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News dalla Scuola Sant’Anna

PISA – Anche un’epidemia può essere considerata un evento “Cbrn”, acronimo che ne sintetizza l’origine chimica, biologica e radio-nucleare? Esistono e quali sono, inoltre, gli obblighi internazionali relativi alla loro gestione? Intorno a questo argomento si costruisce il progetto di ricerca “Cbrn-Italy, finanziato dal bando Prin 2017 del Ministero dell’Università e Ricerca, con il coordinamento scientifico di Andrea de Guttry, docente di Diritto internazionale dell’Istituto Dirpolis (Diritto, Politica e Sviluppo) della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Partecipano al progetto le Università di Bologna, di Torino e di Firenze. Le attività del progetto, che ha preso il via ufficiale il primo marzo 2020, hanno in qualche modo anticipato le nuove urgenze e le possibili emergenze cui la società globale è esposta, prima fra tutte la pandemia da Covid-19. Tra le azioni di questo progetto di ricerca è previsto, per martedì 13 (inizio ore 9.30) e per mercoledì 14 aprile (inizio ore 9.00), il primo seminario su “Obblighi Internazionali relativi ad eventi di origine chimica, biologica, radio-nucleare”, durante il quale è prevista la presentazione dei risultati preliminari delle attività di ricerca.

Obiettivo del progetto “Cbrn-Italy” è esaminare il quadro normativo internazionale rilevante per gli eventi che comportano un rischio chimico, biologico e radio-nucleare e il livello di implementazione degli obblighi internazionali nel contesto italiano, temi al centro del seminario di martedì 13 e mercoledì 14 aprile. Durante il primo anno di attività, i ricercatori hanno definito l’ambito di riferimento del progetto, ampliando il concetto di rischio chimico, biologico e radio-nucleare anche per eventi accidentali e naturali (come possono essere appunto un’epidemia o una pandemia) e chiarendo le fasi del ciclo di gestione dell’emergenza, dalla prevenzione, alla preparazione, alla risposta alla successiva ripresa. I ricercatori hanno anche mappato gli obblighi internazionali e regionali applicabili alle diverse fasi di un evento del genere.

Da adesso e per i prossimi due anni, sino alla conclusione del progetto, l’ambito principale della ricerca è dedicato all’implementazione degli obblighi sovranazionali in Italia e all’elaborazione di raccomandazioni utili a migliorare i quadri normativi e operativi a livello nazionale e sovranazionale.

La pandemia con cui siamo obbligati a convivere da ormai più di un anno – spiega Andrea de Guttry, in qualità di coordinatore del progetto – sta facendo emergere con forza molti aspetti di cui ci stiamo occupando, come l’importanza di capire le necessità di ogni singola fase di un’emergenza, dalla prevenzione sino alla fase finale di ripresa. Un obiettivo fondamentale è comprendere fino a che punto gli strumenti normativi e di policy elaborati a livello internazionale, che spesso rendono esplicite le necessità delle singole fasi tramite l’imposizione di obblighi o la proposta di raccomandazioni, siano implementati a livello nazionale”.

L’incontro di martedì 13 e mercoledì 14 aprile si tiene sulla piattaforma Webex. Per iscriversi e per seguire i lavori è sufficiente contattare Silvia Venier, all’indirizzo silvia.venier@santannapisa.it.

PISA – Un nuovo tipo di muscolo artificiale che può essere impiegato per il movimento di robot di piccole dimensioni è stato sviluppato da un team di ricercatori guidato da Marco Fontana, docente leader del gruppo “Robotic mechanisms and materials” del Laboratorio di Robotica Percettiva dell’Istituto TeCIP (Tecnologie della Comunicazione, Informazione, Percezione) della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, insieme a colleghi dei Dipartimenti di Ingegneria Industriale delle Università di Trento e di Bologna.

Il principio di funzionamento di questo nuovo tipo di muscolo artificiale – ininglese Ebm, acronimo di Electrostatic bellow muscle – si basa su una struttura che ricorda il mantice di una fisarmonica che il musicista fa allungare e contrarre. Nel caso dell’Ebm questo movimento è invece prodotto da forze di attrazione elettrostatica.

