Ex nerazzurri

Ex nerazzurri

PISA – L’ex portiere nerazzurro Giacomo Bindi in forza al Pordenone prossimo avversario del Pisa e protagonista della promozione in serie B dei nerazzurri della stagione 2016, quando in panchina sedeva mister Rino Gattuso, ha parlato dopo la gara vinta dai rammarri al “Curi” di Perugia a TuttoPordenone.

di Maurizio Ficeli


Il portierone originario di Siena parla del compagno Michele Di Gregorio, rimasto infortunato in uno scontro di gioco nella gara contro il Perugia: “Il mio primo pensiero, e quello di tutta la squadra, va a Michele: ci hanno detto che sta bene e siamo un po’ più sereni. Quando entri in queste gare così tirate c’è una scarica di adrenalina molto forte. L’importante è esser pronti. Non giocando da tanto tempo servono dei minuti per prendere cognizione di cosa sta succedendo. Nell’immediato i pensieri sono tanti e si deve trovare la giusta tensione il prima possibile. I 52 punti rispecchiano l’andamento della nostra stagione. La squadra ha entusiasmo e potenziale. Sull’onda di ciò stiamo tracciando un cammino importante. Dobbiamo continuare così, con la nostra mentalità: viviamo una giornata alla volta, godendoci i tre punti. Il Pisa prossimo avversario sarà una squadra tosta e in forma. Bisognerà prepararla al massimo e farci trovare pronti”.

PISASalernitana e Pisa ripartono con un pareggio (1-1). Djuric porta in vantaggio i granata, Masucci nella ripresa pareggia il conto con un gran sinistro dal limite. Poi il Pisa non sfrutta almeno tre nitide palle gol per portare a casa un successo che non sarebbe stato uno scandalo per quello che si è visto in campo.

di Antonio Tognoli

PRE GARA. Si gioca a porte chiuse per le norme anti Covid. I granata possono contare su una striscia di dodici turni senza sconfitte all’Arechi. L’ultima sconfitta a Salerno è datata 16 settembre per mano del Benevento per 2-0. Il Pisa deve fare a meno di Moscagol infortunato e Marin squalificati, mentre la Salernitana non può disporre di Micai, Gondo e Jallow. Rispetto alla vigilia mister Ventura schiera Billong al posto di Migliorini. Cerci guida l’attacco con Djuric. L’ex Aya schierato nella difesa a tre. Akpro preferito a DI Tacchio. Nel Pisa Varnier torna titolare dopo l’infortunio a Perugia del 4 ottobre scorso. A centrocampo mister D’angelo punta su Siega e Gucher. In attacco Marconi fa coppia con Masucci. Pisa in maglia gialla, Salernitana nella classica casacca granata, stadio desolatamente vuoto. Sei punti dividono le due squadre con la Salernitana che proprio ieri ha compiuto 101 anni. Prima del calcio d’inizio minuto di silenzio per le vittime del Covid.

IL PRIMO TEMPO. La prima occasione della partita è del Pisa. Break di Gucher da destra che di prepotenza supera due avversari, mette in mezzo l’intervento di Vannucchi all’esordio in serie B non è dei migliori, ma Marconi da due passi non ne approfitta calciando addosso all’estremo difensore di Ventura. Sul proseguo dell’azione la palla perviene ancora a Marconi che dal limite calcia alto sopra la traversa. Ritmi del match molto blandi, complici la condizione delle squadre ed il gran caldo. Il primo ammonito del match è Dziczek. Al minuto 22 Siega viene affrontato da Aya e perde l’equilibrio al momento di calciare. L’occasione sfuma, con Vannucchi che può bloccate. Sul capovolgimento di fronte Kiyine ci prova dal limite, ma il suo destro viene deviato in corner, che non ha esito. Al minuto 25 l’arbitro decide di interrompere il match per il gran caldo con un time-out, che sarà effettuato anche nella seconda parte del match. Ma alla ripresa della partita la Salernitana passa. Lombardi brucia sullo scatto Varnier va verso la porta calcia con il destro palla sul palo. Palla recuperata da Kiyine destro deviato da Gucher che termina sulle gambe di Gucher e raggiunge Djuric che sotto misura con il piatto destro mette alle spalle di Gori: 1-0. Pisa sotto di un gol immeritatamente alla prima disattenzione. La formazione di mister D’Angelo reagisce subito conquistando una punizione dal limite sulla quale Pisano svetta più in lato di tutti, ma la sfera termina fuori. Siega è claudicante, è costretto ad uscire con Soddimo che si va a scaldare. Sulla lista dei cattivi per la Salernitana finisce anche Akpro. Gucher impegna Vannucchi su calcio di punizione con palla che termina in angolo. La prima frazione si chiude dopo 3′ di recupero con la Salernitana in vantaggio di una rete.

