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News dall’Università di Pisa

PISA – Si è tenuta venerdì 13 novembre una nuova riunione della Cut, la Conferenza Università e Territorio a cui partecipano Comune di Pisa, Università di Pisa, Diritto allo Studio, Scuola Superiore Sant’Anna, Scuola Normale Superiore e componente studentesca.

Presenti, collegati in videoconferenza, l’assessore alle politiche educative e scolastiche con delega al diritto allo studio Sandra Munno, il rettore dell’Università di Pisa Paolo Mancarella, il direttore della Scuola Sant’Anna Sabina Nuti,  per la Scuola Normale Superiore Augusto Sagnotti, il direttore del Diritto allo Studio Francesco Piarulli e il presidente Marco Moretti, per il Consiglio degli studenti Giovanni Passalacqua, oltre ai consiglieri comunali di minoranza e maggioranza, Matteo Trapani e Giulia Gambini.

Nella riunione della Cut di ieri – ha dichiarato l’assessore Sandra Munno – abbiamo trattato insieme a tutti i soggetti presenti l’impatto che l’emergenza sanitaria da Covid-19 ha avuto nella gestione dei corsi universitari, delle residenze per gli studenti e quali soluzioni sono state adottate di volta in volta con il susseguirsi dei vari Dpcm. Abbiamo condiviso e ascoltato con piacere le parole di riconoscimento che il Rettore Mancarella ha espresso nei confronti del rinnovato clima di collaborazione tra istituzioni cittadine nella gestione della nuova emergenza epidemiologica in atto in questo momento nella nostra città e in tutto il paese. Ritengo che la Cut si debba prendere il merito di aver agito come tavolo di concertazione tra enti, portando avanti un’azione di coordinamento importante in questi mesi segnati dall’emergenza sanitaria. Come lo stesso Rettore ha riconosciuto, è in questa sede che è nata l’idea dello scambio di spazi tra Università e scuole superiori, un’offerta che poi io stessa ho riportato alla Provincia di Pisa perché potesse essere attuata. Questo è sempre stato lo spirito con cui la nostra Amministrazione ha partecipato e potenziato la Conferenza, allargandola a tutti i soggetti che la compongono attualmente. Uno spirito di collaborazione, di confronto tra realtà e istituzioni cittadine, ora più che mai unite da problematiche comuni, dettate dall’esigenza di affrontare insieme le difficoltà e le sfide della pandemia. A questo proposito ci siamo confrontati con la Scuola Sant’Anna sui protocolli che ciascun ente ha attivato insieme al Dipartimento di igiene e prevenzione dell’Azienda Usl Toscana Nord Ovest per la prevenzione e la gestione dell’emergenza sanitaria negli ambienti scolastici e universitari. Mi sono presa l’impegno di mettere a confronto i due protocolli e cercare una soluzione condivisa tra enti, scuole e Asl per migliorare il flusso di comunicazioni e il procedimento di contact tracing che in questo periodo ha dimostrato molte difficoltà organizzative.  Dunque, una discussione e un confronto su temi comuni che è stata fonte di nuove idee e di progetti per la città.

PISA – Nonostante il Covid, la mensa della Scuola Superiore Sant’Anna non si ferma. Il servizio, gestito da Vivenda spa, azienda del Gruppo La Cascina, è riuscita ad adeguarsi al contesto e ad attivare il servizio di delivery dei pasti.

Nella sede centrale e ai collegi Faedo, Tersani, San Tommaso e la Foresteria l’azienda consegna 200 pasti a turno – tra colazione, pranzo e cena – per un totale di 400 con servizio “porta a porta”, a causa dell’emergenza sanitaria. In aggiunta ci sono circa 30 pasti al self service per dottorandi.

Nel periodo precedente la pandemia, Vivenda arrivava a gestire quasi 400 pasti a pranzo e 200 a cena, oltre a 50 colazioni.

Massimiliano Leoni, Direttore di filiale Toscana e Umbria per la Vivenda Spa, dichiara: “Per quanto ci riguarda è stato uno sforzo incredibile riuscire a garantire il servizio anche in un contesto del genere. Ma lo abbiamo voluto fare in tutti i modi per assicurare qualcosa di indispensabile e non lasciare sole le persone, che hanno visto in noi una sicurezza. Continueremo ad adattarci ad una situazione che evolve costantemente, perché la solidità della nostra azienda lo permette”.

PISA – Dopo ore di sfide informatiche e due giorni di eventi, si è conclusa la quarta edizione di CyberChallenge.IT, la gara nazionale degli hacker etici italiani. Per la prima volta interamente online, a causa della complessa emergenza sanitaria che stiamo vivendo, l’evento ha coinvolto 560 ragazzi tra i 16 e i 23 anni, per un totale di 28 squadre, che rappresentano 26 università, il Centro di Competenza Cybersecurity Toscano e il Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito di Torino. Organizzata ogni anno dal Laboratorio Nazionale di Cybersecurity del CINI (Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica), l’iniziativa costituisce il maggiore sforzo di formazione nazionale nell’ambito della cyber security, nonché uno dei più riconosciuti a livello europeo. A conquistare il primo gradino del podio, per questa edizione, è stata l’Università di Pisa. Seguono il Politecnico di Milano al secondo posto e l’Università degli Studi di Verona terza classificata. 

I team si sono confrontati in una complessa gara di tipo Capture the flag (Ctf), una sorta di ruba bandiera virtuale, nella quale ciascuna squadra è stata chiamata ad attaccare le infrastrutture informatiche degli avversari, proteggendo al contempo la propria, e impedendo ad altri di prenderne il controllo. Uno dei campi di battaglia, creato apposta per l’occasione, è stato il nuovo cyber range Paideusis: un’infrastruttura permanente, fisicamente ospitata a Torino dalla Fondazione Links, che l’ha realizzata insieme al Laboratorio Nazionale di Cybersecurity e con la collaborazione tecnica dell’azienda canavese Tiesse. Tutta contenuta in una sola stanza, Paideusis consiste in un ambiente fisico accessibile in remoto nel quale interagiscono tra loro i modem di ciascun team: pur se tutti i partecipanti giocheranno da remoto, dalle loro università o addirittura da casa, sarà in questo spazio fisico che perverranno i loro comandi e che – materialmente – si svolgerà la gara. 

Questo tipo di competizione richiede ampie competenze e una squadra eterogenea per formazione, in grado di esercitare tecniche offensive e difensive nell’ambito della cifratura, della gestione dei server, e dell’analisi di codice sorgente. 