Il video

La nuova tecnologia è stata presentata in un articolo pubblicato mercoledì 24 febbraio sulla rivista “Science Robotics”. Il gruppo di ricercatori spiega come il concetto alla base (una struttura che ricorda il mantice di una fisarmonica) può essere impiegato per produrre muscoli artificiali con dimensioni di pochi centimetri dalle caratteristiche simili a quelle dei muscoli umani, che raggiungono velocità e dimostrano forze molto elevate rispetto alle loro dimensioni. Possono infatti sollevare carichi fino a 100 volte il loro peso. Questi innovativi “muscoli artificiali” possiedono tre caratteristiche che i ricercatori definiscono “molto promettenti” per realizzare nuovi sistemi robotici ma anche per diverse altre applicazioni.

La prima caratteristica dell’Ebm è la sua “multifunzionalità”, ossia la capacità di integrare, in unico sistema, funzionalità che di solito richiedono diversi dispositivi. L’Ebm si contrae sulla base di uno stimolo elettrico, ma può essere impiegato anche come una pompa, che fa circolare un fluido per dare movimento, ad esempio, a un robot. Al tempo stesso, il muscolo artificiale può anche diventare un generatore che permette di riciclare l’energia durante le fasi di frenata, aumentando la durata della batteria del sistema, proprio come avviene per le auto elettriche. In seconda istanza, questi muscoli sono versatili perché, grazie alla loro struttura modulare, hanno la capacità di essere adattati con facilità a diverse tipologie e specifiche di movimento. Infine, come terza caratteristica, questi muscoli rappresentano una tecnologia di attuazione (movimento) a basso costo in quanto le sottili pellicole di materiale polimerico (plastiche) impiegate per realizzarli risultano assai economiche e i relativi processi di fabbricazione sono replicabili su larga scala per avviare una produzione in serie.

A oggi siamo impegnati – spiega Marco Fontana a nome del team di ricerca – in un ulteriore miglioramento delle prestazioni di questi dispositivi con l’utilizzo di nuovi materiali, come polimeri biodegradabili ad alte prestazioni, e attraverso lo studio di processi di fabbricazione avanzati. Stiamo già dialogando e valutando collaborazioni con varie aziende

PISALo sviluppo di nuovi modelli per valutare i rischi finanziari connessi al cambiamento climatico e per definire il ruolo delle banche centrali nella loro gestione è al centro di un progetto, finanziato dall’International Network for Sustainable Financial Policy Insights, Research and Exchange (Inspire) attraverso un “research grant”, che vede impegnati ricercatori, in team, provenienti da Istituto di Economia della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Rff-Cmcc European Institute on Economics (Milano)Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti ClimaticiUniversità BocconiPolitecnico di Milano.

  L’attenzione delle banche centrali per i rischi connessi al cambiamento climatico è aumentata in maniera esponenziale negli ultimi anni. A dicembre 2017 viene creato il “Network for Greening the Financial System” (Ngfs), istituzione che comprende le maggiori banche centrali – come quelle di Francia, Spagna, Italia, Giappone, Germania –  e i più importanti istituti di regolamentazione finanziaria e che coadiuva Inspire nel finanziamento dei progetti di ricerca più promettenti per coinvolgere il sistema finanziario nel contrastare i cambiamenti climatici.

  Perfino la presidente della Banca centrale europeaChristine Lagarge, in un suo intervento a fine gennaio 2021, aveva sollecitato le banche centrali a contribuire alla lotta al cambiamento climatico, a saperne comprendere i rischi e a sfruttarne le opportunità che ne derivano. Al progetto a cui contribuisce il team di ricercatori italiani, si chiede di contribuire a questo dibattito studiando come banche centrali e governi possano co-gestire le conseguenze del cambiamento climatico e della “transizione verde” per il mondo della finanza e per le dinamiche macroeconomiche.

  “Esistono due principali classi di rischi – spiega Francesco Lamperti, a capo del progetto e ricercatore presso l’Istituto di Economia e il Dipartimento di Eccellenza EMbeDS (Economics and management in the era of data science) della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e scientist presso l’Rff – Cmcc European Institute on Economics and the Environment di Milano – che il cambiamento climatico pone sul sistema finanziario. Una è legata agli impatti fisici: si pensi alle perdite di valore degli immobili a causa di inondazioni o uragani, un’altra riguarda le instabilità che la transizione stessa può creare, soprattutto in settori altamente finanziarizzati come quelli ancora dipendenti in maniera massiccia dal carbone. Il problema principale – prosegue Francesco Lamperti – è che mancano modelli in grado di offrire valutazioni integrate di entrambe le classi di rischi e, soprattutto, che permettano di testare quali meccanismi di politica fiscale e monetaria siano necessari per gestirli”.