IL SECONDO TEMPO. Ad inizio ripresa per i nerazzurri entra Soddimo al posto dell’infortunato Siega. La squadra di mister D’Angelo inizia bene conquista un angolo ed ha con Gucher una buona palla per il pareggio. Poi Lisi al 3′ guadagna una punizione dal limite (ammonito Lombardi). La punizione dal limite di Gucher però è respinta dalla barriera. Il Pisa insiste. Lisi e Soddimo sulla sinistra mettono in difficoltà la difesa granata. Al minuto 53 il Pisa trova il meritato pareggio con Masucci che dal limite dell’area arpiona il pallone e con il sinistro “pesca” il sette alla sinistra di Vannucchi: 1-1. Gran gol e pari meritato. La Salernitana cambia due uomini. Ventura inserisce Maistro prima e Di Tacchio poi. L’ex nerazzurro fa duecento presenze in serie B. Nel frattempo Gori con la testa mette miracolosamente in angolo una punizione di Kiyine che aveva colpito il palo. Pericolo scampato questa volta per i nerazzurri. La squadra di mister D’Angelo torna in cattedra con un buon fraseggio sfiorando il gol con De Vitis che però calcia alto prima e poi con una rovesciata di Masucci che termina sopra la trasversale di Vannucchi. Il Pisa c’è. E’ presente. Il Signor Ayroldi concede il secondo time out anche in questa ripresa. Nel frattempo nella squadra nerazzurra due cambi: dentro Vido e Benedetti fuori Pisano e Marconi. Il Pisa ha una grande occasione con un tre contro due che Gucher non sfrutta. Poco prima Vido aveva impegnato a terra Vannucchi con il destro. Al minuto 77 ancora Pisa vicino al gol: cross di Masucci da destra colpo di testa di Vido sotto misura palla di un soffio a lato. Grande occasione per la squadra di mister D’Angelo. Ci crede il giocatore numero 19 che al minuto 79 ci prova ancora con il destro dai 22 metri: palla che sfila ancora di pochissimo a lato con Vannucchi proteso in tuffo. Pinato rileva un acciaccato De Vitis. Sono sei o minuti di recupero. Al 93′ giallo per Jaroszynski. Ma la punizione per il Pisa non ha esito. Intanto Maistro rimane a terra infortunato e Caracciolo mette la sfera fuori. Fair Play in questo finale all’Arechi. Finisce 1-1.

SALERNITANA – PISA 1-1

SALERNITANA (3-5-2): Vannucchi, Aya, Billong, Jaroszynski, Lombardi (58′ Di Tacchio), Kiyine (78′ Giannetti), Dziczek, Akpa Akpro, Maistro, Cerci (54′ Maistro), Djuric. A disp. Russo, Migliorini, Curcio, Galoetafiore, Karo, Lopez, Capezzi. All. Giampiero Ventura

PISA: (3-5-2): Gori; Caracciolo, Varnier, Pisano (68′ Benedetti); Birindelli (83′ Belli), Gucher, De Vitis (86′ Pinato), Siega (46′ Soddimo), Lisi; Marconi (68′ Vido), Masucci. A disp. Perilli, Dekic, Meroni, Ingrosso, Fischer, Minesso, Pompetti, Fabbro. All. Luca D’Angelo.

ARBITRO: Giovanni Ayroldi della sezione di Molfetta

RETI: 29′ Djuric (S), 53′ Masucci (P)

NOTE. giornata di sole, terreno in perfette condizioni. Ammonito Dziczek, Lopez, Birindelli, Akpro, Lombardi, Varnier, Jaroszynski. Angoli 4-4. Rec pt 3′, st 6′.

PISA – Continua la carrellata degli ex nerazzurri di ogni epoca. Stavolta Pisanews ha contattato l’ex centrocampista Luca Tabbiani, genovese classe 1979, che fu acquistato dal Pisa in C/1 e giunse all’ombra della Torre Pendente il 31 agosto 2010 ed è rimasto nel cuore della tifoseria pisana soprattutto per quella sua prima ed unica rete in nerazzurro segnata il 17 ottobre 2010 nel derby di Lucca, permettendo così al Pisa di acciuffare il pareggio al 92′.

di Maurizio Ficeli

D. Grazie Luca per la tua disponibilità, cosa stai facendo attualmente?

R. “Da quando ho smesso con il calcio giocato, sono 6 anni che alleno in serie D, prima in Liguria e poi dallo scorso anno al Fiorenzuola, ma ora siamo fermi per le ovvie ragioni dovute alla situazione del Coronavirus anche se fra qualche giorno avrò un incontro con la società e probabilmente poi andremo avanti, anche se il discorso è quello di capire cosa succederà con determinate date perché attualmente in serie D non si ha una regola “.

