Ex nerazzurri

Ex nerazzurri

PISA – Benevento – Pisa sarà la super sfida della prima giornata di ritorno del campionato di serie B che torna dopo la sosta. Per presentarci il match di questa sera alle ore 21 al Ciro Vigorito abbiamo intervistato un doppio ex Stefano Dicuonzo, che appese le scarpe al chiodo,fa parte dello staff di mister Piero Braglia al Cosenza.

di Maurizio Ficeli

D. Grazie, Stefano, per la tua disponibilità, di cosa ti occupi attualmente?

R. “Faccio parte dello staff di mister Piero Braglia al Cosenza, dove rivesto il ruolo di aiuto tecnico, che consiste nell’organizzazione e nella programmazione degli allenamenti insieme appunto al Mister, all’allenatore in seconda ed ai preparatori, coordinandoci tutti quanti”.


D. Quindi hai chiuso con il calcio giocato?


R. “Si, ho smesso, l’ultimo anno da calciatore è stato nel Roccella, squadra calabrese di serie D.”

D. Pur essendo originario del Piemonte, vivi da anni in Calabria, come mai?


R. “Si, sono nato a Torino vivo lì da 10 anni, precisamente a Catanzaro Lido, dove lavora la mia ragazza che è di Crotone e che conobbi quando giocavo nel Catanzaro, quindi una scelta dettata dal cuore”.

D. Ritornando al tuo ruolo di aiuto tecnico, mirerai senz’altro in futuro ad un traguardo più ambizioso, vero?

R. “Ho già preso un primo patentino, quello di Uefa B, poi più avanti conto di prenderne un secondo, e più avanti spero di arrivare ad allenare, anche se intanto questa esperienza che sto facendo al Cosenza è importante per imparare i trucchi del mestiere”.

D. Come ti trovi a lavorare al fianco di un tecnico esperto quale Piero Braglia?

R. “Mi trovo molto bene con lui, lo conosco da tanti anni, e poi quello del Cosenza è un ambiente dove si lavora davvero bene sia con lui, con l’allenatore in seconda e con tutto lo staff tecnico, quindi per me un’esperienza positiva in tutti i sensi”.

D. Che ricordi porti con te della tua esperienza a Pisa?

R. “Di Pisa ho dei ricordi bellissimi, da voi sono stato molto bene, anche se quell’anno con mister Braglia in serie C non riuscimmo ad ottenere quello che ci eravamo prefissati, però io porto con me il ricordo di una bella piazza, di una bella realtà e di una tifoseria appassionata. Si, purtroppo, ebbi un infortunio e l’anno dopo rimasi fuori rosa, ma io cerco di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, quindi, ripeto, ho ricordi positivi”.


D. C’è qualche episodio od aneddoto che ti è rimasto impresso di quegli anni? 

R.” Più che episodi od aneddoti, amo ricordare in particolare la gente più umile che mi è rimasta impressa, quindi oltre ai tifosi, penso ai magazzinieri Claudio Gavina e Claudio Del Guerra, oppure al custode del campo, persone che erano davvero l’anima del Pisa, malgrado le difficoltà che c’erano”.

D. Senti ancora qualche compagno di quel periodo in nerazzurro?

R.” Si, capita di sentirmi con parecchi compagni di quel tempo, tipo Antonio Montella, Simone Fautario, Paolino Rozzio, Pippo Costa e Stefano Morrone che tra l’altro è qui di Cosenza”.

D. Sei un ex del Benevento, prossimo avversario del Pisa, cosa ci puoi dire di quell’ambiente?

R.” Benevento è un’altra bella realtà ed è indubbiamente la squadra accreditata a salire in serie A, anche se molto dipenderà da come affronteranno le prime 6 o 7 partite del girone di ritorno. Credo però che il Pisa possa metterli in difficoltà, anche perché dopo la sosta si azzera tutto, condizione fisica ed altre componenti che possono incidere, quindi penso che i nerazzurri possano dare fastidio ai giallorossi sanniti, anche perché il Pisa parte sempre a duemila, però quando certi ritmi vanno ad abbassarsi ed il dispendio di energie diventa alto, bisogna che da parte dei nerazzurri ci sia un po’ più di attenzione “.

D. Cosa ti ha colpito in particolare della squadra allenata da Mister Luca D’Angelo?

R.” Mi ha colpito, appunto, come affrontano i primi 20/30 minuti di ogni partita, quando riescono ad essere molto aggressivi, specialmente in casa “.

