Ex nerazzurri

Ex nerazzurri

PISA – Alla vigilia di Reggina – Pisa parla anche un doppio ex, il giocatore pisano Joseph Dayo Oshadogan che ricorda il momento quando approdò n riva allo Stretto e fu accolto dal presidente della società calabrese Foti con queste parole: “Benvenuto nel club più forte del mondo“. Venne a prendermi personalmente e mi fece entrare in quella società che per lui era veramente la più forte al mondo e lo ha dimostrato negli anni a venire.

di Maurizio Ficeli

Pisa è la squadra dove sono cresciuto, io sono di lì – esordisce così ai microfoni di “Strettoweb.com” – Pisa è la compagine che mi ha permesso di affacciarmi al professionismo e Anconetani la prima persona che ha scommesso su di me”.

Oshadogan parla del suo periodo a Reggio Calabria: “Beh, la Reggina mi ha dato la possibilità di esordire in Serie A. E che Serie A era, quella. La più forte di tutte”.

Riguardo all’esperienza alla Roma: “Sì, lì c’erano tanti campioni. Poi in un pomeriggio si è fatto tutto e sono passato da Trigoria al Sant’Agata. Era una grande opportunità per me, perché si stava costruendo una squadra di giovani all’epoca. Il presidente Foti e il direttore Martino diedero vita ad una delle stagioni più belle. Ci davano tutti per spacciati ad inizio stagione, ci davano per retrocessi. Ma noi poi ci salvammo e in tanti vennero valorizzati. C’erano Pirlo, Baronio, Kallon, Belardi, Taibi”.

Dayo Oshadogan parla di Anconetani e di Foti: “Anconetani guardava avanti. Ha dato inizio alla presenza di tante figure del calcio attuale, come l’agente sportivo, in un’epoca ancora remota. E’ stato uno dei primi presidenti ad aver fatto del club un’azienda anche a livello di immagine, come ad esempio l’idea dei primi bus dedicati esclusivamente alla squadra. Conosceva il calcio, aveva intuizioni sia in Italia che all’estero. Non dimentichiamoci che ha portato a Pisa gente come Dunga, Simeone, Chamot. E’ da lì che sono passati. Foti ha riprodotto quel modo di fare calcio ma in una versione più moderna, anni dopo. Erano dei visionari ma anche romantici, sulla falsariga dei presidenti di una volta. Ho avuto la fortuna di conoscere, in quest’ottica, anche Sensi, che era altresì una persona spettacolare”.

Aneddoto sul presidente Foti: “Mi ricordo che fu lui a venire personalmente a prendermi quando arrivai a Reggio Calabria. Mi vidi davanti questo omone grande che mi accolse ‘nel club più forte del mondo’. Perché per lui era veramente così e lo ha dimostrato anche anni dopo, con la splendida salvezza nonostante i punti di penalizzazione”.

Gli ex compagni di avventura nella Reggina :“Proprio ieri ero insieme a Stefano Casale, che per me è un fratello maggiore. Mi sento ogni tanto anche con Cirillo, con Orlandoni. Il bello del calcio è che, dopo aver vissuto tanti bei momenti insieme, quando ci si rincontra in seguito ad anni di assenza è come se non ci si fosse mai separati”.

Sul massimo dirigente attuale della società amaranto: “Il presidente non lo conosco di persona ma ho seguito il lavoro che è stato fatto di recente, un lavoro sicuramente positivo. Sono rimasto contento perché la piazza di Reggio ha bisogno di un qualcosa del genere. Per il calore che la piazza sa dare, per la gente, la città. La tristezza era piuttosto vedere il Granillo vuoto negli anni un po’ più bui. In alcune partite sembrava quasi di non riconoscerlo, ma ora hanno ridato entusiasmo e stanno lavorando bene

Poi di recente sono anche tornato a Reggio Calabria . Lì ho tanti amici, da sempre. Diciamo che Reggio Calabria la sento quotidianamente. Poi c’è anche Cesare Sant’Ambrogio che è il padrino di mia figlia, è venuto da Reggio fino in Polonia”.

Sulla gara di domenica fra Reggina e Pisa: “Sarà una bella partita. Non mi far dire per chi tiferò o verso chi mi sbilancio perché per me Reggina e Pisa rappresentano tanto, entrambe. Penso che non abbiano ancora espresso appieno il proprio potenziale. La Reggina ha qualche nome un po’ più altisonante, ma anche il Pisa ha lavorato bene. Lo seguo da sempre e lo seguo tutt’ora”.

La Foto di Oshadogan è tratta da Facebook

PISA – Capocannoniere a sorpresa. Daniele Liotti, ex di turno, con la doppietta al Pescara e il gol a Lignano, è il calciatore della Reggina con più gol in questa stagione. La squadra da cui è arrivato lo scorso gennaio è il Pisa, avversario degli amaranto domenica.

di Maurizio Ficeli

L’esterno calabrese, ospite di ‘Tutti Figli di Gallo‘, sui canali ufficiali del club, ha parlato del momento attuale in una intervista ripresa dal portale Strettoweb. com

L’ex nerazzurro ora in forza ai calabresi esordisce cosi: “Spero che si sblocchino presto gli attaccanti, da Denis a Lafferty. Io darò il mio contributo e se dovesse arrivare qualche altro gol, ben venga. Con il modulo del mister gli esterni hanno diverse possibilità per andare a rete. Oltre ai 3 gol è capitato altre volte di andarci vicino”. “E’ stata una settimana di stop fondamentale per noi anche per recuperare le energie e prepararci al meglio per la partita di domenica. Sarà una partita difficile per entrambe ma noi dobbiamo cercare di portare il risultato a casa. Ci servono punti fondamentali per la classifica”.

Liotti parla della sua esperienza all’ombra della Torre Pendente:“Di Pisa ho bellissimo ricordi, sono rimasto in buoni rapporti con tutti. Ci sono ancora quasi tutti i miei ex compagni, l’allenatore, il direttore. Conoscendo il mister sono una squadra aggressiva come noi. Non dobbiamo temerla perché non dobbiamo temere nessuno. Da parte nostra dobbiamo continuare a giocare come sappiamo e come abbiamo fatto in questa prima parte di stagione”.

L’esterno originario di Pizzo Calabro parla della questione dei due positivi nello staff calabrese: “I due positivi nello staff ci impongono solo movimenti allenamento-casa? Anche prima era così, lo facevamo per evitare situazioni che potessero compromettere la squadra, diventerebbe un problema per tutti. Già è accaduto alla Reggiana: basta poco, basta uno, per compromettere tutto. A noi comunque mancano tante cose in questo momento, dalla curva che incita ai momenti conviviali di tutto il gruppo pre e post partita, quelli che uniscono anche fuori dal campo. E’ difficile ma speriamo al più presto di avere la gente allo stadio”.