D. Che cosa ne pensi della possibile ripresa del calcio giocato?

R.”Vedere giocare le partite di calcio in Germania con gli stadi vuoti è un po’ triste e questo fa anche capire un po’ l’importanza che ha la gente che va allo stadio e di questo te ne accorgi quando certe cose non le hai, ripartire elimina una marea di problematiche che in Italia verrebbero fuori con ricorsi e controricorsi da parte delle società al fine di tutelare i propri interessi. In tutto questo se devo esprimere il mio parere, sarei più per dire che questo anno è andata così, accettiamo un po’ i verdetti anche perché con questa epidemia è successo un disastro a livello mondiale. Queste però sono parole di un addetto ai lavori, che però non investe nel calcio, magari invece chi ha investito tanto si chiede giustamente perché si dovrebbe considerare nullo questo campionato. È quindi una situazione molto complicata poi ci sono squadre come Monza e Benevento che stanno stravincendo i vari gironi dei loro campionati e trovo assolutamente giusto che salgano di categoria, anche se ci sono squadre al quarto quinto posto in classifica che si lamentano perché vogliono giocarsela per non parlare delle retrocessioni con squadre tipo la Cremonese che è quart ‘ultima con una gara da recuperare, oltre ad avere investito tanto, mi sembra molto difficile ed alquanto problematico doverle
dire di retrocedere senza ripartire”.

D. Come ti stai trovando in questo ruolo di allenatore?

R.”Ho la fortuna di essere in una società come il Fiorenzuola che è nei dilettanti ma che ha una organizzazione a livello professionistico e dove si lavora molto bene. È chiaro che poi uno ambisce ad arrivare più in alto però ti devo dire che il ruolo di allenatore è bello perché è molto più lungo ed apprendi anche molte cose, devi gestire un gruppo, devi imparare a capire delle dinamiche durante la settimana, per cui ci vogliono un po’ di anni per apprenderle bene”.

D. Soddisfatto della tua carriera come calciatore o hai qualche rammarico?

R.”Premesso che alla fine della carriera calcistica ognuno raggiunge un traguardo a seconda delle proprie qualità, tutti hanno sempre da dire che avrebbero potuto fare di più. Personalmente penso di avere raggiunto il massimo perché ho fatto 8 anni di serie B e questo direi che è un buon numero e sicuramente ho dedicato la mia vita a questo mestiere sia come calciatore prima, che adesso come allenatore. Non mi piace avere rimpianti perché penso che ognuno ha il percorso che si costruisce e si merita di avere”.

D. Quali sono stati dei momenti belli che hai vissuto da calciatore?

R.”A Cremona ho passato 4 anni vincendo 2 campionati e quella è stata la svolta della mia carriera legata appunto a dei successi collettivi, ma detto questo ogni città dove sono stato mi ha lasciato qualcosa, nel senso che ogni squadra dove hai giocato ti lascia sempre qualche ricordo, a volte positivo, a volte negativo, però poi quando smetti di giocare ti rendi conto che qualcosa queste piazze ti hanno lasciato perché vai a vedere i risultati delle squadre in cui hai militato in quanto, bene o male, sono state un pezzo della tua vita personale oltre che calcistica“.

D. Sei stato a Pisa anche se solo per un anno, nel campionato di C/1 2010/11, che ricordi hai di quella stagione?

R.”Sono arrivato a Pisa che avevo un piccolo problema fisico ad un piede e sicuramente non ho fatto una delle mie stagioni migliori, però ho il ricordo di una piazza piena di tanta passione. Quando mi capita di parlare di Pisa dico sempre che difficilmente ho trovato altrove un calore del genere. Mi ricordo che nei distinti la gente stava tutta in piedi e mi viene alla mente una partita contro il Viareggio dove il Pisa segno’ al 90′, io feci il cross e Mosciaro spedì in rete con il boato che ne segui. Ecco, Pisa è una piazza che mi ha lasciato tanto sotto l’aspetto della passione“.

D. Nella memoria dei tifosi pisani è rimasto però quel gol che segnasti al “Porta Elisa” che permise al Pisa di pareggiare in extremis il derby con la Lucchese, c’è lo vuoi descrivere?

R. “Mi ricordo che Carparelli mi lasciò la palla lì davanti, io andai a calciare di prima e segnai al 92º il gol del pareggio sotto il settore dei tifosi rossoneri e poi con i compagni percorsi tutto il campo per andare ad esultare con i nostri tifosi che erano dalla parte opposta. Anche questo gol nel derby e’ stato sicuramente una grande emozione ed un bel ricordo che porto nel cuore oltre, ripeto, a questa passione che ti trasmetteva la gente di Pisa anche in maniera “morbosa”. Del resto il tifo pisano lo si vede anche adesso, ma anche in quei tempi dove bisogna contare che la squadra era in C/1, ed era in fase crescente venendo dalla vittoria della serie D, trascinata da un entusiasmo incredibile“.