  Il progetto vuole infatti di sviluppare un nuovo modello macroeconomico, capace di analizzare sia i rischi fisici che quelli di transizione, finora analizzati in maniera disgiunta dalla letteratura, per il sistema finanziario globale. “Durante il prossimo anno svilupperemo un nuovo approccio alla modellizzazione del rischio climatico per le dinamiche macroeconomiche – conclude Francesco Lamperti – e, in particolare, cercheremo di capire come la politica fiscale, la politica monetaria e quella macroprudenziale possano interagire in maniera sinergica per garantire una transizione rapida e ordinata verso un’economia a zero emissioni entro il 2050”.

  Qui il link ai risultati della “Call for proposals” che ha visto finanziato il progetto del gruppo di ricercatori italiani: https://www.climateworks.org/wp-content/uploads/2021/02/INSPIRE-Call-4-Awardees.pdf

PISA – Nonostante il Covid, la mensa della Scuola Superiore Sant’Anna non si ferma. Il servizio, gestito da Vivenda spa, azienda del Gruppo La Cascina, è riuscita ad adeguarsi al contesto e ad attivare il servizio di delivery dei pasti.

Nella sede centrale e ai collegi Faedo, Tersani, San Tommaso e la Foresteria l’azienda consegna 200 pasti a turno – tra colazione, pranzo e cena – per un totale di 400 con servizio “porta a porta”, a causa dell’emergenza sanitaria. In aggiunta ci sono circa 30 pasti al self service per dottorandi.

Nel periodo precedente la pandemia, Vivenda arrivava a gestire quasi 400 pasti a pranzo e 200 a cena, oltre a 50 colazioni.

Massimiliano Leoni, Direttore di filiale Toscana e Umbria per la Vivenda Spa, dichiara: “Per quanto ci riguarda è stato uno sforzo incredibile riuscire a garantire il servizio anche in un contesto del genere. Ma lo abbiamo voluto fare in tutti i modi per assicurare qualcosa di indispensabile e non lasciare sole le persone, che hanno visto in noi una sicurezza. Continueremo ad adattarci ad una situazione che evolve costantemente, perché la solidità della nostra azienda lo permette”.

PISAAssofarm, la Federazione che associa le farmacie comunali italiane, insieme all’Unione Europea delle Farmacie Sociali (UEFS) e a Farmacie Comunali di Pisa, hanno formalizzato un rapporto di collaborazione con il Laboratorio MeS Management e Sanità dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna per partecipare alla Task Force dati per l’emergenza Covid-19 che si occupa di analizzare l’impatto socio-economico ed epidemiologico sul sistema Paese e le soluzioni tecnologiche basate sullo studio dei dati necessarie a fronteggiare l’emergenza.

Le eccellenze pisane specializzate nello studio e nell’analisi dei dati diventano collaboratori della task force voluta dal Ministero per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione, per fornire informazioni e attività di supporto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e alle Amministrazioni Pubbliche nella definizione di politiche di contenimento del contagio da Covid-19.

Venanzio Gizzi, presidente Assofarm

Assofarm ha voluto mettere a disposizione della Task Force per l’emergenza Covid-19 il proprio patrimonio di studi, dati ed esperienze per poter contribuire a fornire informazioni, pareri e proposte a disposizione delle autorità governative. Le Farmacie Comunali nella fase di gestione dell’emergenza da Covid-19 sono impegnate in prima linea per raccogliere dati e fornire suggerimenti alla popolazione al fine di fronteggiare la drammatica emergenza che ha investito tutto il paese, potendo contare sul supporto di Assofarm e UEFS che dedicano attenzione e risorse per attuare analisi, studi e ricerche che riguardano la salute dei cittadini. In particolare Assofarm si avvale del supporto di qualificate aziende associate come Farmacie Comunali di Pisa e della collaborazione con istituzioni internazionali prestigiose come il Laboratorio MeS Management e Sanità dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna. Assofarm ha voluto mettere a disposizione della Task Force per l’emergenza Covid-19 presso il Ministero per l’Innovazione il proprio patrimonio di studi, dati ed esperienze per poter contribuire a fornire informazioni, pareri e proposte a disposizione delle autorità governative. A tal fine è stato costituito il gruppo di lavoro composto per il Panorama europeo da Venanzio Gizzi, dell’Unione Europea delle Farmacie Sociali; per il Quadro Nazionale da Francesco Schito Segretario Generale di Assofarm; per il Coordinamento da Andrea Porcaro D’Ambrosio membro della Giunta nazionale di Assoform; per il Tramite dei lavori da Bruna Vinci di Farmacie Comunali di Pisa Spa e Laboratorio MeS Management e Sanità dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