PISA – Alla vigilia del match fra Vicenza e Pisa in programma sabato 31 ottobre alle ore 16 allo stadio “Romeo Menti“, abbiamo raccolto dal “Corriere del Veneto” una interessante intervista rilasciata dal doppio ex della sfida del “Menti”, l’attaccante Rachid Arma, ora in forza alla Virtus Verona, che ha militato anche nella compagine dei biancorossi veneti.

di Maurizio Ficeli


Il giocatore di origine marocchina parla di Vicenza – Pisa: “Una partita molto speciale per me in quanto ho vestito entrambe le maglie. Ho ricordi bellissimi sia di Vicenza che di Pisa, anzi, dal punto di vista personale, credo di aver vissuto le due migliori stagioni della mia carriera nella città della Torre Pendente. Andai in doppia cifra in entrambi i due campionati disputati in nerazzurro. Poi quando ero lì vivevo sul mare a Tirrenia e poi la città di Pisa e’ bellissima, una meraviglia“.

Rachid Arma entra nello specifico dei due campionati vissuti a Pisa: “Il primo anno che ero lì, l’allenatore fu esonerato per ben due volte. Cominciò Dino Pagliari, poi arrivò Francesco Cozza e la stagione si chiuse con Leonardo Menichini. Andammo ai playoff ma non riuscimmo a centrare la promozione. Poi il secondo anno ci fu Piero Braglia, grandissimo allenatore e l’obiettivo della squadra era quello di salire di categoria e fu costruita una squadra di gran livello, ma non riuscimmo ad essere promossi, Braglia fu esonerato ed arrivò Pillon solo per una giornata, poi se ne andò e la stagione si chiuse con Amoroso“.

Su dove possono arrivare sia il Pisa che il Vicenza in questo campionato: “Entrambe possono arrivare ai playoff e sono attrezzate per questo“. Arma conclude con un pronostico per la gara di domani: “Dico Vicenza, ha bisogno di vincere ed è arrivato il momento della prima vittoria, il Pisa si rifarà“.

PISA – Fiocco Azzurro in casa dell’ex calciatore nerazzurro Amedeo Benedetti, da quattro stagioni in forza al Cittadella, ma rimasto legato alla nostra città. La sua consorte, Martina Pasqualetti, pisana doc e da sempre tifosa nerazzurra, ha dato alla luce un bel maschietto di nome Mattia che andrà a far compagnia alla primogenita Matilde.

di Maurizio Ficeli


La redazione di Pisanews, nel farsi interprete dei sentimenti di tutta la tifoseria nerazzurra rivolge ad Amedeo e Martina i migliori auguri per il lieto evento ed a Mattia una vita piena di felicità. Benvenuto Mattia!!

PISA – In questo momento di lutto per il calcio pisano non poteva mancare il ricordo del nostro poeta Sandro Cartei sulla scomparsa improvvisa di Fabrizio Ferrigno

TI RICORDEREMO CON AFFETTO CAPITANO

Ti accorgi, di colpo, che tutto passa in secondo piano
Quando apprendi la notizia, della morte, di un grande capitano
Fiero condottiero, animo gentile, uomo vero
Di ammirarti dai gradoni dell’Arena, son stato fiero

Grande tecnica, spirito di sacrificio, sguardo da guascone
Il sindaco, ti chiamavano, non a caso, per soprannome
Nessun cuore nerazzurro scorderà mai quella stagione
Con le costole rotte, in finale, ci portasti alla promozione

Ti ricordo con le scarpette bianche e con la fascia al braccio
Con il laccetto per i capelli e uno smisurato coraggio
Ti ha portato via un avversario sleale e maligno
Ti ricorderemo con affetto, Fabrizio Ferrigno

PISA – La notizia è di quelle che ti lasciano sconvolti, quelle che mai ti aspetteresti. Se n’è andato uno dei giocatori più amati della storia del Pisa, passato dall’arena non per caso, ma per lasciare il segno. Fabrizio Ferrigno ci ha lasciato a soli 47 anni per una male incurabile nella sua Catania.

di Antonio Tognoli

Ventotto presenze in maglia nerazzurra, otto reti. La fascia di capitano al braccio. Arrivato a Pisa nell’estate del 2006 fortissimamente voluto da mister Piero Braglia per rinforzare la rosa già composta da molti giocatori di personalità e riformare il blocco di giocatori che aveva trionfato a Catanzaro la stagione precedente. Obiettivo riuscito con Ferrigno che si presenta a Pievepelago esclamando: “Non sono il Ferrigno che pensate…”. Riferito ad un suo omonimo, ma che indossò la maglia del Como la stagione precedente e fu protagonista di un episodio spiacevole.

Conquistò subito tutti con la sua grinta ben presto prese le redini del gruppo, segnò il suo primo gol contro la Lucchese con un gran pallonetto a Brunner. Alla fine fu il grande protagonista di un annata che dopo 13 lunghi anni riportò il Pisa in serie B. Dopo la sconfitta di Monza nell’andata dei play off, fu il primo a credere nella rimonta, concretizzatasi quel 17 giugno 2006 definito da tutti il giorno perfetto con i gol di Ceravolo e Ciotola. Dopo aver appeso le scarpe al chiodo è stato direttore sportivo di Messina, Catania e Paganese. A Pagani viene incoronato miglior Ds della Lega Pro.

Anche il Pisa Sporting Club piange la prematura scomparsa di Fabrizio Ferrigno, uomo simbolo di una squadra rimasta indissolubilmente legata alla memoria e al cuore di tutti noi. Il Presidente Giuseppe Corrado a nome di tutta la società esprime le più sentite condoglianze alla famiglia e a tutte le persone che hanno avuto la fortuna di conoscere e apprezzare Fabrizio Ferrigno. Addio Capitano, non ti dimenticheremo

PISA – Domenica prossima inizia la seconda stagione del Pisa in serie B con i nerazzurri che andranno a far visita alla matricola Reggiana, squadra da prendere con le molle a causa del suo entusiasmo da neopromossa. Pisanews ha contattato un ex giocatore nerazzurro rimasto nel cuore dei tifosi e che adesso però milita nelle file dei granata emiliani. Si tratta di Paolo Rozzio, difensore che è stato anche capitano della squadra oltre che uno dei protagonisti della promozione in B nel Pisa di mister Rino Gattuso.

di Maurizio Ficeli


D. Ben ritrovato Paolo e grazie per la tua disponibilità. Sei ormai alla Reggiana da quattro anni, puoi stilare un bilancio riguardo a questo ormai lungo periodo in maglia granata?