Tutti temi che i ragazzi di CyberChallenge.IT hanno approfondito durante il percorso di formazione altamente specializzata in sicurezza informatica, della durata di dodici settimane, al quale hanno partecipato tra marzo e maggio. Tra gli argomenti affrontati durante i corsi di formazione, organizzati dalle ventotto sedi nazionali con il coinvolgimento di esperti esterni e aziende, particolare attenzione è stata data alla sicurezza delle infrastrutture informatiche e dell’hardware, alla web security, alla protezione delle telecomunicazioni e alle capacità di attacco e difesa di un sistema informatico. Ciascun tema rappresenta un diverso punto critico del mondo digitale e tutti concorrono alla maggiore capacità di protezione sia delle aziende sia dell’intero “Sistema Paese”, già oggetto in Italia della legge sul perimetro di sicurezza nazionale cibernetica.

Nel secondo giorno di CyberChallenge.IT, le otto squadre che si sono maggiormente distinte durante la gara Ctf hanno esposto delle presentazioni legate al mondo della sicurezza digitale. Scopo di questo segmento di gara è di mettere alla prova le capacità divulgative degli hacker etici, che sempre più spesso dovranno fare i conti con la centralità della materia anche nelle vite dei non addetti al settore, che quotidianamente si confrontano con l’esigenza di un maggiore controllo delle proprie operazioni informatiche, in difesa di sé stessi e delle organizzazioni con cui lavorano. Al “tavolo” della giuria (che ovviamente ha preso parte all’evento in remoto), si sono seduti esperti della sicurezza, della divulgazione scientifica e un rappresentante per ciascuna delle aziende sponsor Platinum (Accenture, Aizoon, Blu5 Group, Eni, Exprivia, IBM, KPMG, Leonardo, Ntt Data, Numera, Telsy) che ogni anno permettono la realizzazione dell’evento. A loro si aggiungono anche gli sponsor Gold (BIP, Cisco, Banca Monte dei Paschi di Siena, NEGG, Novanext, PwC) e Silver (Digi-One, ICT Cyber Consulting), che costituiscono l’indispensabile contributo che ogni anno permette a oltre 500 ragazze e ragazzi di partecipare a CyberChallenge.IT.

Nazionale Italiana di Cyberdefender

Il prossimo passo nelle attività del Laboratorio Nazionale di Cybersecurity sarà la convocazione dei giovani che si sono maggiormente distinti durante le gare per l’ingresso nel TeamItaly: la nazionale italiana di esperti di sicurezza informatica che ogni anno rappresenta l’eccellenza del Paese nelle competizioni nazionali. Il prossimo appuntamento sarà a novembre, con un’amichevole a livello europeo organizzata dall’Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione (Enisa), che sostituisce il campionato europeo (European Cybersecurity Challenge – Ecsc), rimandato a causa del Covid-19. Resta quindi – d’ufficio – sul podio europeo anche la nazionale italiana, che a Ecsc19 aveva conquistato il secondo posto. 

Talento e competenza dei giovani esperti nazionali di sicurezza informatica sono riconosciuti anche a livello nazionale: il 7 febbraio di quest’anno, ad Ancona, il vicedirettore generale del Dipartimento di Informazione per la Sicurezza (Dis), Roberto Baldoni, ha premiato il TeamItaly di fronte a una platea di istituzioni accademiche e rappresentanti politici e militari. L’anno precedente, a ITASEC19, la cerimonia di premiazione ha visto la partecipazione dell’allora ministro italiano della Difesa, Elisabetta Trenta.
“Vedere la gara nel vivo, pur da remoto, è stata la più grande soddisfazione dopo mesi di lavoro nel quale abbiamo fatto i conti, come tutti, con una pandemia globale”, ha commentato Paolo Prinetto, direttore del Laboratorio Nazionale di Cybersecurity. “Questa è la più significativa dimostrazione di come, pur con 560 ragazzi e ben 28 istituzioni coinvolte, ogni problema può diventare opportunità, quando la motivazione è forte e rivolta alla cultura della sicurezza e del progresso tecnologico. Ci sono tutte le basi per crescere ancora e – speriamo – per poter realizzare la prossima CyberChallenge.IT in presenza”.

PISA – Quasi 15mila studenti universitari –  di cui circa 2.000 provenienti da altri paesi dell’Unione Europea ed extra UE –  iscritti agli Atenei della Toscana sono risultati idonei in graduatoria provvisoria  pubblicata il 30 settembre dal DSU Toscana per l’assegnazione della borsa di studio di cui al bando ordinario promosso dall’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario per il quale erano state presentate 20.138 domande.

Degli idonei, circa 7mila fuori sede hanno fatto richiesta di posto alloggio gratuito nelle Residenze Universitarie presenti nelle città della regione sede di università. La graduatoria definitiva è prevista per il 30 novembre 2020.

Ai dati di cui sopra, si aggiungono circa 550 idonei di specifica graduatoria introdotta in conseguenza dell’emergenza Covid per coloro che, per il raggiungimento dei parametri di merito utili al conseguimento dei benefici, si sono avvalsi oltre che del bonus ordinario, anche del bonus straordinario sul merito previsto appositamente nel bando 20-21, pari di 5 crediti concessi agli iscritti agli atenei e di 10 crediti per gli iscritti agli istituti, accademie e conservatori.

Si ritiene quindi raggiunto l’obiettivo di mantenere elevato il numero dei destinatari dei benefici monetari e dei servizi DSU quali la mensa l’alloggio o il contributo affitto per i fuori sede, oltre che l’esenzione dal pagamento delle tasse universitarie concesse dai maggiori Atenei, in un momento di particolare difficoltà ove il supporto dell’Azienda per il Diritto allo Studio è determinante per consentire a molti giovani in condizioni economiche meno favorevoli di accedere alla formazione universitaria.

La Toscana continua ad investire sulle giovani generazioni permettendo di raggiungere il massimo livello di istruzione a chi non se lo potrebbe permettere – commenta il Presidente dell’Azienda per il Diritto allo Studio Marco Moretti – con una percentuale di borsisti fra le più alte d’Italia grazie alle risorse della Regione che consentono un costante aumento e riqualificazione dei servizi di supporto allo studio.”

“Il DSU Toscana punta da molti anni su un’offerta qualificata e quantitativamente rilevante che contribuisce al consolidamento nelle varie classifiche di settore della valutazione positiva delle università di riferimento usualmente presenti nelle posizioni più alte – aggiunge il Direttore del DSU Toscana Francesco Piarulli – frutto del conseguimento di ottimi risultati nella gestione aziendale che permettono il mantenimento di tariffe contenute anche nei confronti della generalità degli studenti che non rientra nei benefici.”

