultima, città riconosciuta per le sue università di eccellenza, tende a non prendere in considerazione la gran parte della popolazione studentesca che in realtà la popola e la vive. Non vediamo altro modo all’infuori dello scendere in piazza, all’alba di una crisi sociale ed economica che si preannuncia avrà un impatto fortissimo per rendere chiaro che non saremo noi giovani a pagare la crisi! Non ci stiamo a vedere l’università trasformata sempre più in un privilegio per ricchi, non ci stiamo a vedere entrare in università le grandi multinazionali che non vedono l’ora di fare profitti sulla nostra pelle, non ci stiamo a guardare come giorno dopo giorno smantellano i nostri diritti per permettere a pochi pochissimi di arricchirsi tantissimo e alla maggioranza a vivere nella miseria”.

È essenziale l’immediato annullamento dell’ultima rata e delle tasse dell’anno prossimo, così come la sospensione dei criteri di merito per le borse di studio. Tutto ciò è necessario adesso perché domani sarà troppo tardi, perché domani centinaia e centinaia di studenti saranno costretti a lasciare l’università per cercare un lavoro, un qualsiasi tipo di lavoro per poter continuare a vivere. Scendiamo in piazza XX Settembre giovedì 28 alle ore 12, ma non ci fermeremo qui fino a quando non sarà ascoltata la nostra voce!“, conclude la nota.

PISAAssofarm, la Federazione che associa le farmacie comunali italiane, insieme all’Unione Europea delle Farmacie Sociali (UEFS) e a Farmacie Comunali di Pisa, hanno formalizzato un rapporto di collaborazione con il Laboratorio MeS Management e Sanità dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna per partecipare alla Task Force dati per l’emergenza Covid-19 che si occupa di analizzare l’impatto socio-economico ed epidemiologico sul sistema Paese e le soluzioni tecnologiche basate sullo studio dei dati necessarie a fronteggiare l’emergenza.

Le eccellenze pisane specializzate nello studio e nell’analisi dei dati diventano collaboratori della task force voluta dal Ministero per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione, per fornire informazioni e attività di supporto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e alle Amministrazioni Pubbliche nella definizione di politiche di contenimento del contagio da Covid-19.

Venanzio Gizzi, presidente Assofarm

Assofarm ha voluto mettere a disposizione della Task Force per l’emergenza Covid-19 il proprio patrimonio di studi, dati ed esperienze per poter contribuire a fornire informazioni, pareri e proposte a disposizione delle autorità governative. Le Farmacie Comunali nella fase di gestione dell’emergenza da Covid-19 sono impegnate in prima linea per raccogliere dati e fornire suggerimenti alla popolazione al fine di fronteggiare la drammatica emergenza che ha investito tutto il paese, potendo contare sul supporto di Assofarm e UEFS che dedicano attenzione e risorse per attuare analisi, studi e ricerche che riguardano la salute dei cittadini. In particolare Assofarm si avvale del supporto di qualificate aziende associate come Farmacie Comunali di Pisa e della collaborazione con istituzioni internazionali prestigiose come il Laboratorio MeS Management e Sanità dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna. Assofarm ha voluto mettere a disposizione della Task Force per l’emergenza Covid-19 presso il Ministero per l’Innovazione il proprio patrimonio di studi, dati ed esperienze per poter contribuire a fornire informazioni, pareri e proposte a disposizione delle autorità governative. A tal fine è stato costituito il gruppo di lavoro composto per il Panorama europeo da Venanzio Gizzi, dell’Unione Europea delle Farmacie Sociali; per il Quadro Nazionale da Francesco Schito Segretario Generale di Assofarm; per il Coordinamento da Andrea Porcaro D’Ambrosio membro della Giunta nazionale di Assoform; per il Tramite dei lavori da Bruna Vinci di Farmacie Comunali di Pisa Spa e Laboratorio MeS Management e Sanità dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