R. “Non posso che fare un bilancio molto positivo. Reggio Emilia, così come Pisa, è la mia seconda casa. Diciamo che anche qui ho vissuto un po’ di tutto, dal 2016 quando sono arrivato, dove nella prima gara dei Playoff mi infortunai al menisco . Poi rientrai la stagione successiva ed a inizio novembre fu la volta del tendine di Achille. Nell’aprile 2018 feci i Playoff con il Siena dove la Reggiana fu eliminata in una maniera rocambolesca ed ingiusta, poi sempre nel 2018 ma nella stagione successiva la società fallì e l’allora presidente Piazza mollo’ tutto, ma io decisi di rimanere ugualmente a Reggio Emilia ripartendo dalla serie D, poi nel dicembre dello stesso anno mi sono dovuto operare all’altro tendine, rientrando nel 2019 per disputare la partita playoff della serie D, che perdemmo contro il Modena, ma venimmo ripescati in C, ed è stato l’anno di Mister Alvini, nel quale abbiamo raggiunto la serie B e per me è stato l’anno più bello ed adesso ci prepariamo con grande entusiasmo ad iniziare questo campionato cadetto“.

D. E senza nemmeno farlo apposta, in questo esordio di campionato ti troverai di fronte proprio il Pisa, tua ex squadra. Che sensazioni proverai?

R. “Sicuramente quando ho visto che è capitato il Pisa lì per li mi è venuto da sorridere, ma a parte questo, contro i nerazzurri di Mister D’Angelo sarà una gara difficile, contro un avversario ostico e già consolidato nella categoria. Io spero di essere della partita, perché sto rientrando da un infortunio

D. A proposito di Pisa, c’è qualche momento particolare che ricordi nei tuoi 4 anni trascorsi all’ombra della Torre Pendente?

R. “Direi che ce ne sono stati tanti. Arrivai li che provenivo dalle giovanili della Fiorentina, il primo anno non giocai moltissimo, disputando però la finale Playoff con il Latina, poi l’anno dopo ci fu l’uscita dai playoff con il Frosinone. Successivamente nell’anno di Braglia avevamo una squadra forte e avremmo dovuto vincere il campionato a mani basse ma poi l’anno dopo ci fu la promozione in serie B con Gattuso. Sono stati 4 anni molto belli nei quali sono cresciuto calcisticamente ed umanamente e poi il calore è la stima dei tifosi pisani nei miei confronti è sempre stata una cosa commovente che porto sempre nel mio cuore”.

D. Quale aneddoto particolare invece…

R. “Mi è rimasto impresso il calore dei tifosi pisani quando ritornammo da Latina, dove purtroppo avevamo perso la finale Playoff. Malgrado il risultato avverso ci aspettarono allo stadio in 2.000 a notte inoltrata per applaudirci comunque, dimostrando un grande attaccamento ai colori della propria squadra e della propria città”.

D. Hai avuto modo di rivedere i compagni di squadra con cui hai vissuto quei periodi con la maglia nerazzurra?

R. “Ho rivisto Ciccio Favasuli, qualche anno fa, quando venne ad allenarsi alla Reggiana per un breve periodo, poi ho avuto modo di incrociare Leonardo Gatto a Trieste, Dario Polverini e Simone Fautario che erano con me a Pisa nell’anno di Gattuso“.


D. Hai detto che con il Pisa sarà una gara difficile, ma cosa temi in particolare del team nerazzurro?

R. “Hanno una rosa di giocatori importanti a cominciare dall’attacco e ti cito Masucci, Marconi e Vido, Gucher, Lisi ed altri. Una squadra importante. Poi vi è anche l’altro fattore altrettanto importante che si conoscono dal tempo della serie C ed hanno consolidato un gruppo importante, a differenza di noi che siamo una matricola. Personalmente del gruppo dei giocatori nerazzurri attuali conosco Simone Benedetti, un giocatore assolutamente importante “.

D. Per concludere,qual è un tuo pronostico su Reggiana – Pisa?

R. “Sarà una gara dove ognuno cercherà di proporre il proprio gioco, una partita non esaltante e di studio, che si potrà sbloccare in qualsiasi momento grazie ad episodi. Detto questo, fare qualsiasi pronostico diventa molto difficile“.

SI RINGRAZIA ANDREA MONTANARI, ADDETTO STAMPA REGGIANA CALCIO

PISA – Lieto ed atteso evento in casa Di Quinzio, l’ex centrocampista nerazzurro rimasto nel cuore dei tifosi ed ora in forza all’Alessandria è diventato padre per la seconda volta.

di Maurizio Ficeli

La sua consorte Valentina Bergamasco ha dato alla luce un bel maschietto di 3.3kg per 52 cm, nato all ospedale San Gerardo di Monza lunedì 14 settembre alle ore 10,25 e che andrà a tenere compagnia al primogenito Gabriele.

La redazione di Pisanews nel farsi interprete dei sentimenti di tutti i tifosi pisani formula a Davide ed alla moglie Valentina i migliori auguri per questo lieto evento ed al piccolo Lorenzo una vita piena di felicità.

PISA – Notizia di mercato in uscita per il Pisa come riporta su TuttoC a firma Nicolò Schira.

di Maurizio Ficeli

Non era infatti un mistero che l’Alessandria volesse tenere Umberto Eusepi , dopo che il bomber aveva collezionato in grigio nella scorsa stagione 25 presenze in campionato e 9 gol, a cui si aggiungono le 2 gare disputate nei playoff e le 3 reti incassate ed ora è stato trovato l’accordo: la società piemontese lo ha ingaggiato a titolo definitivo dal Pisa.

PISA – L’ex portiere nerazzurro Giacomo Bindi in forza al Pordenone prossimo avversario del Pisa e protagonista della promozione in serie B dei nerazzurri della stagione 2016, quando in panchina sedeva mister Rino Gattuso, ha parlato dopo la gara vinta dai rammarri al “Curi” di Perugia a TuttoPordenone.

di Maurizio Ficeli


Il portierone originario di Siena parla del compagno Michele Di Gregorio, rimasto infortunato in uno scontro di gioco nella gara contro il Perugia: “Il mio primo pensiero, e quello di tutta la squadra, va a Michele: ci hanno detto che sta bene e siamo un po’ più sereni. Quando entri in queste gare così tirate c’è una scarica di adrenalina molto forte. L’importante è esser pronti. Non giocando da tanto tempo servono dei minuti per prendere cognizione di cosa sta succedendo. Nell’immediato i pensieri sono tanti e si deve trovare la giusta tensione il prima possibile. I 52 punti rispecchiano l’andamento della nostra stagione. La squadra ha entusiasmo e potenziale. Sull’onda di ciò stiamo tracciando un cammino importante. Dobbiamo continuare così, con la nostra mentalità: viviamo una giornata alla volta, godendoci i tre punti. Il Pisa prossimo avversario sarà una squadra tosta e in forma. Bisognerà prepararla al massimo e farci trovare pronti”.