PISA – A margine del sopralluogo al dismesso Campo Rom di Via Maggiore a Oratoio a cui ha partecipato il Sindaco Michele Conti, il primo cittadino si è espresso riguardo alla riapertura dell’Ateneo che a settembre vedrà di nuovo al via quindicimila studenti.

di Antonio Tognoli

Ripartiranno 79 corsi di laurea su 141. Il primo cittadino afferma: “Si può e si deve fare di più spero che questo sia il primo passo per la riapertura totale. Proprio venerdì sera ho presenziato ad una cena ieri e ho parlato con alcuni studenti che mi hanno spiegato che sono in grossa difficoltà non avendo le elezioni in presenza. Quindi oltre all’aspetto economico andiamo a sommare l’aspetto didattico. Spero che questo sia un primo passo per la riapertura totale del nostro Ateneo

Sulla possibilità di mettere a disposizione spazi comunali, Conti dice: “Avevamo già indicato la possibilità di utilizzare gli Arsenali e altri spazi cittadini. Basta essere d’accordo in due e quindi direi che non ci sono problemi

PISA – Gli studenti sono preoccupati. La loro borsa di studio è a serio rischio a causa della crisi del Covid-19.

Fin dalla chiusura delle università a causa del Covid-19 ci siamo attivati per trovare una soluzione ai forti disagi che hanno colpito la componente studentesca, chiedendo delle risposte concrete all’amministrazione della nostra Regione. Per questo motivo assieme a
studenti e studentesse abbiamo presentato una proposta di riduzione dei criteri di merito per il rinnovo della borsa di studio che garantisse delle tutele reali alla fase emergenziale dovuta al Covid-19.
La nostra proposta, che consiste in una riduzione di 12 CFU per il primo anno di studi e 18 CFU dal secondo anno di studi in poi, darebbe queste tutele. L’amministrazione regionale rispetto alla nostra proposta ci aveva risposto che ne avrebbero parlato a livello nazionale e poi si sarebbe capito come procedere. Ormai sono passati tre mesi dal blocco totale delle università senza una risposta ma apprendiamo che, come sta accadendo in altre regioni, la volontà della Regione Toscana è quella di una riduzione di
soltanto 5 CFU per il prossimo anno. Tale possibilità non darebbe nessuna risposta concreta e penalizzerebbe tutta la
componente studentesca che ha subito la pandemia del Covid-19. Inoltre tale proposta non tiene minimamente in considerazione cosa ha voluto dire la chiusura delle università, la sospensione dei tirocini, il blocco delle prove scritte e la mancanza di materiale didattico dovuto alla chiusura delle biblioteche universitarie. Basti pensare soltanto che in molti corsi di studio per i crediti minimi di un esame si passa da 6 cfu a 9 cfu, numeri che da soli danno una risposta a tale proposta. Come studentesse e studenti e come rappresentanti crediamo che tale proposta sancirà la fine del diritto allo studio di tantissimi studenti che pagheranno la crisi. La situazione emergenziale richiede interventi forti e straordinari e un reale coinvolgimento delle componenti che stanno pagando la crisi per trovare delle soluzioni vere al problema. Se tutto ciò accadrà la Regione Toscana si dovrà assumere le colpe di tale decisione e inoltre come rappresentanti non possiamo chiederci cosa ne pensano i rettori delle università e delle accademie di tale proposta?”

In seguito alla crisi economica e sociale dovuta al Covid-19, gli Atenei italiani, secondo quanto previsto dall’ultimo rapporto Svimez, subiranno un calo di 10mila immatricolazioni, riducendo IN modo ancora maggiore il numero di studentesse e studenti che frequentano l’università e allargando ancora di più il gap tra iscritti alle università italiane e alle università europee.

Mentre il Governo ha prospettato la possibilità di allargare la no-tax area per contenere il calo delle immatricolazioni, la governance delle Regioni italiane non sembra essere altrettanto spaventata: come riportato da Camilla Guarino, coordinatrice di Link – Coordinamento Universitario, “per fare fronte alla forte riduzione di immatricolati alle Università italiane, le misure messe in campo dal Governo non sono bastevoli e c’è la necessità del recepimento del DL Rilancio da parte di tutte le Regioni”.

Ma – prosegue Guarino – le Regioni sembrano essere del tutto disinteressate al tema del diritto allo studio: nonostante le numerose difficoltà vissute da tante e tanti nel proseguire i propri studi, a causa della sospensione della didattica e della forte contrazione dei redditi di alcune famiglie, le Regioni non dimostrano alcuna volontà di sostenere questi studenti nel loro futuro”.

Infatti, come emerso dalla Conferenza Stato-Regioni, sarà predisposto un bonus covid di soli 5CFU per coloro che non sono riusciti a conseguire i crediti necessari per confermare la borsa o accedere a quella dell’anno successivo: è una misura fortemente penalizzante e non in grado di
sostenere tutte e tutti coloro che, in condizioni normali, avrebbero potuto sostenere gli esami con profitto. Va sottolineato che 5CFU non pesano nemmeno come un esame: sono meramente un contentino dato alla componente studentesca
”.

La cosa ancora più grave – continua Guarino – è che per tutti coloro che useranno il bonus, la borsa sarà ridotta del 20%: non possiamo accettare che siano adottati dei meccanismi punitivi e
disincentivanti addirittura quando si tratta del diritto di tante e tanti a studiare e a portare a termine il proprio percorso universitario e i propri sogno
”.

Per risolvere queste problematiche e tornare alla messa in campo di misure realmente in grado di sostenere le studentesse e gli studenti è necessario che siano stanziati ancora più fondi a
livello ministeriale e dalle regioni stesse, in modo da garantire la copertura totale delle borse di studio, senza lasciare nessuno escluso a causa di criteri riduttivi e di misure penalizzanti
”, conclude Guarino.

PISA – Si è tenuta stamattina in videoconferenza la Conferenza Università Territorio convocata dall’assessore alle politiche socioeducative e al diritto allo studio Sandra Munno. Alla riunione hanno partecipato tutti i componenti della Conferenza, compresi il Sindaco Michele Conti e il Rettore dell’Università di Pisa Paolo Mancarella.

All’ordine del giorno il confronto sulla ripresa delle attività istituzionali nella fase post COVID-19. E proprio su questo argomento il Sindaco Conti ha rivolto al Rettore un accorato appello affinché l’Ateneo riprenda le lezioni in presenza già a partire dal prossimo settembre, all’avvio dell’Anno Accademico 2020-2021.

Il Sindaco Michele Conti in videoconferenza

«Chiedo al Rettore di rivedere la scelta di non riprendere le lezioni in presenza neanche per il primo semestre del prossimo Anno Accademico – ha dichiarato Conti -, una decisione che per la città è devastante sia sotto il profilo economico, sia per lo stesso Ateneo, che può rischiare anche un calo di iscrizioni. Prendo atto che il Senato Accademico è andato in questa direzione, ma sento anche il parere di molti docenti universitari che si esprimono in modo nettamente contrario a questa scelta. Il rischio è che molti ragazzi e le loro famiglie sceglieranno gli Atenei di altre città. Mi risulta, ad esempio, che a partire da settembre 2020, l’Ateneo di Firenze sarà di nuovo accessibile per uno svolgimento della didattica che permetta la presenza contingentata degli studenti nelle aule secondo l’orario previsto dal calendario didattico, oltre a dare la possibilità di seguire le lezioni online a chi lo volesse.