D. Riguardo al Pisa attuale che informazioni hai?

R. “Anzitutto conosco l’allenatore in seconda Riccardo Taddei con il quale ho giocato insieme a Cremona e vedo che insieme a Mister Luca D’Angelo sta lavorando bene e la squadra nerazzurra fino al momento dello stop ha fatto un ottimo campionato. Il Pisa è una di quelle squadre che ha improntato il suo gioco sul collettivo anche se poi a livello di singoli Marconi ha fatto diversi gol, e segnare 10 reti senza che il campionato sia ancora terminato è certamente un buon bottino, mi piace anche Masucci che è molto veloce. Ora bisogna vedere quando la serie B riprenderà è chiaro che sarà molto importante che lo staff lavori bene come sicuramente farà, per farsi trovare pronto perché due mesi di sosta sono tanti anche se il Pisa è a metà classifica ed ha disputato finora un campionato secondo le sue aspettative e lo ha fatto più che bene“.

PISA – Lutto per l’ex allenatore del Pisa Rino Gattuso. È morta la sorella Francesca.

Francesca Gattuso aveva 37 anni ed era stata ricoverata in terapia intensiva a Varese lo scorso mese di febbraio, nella serata in cui l’allenatore del Napoli disertò il post-partita della sfida con la Sampdoria per raggiungerla e farle visita in ospedale. Nelle ultime ore le sue condizioni si sono aggravate in modo irrimediabile.

Gattuso ha appreso la tragica notizia mentre stava dirigendo l’allenamento della squadra a Castel Volturno, così come venne informato del malore proprio al termine di Sampdoria-Napoli. In quella circostanza, avvisato dalla moglie pochi minuti dopo la fine dell’incontro, il tecnico azzurro lasciò subito lo stadio Ferraris per dirigersi verso Busto Arsizio, lì dove si trovava la sorella, lasciando spazio al suo secondo Riccio per le consuete interviste post-partita.

La donna, in ‘codice rosso’ all’arrivo in ospedale, venne operata d’urgenza e ricoverata in terapia intensiva. Francesca Gattuso abitava a Gallarate, lì dove Gennaro Gattuso ha da tempo un’attività commerciale (una pescheria).

La redazione di Pisanews si unisce al cordoglio generale e formula all’ex tecnico nerazzurro le più sentite condoglianze.

PISA – Tanta commozione nell’ultimo saluto a mister Gigi Simoni avvenuto domenica 24 maggio nella Basilica di San Piero a Grado. L’allenatore gentiluomo riconosciuto da tutto il calcio italiano. Mai una parola sopra le righe, mai una risposta sbagliata. Garbo, umanità e pacatezza lo diffetenziava dagli altri. E nonostante i divieti imposti dall’emergenza Covid-19 sono giunti in molti alla spicciolata per salutare l’ex mister di Pisa e Inter.

di Antonio Tognoli

Padre Donbosco
Il feretro lascia la Basilica di San Piero a Grado

Due promozioni con il Pisa nell’era Anconetani. Sette dalla B alla A. Una Coppa Uefa nel 1998 con l’Inter. Da calciatore una Coppa Italia con il Napoli. Le lacrime sul volto dei familiari, della moglie Monica Fontani e del figlio Leonardo. Gli amci di sempre che lo accompagnavano in ogni estate. Presente un nutrito gruppo dell’Inter Club Boccadarno di Marina di Pisa. All’interno della Basilica molti fiori inviati dalle molte società in cui mister Simoni ha lavorato, due fra queste la Cremonese ed il Gubbio.

Le parole di Daniele Bernazzani ex centrocampista di Pisa ed Inter
Bernazzani e Stafico a San Piero a Grado
Il Sindaco Michele Conti e Massimo Novi
Le parole di Igor Protti sulla persona di mister Gigi Simoni

Il feretro è arrivato circa due ore prima dell’inizio della funzione religiosa. L’ingresso è stato contingentato dal lavoro della Polizia Municipale coordinato dal Maresciallo Massimo Novi. Non più di cento le persone all’interno della Basilica per le misure dovute al Coronavirus.

Fra i giocatori presenti l’ex portiere di Cremonese e Udinese Luigi Turci attuale allenatore dei portieri del Milan, l’ex bomber di Livorno e Lazio Igor Protti, l’ex difensore nerazzurro Gabriel Raimondi, gli ex centrocampisti Daniele Bernazzani, Ilde Stafico e Lido Malasoma oltre all’ex direttore del Pisa Pietro Tomei. Per l’amministrazione comunale di Pisa oltre il Sindaco Michele Conti era presente l’assessore al turismo Paolo Pesciatini. Non è voluto mancare all’appuntamento l’ex Sindaco di Pisa, il senatore Paolo Fontanelli. Per la famiglia Anconetani erano presenti Adolfo e Matteo.

Durante la funzione all’interno della Basilica

Era doveroso essere qua oggiafferma l’ex attaccante di Livorno e Lazio Igor Protti che ha seguito per intero l’ultimo saluto a mister Simoni – è stato un grande uomo, ha fatto la storia del Pisa. Era un signore della panchina. Se tutti lo dicono ci sarà un motivo“, ha concluso Protti.