PISASalernitana e Pisa ripartono con un pareggio (1-1). Djuric porta in vantaggio i granata, Masucci nella ripresa pareggia il conto con un gran sinistro dal limite. Poi il Pisa non sfrutta almeno tre nitide palle gol per portare a casa un successo che non sarebbe stato uno scandalo per quello che si è visto in campo.

di Antonio Tognoli

PRE GARA. Si gioca a porte chiuse per le norme anti Covid. I granata possono contare su una striscia di dodici turni senza sconfitte all’Arechi. L’ultima sconfitta a Salerno è datata 16 settembre per mano del Benevento per 2-0. Il Pisa deve fare a meno di Moscagol infortunato e Marin squalificati, mentre la Salernitana non può disporre di Micai, Gondo e Jallow. Rispetto alla vigilia mister Ventura schiera Billong al posto di Migliorini. Cerci guida l’attacco con Djuric. L’ex Aya schierato nella difesa a tre. Akpro preferito a DI Tacchio. Nel Pisa Varnier torna titolare dopo l’infortunio a Perugia del 4 ottobre scorso. A centrocampo mister D’angelo punta su Siega e Gucher. In attacco Marconi fa coppia con Masucci. Pisa in maglia gialla, Salernitana nella classica casacca granata, stadio desolatamente vuoto. Sei punti dividono le due squadre con la Salernitana che proprio ieri ha compiuto 101 anni. Prima del calcio d’inizio minuto di silenzio per le vittime del Covid.

IL PRIMO TEMPO. La prima occasione della partita è del Pisa. Break di Gucher da destra che di prepotenza supera due avversari, mette in mezzo l’intervento di Vannucchi all’esordio in serie B non è dei migliori, ma Marconi da due passi non ne approfitta calciando addosso all’estremo difensore di Ventura. Sul proseguo dell’azione la palla perviene ancora a Marconi che dal limite calcia alto sopra la traversa. Ritmi del match molto blandi, complici la condizione delle squadre ed il gran caldo. Il primo ammonito del match è Dziczek. Al minuto 22 Siega viene affrontato da Aya e perde l’equilibrio al momento di calciare. L’occasione sfuma, con Vannucchi che può bloccate. Sul capovolgimento di fronte Kiyine ci prova dal limite, ma il suo destro viene deviato in corner, che non ha esito. Al minuto 25 l’arbitro decide di interrompere il match per il gran caldo con un time-out, che sarà effettuato anche nella seconda parte del match. Ma alla ripresa della partita la Salernitana passa. Lombardi brucia sullo scatto Varnier va verso la porta calcia con il destro palla sul palo. Palla recuperata da Kiyine destro deviato da Gucher che termina sulle gambe di Gucher e raggiunge Djuric che sotto misura con il piatto destro mette alle spalle di Gori: 1-0. Pisa sotto di un gol immeritatamente alla prima disattenzione. La formazione di mister D’Angelo reagisce subito conquistando una punizione dal limite sulla quale Pisano svetta più in lato di tutti, ma la sfera termina fuori. Siega è claudicante, è costretto ad uscire con Soddimo che si va a scaldare. Sulla lista dei cattivi per la Salernitana finisce anche Akpro. Gucher impegna Vannucchi su calcio di punizione con palla che termina in angolo. La prima frazione si chiude dopo 3′ di recupero con la Salernitana in vantaggio di una rete.

IL SECONDO TEMPO. Ad inizio ripresa per i nerazzurri entra Soddimo al posto dell’infortunato Siega. La squadra di mister D’Angelo inizia bene conquista un angolo ed ha con Gucher una buona palla per il pareggio. Poi Lisi al 3′ guadagna una punizione dal limite (ammonito Lombardi). La punizione dal limite di Gucher però è respinta dalla barriera. Il Pisa insiste. Lisi e Soddimo sulla sinistra mettono in difficoltà la difesa granata. Al minuto 53 il Pisa trova il meritato pareggio con Masucci che dal limite dell’area arpiona il pallone e con il sinistro “pesca” il sette alla sinistra di Vannucchi: 1-1. Gran gol e pari meritato. La Salernitana cambia due uomini. Ventura inserisce Maistro prima e Di Tacchio poi. L’ex nerazzurro fa duecento presenze in serie B. Nel frattempo Gori con la testa mette miracolosamente in angolo una punizione di Kiyine che aveva colpito il palo. Pericolo scampato questa volta per i nerazzurri. La squadra di mister D’Angelo torna in cattedra con un buon fraseggio sfiorando il gol con De Vitis che però calcia alto prima e poi con una rovesciata di Masucci che termina sopra la trasversale di Vannucchi. Il Pisa c’è. E’ presente. Il Signor Ayroldi concede il secondo time out anche in questa ripresa. Nel frattempo nella squadra nerazzurra due cambi: dentro Vido e Benedetti fuori Pisano e Marconi. Il Pisa ha una grande occasione con un tre contro due che Gucher non sfrutta. Poco prima Vido aveva impegnato a terra Vannucchi con il destro. Al minuto 77 ancora Pisa vicino al gol: cross di Masucci da destra colpo di testa di Vido sotto misura palla di un soffio a lato. Grande occasione per la squadra di mister D’Angelo. Ci crede il giocatore numero 19 che al minuto 79 ci prova ancora con il destro dai 22 metri: palla che sfila ancora di pochissimo a lato con Vannucchi proteso in tuffo. Pinato rileva un acciaccato De Vitis. Sono sei o minuti di recupero. Al 93′ giallo per Jaroszynski. Ma la punizione per il Pisa non ha esito. Intanto Maistro rimane a terra infortunato e Caracciolo mette la sfera fuori. Fair Play in questo finale all’Arechi. Finisce 1-1.

SALERNITANA – PISA 1-1

SALERNITANA (3-5-2): Vannucchi, Aya, Billong, Jaroszynski, Lombardi (58′ Di Tacchio), Kiyine (78′ Giannetti), Dziczek, Akpa Akpro, Maistro, Cerci (54′ Maistro), Djuric. A disp. Russo, Migliorini, Curcio, Galoetafiore, Karo, Lopez, Capezzi. All. Giampiero Ventura

PISA: (3-5-2): Gori; Caracciolo, Varnier, Pisano (68′ Benedetti); Birindelli (83′ Belli), Gucher, De Vitis (86′ Pinato), Siega (46′ Soddimo), Lisi; Marconi (68′ Vido), Masucci. A disp. Perilli, Dekic, Meroni, Ingrosso, Fischer, Minesso, Pompetti, Fabbro. All. Luca D’Angelo.

ARBITRO: Giovanni Ayroldi della sezione di Molfetta

RETI: 29′ Djuric (S), 53′ Masucci (P)

NOTE. giornata di sole, terreno in perfette condizioni. Ammonito Dziczek, Lopez, Birindelli, Akpro, Lombardi, Varnier, Jaroszynski. Angoli 4-4. Rec pt 3′, st 6′.