Su questo aspetto mi sarei aspettato una posizione chiara anche da parte della Regione Toscana, in particolare dall’assessore competente Monica Barni che ha la delega ai Rapporti con Università e centri di ricerca e che, credo, avrebbe dovuto coordinare i tre Atenei e favorire una posizione univoca rispetto a questo tema.

Continuare con le lezioni a distanza – prosegue Conti – è una scelta temeraria anche su un altro fronte: far passare il concetto che l’Università si può seguire online e che questa modalità utilizzata per far fronte a un periodo ristretto di emergenza, diventi strutturale. Se, infatti ,uno studente può fare lezioni online, per quale motivo dovrebbe scegliere Pisa? La didattica in presenza, ne abbiamo avuto tutti esperienza quando eravamo studenti, è migliore e temo non basterà il riconosciuto prestigio dei docenti per trattenere le iscrizioni a Pisa. una scelta che potrebbe essere non più recuperabile nei prossimi anni , con conseguenze che si protrarranno anche nel futuro».

«E’ noto che città di medie dimensioni, come appunto Pisa – prosegue Conti – grazie alla loro vivibilità, possono costituire la sede ideale per istituzioni di studio e ricerca. Le strutture universitarie sono a Pisa un asse fondamentale della vita culturale e economica della città, un patrimonio che non va messo a rischio né disperso con scelte unilaterali sbagliate. Ho avuto modo di parlare di questi temi, insieme al professor Dringoli, con il Rettore Mancarella già alcune settimane fa, per condividere preoccupazioni e offrire collaborazione per una possibile soluzione nell’interesse della città e dell’Ateneo ma, purtroppo, con amarezza devo ammettere che ho trovato un atteggiamento di chiusura, lo stesso registrato nella Cut di stamani. Nonostante questo ho dato la mia disponibilità a fare tutto il possibile, come amministrazione comunale, per supportare l’Ateneo qualora decidesse di tornare sulla decisione presa e garantire lezioni in presenza da settembre. Anche, se ci verrà richiesto, con la disponibilità a mettere a disposizione temporaneamente alcune strutture del patrimonio del Comune per svolgere le lezioni. Su questo tema trovo, però, curioso che alcune forze politiche e anche il Presidente di Anci Toscana chieda al Comune di intervenire per trovare soluzioni: l’Università dispone in città di un cospicuo patrimonio immobiliare, molto del quale attualmente inutilizzato, che può servire in questo momento per gestire una situazione straordinaria. Basta solo volerlo e organizzarsi. Gli studenti pagano le tasse all’Università di Pisa che ha le risorse necessarie per rimodulare la didattica rispettando tutte le norme di sicurezza».

«Le Università, i centri della ricerca scientifica e dell’alta formazione, fortunatamente concentrati a Pisa – conclude Conti – sono istituzioni strategiche in generale per lo sviluppo del Paese e in particolare del loro territorio di riferimento, nella misura in cui, oltre a perseguire le finalità tradizionali della didattica e della ricerca di base, riescono anche a creare intorno a loro una rete di collegamenti con i vari sistemi in cui si articola la società, da quello economico a quello scolastico, da quello dei servizi a quello della pubblica amministrazione. Spero che tutti insieme, si riesca a trovare una soluzione per mantenere a Pisa questo valore e il vantaggio competitivo che abbiamo maturato negli anni rispetto a molte altre realtà d’Italia».

PISA – Gli studenti universitari scendono in piazza giovedì 28 maggio e chiedono a gran voce ancora una volta l’annullamento delle tasse universitarie. Nessuna risposta è però ancora arrivata se non la decisione di posticipare a giugno il pagamento, ma non di abbassare il totale, rimasto il medesimo.

In una nota inviata alle redazioni gli studenti spiegano: “Durante la settimana di agitazione nazionale lanciata dalla rete giovanile Noi Restiamo insieme a numerosi coordinamenti in tutta Italia “Sette giorni per stravolgere le priorità dell’Università”, vogliamo rendere chiaro che non accettiamo più le dinamiche portate avanti dal mondo dell’Istruzione fino ad oggi. Non è il momento di accettare accordi al ribasso, ma di rimettere tutto in discussione“.

A fronte di numerose richieste, non ci sono arrivate risposte né dalla regione né dall’ente regionale del Diritto allo Studio, e l’unica soluzione posta dai rettori, quello dell’Università di Siena, così come quello dell’Università di Pisa, è stata la proroga del pagamento delle tasse universitarie. Per questo, a seguito della giornata di mobilitazione a Siena del 26 Maggio, portata avanti dall’Assemblea per il diritto allo studio-Toscana, riteniamo necessario portare le nostre rivendicazioni nella piazza di Pisa. Quest’ultima, città riconosciuta per le sue università di eccellenza, tende a non prendere in considerazione la gran parte della popolazione studentesca che in realtà la popola e la vive. Non vediamo altro modo all’infuori dello scendere in piazza, all’alba di una crisi sociale ed economica che si preannuncia avrà un impatto fortissimo per rendere chiaro che non saremo noi giovani a pagare la crisi! Non ci stiamo a vedere l’università trasformata sempre più in un privilegio per ricchi, non ci stiamo a vedere entrare in università le grandi multinazionali che non vedono l’ora di fare profitti sulla nostra pelle, non ci stiamo a guardare come giorno dopo giorno smantellano i nostri diritti per permettere a pochi pochissimi di arricchirsi tantissimo e alla maggioranza a vivere nella miseria”.

È essenziale l’immediato annullamento dell’ultima rata e delle tasse dell’anno prossimo, così come la sospensione dei criteri di merito per le borse di studio. Tutto ciò è necessario adesso perché domani sarà troppo tardi, perché domani centinaia e centinaia di studenti saranno costretti a lasciare l’università per cercare un lavoro, un qualsiasi tipo di lavoro per poter continuare a vivere. Scendiamo in piazza XX Settembre giovedì 28 alle ore 12, ma non ci fermeremo qui fino a quando non sarà ascoltata la nostra voce!“, conclude la nota.

PISAAssofarm, la Federazione che associa le farmacie comunali italiane, insieme all’Unione Europea delle Farmacie Sociali (UEFS) e a Farmacie Comunali di Pisa, hanno formalizzato un rapporto di collaborazione con il Laboratorio MeS Management e Sanità dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna per partecipare alla Task Force dati per l’emergenza Covid-19 che si occupa di analizzare l’impatto socio-economico ed epidemiologico sul sistema Paese e le soluzioni tecnologiche basate sullo studio dei dati necessarie a fronteggiare l’emergenza.