D. Con il mercato di gennaio sono arrivati due nuovi acquisti, il centrocampista Danilo Soddimo dalla Cremonese e l’attaccante Luca Vido dal Crotone via Atalanta, cosa ne pensi di questi due nuovi inserimenti?

R.” Sia il centrocampista che l’attaccante sono due giocatori che potranno dare una mano notevole alla causa nerazzurra”.

D. Tornando al Benevento, cosa ti ha colpito in particolare?

R. “Direi la concretezza, i giallorossi sono stati capaci di raddrizzare alcune partite in extremis, il Benevento è una squadra sempre in partita con giocatori di categoria superiore, possiedono qualità, basta citare centrocampisti del calibro di Viola, ma anche altri giocatori della rosa”.

D. Quale atteggiamento dovrà adottare il Pisa per poter uscire da Benevento con un risultato positivo?

R. “I nerazzurri dovranno cercare fin da subito di alzare i ritmi della gara, sarà importante cercare di portarsi in vantaggio, concedendo il meno possibile agli avversari e sfruttando le minime occasioni che possono capitare, bloccando più spazi possibili agli avversari, anche perché il Benevento come qualità ha dimostrato di essere superiore, quindi sarebbe deleterio lasciargli il pallino del gioco”.

PISA – La partita fra Pisa e Cosenza si sta avvicinando a grandi passi e Pisanews ha contattato un ex portiere del Pisa ai tempi della presidenza Anconetani, che giunse all’ombra della Torre Pendente proveniente proprio dalla società silana. Stiamo parlando di Luigi Simoni, classe 1965, ferrarese di Massa Fiscaglia.

di Maurizio Ficeli

Qualche mese fa è stato presente al Teatro Verdi per una cerimonia in ricordo di Romeo a 20 anni dalla sua scomparsa.

D. Ciao Gigi, grazie per la tua disponibilità, di cosa ti occupi attualmente?

R. “Della mia famiglia e basta. Francamente il calcio non mi manca, sto bene così e mi sto disintossicando un po’ anche perché questo non è più il calcio che ho conosciuto io ai miei tempi”.

D. Cosa è che non va nell’ambiente calcistico di questi tempi?

R. “Io ero abituato ad avere a che fare con amici veri e non solo con compagni di squadra, mentre attualmente vedo che non c’è più quel senso dell’amicizia e dell’appartenenza, è tutto più costruito, mancano i rapporti che c’erano in passato, quindi preferisco tenermi i ricordi belli di una volta”.

D. A proposito, che ricordi hai di Pisa?

R. “Sono tornato ultimamente per il ventennale della scomparsa del Presidente Anconetani ed è stato fantastico ritrovare i vecchi compagni di squadra, vedere tanta gente che non incontrarvi da una vita, riabbracciare tanti tifosi, e queste sono belle sensazioni che ti fanno stare bene, peccato che certe occasioni non capitino di frequente, ma quando ci sono fanno piacere. Pisa fa parte della mia carriera calcistica, è la squadra dove ho vinto ed ho conosciuto la mia notorietà personale più che in altri posti, anche perché c’era appunto un Presidente come Romeo Anconetani, che era un grande e sapeva vendere il proprio “prodotto” in maniera incredibile, perciò i ricordi non possono che essere positivi”.

D. Domenica all’Arena si affronteranno Pisa e Cosenza, altra tua ex squadra, cosa ti fa venire alla mente questa gara?

R.”È una partita un po’ “complicata” per me, anche perché mi viene a mente la gara giocata a Cosenza con la maglia del Pisa e vinta 4 a 1 ed un po’ soffro perché io mi aspettavo di affrontare la mia ex squadra da avversario, ma qualche settimana prima si seppe che la morte del mio amico ed ex compagno di squadra al Cosenza, non si era suicidato, ma bensì era stato ucciso, affrontai quella partita con tanto dolore nel cuore, si vinse sul campo, ma avrei voluto che la squadra avversaria fosse al completo con il mio amico Donato Bergamini in campo”.

D. Cosa ha rappresentato per te Donato Bergamini e Cosenza?

R. “Io e Donato eravamo grandissimi amici, oltre che compagni di squadra, anche se volevamo prevalere l’uno sull’altro, come è giusto che sia, eravamo due ” animali da competizione “, non averlo affrontato da avversario in quella gara fra Cosenza e Pisa è il cruccio che mi porto dentro, oltre al dispiacere per la sua mancanza. Inoltre a Cosenza sono legato, lì oltre a Donato ho conosciuto altri compagni eccezionali come anche Padovano che poi venne a Pisa con me”.