«Il rapporto di collaborazione tra Assofarm, UEFS, FCP Spa, MES di SSSA con il Gruppo di lavoro, voluto dal Ministero per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione – dichiara il presidente di Assoform Venanzio Gizzi – ci vede invitati a partecipare al fine di fornire informazioni, pareri e proposte per l’emergenza Covid-19. Tale lavoro esalta gli studi e le ricerche che la Federazione, da sempre, sostiene al servizio degli associati e, quindi, della popolazione servita. In questi momenti difficili, la farmacia fornisce una ulteriore prova del lavoro indispensabile che svolge ed in particolare, le farmacie comunali rivolgono ogni giorno con attenzione verso i più bisognosi. Assofarm, contribuirà con analisi, studi e ricerche sul territorio riguardanti la salute dei cittadini, forte delle esperienze che, in questi giorni, le farmacie associate hanno maturato con una opera di assistenza e di forte vicinanza a tutti coloro che, nella drammatica situazione dovuta all’emergenza Covid-19, hanno trovato nella farmacia territoriale un riferimento indispensabile per la propria salute».

«Assofarm – dichiara Andrea Porcaro D’Ambrosio amministratore di Farmacie Comunali di Pisa e membro della Giunta nazionale di Assoform – è in grado di partecipare al gruppo di lavoro e sostenere le sue attività fornendo un patrimonio di dati ed esperienze professionali di livello nazionale ed europeo. Grazie alla sua rete di punti sul territorio Assofarm è capace di coprire l’intera superficie nazionale. Per questo motivo il Gruppo di Lavoro potrà arricchirsi di un indispensabile strumento di celere risposta per le misurazioni, le analisi e le valutazioni delle proprie ricerche finalizzate alla creazione di report che vadano a delineare i nuovi modelli sanitari post covid-19».

«Il Laboratorio MeS Management e Sanità – dichiara Bruna Vinci di Farmacie Comunali di Pisa Spa –  dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, attraverso la sua partecipazione al Gruppo di Lavoro in collaborazione con Assofarm e quindi Farmacie Comunali Pisa S.p.a., se da un lato conferisce il rigore scientifico e metodologico necessario ad asseverare i risultati di ricerca, dall’altro è anche l’espressione di una intesa attività socio-sanitaria territoriale. Questi tre soggetti istituzionali, ed ognuno in modo diverso, esprimono il loro supporto al Servizio Sanitario Pubblico e per questo motivo, a differenza di altri potenziali soggetti interlocutori, hanno la capacità di porsi in ausilio trasversalmente rispetto a tutti i sottogruppi di lavoro costituiti dal Ministero per l’Innovazione e la Digitalizzazione. In questo momento particolarmente gravoso la fedeltà alla propria missione deve essere preservata e restituita attraverso il valore della sinergia».

PISA – Si apre la “Fase 2”, quella della convivenza con il Covid-19, e anche la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa è pronta a riprendere, in maniera parziale e graduale, alcune attività svolte in presenza. La ripresa è resa possibile grazie all’adozione di linee guida, predisposte dal Comitato tecnico scientifico interno, così da garantire la massima sicurezza e assicurare le migliori condizioni operative, per l’intera comunità e anche per gli esterni che si trovassero nella necessità di fare ingresso nelle strutture.

La ripresa di alcune attività in presenza avviene in maniera contestuale con l’entrata in vigore del recente decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (dPCM) Giuseppe Conte che regola la “fase 2” e che trova corrispondenza con il decreto emanato dalla rettrice Sabina Nuti.