Le eccellenze pisane specializzate nello studio e nell’analisi dei dati diventano collaboratori della task force voluta dal Ministero per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione, per fornire informazioni e attività di supporto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e alle Amministrazioni Pubbliche nella definizione di politiche di contenimento del contagio da Covid-19.

Venanzio Gizzi, presidente Assofarm

Assofarm ha voluto mettere a disposizione della Task Force per l’emergenza Covid-19 il proprio patrimonio di studi, dati ed esperienze per poter contribuire a fornire informazioni, pareri e proposte a disposizione delle autorità governative. Le Farmacie Comunali nella fase di gestione dell’emergenza da Covid-19 sono impegnate in prima linea per raccogliere dati e fornire suggerimenti alla popolazione al fine di fronteggiare la drammatica emergenza che ha investito tutto il paese, potendo contare sul supporto di Assofarm e UEFS che dedicano attenzione e risorse per attuare analisi, studi e ricerche che riguardano la salute dei cittadini. In particolare Assofarm si avvale del supporto di qualificate aziende associate come Farmacie Comunali di Pisa e della collaborazione con istituzioni internazionali prestigiose come il Laboratorio MeS Management e Sanità dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna. Assofarm ha voluto mettere a disposizione della Task Force per l’emergenza Covid-19 presso il Ministero per l’Innovazione il proprio patrimonio di studi, dati ed esperienze per poter contribuire a fornire informazioni, pareri e proposte a disposizione delle autorità governative. A tal fine è stato costituito il gruppo di lavoro composto per il Panorama europeo da Venanzio Gizzi, dell’Unione Europea delle Farmacie Sociali; per il Quadro Nazionale da Francesco Schito Segretario Generale di Assofarm; per il Coordinamento da Andrea Porcaro D’Ambrosio membro della Giunta nazionale di Assoform; per il Tramite dei lavori da Bruna Vinci di Farmacie Comunali di Pisa Spa e Laboratorio MeS Management e Sanità dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

«Il rapporto di collaborazione tra Assofarm, UEFS, FCP Spa, MES di SSSA con il Gruppo di lavoro, voluto dal Ministero per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione – dichiara il presidente di Assoform Venanzio Gizzi – ci vede invitati a partecipare al fine di fornire informazioni, pareri e proposte per l’emergenza Covid-19. Tale lavoro esalta gli studi e le ricerche che la Federazione, da sempre, sostiene al servizio degli associati e, quindi, della popolazione servita. In questi momenti difficili, la farmacia fornisce una ulteriore prova del lavoro indispensabile che svolge ed in particolare, le farmacie comunali rivolgono ogni giorno con attenzione verso i più bisognosi. Assofarm, contribuirà con analisi, studi e ricerche sul territorio riguardanti la salute dei cittadini, forte delle esperienze che, in questi giorni, le farmacie associate hanno maturato con una opera di assistenza e di forte vicinanza a tutti coloro che, nella drammatica situazione dovuta all’emergenza Covid-19, hanno trovato nella farmacia territoriale un riferimento indispensabile per la propria salute».

«Assofarm – dichiara Andrea Porcaro D’Ambrosio amministratore di Farmacie Comunali di Pisa e membro della Giunta nazionale di Assoform – è in grado di partecipare al gruppo di lavoro e sostenere le sue attività fornendo un patrimonio di dati ed esperienze professionali di livello nazionale ed europeo. Grazie alla sua rete di punti sul territorio Assofarm è capace di coprire l’intera superficie nazionale. Per questo motivo il Gruppo di Lavoro potrà arricchirsi di un indispensabile strumento di celere risposta per le misurazioni, le analisi e le valutazioni delle proprie ricerche finalizzate alla creazione di report che vadano a delineare i nuovi modelli sanitari post covid-19».

«Il Laboratorio MeS Management e Sanità – dichiara Bruna Vinci di Farmacie Comunali di Pisa Spa –  dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, attraverso la sua partecipazione al Gruppo di Lavoro in collaborazione con Assofarm e quindi Farmacie Comunali Pisa S.p.a., se da un lato conferisce il rigore scientifico e metodologico necessario ad asseverare i risultati di ricerca, dall’altro è anche l’espressione di una intesa attività socio-sanitaria territoriale. Questi tre soggetti istituzionali, ed ognuno in modo diverso, esprimono il loro supporto al Servizio Sanitario Pubblico e per questo motivo, a differenza di altri potenziali soggetti interlocutori, hanno la capacità di porsi in ausilio trasversalmente rispetto a tutti i sottogruppi di lavoro costituiti dal Ministero per l’Innovazione e la Digitalizzazione. In questo momento particolarmente gravoso la fedeltà alla propria missione deve essere preservata e restituita attraverso il valore della sinergia».

PISA – Tempi duri per tutti, ma anche per gli studenti universitari. La Direzione didattica dell’Università di Pisa con una mail indirizzata a tutti gli studenti ha comunicato la dilazione per il pagamento delle varie tasse universitarie posticipando la seconda, terza e quarta rata rispettivamente al 30 giugno, al 31 luglio e al 31 agosto.

In sostanza vengono posticipate le scadenze delle rate, ma l’importo rimane il medesimo. Non più tardi di questa mattina gli studenti universitari avevano chiesto la cancellazione della seconda rata e un nuovo importo più basso per la terza e la quarta rata. Per il momento le richieste degli studenti rimangono vane.

PISA – Gli studenti dell’Università di Pisa hanno scritto un appello per richiedere la cancellazione delle rate universitarie più imminenti e un adeguamento di quelle successive. Insieme all’appello la petizione da firmare.

L’APPELLO

La crisi sanitaria che ha coinvolto il Paese da inizio marzo ha stravolto la capacità economica di migliaia di studenti e delle loro famiglie. Chi, a inizio anno, data la presentazione dell’ISEE, avrebbe dovuto versare un determinato importo di tasse si trova oggi nell’impossibilità di adempiere pienamente al versamento delle somme richieste.

Le ragioni sono molteplici: molti hanno dovuto far i conti con licenziamenti, contrazioni drastiche del reddito, cassa integrazione per alcuni membri della famiglia, fallimenti e molto altro. Inoltre, numerosi studenti e studentesse si trovano a dover pagare l’affitto della propria stanza senza poterne usufruire. Questo a causa delle limitazioni degli spostamenti, o perché impossibilitati a rescindere i contratti di locazione nonostante tanti e tante siano tornati nelle città di residenza reputando inutile, data la possibilità della didattica a distanza, di rientrare a Pisa prima di settembre.