PISA – Continua la carrellata degli ex nerazzurri di ogni epoca. Stavolta Pisanews ha contattato l’ex centrocampista Luca Tabbiani, genovese classe 1979, che fu acquistato dal Pisa in C/1 e giunse all’ombra della Torre Pendente il 31 agosto 2010 ed è rimasto nel cuore della tifoseria pisana soprattutto per quella sua prima ed unica rete in nerazzurro segnata il 17 ottobre 2010 nel derby di Lucca, permettendo così al Pisa di acciuffare il pareggio al 92′.

di Maurizio Ficeli

D. Grazie Luca per la tua disponibilità, cosa stai facendo attualmente?

R. “Da quando ho smesso con il calcio giocato, sono 6 anni che alleno in serie D, prima in Liguria e poi dallo scorso anno al Fiorenzuola, ma ora siamo fermi per le ovvie ragioni dovute alla situazione del Coronavirus anche se fra qualche giorno avrò un incontro con la società e probabilmente poi andremo avanti, anche se il discorso è quello di capire cosa succederà con determinate date perché attualmente in serie D non si ha una regola “.

D. Che cosa ne pensi della possibile ripresa del calcio giocato?

R.”Vedere giocare le partite di calcio in Germania con gli stadi vuoti è un po’ triste e questo fa anche capire un po’ l’importanza che ha la gente che va allo stadio e di questo te ne accorgi quando certe cose non le hai, ripartire elimina una marea di problematiche che in Italia verrebbero fuori con ricorsi e controricorsi da parte delle società al fine di tutelare i propri interessi. In tutto questo se devo esprimere il mio parere, sarei più per dire che questo anno è andata così, accettiamo un po’ i verdetti anche perché con questa epidemia è successo un disastro a livello mondiale. Queste però sono parole di un addetto ai lavori, che però non investe nel calcio, magari invece chi ha investito tanto si chiede giustamente perché si dovrebbe considerare nullo questo campionato. È quindi una situazione molto complicata poi ci sono squadre come Monza e Benevento che stanno stravincendo i vari gironi dei loro campionati e trovo assolutamente giusto che salgano di categoria, anche se ci sono squadre al quarto quinto posto in classifica che si lamentano perché vogliono giocarsela per non parlare delle retrocessioni con squadre tipo la Cremonese che è quart ‘ultima con una gara da recuperare, oltre ad avere investito tanto, mi sembra molto difficile ed alquanto problematico doverle
dire di retrocedere senza ripartire”.

D. Come ti stai trovando in questo ruolo di allenatore?

R.”Ho la fortuna di essere in una società come il Fiorenzuola che è nei dilettanti ma che ha una organizzazione a livello professionistico e dove si lavora molto bene. È chiaro che poi uno ambisce ad arrivare più in alto però ti devo dire che il ruolo di allenatore è bello perché è molto più lungo ed apprendi anche molte cose, devi gestire un gruppo, devi imparare a capire delle dinamiche durante la settimana, per cui ci vogliono un po’ di anni per apprenderle bene”.

D. Soddisfatto della tua carriera come calciatore o hai qualche rammarico?

R.”Premesso che alla fine della carriera calcistica ognuno raggiunge un traguardo a seconda delle proprie qualità, tutti hanno sempre da dire che avrebbero potuto fare di più. Personalmente penso di avere raggiunto il massimo perché ho fatto 8 anni di serie B e questo direi che è un buon numero e sicuramente ho dedicato la mia vita a questo mestiere sia come calciatore prima, che adesso come allenatore. Non mi piace avere rimpianti perché penso che ognuno ha il percorso che si costruisce e si merita di avere”.

D. Quali sono stati dei momenti belli che hai vissuto da calciatore?

R.”A Cremona ho passato 4 anni vincendo 2 campionati e quella è stata la svolta della mia carriera legata appunto a dei successi collettivi, ma detto questo ogni città dove sono stato mi ha lasciato qualcosa, nel senso che ogni squadra dove hai giocato ti lascia sempre qualche ricordo, a volte positivo, a volte negativo, però poi quando smetti di giocare ti rendi conto che qualcosa queste piazze ti hanno lasciato perché vai a vedere i risultati delle squadre in cui hai militato in quanto, bene o male, sono state un pezzo della tua vita personale oltre che calcistica“.

D. Sei stato a Pisa anche se solo per un anno, nel campionato di C/1 2010/11, che ricordi hai di quella stagione?

R.”Sono arrivato a Pisa che avevo un piccolo problema fisico ad un piede e sicuramente non ho fatto una delle mie stagioni migliori, però ho il ricordo di una piazza piena di tanta passione. Quando mi capita di parlare di Pisa dico sempre che difficilmente ho trovato altrove un calore del genere. Mi ricordo che nei distinti la gente stava tutta in piedi e mi viene alla mente una partita contro il Viareggio dove il Pisa segno’ al 90′, io feci il cross e Mosciaro spedì in rete con il boato che ne segui. Ecco, Pisa è una piazza che mi ha lasciato tanto sotto l’aspetto della passione“.

D. Nella memoria dei tifosi pisani è rimasto però quel gol che segnasti al “Porta Elisa” che permise al Pisa di pareggiare in extremis il derby con la Lucchese, c’è lo vuoi descrivere?

R. “Mi ricordo che Carparelli mi lasciò la palla lì davanti, io andai a calciare di prima e segnai al 92º il gol del pareggio sotto il settore dei tifosi rossoneri e poi con i compagni percorsi tutto il campo per andare ad esultare con i nostri tifosi che erano dalla parte opposta. Anche questo gol nel derby e’ stato sicuramente una grande emozione ed un bel ricordo che porto nel cuore oltre, ripeto, a questa passione che ti trasmetteva la gente di Pisa anche in maniera “morbosa”. Del resto il tifo pisano lo si vede anche adesso, ma anche in quei tempi dove bisogna contare che la squadra era in C/1, ed era in fase crescente venendo dalla vittoria della serie D, trascinata da un entusiasmo incredibile“.

D. Riguardo al Pisa attuale che informazioni hai?

R. “Anzitutto conosco l’allenatore in seconda Riccardo Taddei con il quale ho giocato insieme a Cremona e vedo che insieme a Mister Luca D’Angelo sta lavorando bene e la squadra nerazzurra fino al momento dello stop ha fatto un ottimo campionato. Il Pisa è una di quelle squadre che ha improntato il suo gioco sul collettivo anche se poi a livello di singoli Marconi ha fatto diversi gol, e segnare 10 reti senza che il campionato sia ancora terminato è certamente un buon bottino, mi piace anche Masucci che è molto veloce. Ora bisogna vedere quando la serie B riprenderà è chiaro che sarà molto importante che lo staff lavori bene come sicuramente farà, per farsi trovare pronto perché due mesi di sosta sono tanti anche se il Pisa è a metà classifica ed ha disputato finora un campionato secondo le sue aspettative e lo ha fatto più che bene“.