Nel periodo di emergenza sanitaria, la Scuola Superiore Sant’Anna non ha mai interrotto la ricerca, la formazione, la terza missione e le attività amministrative, utilizzando modalità come la didattica a distanza e lo “smart working” (modalità a cui la Scuola Superiore Sant’Anna continuerà a fare ricorso), attuando tutte le misure previste per evitare il rischio di contagio da Covid-19, qualora la presenza fisica nei laboratori o in altre strutture si fosse presentata come necessità indifferibile, ad esempio per portare avanti i progetti legati al contrasto della diffusione del virus.Le misure per la ripresa, graduale e parziale, sono regolate dal decreto della rettrice Sabina Nuti che assume valore da lunedì 4 maggio.

Il documento indica le attività che possono riprendere in presenza, in maniera graduale, e sono elencate le misure di protezione – individuali e collettive – che devono essere adottate. Per citarne alcune, chi entra in una delle strutture della Scuola Superiore Sant’Anna è tenuto a passare dai termoscanner, installati all’ingresso di tutte le sedi, per rilevare la temperatura corporea, verificando che sia inferiore rispetto a quella indicata nel dPCM in vigore. Una novità riguarda il ricorso del triage su smartphone, attivabile soltanto in maniera volontaria. Basta fotografare il QR Code o digitare un indirizzo internet per vedersi porre alcuni quesiti sul proprio stato di salute. A seconda delle risposte, arriverà come risposta un semaforo verde o rosso, dando il via libera, o meno, per l’ingresso. Durante la permanenza alla Scuola Superiore Sant’Anna, chiunque sarà tenuto a indossare sempre una mascherina protettiva, a mantenere la distanza di almeno 1 metro e 80 centimetri (qualora l’attività di ricerca richiedesse un contatto più ravvicinato è obbligatorio indossare la mascherina di tipo FFP), a lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o con una soluzione alcolica.

In maniera parallela, restano numerose le attività che proseguono online: dalla didattica allo “smart working”, modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa del personale tecnico amministrativo almeno fino a domenica 17 maggio compresa. “Le misure in vigore da lunedì 4 maggio – commenta la rettrice Sabina Nuti – non costituiscono soltanto la risposta verso un obbligo imposto, ma sono da considerarsi espressione di quel senso di responsabilità nel farsi carico della sicurezza e della salute di tutte e tutti coloro che fanno parte della nostra comunità. Le indicazioni operative sulle misure preventive e le norme di comportamento, di protezione individuale e collettiva, si avvalgono di tutti i supporti tecnologici previsti e possono contare, ripeto, sul senso di responsabilità e di coinvolgimento di ogni componente della Scuola Superiore Sant’Anna, a cui è stato rivolto l’invito a dare il suo personale contributo per individuare e implementare le soluzioni più efficaci per contrastare l’epidemia di Covid-19. Le nostre misure costituiscono il punto di partenza per il primo periodo di rientro alla Scuola Superiore Sant’Anna, la cui priorità è continuare la sua missione e impegnarsi nel mettere a disposizione del nostro Paese – conclude Sabina Nuti – le proprie competenze e capacità per contribuire a un processo di rilancio economico, sociale e culturale”.

PISA – Sono duemila le mascherine che il Comune di Pisa ha fornito alle tre Università presenti in città da destinare agli studenti fuori sede rimasti a Pisa. E’ stato il Sindaco Michele Conti stamattina a consegnarle nelle mani della Rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna Sabina Nuti, del Direttore della Scuola Normale Superiore Luigi Ambrosio e di una funzionaria della sede pisana dell’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario della Toscana. Le mascherine sono state consegnate sulla base delle indicazioni pervenute al Comune di Pisa dalle istituzioni universitarie: 400 per la Scuola Normale, 600 per la Scuola Sant’Anna e 1000 per il Dsu.

«Ho contattato nei giorni scorsi i Rettori delle tre Università per distribuire anche agli studenti fuori sede le mascherine del Comune di Pisa – ha dichiarato il Sindaco Michele Conti – e già stamattina sono state consegnate. I dispositivi di protezione individuale saranno distribuiti a studenti e dottorandi secondo le modalità decise in autonomia da ogni singola istituzione universitaria. Mentre prosegue in questi giorni la distribuzione delle mascherine a tutti i residenti pisani, abbiamo voluto dare un doveroso segnale di sensibilità verso gli studenti fuori sede che sono dovuti restare a Pisa o che hanno deciso diligentemente di rimanere in città col manifestarsi dell’emergenza sanitaria».