Gigi Simoni ha sempre allenato con gioia e passione numerose squadre lasciando sempre il segno – afferma Padre Donbosco parroco di origine Indiana nell’omelia – Il suo contributo fu signifucativo per il nostro Pisa per l’arrivo in serie A. Ha amato il calcio, era una persona umana. Vorrei ricordare Gigi in questo momento, sono cicino alla moglie Monica e suo figlio Leonardo. Era un uomo che apprezzava i valori umani, ha sempre diffuso onestà rispetto e generosità, il suo aiuto ai bisognosi era noto. Non si è mai rifiutato di aiutare il prossimo in difficoltà. Non ha mai sfruttato la sua notorietà. Sempre pacato e umile, un uomo di fede ha avuto anche un periodo di dolore per la scomparsa di suo figlio nel 1999. Gigi ci ha lasciato proprio nel giorno di Santa Rita, ha sempre desiderato rimanere qua nella sua casa, nella sua parrocchia, ha vissuto per 20 anni a San Piero a Grado“, ha concluso il parroco di San Piero a Grado.

Molti i fiori presenti all’interno della Basilica


Alla fine della funzione poche ma toccanti le parole della moglie Monica Fontani: “Eravamo una coppia molto riservata. Gigi amava la riservatezza. La malattia ci ha uniti ancor di più, il nostro è stato da sempre un legame indissolubile che neanche la morte potrà spezzare. Tu sei parte di noi e noi resteremo sempre parte di te. La vita ti ha regalato soddisfazione. Hai fatto della tua passione un lavoro. Ti ho sempre voluto bene e te ne vorrò per sempre“.

Lealtà rispetto ed educazione, queste erano le tue prerogative – afferma il giornalista amico di Gigi, Luca Tronchetti – Avevi quel sorriso gentile di sottile ironia alle ingiustizie ricevute. Sei stata una persona speciale, un gentiluomo di altri tempi. Una rotta giusta ds seguire. Ciao Gigi non ti dimenticheremo mai“.

Il feretro di Mister Luigi Simoni ha lasciato la Basilica di San Piero a Grado intorno alle ore 17.20 per essere trasferito alla Pubblica Assistenza di Pisa. Il 3 Giugno all’interno della Sua Arena Garibaldi sarà ancora ricordato con un omaggio pubblico.

PISA – Il nostro poeta Sandro Cartei ha voluto fare l’ultimo saluto dedicando una poesia al grande mister Gigi Simoni venuto a mancare nella giornata di venerdì 22 maggio dal titolo “Ciao Mister“.

di Sandro Cartei

Impossibile non lasciarti un pensiero
Persona squisita, allenatore serio
Protagonista di un calcio che non c’è più
di un calcio romantico, senza pay tivú.

Nemmeno all’Inter ti sei montato la testa
A Pisa, per ben due volte, ci hai fatto far festa. Ci hai regalato la serie A, un miracolo sportivo.

Ma ti voglio ricordare, soprattutto, per un altro motivo. Per la tua umiltà, per la tua pacatezza. Per la tua bontà, per la tua gentilezza.

A noi pisani non interessa molto il risultato sul campo. Ma averti conosciuto come persona, per noi, sarà sempre un vanto.

PISA – Una triste notizia ha funestato tutto l’ambiente pisano e calcistico in genere. Gigi Simoni, mister artefice di due promozioni in serie A del Pisa ai tempi di Romeo Anconetani ci ha lasciato all’età di 81 anni dopo lunga malattia.

di Antonio Tognoli e Maurizio Ficeli

L’ex allenatore nerazzurro ma ormai pisano di adozione versava in condizioni critiche da molto tempo in quanto il 22 giugno scorso era stato colto da un malore mentre era nella sua casa di San Piero a Grado e fu ricoverato di urgenza all’ospedale Cisanello di Pisa. Simoni lascia un gran vuoto in tutti i tifosi sia pisani e sia nelle altre squadre dove ha lasciato grandi ricordi.

Con il Pisa conquistò il campionato 1984-85 con una cavalcata entusiasmante, dominando e sbaragliando gli avversari. Nella stagione 1986-87 ha compiuto una delle più grandi imprese della nostra storia portata a termine nella indimenticabile trasferta di Cremona conclusasi come tutti sappiamo.

La notizia della scomparsa di Gigi Simoni ci addolora profondamente – è il pensiero del Presidente Giuseppe Corrado perché la nostra squadra perde quello che è stato un simbolo, dentro e fuori dal campo. Il mister resterà per sempre nel cuore di tutti noi e, non appena possibile, lo ricorderemo degnamente all’interno della Sua Arena sperando di poter seguire il suo esempio e rivivere insieme ai nostri tifosi le stesse emozioni che lui fu in grado di suscitare

Lunga e piena di momenti esaltanti è stata la carriera di Gigi Simoni, che ha guidato ben diciassette club diversi nella trentennale carriera da tecnico, con l’amarezza di non essere riuscito a strappare alla Juve uno scudetto intriso di polemiche nella stagione 1997-98 quando sedeva sulla panchina dell’Inter. Ha guidato dalla panchina Ronaldo, il Fenomeno, in una delle sue migliori stagioni da allenatore.