PISA – Lutto per l’ex allenatore del Pisa Rino Gattuso. È morta la sorella Francesca.

Francesca Gattuso aveva 37 anni ed era stata ricoverata in terapia intensiva a Varese lo scorso mese di febbraio, nella serata in cui l’allenatore del Napoli disertò il post-partita della sfida con la Sampdoria per raggiungerla e farle visita in ospedale. Nelle ultime ore le sue condizioni si sono aggravate in modo irrimediabile.

Gattuso ha appreso la tragica notizia mentre stava dirigendo l’allenamento della squadra a Castel Volturno, così come venne informato del malore proprio al termine di Sampdoria-Napoli. In quella circostanza, avvisato dalla moglie pochi minuti dopo la fine dell’incontro, il tecnico azzurro lasciò subito lo stadio Ferraris per dirigersi verso Busto Arsizio, lì dove si trovava la sorella, lasciando spazio al suo secondo Riccio per le consuete interviste post-partita.

La donna, in ‘codice rosso’ all’arrivo in ospedale, venne operata d’urgenza e ricoverata in terapia intensiva. Francesca Gattuso abitava a Gallarate, lì dove Gennaro Gattuso ha da tempo un’attività commerciale (una pescheria).

La redazione di Pisanews si unisce al cordoglio generale e formula all’ex tecnico nerazzurro le più sentite condoglianze.

PISA – Tanta commozione nell’ultimo saluto a mister Gigi Simoni avvenuto domenica 24 maggio nella Basilica di San Piero a Grado. L’allenatore gentiluomo riconosciuto da tutto il calcio italiano. Mai una parola sopra le righe, mai una risposta sbagliata. Garbo, umanità e pacatezza lo diffetenziava dagli altri. E nonostante i divieti imposti dall’emergenza Covid-19 sono giunti in molti alla spicciolata per salutare l’ex mister di Pisa e Inter.

di Antonio Tognoli

Padre Donbosco
Il feretro lascia la Basilica di San Piero a Grado

Due promozioni con il Pisa nell’era Anconetani. Sette dalla B alla A. Una Coppa Uefa nel 1998 con l’Inter. Da calciatore una Coppa Italia con il Napoli. Le lacrime sul volto dei familiari, della moglie Monica Fontani e del figlio Leonardo. Gli amci di sempre che lo accompagnavano in ogni estate. Presente un nutrito gruppo dell’Inter Club Boccadarno di Marina di Pisa. All’interno della Basilica molti fiori inviati dalle molte società in cui mister Simoni ha lavorato, due fra queste la Cremonese ed il Gubbio.

Le parole di Daniele Bernazzani ex centrocampista di Pisa ed Inter
Bernazzani e Stafico a San Piero a Grado
Il Sindaco Michele Conti e Massimo Novi
Le parole di Igor Protti sulla persona di mister Gigi Simoni

Il feretro è arrivato circa due ore prima dell’inizio della funzione religiosa. L’ingresso è stato contingentato dal lavoro della Polizia Municipale coordinato dal Maresciallo Massimo Novi. Non più di cento le persone all’interno della Basilica per le misure dovute al Coronavirus.

Fra i giocatori presenti l’ex portiere di Cremonese e Udinese Luigi Turci attuale allenatore dei portieri del Milan, l’ex bomber di Livorno e Lazio Igor Protti, l’ex difensore nerazzurro Gabriel Raimondi, gli ex centrocampisti Daniele Bernazzani, Ilde Stafico e Lido Malasoma oltre all’ex direttore del Pisa Pietro Tomei. Per l’amministrazione comunale di Pisa oltre il Sindaco Michele Conti era presente l’assessore al turismo Paolo Pesciatini. Non è voluto mancare all’appuntamento l’ex Sindaco di Pisa, il senatore Paolo Fontanelli. Per la famiglia Anconetani erano presenti Adolfo e Matteo.

Durante la funzione all’interno della Basilica

Era doveroso essere qua oggiafferma l’ex attaccante di Livorno e Lazio Igor Protti che ha seguito per intero l’ultimo saluto a mister Simoni – è stato un grande uomo, ha fatto la storia del Pisa. Era un signore della panchina. Se tutti lo dicono ci sarà un motivo“, ha concluso Protti.

Gigi Simoni ha sempre allenato con gioia e passione numerose squadre lasciando sempre il segno – afferma Padre Donbosco parroco di origine Indiana nell’omelia – Il suo contributo fu signifucativo per il nostro Pisa per l’arrivo in serie A. Ha amato il calcio, era una persona umana. Vorrei ricordare Gigi in questo momento, sono cicino alla moglie Monica e suo figlio Leonardo. Era un uomo che apprezzava i valori umani, ha sempre diffuso onestà rispetto e generosità, il suo aiuto ai bisognosi era noto. Non si è mai rifiutato di aiutare il prossimo in difficoltà. Non ha mai sfruttato la sua notorietà. Sempre pacato e umile, un uomo di fede ha avuto anche un periodo di dolore per la scomparsa di suo figlio nel 1999. Gigi ci ha lasciato proprio nel giorno di Santa Rita, ha sempre desiderato rimanere qua nella sua casa, nella sua parrocchia, ha vissuto per 20 anni a San Piero a Grado“, ha concluso il parroco di San Piero a Grado.

Molti i fiori presenti all’interno della Basilica


Alla fine della funzione poche ma toccanti le parole della moglie Monica Fontani: “Eravamo una coppia molto riservata. Gigi amava la riservatezza. La malattia ci ha uniti ancor di più, il nostro è stato da sempre un legame indissolubile che neanche la morte potrà spezzare. Tu sei parte di noi e noi resteremo sempre parte di te. La vita ti ha regalato soddisfazione. Hai fatto della tua passione un lavoro. Ti ho sempre voluto bene e te ne vorrò per sempre“.

Lealtà rispetto ed educazione, queste erano le tue prerogative – afferma il giornalista amico di Gigi, Luca Tronchetti – Avevi quel sorriso gentile di sottile ironia alle ingiustizie ricevute. Sei stata una persona speciale, un gentiluomo di altri tempi. Una rotta giusta ds seguire. Ciao Gigi non ti dimenticheremo mai“.

Il feretro di Mister Luigi Simoni ha lasciato la Basilica di San Piero a Grado intorno alle ore 17.20 per essere trasferito alla Pubblica Assistenza di Pisa. Il 3 Giugno all’interno della Sua Arena Garibaldi sarà ancora ricordato con un omaggio pubblico.