D. Parliamo del Pisa attuale, qual è il tuo giudizio?

R. “Il Pisa sta facendo un grande campionato, oltre le più rosee aspettative, all’inizio pensavo che come neopromossa facesse fatica, invece sta dettando legge, quindi faccio i complimenti ai calciatori, allo staff tecnico ed alla società, affinché possano riportare il Pisa dove merita”

D. C’è qualche giocatore in particolare che ti ha colpito nella squadra nerazzurra?

R. “Sicuramente il portiere, perché Gori sta facendo grandi cose e mi sta veramente sorprendendo, è uno dei migliori portieri della serie cadetta ed auguro anche a lui di fare bene come feci io il primo anno che giocai in B”.

D. Mentre del Cosenza chi ti senti di citare?

R. “Anche nel Cosenza il miglior giocatore è il portiere Perina che un rendimento superiore rispetto al resto della squadra, anche se, a differenza di Gori, non è supportato dalla squadra in maniera adeguata. Quindi, a mio avviso, Gori e Perina sono i migliori giocatori delle due squadre “.

D. Che consiglio ti senti di dare ad entrambi gli allenatori in vista della gara di domenica?

R.” Premesso che i rispettivi allenatori non hanno bisogno dei miei consigli, dico che il Pisa sbaglierebbe, anche se non sarà così, a sottovalutare il Cosenza, che ha subito una contestazione dai propri tifosi in settimana e verrà a Pisa con il dente avvelenato per fare risultato a tutti i costi. Sarà un Cosenza da prendere con le molle, con una classifica che non rispetta il vero valore della squadra, ma che dovrà fare attenzione ad un Pisa forte che lotta su ogni pallone e che giocherà con il coltello fra i denti. Prevedo una gara dura, tosta e complicata, perché è un Pisa che sta andando bene anche se non deve fare dell’entusiasmo un ‘arma negativa “.

PISA – Dopo l’importante vittoria di Trapani, il Pisa è atteso da un’altra sfida fra le mura amiche contro un Cosenza alla ricerca di punti salvezza e guidato in panchina da Piero Braglia, ex nerazzurro per ben due volte trainer nerazzurro. Continue reading…

TRAPANI – Al termine del primo tempo fra Trapani e Pisa ha parlato l’ex portiere del Pisa Davide Morello, attualmente direttore sportivo del Messina.

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PISA – Dopo la sconfitta interna contro l’Entella, i nerazzurri sono chiamati ad un pronto riscatto in una gara difficile quale è quella di Trapani, contro una squadra nei bassifondi della classifica ma che venderà cara la pelle per riscattare lo 0-5 di Benevento. Per parlare di questo e di altro Pisanews ha contattato un ex difensore nerazzurro che militò in serie B nel Pisa allenato da Rino Gattuso. Stiamo parlando di Alessandro Longhi, classe 1989, bresciano di Salò.

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PISA – Dopo il prezioso pareggio conquistato a Cittadella, i nerazzurri di Mister Luca D’Angelo si stanno preparando alla gara in posticipo di lunedì prossimo alle ore 21 all’Arena Anconetani, dove avranno di fronte un Pordenone che si trova nell’alta classifica e viene da un roboante successo per 3 reti a zero contro il Perugia e nelle cui file giocano diversi ex nerazzurri. Pisanews ha raccolto l’intervista a Gianvito Misuraca, ex di turno, centrocampista palermitano classe 1990, che ha vestito per un anno la casacca nerazzurra nel campionato di serie C 2014/15 collezionando 31 presenze, con 3 reti segnate.

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PISA – Terminata la sosta di campionato il Pisa sta preparandosi ad affrontare la prossima gara esterna di campionato contro il  Cittadella in programma allo stadio “Piercesare Tombolato” domenica 24 novembre alle ore 15 dove troverà sulla sua strada anche qualche ex nerazzurro, uno di questi sarà Amedeo Benedetti, terzino sinistro classe 1991, originario di Rovereto nel Trentino, che ha militato nel Pisa per due anni, trovando all’ombra della Torre Pendente oltre alla cartiera professionale anche anche l’anima gemella, la moglie Martina Pasqualetti, pisanissima e tifosa del Pisa che lo ha reso anche padre della piccola Matilde, una bimba di 2 anni e mezzo.