Nel ’98 conquistò al Parco dei Principi di Parigi la Coppa Uefa con un secco 3-0 alla Lazio. All’Inter ebbe la soddisfazione personale della Panchina d’oro. L’ascesa della Cremonese nel calcio di alto livello in Serie A fu uno dei suoi capolavori così come quello del Pisa sua seconda città. Se ne è andato lasciando il record di promozioni dalla Serie B alla A: 7 e se non bastasse una dalla C alla B come direttore tecnico. Da giocatore vinse una Coppa Italia nel ’62 col Napoli.

Alla moglie Monica Fontani giungano le condoglianze più sentite della redazione di Pisanews. 

PISA – Continuano le interviste da parte di Pisanews ad ex giocatori nerazzurri. Stavolta abbiamo contattato Francesco Ciullo ex attaccante classe 1979 veneziano di Marghera che ha giocato nel Pisa in C/1 nell’anno 2006/07, l’anno della promozione in serie B con Piero Braglia. Dopo aver appeso le scarpette al chiodo 4 anni fa, svolge attualmente ormai da un paio di anni il ruolo di istruttore al Venezia Football Academy, società legata al settore giovanile del Venezia Calcio, a cui fa da tramite allo scopo di accompagnare i bambini fino al settore giovanile.

         di Maurizio Ficeli 

D. Salve Francesco, grazie per la disponibilità, di cosa ti stai occupando attualmente?

R. “Lavoro da due anni nella mia città e faccio l’istruttore del” Venezia Football Academy “, una società legata al Venezia F. C., e li mi occupo specificatamente della categoria dei “Pulcini”, che sono bambini che vanno dai 6 ai 12 anni (2008/2013) e noi come società facciamo da tramite per accompagnare appunto i bambini piccoli fino al settore giovanile del Venezia, a cui siamo legati

D. Per te è un punto di partenza per arrivare a traguardi più ambiziosi?

R. “Sicuramente. Infatti sto o prendendo il patentino di Uefa B, però a causa di questa situazione del Covid 19 si è bloccato tutto sennò avrei dovuto già acquisirlo da aprile. Il mio obiettivo è chiaramente quello di crescere e di arrivare a prendere anche il patentino di Uefa A per puntare a collaborare assolutamente con la prima squadra, questo sia che lo faccia come allenatore che come secondo perché vedo ciò come obiettivo anche per l’esperienza che ho maturato nel calcio giocato di modo da poterla tramandare, dando
il mio contributo
“.

D. Sei soddisfatto del tuo percorso da calciatore o hai qualche rimpianto?

R.” Sicuramente potevo fare di più magari nei periodi “più bui” quando giocavo di meno e quindi un po’ di colpa per questo me la prendo. È vero che quando giochi poco di conseguenza finisci per abbatterti e non dai magari quello che hai dato in anni dove giocavi con più continuità, ma forse in quegli anni avrei dovuto essere più “cattivo” e più presente, evitando di buttarmi giù di morale. Oltre a questo un rammarico grosso è stato un infortunio che ha segnato la mia carriera, quindi sono stato bloccato anche da questo fattore esterno”.

D. Quale è stato un momento positivo della tua carriera che ti viene a mente?

R. “A Pavia ho fatto un’annata straordinaria, era il 2005/06, l’anno prima di arrivare a Pisa. Nella squadra lombarda in serie C/1 sono stato capocannoniere, poi purtroppo mi sono rotto il ginocchio, per carità fa parte del gioco però dopo non sono più ritornato lo stesso di prima, ho avuto tanti problemi, ho subito ben 4 operazioni nell’arco degli anni, quando al menisco e quando ad esterno è crociato, tutte cose che mi sono portato avanti negli anni e che mi ritrovo anche adesso perché ho comunque dolori al ginocchio. Direi che sono stato sfortunato perché avrei potuto ambire ad una carriera calcistica più lunga“.

D. Carriera calcistica che, almeno a livello professionistico, è terminata ad Andria, che ricordo hai di quella esperienza?

R. “Si ad Andria sono stato 6 mesi, dopo i quali ho giocato solo a livello di dilettanti ed eccellenza. Anche nella città pugliese mi sono trovato bene sia con i compagni di squadra sia con i tifosi che mi sono sempre stati vicini“.

D. Sei stato un anno a Pisa, che ricordi hai di questa esperienza?

R.”Mi ricordo che quando arrivai li ero già contratto ed avevo dei problemi e d’accordo con l’allora direttore sportivo nerazzurro Gianluca Petrachi, che mi è stato vicino dandomi una grossa mano e che ringrazierò sempre, andai a Giulianova a fare una preparazione di 4 settimane allenato da un preparatore atletico amico appunto del ds salentino e quando feci ritorno a Pisa in ottobre stavo bene anche a livello fisico”.