«La Scuola Sant’Anna – ha spiegato la Rettrice Sabina Nuti – sta proseguendo la sua attività, dato che le università rientrano tra i servizi essenziali, in particolare l’attività didattica sta proseguendo con la modalità delle lezioni on-line. Inoltre alla nostra scuola è rimasto aperto il collegio, anche se con numeri ridotti rispetto al normale. Sono rimasti a Pisa in questo periodo 65 studenti, si tratta di ragazzi che non sono potuti tornare a casa perché provengono da zone ad altissimo contagio oppure perché sono allievi all’ultimo anno di medicina, impegnati nella loro attività formativa. Per tutti loro il collegio è rimasto aperto e sono attivi i servizi essenziali come mensa e portierato. Colgo l’occasione per ringraziare il Sindaco Michele Conti per averci fornito le mascherine che adesso provvederemo a distribuire tra gli studenti. Sono dispositivi di sicurezza molto importanti per garantire agli allievi di potersi spostare dal collegio alla mensa e anche per i nostri operatori che tengono aperti servizi essenziali della ricerca che non si possono fermare e che stanno proseguendo con modalità che garantiscano la sicurezza di tutti».

«La Scuola Normale continua ad essere operativa – ha dichiarato il Direttore Luigi Ambrosio – utilizzando nuove modalità di didattica a distanza, sia nello svolgimento dei corsi per gli studenti, sia nelle riunioni accademiche che procedono regolarmente. Ringrazio il Sindaco di Pisa per aver pensato anche ai nostri studenti che sono rimasti qui a Pisa, sono circa 40 quelli attualmente ospitati nei nostri collegi, a cui adesso provvederemo a distribuire le mascherine».

Prosegue intanto in tutti i quartieri la consegna domiciliare per i residenti nel Comune di Pisa, che avviene senza alcun contatto con i destinatari, utilizzando la cassetta delle lettere. Non essendo ancora terminata l’operazione di confezionamento a opera delle associazioni di volontariato, le mascherine vengono consegnate man a mano che sono pronte, quindi senza seguire un calendario di distribuzione prestabilito ma con la garanzia che arriveranno a tutti i capifamiglia presenti nell’anagrafe comunale. La Protezione Civile, che coordina le operazioni, raccomanda ai cittadini pisani di pazientare e attendere la consegna delle mascherine che arriverà a coprire i residenti di tutto il territorio comunale nei prossimi giorni.

PISA – In un recente articolo pubblicato dalla prestigiosa rivista Le scienze, edizione italiana di Scientific American, si parla di robotica e realtà virtuale, un connubio che anche a Pisa ha trovato, in alcuni istituiti di eccellenza, innovative e appassionanti applicazioni. Continue reading…

PISA – È una donna svedese la prima beneficiaria al mondo di un impianto transradiale (sotto il gomito) stabile e permanente per il controllo di una mano robotica. In un intervento chirurgico pioneristico, sono stati innestati impianti in titanio nelle due ossa dell’avambraccio della donna (radio e ulna), sfruttando la tecnica dell’osteointegrazione combinata alle interfacce muscolari. Continue reading…

PISA – Entra nel vivo la procedura che porta all’elezione del nuovo rettore della Scuola Superiore Sant’Anna, per il mandato 2019 – 2025. Venerdì 25 gennaio 2019 si è tenuta l’assemblea degli elettori, guidata dal decano, prof. Giovanni Dosi, a cui è affidato il compito di sovrintendere l’intera procedura, per la presentazione dei tre candidati e del loro programma. Continue reading…

PISA – Una ordinanza della Polizia Municipale stabilisce che sabato 15 dicembre, dalle ore 7 alle 14 saranno adottate modifiche alla sosta nell’area interessata alla cerimonia di apertura dell’Anno Accademico 2018/19 della Scuola Superiore “Sant’Anna”. Continue reading…