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PISA – In questo periodo di sosta del campionato cadetto, Pisanews ha contattato un ex capitano nerazzurro che è rimasto nel cuore della tifoseria pisana, soprattutto per quel gol al “Curi” di Perugia che permise al Pisa di conquistare la finale playoff fra il tripudio dei tifosi nerazzurri presenti in gran numero nello stadio umbro. Stiamo parlando di Francesco Favasuli, per tutti semplicemente “Ciccio”, calabrese di Africo in provincia di Reggio Calabria, classe 1983, che ha militato nel Pisa in serie C per ben 4 anni dal 2010 al 2014. Da qualche anno è tornato a giocare nella Cavese in serie C, società dalla quale giunse all’ombra della Torre Pendente, che domenica ha espugnato Viterbo.

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di Giovanni Manenti

Ricorre mercoledì 6 novembre l’anniversario della scomparsa, avvenuta il 6 Novembre 2002 all’età di appena 42 anni, vittima di quell’inesorabile malattia – definita poi “la Stronza” da Stefano Borgonovo, colpito da analogo tragico destino – che è la SLA, di Gianluca SIGNORINI, per anni Capitano e Bandiera del Genoa. Lunedì sera in occasione del ricordo dei venti anni di Romeo la figlia lo ha rappresentato insieme agli altri cento ex nerazzurri presenti.

Nato a Pisa il 17 marzo 1960, e cresciuto nella formazione nerazzurra, Signorini scala tutte le gerarchie del panorama calcistico nostrano indossando le maglie di Pietrasanta, Prato, Livorno, Ternana e Cavese in Serie C prima di approdare al Parma con cui, con Sacchi alla guida, conquista nel 1986 la Promozione tra i Cadetti, avendo l’opportunità di esordirvi a settembre ’86, saltando una sola gara nella sua stagione di debutto in B.

Le ottime prestazioni con i “Ducali” fanno sì che l’estate seguente Signorini venga acquistato dalla Roma, potendo così festeggiare l’esordio in A alla prima di Campionato nel settembre ’87 nel pari esterno per 1-1 ad Ascoli, ma nonostante i giallorossi concludano la Stagione al terzo posto, non viene confermato decidendo di accettare l’offerta del Genoa.

Scelta che non sarebbe potuta essere più azzeccata, in quanto, oramai vicino alla soglia dei 30 anni, Signorini vive all’ombra della Lanterna il periodo migliore della propria attività agonistica, contribuendo all’immediata Promozione dei rossoblù nella Massima Divisione, per poi divenirne il Capitano nonché il simbolo della tifoseria nelle successive sei stagioni, concluse con l’amarezza della retrocessione nel ’95 dopo aver perso ai calci di rigore lo spareggio contro il Padova per la permanenza in Serie A.

Da uomo e giocatore di grande spessore, Signorini non rinnega le origini, tornando a vestire i colori nerazzurri della squadra della sua città, mestamente precipitata tra i Dilettanti dopo la conclusione dell’era Anconetani, concludendovi, nel 1996 a 36 anni, una Carriera da 516 presenze e 18 reti in sole gare di Campionato contribuendo a riportare il Pisa in Serie C2 ed avviare l’esperienza di Dirigente, per la quale siamo certi si sarebbe fatto apprezzare senza il sopraggiungere del male che lo ha strappato anzitempo all’affetto dei suoi cari e di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo.

PISA – Quaranta anni sono una vita, da quel glorioso giorno in cui il Pisa espugnò l’Armando Picchi di Livorno in un pomeriggio piovigginoso reso radioso per i colori nerazzurri dalla saetta di Giorgio Barbana che certificò la vittoria per 1-0 contro gli storici rivali amaranto.

di Giovanni Manenti

Era il 3 dicembre 1978, stagione che celebrava la divisione del Campionato Semiprofessionistico tra Serie C1 e C2, categoria in cui il Pisa era tornato dopo i fasti dell’era Donati a seguito della retrocessione dal torneo cadetto patita all’ultima giornata nel 1971, cui, l’anno seguente, aveva fatto riscontro analoga delusione per gli amaranto, cui è fatale, alla penultima giornata, il pari interno per 0-0 contro la Reggina.