D. Poi è stato anche un anno felice con il Pisa che conquistò la serie B…

R. “Si ero aggregato nella rosa guidata da Mister Piero Braglia, mi sono allenato e la squadra andava bene, io avevo bisogno di tempo ed ho aspettato il mio turno, ma quando sono stato chiamato in causa, in campo ho sempre dato il massimo per quello che potevo“.

D. Quindi porti con te un bel ricordo di Pisa e dell’ambiente nerazzurro?

R. “Assolutamente si, ricordi assolutamente stupendi. Pisa è una bella piazza, calorosa, esigente giustamente, la serie B è il minimo, i tifosi ti incitano sempre e c’e sempre stata una grande presenza di pubblico che è decisamente il dodicesimo uomo in campo. Sono stato bene con i compagni di squadra e con la città ed alla fine abbiamo conquistato una promozione straordinaria con il Monza in un ‘Arena strapiena“.

D. Ti è capitato di seguire il Pisa attuale prima del blocco del campionato?

R. “Certo, l’ho sempre seguito e poi li c’è un mio ex compagno di squadra, Davide Moscardelli, con cui ho giocato nella Triestina, che saluto“.

D. Davvero grande “Moscagol” che a dispetto dell’età, non solo non alza “bandiera bianca”, ma anzi rilancia e vuol giocare ancora, che ne pensi?

R. “Se ha la possibilità di continuare a giocare deve assolutamente farlo e poi vedo che sta bene. Davide è bravo e forte, gioca per la squadra, è un valore aggiunto per il Pisa ed un giocatore di categoria. È giusto che continui“.

D. Sei fiducioso in una ripresa del calcio giocato dopo questi mesi di blocco a causa del Covid 19?

R. “Sicuramente è una scelta molto difficile quella di una decisione se tornare a giocare o meno perché qualunque sarà, è un ritorno dopo un periodo negativo come questo della pandemia Covid 19. Dico solo che a livello magari mentale il calcio può fare bene alla gente, specialmente in un momento in cui le persone hanno tante cose per la testa, quindi lo vedrei come uno svago anche se si giocherà a porte chiuse ma se ne tornerebbe a parlare. Bisogna provare a ripartire. Inoltre a livello economico sarebbe un problema fermarsi, poi ci sono le questioni delle promozioni, della Champions e delle retrocessioni. In Francia hanno chiuso il campionato ma la squadra del Lione ha fatto ricorso contro questa decisione, quindi, ripeto, è giusto provare a ripartire chiaramente in sicurezza anche per dare al paese l’imput che sta andando tutto per il verso giusto“.

La foto sopra di Francesco Ciullo è di Giacomo Vaiani

PISA – Oggi mercoledì 29 aprile è il compleanno di Luca Giannini, che spegne 72 candeline. Giannini è l’ultimo allenatore del Pisa ad aver portato i nerazzurri nella massima serie. Luca Giannini è nato a Sinalunga in provincia di Siena nel 1948, ma è pisano a tutti gli effetti. Da calciatore oltre a quella del Pisa, ha vestito le casacche di Nardò, Pistoiese e Viareggio.

di Maurizio Ficeli

La sua carriera di allenatore iniziò nel Pisa dove Romeo gli conferì l’incarico di affiancare come vice di mister Luís Vinício, dal 1982 al 1983 in serie A, ed in seguito per un breve periodo mister Bruno Pace. Poi ha allenato il Pisa come mister titolare in serie B nel campionato  1989-1990 conquistando la storica promozione in Serie A. Nella stagione successiva sempre in serie A venne confermato alla guida dei neroazzurri e gli fu affiancato come direttore tecnico Mircea Lucescu. Poi l’anno dopo, con la retrocessione, venne riconfermato alla guida della squadra ma esonerato dopo 3 gare. In seguito si apri per lui una carriera nelle nazionali di calcio, prima, nell’anno dal 1993 al 1997 è stato selezionatore della Nazionale Under 19. Poi dal 1997 al 2000 ha affiancato Marco Tardelli sulla panchina della Nazionale Under 21, vincendo un Europeo di categoria e partecipando alle Olimpiadi di Sydney.

Ha seguito Marco Tardelli come vice all’Inter, al Bari, nella Nazionale dell’Egitto e all’Arezzo. Dopo essere stato fermo per diversi anni, il 29 settembre 2011 accetta l’incarico di vice-allenatore della Pistoiese in Serie D, con mister Alessandro Birindelli,avventura che dura solo un mese in quanto entrambi vengono esonerati con la squadra arancione all’ultimo posto della classifica. Da ormai tre stagioni ricopre la carica di responsabile della Scuola Calcio dell’Asd Pisa Ovest. Giannini è comunque una istituzione per Pisa e per i colori nerazzurri di cui ha scritto una parte consistente di storia ai tempi della presidenza di Romeo Anconetani che aveva molta stima in lui ed ascoltava volentieri i suoi consigli.