«Il rapporto di collaborazione tra Assofarm, UEFS, FCP Spa, MES di SSSA con il Gruppo di lavoro, voluto dal Ministero per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione – dichiara il presidente di Assoform Venanzio Gizzi – ci vede invitati a partecipare al fine di fornire informazioni, pareri e proposte per l’emergenza Covid-19. Tale lavoro esalta gli studi e le ricerche che la Federazione, da sempre, sostiene al servizio degli associati e, quindi, della popolazione servita. In questi momenti difficili, la farmacia fornisce una ulteriore prova del lavoro indispensabile che svolge ed in particolare, le farmacie comunali rivolgono ogni giorno con attenzione verso i più bisognosi. Assofarm, contribuirà con analisi, studi e ricerche sul territorio riguardanti la salute dei cittadini, forte delle esperienze che, in questi giorni, le farmacie associate hanno maturato con una opera di assistenza e di forte vicinanza a tutti coloro che, nella drammatica situazione dovuta all’emergenza Covid-19, hanno trovato nella farmacia territoriale un riferimento indispensabile per la propria salute».

«Assofarm – dichiara Andrea Porcaro D’Ambrosio amministratore di Farmacie Comunali di Pisa e membro della Giunta nazionale di Assoform – è in grado di partecipare al gruppo di lavoro e sostenere le sue attività fornendo un patrimonio di dati ed esperienze professionali di livello nazionale ed europeo. Grazie alla sua rete di punti sul territorio Assofarm è capace di coprire l’intera superficie nazionale. Per questo motivo il Gruppo di Lavoro potrà arricchirsi di un indispensabile strumento di celere risposta per le misurazioni, le analisi e le valutazioni delle proprie ricerche finalizzate alla creazione di report che vadano a delineare i nuovi modelli sanitari post covid-19».

«Il Laboratorio MeS Management e Sanità – dichiara Bruna Vinci di Farmacie Comunali di Pisa Spa –  dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, attraverso la sua partecipazione al Gruppo di Lavoro in collaborazione con Assofarm e quindi Farmacie Comunali Pisa S.p.a., se da un lato conferisce il rigore scientifico e metodologico necessario ad asseverare i risultati di ricerca, dall’altro è anche l’espressione di una intesa attività socio-sanitaria territoriale. Questi tre soggetti istituzionali, ed ognuno in modo diverso, esprimono il loro supporto al Servizio Sanitario Pubblico e per questo motivo, a differenza di altri potenziali soggetti interlocutori, hanno la capacità di porsi in ausilio trasversalmente rispetto a tutti i sottogruppi di lavoro costituiti dal Ministero per l’Innovazione e la Digitalizzazione. In questo momento particolarmente gravoso la fedeltà alla propria missione deve essere preservata e restituita attraverso il valore della sinergia».

PISA – Tempi duri per tutti, ma anche per gli studenti universitari. La Direzione didattica dell’Università di Pisa con una mail indirizzata a tutti gli studenti ha comunicato la dilazione per il pagamento delle varie tasse universitarie posticipando la seconda, terza e quarta rata rispettivamente al 30 giugno, al 31 luglio e al 31 agosto.

In sostanza vengono posticipate le scadenze delle rate, ma l’importo rimane il medesimo. Non più tardi di questa mattina gli studenti universitari avevano chiesto la cancellazione della seconda rata e un nuovo importo più basso per la terza e la quarta rata. Per il momento le richieste degli studenti rimangono vane.

PISA – Gli studenti dell’Università di Pisa hanno scritto un appello per richiedere la cancellazione delle rate universitarie più imminenti e un adeguamento di quelle successive. Insieme all’appello la petizione da firmare.

L’APPELLO

La crisi sanitaria che ha coinvolto il Paese da inizio marzo ha stravolto la capacità economica di migliaia di studenti e delle loro famiglie. Chi, a inizio anno, data la presentazione dell’ISEE, avrebbe dovuto versare un determinato importo di tasse si trova oggi nell’impossibilità di adempiere pienamente al versamento delle somme richieste.