Le successive sei stagioni vedono entrambe le formazioni non riuscire ad emergere dalle sabbie mobili della Serie C, con un miglior piazzamento del Livorno al quinto posto nel Girone B nel 1973, stessa posizione raggiunta nel 1977 e ’78 dai nerazzurri che, però, nell’estate seguente, vedono cambiare la propria Storia con l’ingresso alla guida societaria della Famiglia Anconetani, con la Presidenza assunta dal figlio Adolfo, in quanto sul padre Romeo pende ancora una squalifica a vita, successivamente amnistiata grazie al successo dell’Italia ai Campionati Mondiali di Spagna ’82.

Alla guida tecnica viene chiamato l’emergente Giampiero Vitali, al suo secondo anno da allenatore e che la stagione precedente aveva condotto l’Empoli alla qualificazione alla nuova Serie C1, ma l’inizio non è dei più soddisfacenti a partire dalla sconfitta per 0-1 alla prima giornata a Cava dei Tirreni, cui ne segue una seconda per 0-2 ad Arezzo al sesto turno, pur se compensate da quattro successi consecutivi all’Arena Garibaldi, dove cadono nell’ordine Turris, Teramo, Matera e Lucchese, quest’ultima al termine di un derby infuocato concluso sul 3-2 per i nerazzurri con protagonista assoluto Giorgio Barbana, autore di tutte e tre le reti.

Ma i due successivi pareggi, entrambi per 1-1 a Latina ed in casa con il Benevento, inducono la dirigenza a sollevare il tecnico dall’incarico, nonostante gli 11 punti (4 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte) raccolti nelle prime 9 giornate, una decisione assunta proprio nella settimana che precede l’atteso derby con il Livorno, il quale, allenato da Tarcisio Burtgnich, non se la passa granché meglio, essendo reduce dalla sconfitta di misura per 0-1 subita a Reggio Calabria e con soli 9 punti in Classifica, frutto di un solo successo e ben 7 pareggi,con la buona sorte che, all’epoca, la vittoria valeva appena due punti.

La scelta di Anconetani per rimpiazzare il tecnico milanese cade sul ben più esperto Gianni Seghedoni, il quale però non fa a tempo ad assumere la conduzione della squadra per il Derby, così che in panchina si accomoda il tecnico della Primavera Giampiero Mariani, che già nella precedente stagione aveva sostituito Corradi alla guida dei nerazzurri, e la cui prima, importante decisione è quella di dare fiducia alla “vecchia guardia”, rimpiazzando il trio Mannini-Biagini-Capon proveniente dal Viareggio con i collaudati Ciappi, Rapalini e Bencini, facendo in modo che quella che scende in campo ad inizio dicembre all’Ardenza sia la formazione base che caratterizza il resto della stagione, ovvero: Ciappi; Rapalini, Bencini; Croci, Miele, Dariol; Barbana, Cannata, Di Prete, Minozzi e Girardi.

La consueta, goliardica coreografia non manca, ed a parte uno striscione dal contenuto irripetibile che appare nella Curva amaranto, fanno il loro ingresso in campo prima dell’inizio dell’incontro 11 polli vestiti di nerazzurro, di cui uno particolarmente piccolo a rappresentare Claudio Di Prete, anche se poi, la figura dei “polli” la farà proprio l’undici di Burgnich, incapace di arrecare eccessivi problemi alla retroguardia nerazzurra.

Un Pisa che, col passare dei minuti, acquista pian piano le redini del gioco grazie ad un Cannata indiscusso padrone del centrocampo e la consapevolezza d poter far sua l’intera posta, evento che si materializza con il colpo del ko assestato proprio in chiusura di tempo, allorché Barbana raccoglie un preciso assist dalla destra di Di Prete per trasformarlo in un lampo che, dal limite dell’area, non dà scampo a Stefano Tacconi, futuro estremo difensore della Juventus e della Nazionale, gonfiando la rete posta proprio davanti ai tifosi nerazzurri, ebbri di gioia, punto che poi il Pisa difende con assoluta tranquillità nella ripresa.