A ciò, si aggiunge un forte stress psico-fisico conseguente al lungo periodo di clausura, la cui portata è accresciuta anche da cause non esclusivamente economiche: lutti familiari connessi al virus, distanza dai propri parenti e amici, solitudine e incertezze verso il proprio futuro. Condizioni, queste, che ledono fortemente la serenità di ognuno di noi e le stesse capacità di apprendimento.

L’accavallarsi di queste criticità pone molti dubbi e incertezze. Sopra tutti, il dubbio circa la possibilità di proseguire gli studi per incapacità di sostenerne le spese, data una crisi economica che deve ancora dispiegarsi nella sua drammaticità. Oltre a chiederci come si svolgeranno le lezioni da qui in avanti (unico problema affrontato nelle mail “amichevoli” giunte dal Rettore Mancarella) bisogna porsi il problema di chi riuscirà a farlo. La situazione ancora in atto fa già prospettare che l’abbandono universitario sarà il grande problema dell’Università del futuro.

Infine, è richiesto un atto di onestà intellettuale da parte di tutta la comunità accademica: per quali servizi dobbiamo pagare le tasse che ci vengono richieste? L’offerta universitaria non può limitarsi ad una lezione frontale davanti uno schermo. In questi mesi, gli studenti e le studentesse non hanno potuto accedere ai servizi di biblioteca, alle aule studio, all’utilizzo dei laboratori tecnici e linguistici e ai servizi di ristorazione che con le nostre tasse contribuiamo a sostenere; in aggiunta, le lezioni e i ricevimenti attraverso mezzi digitali hanno in parte supplito le loro funzioni principali ma hanno rappresentato un ulteriore ostacolo per l’apprendimento. Reputiamo che non ci sia alcuna giustizia nell’obbligo di solvenza delle somme di tassazione a fronte dell’impossibilità di usufruire dei servizi più basilari.

Insomma: come è possibile che tutto sia cambiato, ma l’unica cosa a permanere identica siano le tasse universitarie ed i relativi obblighi?

Con questo documento, chiediamo che il Rettore e gli organi competenti in materia, riconoscendo la drammaticità del momento storico, prendano delle decisioni importanti e coraggiose. In particolare chiediamo l’annullamento per tutte e tutti della tassa di Marzo – già falsamente sospesa – e drastico ribassamento delle tasse successive in adeguamento al crollo dei redditi

Pisa è una importante città universitaria da molti secoli. L’amministrazione universitaria, chiamata a decidere in questo momento storico drammatico, deve mostrare nei fatti se l’Università di Pisa è ormai un servizio formativo a pagamento come altri, o un’istituzione culturale pubblica che sostiene le comunità che la animano e la società nel suo complesso in uno dei momenti di più grande difficoltà.

Al netto delle email “amichevoli” ricevute dal Rettore in questi mesi, è questo il gesto minimo per dimostrare una comprensione effettiva e fuor di retorica nei confronti delle studentesse e degli studenti di questo ateneo.Firma e fai firmare la petizione https://www.change.org/p/rettore-mancarella-appello-unipi-per-la-cancellazione-della-seconda-rata-e-adeguamento-delle-successive
Studentesse e studenti UNIPI

PISA – A distanza di sole due settimane da quando consiglio di amministrazione dell’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario ha deliberato gli interventi straordinari a favore degli studenti borsisti in coerenza con le decisioni assunte dalla Giunta Regionale, sono stati erogati i primi mandati di pagamento per circa 900mila euro e nell’arco di pochi giorni l’intero gruppo di interventi stabiliti diventerà realtà per oltre 15.000 studenti universitari iscritti negli Atenei della Toscana che beneficiano della borsa del DSU.


Gli uffici dell’Azienda hanno lavorato per contrarre a soli quindici giorni i tempi di istruttoria nonostante le difficoltà operative che l’emergenza comporta, per garantire, con la predisposizione per territorio e intervento delle liste dei destinatari ed i relativi accrediti, la tempestiva erogazione dei contributi a soggetti che in molti casi hanno vissuto e stanno vivendo questo periodo lontano dagli affetti familiari.

L’importo che ciascuno di loro riscontrerà automaticamente nel proprio conto corrente senza alcuna formale istanza, supererà in molti casi i 700 euro a seconda dello status dello studente borsista (semestrale/annuale, in sede/ pendolare,/fuori sede, alloggiato in Residenza DSU, in affitto con o senza contributo, etc.).

Preme sottolineare –  dichiarano il Presidente Marco Moretti ed il Direttore Francesco Piarulli del DSU Toscana – come anche in questo caso, l’Azienda DSU, con il supporto dell’Assessorato regionale competente e della Vicepresidente Monica Barni, ha trasformato rapidamente le volontà espresse in fatti concreti e tangibili per gli universitari e le loro famiglie, cercando di portare avanti in parallelo l’attività ordinaria e la gestione di una nuova e complessa fase dell’emergenza dal punto di vista della sicurezza dei lavoratori e degli studenti“.


“Mi complimento con l’azienda per la tempestività nell’erogazione dei primi pagamenti – ha aggiunto la Vicepresidente Monica Barni – in questa fase di emergenza si tratta di un risultato importante che conferma la dedizione al lavoro del personale della Regione Toscana e dell’Azienda DSU”.

PISA – Il consiglio territoriale degli studenti di Pisa chiede delle maggiori tutele agli studenti borsisti. L’appello che ha già raccolto circa 1700 firme.