Le ragioni sono molteplici: molti hanno dovuto far i conti con licenziamenti, contrazioni drastiche del reddito, cassa integrazione per alcuni membri della famiglia, fallimenti e molto altro. Inoltre, numerosi studenti e studentesse si trovano a dover pagare l’affitto della propria stanza senza poterne usufruire. Questo a causa delle limitazioni degli spostamenti, o perché impossibilitati a rescindere i contratti di locazione nonostante tanti e tante siano tornati nelle città di residenza reputando inutile, data la possibilità della didattica a distanza, di rientrare a Pisa prima di settembre.

A ciò, si aggiunge un forte stress psico-fisico conseguente al lungo periodo di clausura, la cui portata è accresciuta anche da cause non esclusivamente economiche: lutti familiari connessi al virus, distanza dai propri parenti e amici, solitudine e incertezze verso il proprio futuro. Condizioni, queste, che ledono fortemente la serenità di ognuno di noi e le stesse capacità di apprendimento.

L’accavallarsi di queste criticità pone molti dubbi e incertezze. Sopra tutti, il dubbio circa la possibilità di proseguire gli studi per incapacità di sostenerne le spese, data una crisi economica che deve ancora dispiegarsi nella sua drammaticità. Oltre a chiederci come si svolgeranno le lezioni da qui in avanti (unico problema affrontato nelle mail “amichevoli” giunte dal Rettore Mancarella) bisogna porsi il problema di chi riuscirà a farlo. La situazione ancora in atto fa già prospettare che l’abbandono universitario sarà il grande problema dell’Università del futuro.

Infine, è richiesto un atto di onestà intellettuale da parte di tutta la comunità accademica: per quali servizi dobbiamo pagare le tasse che ci vengono richieste? L’offerta universitaria non può limitarsi ad una lezione frontale davanti uno schermo. In questi mesi, gli studenti e le studentesse non hanno potuto accedere ai servizi di biblioteca, alle aule studio, all’utilizzo dei laboratori tecnici e linguistici e ai servizi di ristorazione che con le nostre tasse contribuiamo a sostenere; in aggiunta, le lezioni e i ricevimenti attraverso mezzi digitali hanno in parte supplito le loro funzioni principali ma hanno rappresentato un ulteriore ostacolo per l’apprendimento. Reputiamo che non ci sia alcuna giustizia nell’obbligo di solvenza delle somme di tassazione a fronte dell’impossibilità di usufruire dei servizi più basilari.

Insomma: come è possibile che tutto sia cambiato, ma l’unica cosa a permanere identica siano le tasse universitarie ed i relativi obblighi?

Con questo documento, chiediamo che il Rettore e gli organi competenti in materia, riconoscendo la drammaticità del momento storico, prendano delle decisioni importanti e coraggiose. In particolare chiediamo l’annullamento per tutte e tutti della tassa di Marzo – già falsamente sospesa – e drastico ribassamento delle tasse successive in adeguamento al crollo dei redditi

Pisa è una importante città universitaria da molti secoli. L’amministrazione universitaria, chiamata a decidere in questo momento storico drammatico, deve mostrare nei fatti se l’Università di Pisa è ormai un servizio formativo a pagamento come altri, o un’istituzione culturale pubblica che sostiene le comunità che la animano e la società nel suo complesso in uno dei momenti di più grande difficoltà.

Al netto delle email “amichevoli” ricevute dal Rettore in questi mesi, è questo il gesto minimo per dimostrare una comprensione effettiva e fuor di retorica nei confronti delle studentesse e degli studenti di questo ateneo.Firma e fai firmare la petizione https://www.change.org/p/rettore-mancarella-appello-unipi-per-la-cancellazione-della-seconda-rata-e-adeguamento-delle-successive
Studentesse e studenti UNIPI