Da detta sfida, il Pisa prende lo slancio per poi concludere il Torneo al secondo posto e conquistare la Promozione in B, pur se il Livorno si prende la rivincita al ritorno, violando l’Arena Garibaldi con Vitulano, successo quanto mai prezioso, visto che gli amaranto chiudono la stagione appena un punto sopra la zona retrocessione, per poi vivere il periodo peggiore della loro storia mentre l’Era Anconetani porta i nerazzurri ai vertici del Calcio Nazionale, con 15 Campionati consecutivi tra Serie A e Cadetti, prima che la bella favola avesse fine con la retrocessione nel giugno ’94 e conseguente fallimento che costringe il Pisa a ripartire dall’Eccellenza Toscana, come peraltro era successo tre anni prima anche al Livorno, così che le due squadre possono tornare a disputare un Derby di Campionato solo a 18 anni di distanza, il 17 ottobre 1996 all’Armando Picchi in Serie C2 (1-1, reti di Bonaldi e Paolo Andreotti), stagione al termine della quale gli amaranto vengono promossi in C1 …

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PISA – Nella settimana che conduce “al derby dei derby”  fra Pisa e Livorno Pisanews ha contattato un ex capitano nerazzurro ricordato oltre che come artefice del ritorno del Pisa fra i professionisti, anche per un gol in un derby. E che gol! Stiamo parlando di Paolo Andreotti, pisano doc, classe 1967, che i tifosi nerazzurri ricordano per il gol su punizione a Livorno. Una “autentica bomba” che permise al Pisa di pareggiare fra l’esplosione di gioia dei numerosi tifosi presenti all’Ardenza. Attualmente segue il Pisa come tifoso in Curva Nord e sarà presente sabato all’Armando Picchi tra i 1440 supporters nerazzurri.

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PISA – Presente in tribuna alla gara del “Renato Curi”  fra Perugia e Pisa ormai due settimane fa , dove lo abbiamo incontrato con grande piacere un altro ex centrocampista del Pisa che ha vestito la casacca nerazzurra nel 2012/13 totalizzando 21 presenze: stiamo parlando di Filippo Fondi, classe 1989, che attualmente milita in D nel Foligno, squadra della sua città e con il quale Pisanews ha preso accordi per un’intervista nella quale parlare sia di come ha visto la squadra di Mister Luca D’Angelo, facendo poi anche un po’ di amarcord riguardo al periodo vissuto all’ombra della Torre Pendente. Continue reading…

PISA – La gara interna che vedrà la compagine guidata da Mister Luca D’Angelo opposta al Crotone si sta avvicinando a grandi passi e Pisanews a tal proposito, ha raccolto le parole di un ex  nerazzurro che milita ormai da cinque anni nella squadra calabrese. Si tratta di Andrea Barberis, centrocampista classe 1993, genovese doc, che giunse all’ombra della Torre Pendente, proveniente dalle giovanili del Palermo, nel campionato di serie C/1 2012 /13, totalizzando in maglia nerazzurra 22 presenze con due reti realizzate. Continue reading…

PISA – Altro ex nerazzurro presente la scorsa settimana in tribuna al “Renato Curi” per assistere alla gara fra Perugia e Pisa Maurizio Peluso, classe 1985, tarantino di nascita ma ormai perugino di adozione, attaccante attualmente in forza al Foligno (serie D), che ha militato due anni nel Pisa dal 2005 al 2007. Continue reading…

PISA – Dopo l’incontro perso per 1 a 0 dai nerazzurri al “Renato Curi” contro il Perugia, Pisanews ha contattato un ex attaccante nerazzurro presente in tribuna che ha assistito alla gara di venerdì scorso fra Perugia e Pisa . Stiamo parlando di Raffaele Perna, napoletano di Torre Annunziata, classe 1986, ma ormai ternano di adozione visto che vive da anni nella città delle Acciaierie e che all’ombra della Torre Pendente ha lasciato un buon ricordo nel cuore di tutti i tifosi pisani in quanto mise a segno ben 16 reti in 29 gare nel campionato di serie C 2011/12. Continue reading…

PISA – Una notizia luttuosa ha colpito in queste ore il calcio ed anche l’ambiente nerazzurro, Walter Nicoletti, ex allenatore del Pisa ai tempi di Romeo Anconetani ci ha lasciato all’età di 66 anni dopo una lunga malattia. Continue reading…

PISAAlessandro Ambrosi ex attaccante di Pisa e Juve Stabia è intervenuto alla trasmissione “Il Pungiglione Stabiese” condotta da Mario Vollono. Continue reading…

PISA – Non poteva mancare in sala stampa il commento dell’ex nerazzurro Gabriel Raimondi attuale collaboratore tecnico del Bologna a cui la Nord ha dedicato anche uno striscione. Continue reading…