In questi mesi di emergenza sanitaria e di crisi economica, le istituzioni politiche del nostro paese hanno affrontato con estremo ritardo e solo parzialmente le problematiche vissute dalla componente studentesca universitaria – afferma Francesco Di Bartolo Presidente del consiglio Territoriale degli studenti di Pisa – il ministro Manfredi ha ultimamente dichiarato di voler inserire nel Decreto Rilancio un aumento di 40 milioni dai fondi da indirizzare alle borse di studio. Pur trattandosi di dichiarazioni positive, sottolineiamo la necessità di studentesse e studenti necessitano di misure chiare e concrete a sostegno della loro formazione. Il ministro Manfredi ha ultimamente dichiarato di voler inserire nel Decreto Rilancio un aumento di 40 milioni dai fondi da indirizzare alle borse di studio. Pur trattandosi di dichiarazioni positive, sottolineiamo la necessità di studentesse e studenti necessitano di misure chiare e concrete a sostegno della loro formazione. Le nuove condizioni dettate dalla situazione contingente stanno determinando una situazione di difficoltà notevole per studentesse e studenti, i quali stanno riscontrando notevoli disagi circa: didattica online sia in termini di regolarità di servizio sia in termini di dispositivi per connettività, mancanza di spazi adatti allo studio come biblioteche e aule studio, mancanza di materiale didattico, problemi legati ai tirocini e ai laboratori. Inoltre, la crisi economica in atto avrà gravi ripercussioni sulla possibilità economiche di studenti, studentesse e famiglie di mantenere i costi del percorso di studi. Per tutti questi motivi chiediamo all’Azienda regionale per il Diritto allo studio universitario l’adozione di misure straordinarie ma necessarie, capaci di tutelare e garantire un reale diritto allo studio a studentesse e studenti, intervenendo prontamente per rimuovere quegli ostacoli di carattere economico che impedirebbe il proseguimento del percorso universitario. A supporto di ciò si sono mobilitati ben 1700 studenti attraverso una petizione scritta negli scorsi mesi, con l’obiettivo di ottenere i seguenti provvedimenti nel prossimo bando della borsa di studio: la riduzione dei requisiti di merito per l’ottenimento della borsa per il prossimo anno accademico la proroga delle scadenze per il raggiungimento del merito della borsa di studio, l’anticipo erogazione seconda rata della borsa di studio.Grazie all’attivazione di studentesse e studenti di tutt’Italia, la richiesta di riduzione dei requisiti di merito ha raggiunto il Parlamento e verrà presentata e discussa come emendamento al DPCM che disciplina il diritto allo studio universitario. Si tratta di misure che necessitano una presa di responsabilità e una netta presa di posizione da parte delle istituzioni poiché sono le uniche soluzioni applicabili per evitare che il prossimo anno accademico tanti studenti e studentesse debbano rinunciare agli studi“, conclude Di Bartolo.

PISA – È stata acquisita dalla compagnia inglese “Huma” la spin-off dell’Università di Pisa BioBeats, azienda da tempo affermata a livello internazionale nel campo delle tecnologie per il monitoraggio di salute e stress. Nata nel 2012, ha tra i cofondatori Davide Morelli, che ha conseguito la laurea e il dottorato in Informatica all’Università di Pisa.

BioBeats è nata come società inglese, poi trasferitasi in California erientrata a Londra nel 2016. Ha anche una sede a Pisa, come spin-off dell’Ateneo. La start up è stata fondata da Davide Morelli con David Plans, ricercatore inglese impegnato in progetti che legavano intelligenza artificiale e musica. Il primo prodotto sviluppato da BioBeats è stato infatti “Pulse”, una app che, tramite il battito ottenuto dalla fotocamera dello smartphone, era in grado di generare musica in tempo reale, sincronizzata col cuore dell’utente.

Successivamente è stata la volta di “Hear and Now”, la app che permette di gestire stress e ansia, guidando l’utente in esercizi di respirazione e controllo del battito cardiaco, e ora BioBase, un prodotto che aiuta gli utenti a misurare e gestire il wellbeing fisiologico e psicologico. BioBeats continua a lavorare oggi su tecnologie in grado di offrire informazioni in tempo reale su più campi: dal sonno, dall’attività del cuore, allo stress. Ha sviluppato programmi personalizzati per aiutare gli utenti a vivere una vita più salutare. Inoltre collabora con le aziende, offrendo sistemi per monitorare le condizioni di salute dei dipendenti e programmi di coaching per aiutarli a gestire meglio il lavoro e la vita.Huma sviluppa sistemi di monitoraggio remoto dei pazienti, sviluppa nuovi biomarker per favorire l’individuazione precoce di problemi di salute, e sistemi di terapia digitale, con sedi a Londra, New York, e Shanghai. Ha al suo attivo collaborazioni con NHS, l’ospedale John Hopkins, Bayer, Johnson and Johnson, Tencent e molti altri. Con l’acquisizione BioBeats porterà le sue competenze in biomarker fisiologici e psicologici e digital therapeutics in Huma. La mission di BioBeats si sposa perfettamente con quella di Huma, e insieme lavoreranno per creare sistemi di medicina preventiva, sviluppando biomarker digitali sfruttando tecnologie wearable

PISA – Si apre la “Fase 2”, quella della convivenza con il Covid-19, e anche la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa è pronta a riprendere, in maniera parziale e graduale, alcune attività svolte in presenza. La ripresa è resa possibile grazie all’adozione di linee guida, predisposte dal Comitato tecnico scientifico interno, così da garantire la massima sicurezza e assicurare le migliori condizioni operative, per l’intera comunità e anche per gli esterni che si trovassero nella necessità di fare ingresso nelle strutture.

La ripresa di alcune attività in presenza avviene in maniera contestuale con l’entrata in vigore del recente decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (dPCM) Giuseppe Conte che regola la “fase 2” e che trova corrispondenza con il decreto emanato dalla rettrice Sabina Nuti.

Nel periodo di emergenza sanitaria, la Scuola Superiore Sant’Anna non ha mai interrotto la ricerca, la formazione, la terza missione e le attività amministrative, utilizzando modalità come la didattica a distanza e lo “smart working” (modalità a cui la Scuola Superiore Sant’Anna continuerà a fare ricorso), attuando tutte le misure previste per evitare il rischio di contagio da Covid-19, qualora la presenza fisica nei laboratori o in altre strutture si fosse presentata come necessità indifferibile, ad esempio per portare avanti i progetti legati al contrasto della diffusione del virus.Le misure per la ripresa, graduale e parziale, sono regolate dal decreto della rettrice Sabina Nuti che assume valore da lunedì 4 maggio.

Il documento indica le attività che possono riprendere in presenza, in maniera graduale, e sono elencate le misure di protezione – individuali e collettive – che devono essere adottate. Per citarne alcune, chi entra in una delle strutture della Scuola Superiore Sant’Anna è tenuto a passare dai termoscanner, installati all’ingresso di tutte le sedi, per rilevare la temperatura corporea, verificando che sia inferiore rispetto a quella indicata nel dPCM in vigore. Una novità riguarda il ricorso del triage su smartphone, attivabile soltanto in maniera volontaria. Basta fotografare il QR Code o digitare un indirizzo internet per vedersi porre alcuni quesiti sul proprio stato di salute. A seconda delle risposte, arriverà come risposta un semaforo verde o rosso, dando il via libera, o meno, per l’ingresso. Durante la permanenza alla Scuola Superiore Sant’Anna, chiunque sarà tenuto a indossare sempre una mascherina protettiva, a mantenere la distanza di almeno 1 metro e 80 centimetri (qualora l’attività di ricerca richiedesse un contatto più ravvicinato è obbligatorio indossare la mascherina di tipo FFP), a lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o con una soluzione alcolica.