PISA – Il nostro poeta Sandro Cartei ha voluto fare l’ultimo saluto dedicando una poesia al grande mister Gigi Simoni venuto a mancare nella giornata di venerdì 22 maggio dal titolo “Ciao Mister“.

di Sandro Cartei

Impossibile non lasciarti un pensiero
Persona squisita, allenatore serio
Protagonista di un calcio che non c’è più
di un calcio romantico, senza pay tivú.

Nemmeno all’Inter ti sei montato la testa
A Pisa, per ben due volte, ci hai fatto far festa. Ci hai regalato la serie A, un miracolo sportivo.

Ma ti voglio ricordare, soprattutto, per un altro motivo. Per la tua umiltà, per la tua pacatezza. Per la tua bontà, per la tua gentilezza.

A noi pisani non interessa molto il risultato sul campo. Ma averti conosciuto come persona, per noi, sarà sempre un vanto.

PISA – Una triste notizia ha funestato tutto l’ambiente pisano e calcistico in genere. Gigi Simoni, mister artefice di due promozioni in serie A del Pisa ai tempi di Romeo Anconetani ci ha lasciato all’età di 81 anni dopo lunga malattia.

di Antonio Tognoli e Maurizio Ficeli

L’ex allenatore nerazzurro ma ormai pisano di adozione versava in condizioni critiche da molto tempo in quanto il 22 giugno scorso era stato colto da un malore mentre era nella sua casa di San Piero a Grado e fu ricoverato di urgenza all’ospedale Cisanello di Pisa. Simoni lascia un gran vuoto in tutti i tifosi sia pisani e sia nelle altre squadre dove ha lasciato grandi ricordi.

Con il Pisa conquistò il campionato 1984-85 con una cavalcata entusiasmante, dominando e sbaragliando gli avversari. Nella stagione 1986-87 ha compiuto una delle più grandi imprese della nostra storia portata a termine nella indimenticabile trasferta di Cremona conclusasi come tutti sappiamo.

La notizia della scomparsa di Gigi Simoni ci addolora profondamente – è il pensiero del Presidente Giuseppe Corrado perché la nostra squadra perde quello che è stato un simbolo, dentro e fuori dal campo. Il mister resterà per sempre nel cuore di tutti noi e, non appena possibile, lo ricorderemo degnamente all’interno della Sua Arena sperando di poter seguire il suo esempio e rivivere insieme ai nostri tifosi le stesse emozioni che lui fu in grado di suscitare

Lunga e piena di momenti esaltanti è stata la carriera di Gigi Simoni, che ha guidato ben diciassette club diversi nella trentennale carriera da tecnico, con l’amarezza di non essere riuscito a strappare alla Juve uno scudetto intriso di polemiche nella stagione 1997-98 quando sedeva sulla panchina dell’Inter. Ha guidato dalla panchina Ronaldo, il Fenomeno, in una delle sue migliori stagioni da allenatore.

Nel ’98 conquistò al Parco dei Principi di Parigi la Coppa Uefa con un secco 3-0 alla Lazio. All’Inter ebbe la soddisfazione personale della Panchina d’oro. L’ascesa della Cremonese nel calcio di alto livello in Serie A fu uno dei suoi capolavori così come quello del Pisa sua seconda città. Se ne è andato lasciando il record di promozioni dalla Serie B alla A: 7 e se non bastasse una dalla C alla B come direttore tecnico. Da giocatore vinse una Coppa Italia nel ’62 col Napoli.

Alla moglie Monica Fontani giungano le condoglianze più sentite della redazione di Pisanews. 

PISA – Continuano le interviste da parte di Pisanews ad ex giocatori nerazzurri. Stavolta abbiamo contattato Francesco Ciullo ex attaccante classe 1979 veneziano di Marghera che ha giocato nel Pisa in C/1 nell’anno 2006/07, l’anno della promozione in serie B con Piero Braglia. Dopo aver appeso le scarpette al chiodo 4 anni fa, svolge attualmente ormai da un paio di anni il ruolo di istruttore al Venezia Football Academy, società legata al settore giovanile del Venezia Calcio, a cui fa da tramite allo scopo di accompagnare i bambini fino al settore giovanile.

         di Maurizio Ficeli 

D. Salve Francesco, grazie per la disponibilità, di cosa ti stai occupando attualmente?

R. “Lavoro da due anni nella mia città e faccio l’istruttore del” Venezia Football Academy “, una società legata al Venezia F. C., e li mi occupo specificatamente della categoria dei “Pulcini”, che sono bambini che vanno dai 6 ai 12 anni (2008/2013) e noi come società facciamo da tramite per accompagnare appunto i bambini piccoli fino al settore giovanile del Venezia, a cui siamo legati

D. Per te è un punto di partenza per arrivare a traguardi più ambiziosi?

R. “Sicuramente. Infatti sto o prendendo il patentino di Uefa B, però a causa di questa situazione del Covid 19 si è bloccato tutto sennò avrei dovuto già acquisirlo da aprile. Il mio obiettivo è chiaramente quello di crescere e di arrivare a prendere anche il patentino di Uefa A per puntare a collaborare assolutamente con la prima squadra, questo sia che lo faccia come allenatore che come secondo perché vedo ciò come obiettivo anche per l’esperienza che ho maturato nel calcio giocato di modo da poterla tramandare, dando
il mio contributo
“.

D. Sei soddisfatto del tuo percorso da calciatore o hai qualche rimpianto?

R.” Sicuramente potevo fare di più magari nei periodi “più bui” quando giocavo di meno e quindi un po’ di colpa per questo me la prendo. È vero che quando giochi poco di conseguenza finisci per abbatterti e non dai magari quello che hai dato in anni dove giocavi con più continuità, ma forse in quegli anni avrei dovuto essere più “cattivo” e più presente, evitando di buttarmi giù di morale. Oltre a questo un rammarico grosso è stato un infortunio che ha segnato la mia carriera, quindi sono stato bloccato anche da questo fattore esterno”.

D. Quale è stato un momento positivo della tua carriera che ti viene a mente?

R. “A Pavia ho fatto un’annata straordinaria, era il 2005/06, l’anno prima di arrivare a Pisa. Nella squadra lombarda in serie C/1 sono stato capocannoniere, poi purtroppo mi sono rotto il ginocchio, per carità fa parte del gioco però dopo non sono più ritornato lo stesso di prima, ho avuto tanti problemi, ho subito ben 4 operazioni nell’arco degli anni, quando al menisco e quando ad esterno è crociato, tutte cose che mi sono portato avanti negli anni e che mi ritrovo anche adesso perché ho comunque dolori al ginocchio. Direi che sono stato sfortunato perché avrei potuto ambire ad una carriera calcistica più lunga“.

D. Carriera calcistica che, almeno a livello professionistico, è terminata ad Andria, che ricordo hai di quella esperienza?