PISA – Fattore religioso e dinamiche interculturali, a settant’anni dalla Carta fondamentale della nostra Repubblica. Si è aperto nel pomeriggio di giovedì 18 ottobre presso l’Aula Magna della Scuola Superiore Sant’Anna, il Convegno “Costituzione, religione e cambiamenti nel diritto e nella società”, organizzato dall’Associazione dei docenti universitari della disciplina giuridica del fenomeno religioso (Adec), che vede a Pisa, per due giorni, oltre duecento docenti, studiosi e cultori di diritto ecclesiastico e canonico riflettere sul ruolo della religione nell’ordinamento giuridico e sulla presenza delle religioni nella società. Continue reading…

PISA – Nuovo riconoscimento per Tullio Padovani, già professore di diritto penale presso la Scuola Superiore Sant’Anna, al cui sviluppo ha contribuito in maniera determinante e dove è stato ordinario dal 1987 al 2014, che è stato nominato Socio corrispondente dell’Accademia nazionale dei Lincei per la categoria VI (Scienze Giuridiche) – Classe di Scienze morali, storiche e filologiche.

L’Accademia nazionale dei Lincei, fondata nel 1603 da Federico Cesi, è la più antica accademia scientifica del mondo e tra i primi soci annoverò Galileo Galilei. Massima istituzione culturale italiana, ente pubblico non economico, classificata tra gli enti di primo livello come “Ente di notevole rilievo”, dal luglio 1992 è consulente scientifico e culturale del Presidente della Repubblica, che le ha accordato l’Alto patronato permanente. Fine istituzionale dell’Accademia dei Lincei è “promuovere, coordinare, integrare e diffondere le conoscenze scientifiche nelle loro più elevate espressioni nel quadro dell’unità e universalità della cultura”.

Tullio Padovani svolge tuttora attività di docenza presso l’Istituto Dirpolis (Diritto, Politica, Sviluppo) della Scuola Superiore Sant’Anna tanto nei corsi ordinari quanto nell’ambito del PhD in Law e nei Corsi di alta formazione post lauream. Come sottolineano i suoi ex allievi oggi in servizio alla Scuola Superiore Sant’Anna in qualità di docenti e ricercatori, Alberto di Martino, Gaetana Morgante e Stefano Del Corso “questa notizia ci riempie di orgoglio, al pari di tutti gli allievi, ordinari e perfezionandi, che negli anni hanno seguito i suoi corsi, sempre affollatissimi”.

PISA – “Le società a partecipazione pubblica dopo il D.Lgs. 175/2016” è il titolo del seminario, organizzato dall’Istituto Dirpolis della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che si è tenuto mercoledì 11 luglio. Continue reading…

PISA – Si arricchisce l’offerta formativa dei corsi di alta formazione, rivolti a giuristi e avvocati, proposti dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Sono aperte fino a giovedì 2 novembre le iscrizioni al primo corso teorico pratico e interdisciplinare per formare il personale specializzato nella gestione e nella tutela dei dati personali e, nello specifico, il “Responsabile per la protezione dei dati personali”. Continue reading…

Articolo di Maria Bruno

PISA – Quanto è difficile rientrare in famiglia e inserirsi nel mondo del lavoro dopo un periodo trascorso in carcere, in particolare all’interno di quello romano di Rebibbia? Tornare al mondo esterno dopo anni di lontananza forzata è il tema del film documentario “Ombre della sera” che sarà proiettato venerdì 9 giugno alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa (inizio ore 21.00 in aula magna) su iniziativa di Associazione Allievi della Scuola Superiore Sant’Anna e Associazione “L’Altro Diritto Pisa”. Continue reading…

PISA – Al Sant’Anna Science Café, ciclo di seminari divulgativi in programma Scuola Superiore Sant’Anna, promossi per contribuire a una corretta divulgazione scientifica, giovedì 8 giugno alle ore 21.15 nella sede di piazza Martiri della Libertà 33 a Pisa, è il turno della “medicina spaziale” grazie all’intervento di Debora Angeloni, ricercatrice in biologia molecolare all’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna e promotrice dello stesso Sant’Anna Science Café. Continue reading…

PISA – Proseguono le attività di alta formazione sui diritti umani, condotte in Camerun dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, destinate all’aggiornamento di giudici e di magistrati che operano nello stato africano. Continue reading…