In maniera parallela, restano numerose le attività che proseguono online: dalla didattica allo “smart working”, modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa del personale tecnico amministrativo almeno fino a domenica 17 maggio compresa. “Le misure in vigore da lunedì 4 maggio – commenta la rettrice Sabina Nuti – non costituiscono soltanto la risposta verso un obbligo imposto, ma sono da considerarsi espressione di quel senso di responsabilità nel farsi carico della sicurezza e della salute di tutte e tutti coloro che fanno parte della nostra comunità. Le indicazioni operative sulle misure preventive e le norme di comportamento, di protezione individuale e collettiva, si avvalgono di tutti i supporti tecnologici previsti e possono contare, ripeto, sul senso di responsabilità e di coinvolgimento di ogni componente della Scuola Superiore Sant’Anna, a cui è stato rivolto l’invito a dare il suo personale contributo per individuare e implementare le soluzioni più efficaci per contrastare l’epidemia di Covid-19. Le nostre misure costituiscono il punto di partenza per il primo periodo di rientro alla Scuola Superiore Sant’Anna, la cui priorità è continuare la sua missione e impegnarsi nel mettere a disposizione del nostro Paese – conclude Sabina Nuti – le proprie competenze e capacità per contribuire a un processo di rilancio economico, sociale e culturale”.

PISA – Sono duemila le mascherine che il Comune di Pisa ha fornito alle tre Università presenti in città da destinare agli studenti fuori sede rimasti a Pisa. E’ stato il Sindaco Michele Conti stamattina a consegnarle nelle mani della Rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna Sabina Nuti, del Direttore della Scuola Normale Superiore Luigi Ambrosio e di una funzionaria della sede pisana dell’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario della Toscana. Le mascherine sono state consegnate sulla base delle indicazioni pervenute al Comune di Pisa dalle istituzioni universitarie: 400 per la Scuola Normale, 600 per la Scuola Sant’Anna e 1000 per il Dsu.

«Ho contattato nei giorni scorsi i Rettori delle tre Università per distribuire anche agli studenti fuori sede le mascherine del Comune di Pisa – ha dichiarato il Sindaco Michele Conti – e già stamattina sono state consegnate. I dispositivi di protezione individuale saranno distribuiti a studenti e dottorandi secondo le modalità decise in autonomia da ogni singola istituzione universitaria. Mentre prosegue in questi giorni la distribuzione delle mascherine a tutti i residenti pisani, abbiamo voluto dare un doveroso segnale di sensibilità verso gli studenti fuori sede che sono dovuti restare a Pisa o che hanno deciso diligentemente di rimanere in città col manifestarsi dell’emergenza sanitaria».

«La Scuola Sant’Anna – ha spiegato la Rettrice Sabina Nuti – sta proseguendo la sua attività, dato che le università rientrano tra i servizi essenziali, in particolare l’attività didattica sta proseguendo con la modalità delle lezioni on-line. Inoltre alla nostra scuola è rimasto aperto il collegio, anche se con numeri ridotti rispetto al normale. Sono rimasti a Pisa in questo periodo 65 studenti, si tratta di ragazzi che non sono potuti tornare a casa perché provengono da zone ad altissimo contagio oppure perché sono allievi all’ultimo anno di medicina, impegnati nella loro attività formativa. Per tutti loro il collegio è rimasto aperto e sono attivi i servizi essenziali come mensa e portierato. Colgo l’occasione per ringraziare il Sindaco Michele Conti per averci fornito le mascherine che adesso provvederemo a distribuire tra gli studenti. Sono dispositivi di sicurezza molto importanti per garantire agli allievi di potersi spostare dal collegio alla mensa e anche per i nostri operatori che tengono aperti servizi essenziali della ricerca che non si possono fermare e che stanno proseguendo con modalità che garantiscano la sicurezza di tutti».

«La Scuola Normale continua ad essere operativa – ha dichiarato il Direttore Luigi Ambrosio – utilizzando nuove modalità di didattica a distanza, sia nello svolgimento dei corsi per gli studenti, sia nelle riunioni accademiche che procedono regolarmente. Ringrazio il Sindaco di Pisa per aver pensato anche ai nostri studenti che sono rimasti qui a Pisa, sono circa 40 quelli attualmente ospitati nei nostri collegi, a cui adesso provvederemo a distribuire le mascherine».

Prosegue intanto in tutti i quartieri la consegna domiciliare per i residenti nel Comune di Pisa, che avviene senza alcun contatto con i destinatari, utilizzando la cassetta delle lettere. Non essendo ancora terminata l’operazione di confezionamento a opera delle associazioni di volontariato, le mascherine vengono consegnate man a mano che sono pronte, quindi senza seguire un calendario di distribuzione prestabilito ma con la garanzia che arriveranno a tutti i capifamiglia presenti nell’anagrafe comunale. La Protezione Civile, che coordina le operazioni, raccomanda ai cittadini pisani di pazientare e attendere la consegna delle mascherine che arriverà a coprire i residenti di tutto il territorio comunale nei prossimi giorni.

PISA – L’assessore all’Ambiente del Comune di Pisa Filippo Bedini ha partecipato all’iniziativa dell’Università di Pisa al Polo Piagge durante la quale sono stati inaugurati sette nuovi erogatori di acqua pubblica per abbattere il consumo di plastica all’interno dell’Ateneo.

«Ho voluto essere presente per ringraziare l’Università di Pisa – ha dichiarato Filippo Bedini – per questa iniziativa che va nella direzione che anche l’amministrazione sta perseguendo, ovvero quella della strategia delle piccole cose, che poi tanto piccole non sono. La stima fra dati certi e ipotizzabili, infatti, ci dice che circa 500 mila bottiglie di plastica vengono consumate all’interno dell’Ateneo pisano ogni anno. Si tratta, quindi, di numeri particolarmente significativi e intervenire con azioni come questa per abbattere il consumo di plastica è sicuramente utile e meritorio.

Partire dalla riduzione drastica di un numero così importante di bottiglie di acqua è sicuramente un’iniziativa importante, tenendo presente che oltre all’educazione al corretto conferimento e ai controlli che l’amministrazione sta mettendo in atto in questo settore, la vera frontiera del futuro per quello che riguarda l’impatto dei rifiuti sull’ambiente è la riduzione degli imballaggi».

«L’amministrazione comunale sta interagendo con l’Università di Pisa – ha concluso Bedini – anche su altri progetti nel campo della sostenibilità ambientale e della riduzione di rifiuti prodotti in città, sinergia fondamentale per raggiungere gli obiettivi prefissati visto che la popolazione studentesca è formata da più di 50 mila studenti che gravitano sul territorio comunale quotidianamente. Mi auguro che questo di oggi sia solo il primo di una serie di progetti da sviluppare insieme».

PISA – L’ Università di Pisa – Dipartimento di Economia e Management presenta l’offerta formativa completa all’evento che chiude il ciclo formativo del Master Audit 2018, oramai ultra ventennale sabato 28 settembre alle ore 10.30 presso l’ Auditorium del Palazzo Congressi a Pisa

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