R. “Si ad Andria sono stato 6 mesi, dopo i quali ho giocato solo a livello di dilettanti ed eccellenza. Anche nella città pugliese mi sono trovato bene sia con i compagni di squadra sia con i tifosi che mi sono sempre stati vicini“.

D. Sei stato un anno a Pisa, che ricordi hai di questa esperienza?

R.”Mi ricordo che quando arrivai li ero già contratto ed avevo dei problemi e d’accordo con l’allora direttore sportivo nerazzurro Gianluca Petrachi, che mi è stato vicino dandomi una grossa mano e che ringrazierò sempre, andai a Giulianova a fare una preparazione di 4 settimane allenato da un preparatore atletico amico appunto del ds salentino e quando feci ritorno a Pisa in ottobre stavo bene anche a livello fisico”.

D. Poi è stato anche un anno felice con il Pisa che conquistò la serie B…

R. “Si ero aggregato nella rosa guidata da Mister Piero Braglia, mi sono allenato e la squadra andava bene, io avevo bisogno di tempo ed ho aspettato il mio turno, ma quando sono stato chiamato in causa, in campo ho sempre dato il massimo per quello che potevo“.

D. Quindi porti con te un bel ricordo di Pisa e dell’ambiente nerazzurro?

R. “Assolutamente si, ricordi assolutamente stupendi. Pisa è una bella piazza, calorosa, esigente giustamente, la serie B è il minimo, i tifosi ti incitano sempre e c’e sempre stata una grande presenza di pubblico che è decisamente il dodicesimo uomo in campo. Sono stato bene con i compagni di squadra e con la città ed alla fine abbiamo conquistato una promozione straordinaria con il Monza in un ‘Arena strapiena“.

D. Ti è capitato di seguire il Pisa attuale prima del blocco del campionato?

R. “Certo, l’ho sempre seguito e poi li c’è un mio ex compagno di squadra, Davide Moscardelli, con cui ho giocato nella Triestina, che saluto“.

D. Davvero grande “Moscagol” che a dispetto dell’età, non solo non alza “bandiera bianca”, ma anzi rilancia e vuol giocare ancora, che ne pensi?

R. “Se ha la possibilità di continuare a giocare deve assolutamente farlo e poi vedo che sta bene. Davide è bravo e forte, gioca per la squadra, è un valore aggiunto per il Pisa ed un giocatore di categoria. È giusto che continui“.

D. Sei fiducioso in una ripresa del calcio giocato dopo questi mesi di blocco a causa del Covid 19?

R. “Sicuramente è una scelta molto difficile quella di una decisione se tornare a giocare o meno perché qualunque sarà, è un ritorno dopo un periodo negativo come questo della pandemia Covid 19. Dico solo che a livello magari mentale il calcio può fare bene alla gente, specialmente in un momento in cui le persone hanno tante cose per la testa, quindi lo vedrei come uno svago anche se si giocherà a porte chiuse ma se ne tornerebbe a parlare. Bisogna provare a ripartire. Inoltre a livello economico sarebbe un problema fermarsi, poi ci sono le questioni delle promozioni, della Champions e delle retrocessioni. In Francia hanno chiuso il campionato ma la squadra del Lione ha fatto ricorso contro questa decisione, quindi, ripeto, è giusto provare a ripartire chiaramente in sicurezza anche per dare al paese l’imput che sta andando tutto per il verso giusto“.

La foto sopra di Francesco Ciullo è di Giacomo Vaiani

PISA – Oggi mercoledì 29 aprile è il compleanno di Luca Giannini, che spegne 72 candeline. Giannini è l’ultimo allenatore del Pisa ad aver portato i nerazzurri nella massima serie. Luca Giannini è nato a Sinalunga in provincia di Siena nel 1948, ma è pisano a tutti gli effetti. Da calciatore oltre a quella del Pisa, ha vestito le casacche di Nardò, Pistoiese e Viareggio.

di Maurizio Ficeli

La sua carriera di allenatore iniziò nel Pisa dove Romeo gli conferì l’incarico di affiancare come vice di mister Luís Vinício, dal 1982 al 1983 in serie A, ed in seguito per un breve periodo mister Bruno Pace. Poi ha allenato il Pisa come mister titolare in serie B nel campionato  1989-1990 conquistando la storica promozione in Serie A. Nella stagione successiva sempre in serie A venne confermato alla guida dei neroazzurri e gli fu affiancato come direttore tecnico Mircea Lucescu. Poi l’anno dopo, con la retrocessione, venne riconfermato alla guida della squadra ma esonerato dopo 3 gare. In seguito si apri per lui una carriera nelle nazionali di calcio, prima, nell’anno dal 1993 al 1997 è stato selezionatore della Nazionale Under 19. Poi dal 1997 al 2000 ha affiancato Marco Tardelli sulla panchina della Nazionale Under 21, vincendo un Europeo di categoria e partecipando alle Olimpiadi di Sydney.

Ha seguito Marco Tardelli come vice all’Inter, al Bari, nella Nazionale dell’Egitto e all’Arezzo. Dopo essere stato fermo per diversi anni, il 29 settembre 2011 accetta l’incarico di vice-allenatore della Pistoiese in Serie D, con mister Alessandro Birindelli,avventura che dura solo un mese in quanto entrambi vengono esonerati con la squadra arancione all’ultimo posto della classifica. Da ormai tre stagioni ricopre la carica di responsabile della Scuola Calcio dell’Asd Pisa Ovest. Giannini è comunque una istituzione per Pisa e per i colori nerazzurri di cui ha scritto una parte consistente di storia ai tempi della presidenza di Romeo Anconetani che aveva molta stima in lui ed ascoltava volentieri i suoi consigli.

AEROPORTO DI LAMEZIA TERME. Aneddoti ed episodi nei suoi rapporti con Romeo ce ne sarebbero tanti, ma chi scrive, essendo stato in quel periodo dipendente del Pisa Sporting Club, ne ricorda uno in particolare all’aeroporto di Lamezia Terme di ritorno dalla trasferta di Catanzaro persa per 1-0. Arriviamo all’aeroporto calabrese dove dobbiamo imbarcarci con la squadra ed il presidente destinazione Pisa, su un volo charter prenotato, ma l’aereo non c’era perché era nel frattempo andato a fare un servizio a Bologna. Romeo già incavolato per la sconfitta diventò una furia e quando l’aereo fece ritorno a Lamezia a tarda ora se la prese con i piloti che a quel punto non volevano più decollare verso Pisa. Ebbene proprio mister Luca Giannini, coadiuvato dal suo vice Mauro Viviani, andò a trattare con i piloti che alla fine si decisero a partire e il charter decollò da Lamezia anche se molto tardi per arrivare a Pisa intorno alle 3 di notte.