AEROPORTO DI LAMEZIA TERME. Aneddoti ed episodi nei suoi rapporti con Romeo ce ne sarebbero tanti, ma chi scrive, essendo stato in quel periodo dipendente del Pisa Sporting Club, ne ricorda uno in particolare all’aeroporto di Lamezia Terme di ritorno dalla trasferta di Catanzaro persa per 1-0. Arriviamo all’aeroporto calabrese dove dobbiamo imbarcarci con la squadra ed il presidente destinazione Pisa, su un volo charter prenotato, ma l’aereo non c’era perché era nel frattempo andato a fare un servizio a Bologna. Romeo già incavolato per la sconfitta diventò una furia e quando l’aereo fece ritorno a Lamezia a tarda ora se la prese con i piloti che a quel punto non volevano più decollare verso Pisa. Ebbene proprio mister Luca Giannini, coadiuvato dal suo vice Mauro Viviani, andò a trattare con i piloti che alla fine si decisero a partire e il charter decollò da Lamezia anche se molto tardi per arrivare a Pisa intorno alle 3 di notte. 

PISA – In questa situazione di quarantena nella quale il calcio è fermo Pisanews ha contattato un ex centrocampista nerazzurro che ha giocato nel Pisa guidato da Mister Rino Gattuso nel campionato di serie B 2016/17 collezionando 19 presenze. Stiamo parlando di Andrea Lazzari, bergamasco doc, classe 1984 di scuola Atalanta, che ha sviluppato la sua prestigiosa carriera calcistica, oltre che nella “Dea”,  squadra del cuore, in clubs importanti quali Cesena, Piacenza, Grosseto, Cagliari, Fiorentina, Udinese, Carpi e Bari da dove giunse all’ombra della Torre Pendente, e dopo 2 anni al Fano in serie C, è ora alla Vigor Senigallia, squadra di Eccellenza marchigiana. Con lui, oltre che di calcio, abbiamo parlato del flagello Covid 19 che ha colpito in maniera particolare la sua Bergamo.

di Maurizio Ficeli

D. Grazie, Andrea, per la tua disponibilità, sei alla Vigor Senigallia, perché questa scelta?

R. “Il perché è molto semplice in quanto Senigallia è la città nella quale ho deciso di vivere con mia moglie, che è di queste parti e con mia figlia, dopodiché ho avuto contatti con Franco Federiconi, presidente della Vigor Senigallia e con il direttore sportivo Moroni che mi hanno illustrato un po’ il progetto e la storia che hanno li da quando sono dirigenti e mi hanno dato entusiasmo e così ho accettato volentieri di far parte di questa famiglia. Poi a livello di rapporti personali ho trovato delle brave persone che non sempre nel calcio si riescono a trovare”.

D. Se devi fare un bilancio riguardante la tua carriera calcistica sei soddisfatto o hai qualche rammarico?

R. “Forse potevo stare aggrappato un po’ di più al treno della serie A nel senso che qualche situazione un po’ storta che mi è capitata durante il cammino mi ha portato purtroppo a non credere più nei progetti delle squadre in cui mi trovavo, in quanto ero stato messo da parte in qualche squadra, quindi situazioni poi dove ho cambiato maglia a metà anno e nelle quali dopo diventa difficile imporsi in quanto ci sono già delle gerarchie specie arrivando dopo qualche anno di inattività. Però tutto sommato mi ritengo abbastanza soddisfatto della carriera che ho fatto anche se, magari ripensando a quello che è stato, avrei potuto mettermi più in discussione per cercare di restare a grandi livelli ancora oggi”.

D. Sei stato in diverse piazze calcistiche, ne ricordi qualcuna in particolare?

R. “Bene o male, tutte le piazze nelle quali ho giocato le ricordo con piacere perché ovviamente cambiare città, gente, modi di fare ed usanze è molto bello e ti apre la mente, e poi riesci a conoscere le persone e le diversità che ci sono fra una città e l’altra. Detto questo ricordo con piacere Grosseto, dove mi sono trovato bene con mister Pioli che mi ha dato fiducia, in quanto ero appena uscito dal settore giovanile dell’Atalanta ed avevo fatto qualche piccola esperienza fra Cesena e Piacenza, oltre a qualche anno precedente in prima squadra nell’Atalanta, poi c’è Cagliari, piazza nella quale ho iniziato a giocare nel calcio che conta, poi Firenze e la stessa Pisa… “.

D. A proposito di Pisa, che ricordi hai di quel periodo?

R. “A Pisa non sono stato tantissimo, il mio fu un arrivo un po’ travagliato, all’inizio non potevo giocare perché non avevo ancora firmato il contratto che poi firmai quasi due mesi dopo. Ricordo con piacere i tifosi pisani, che sono stati magnifici specie in un periodo come quello, dove c’era una situazione di totale sbando a causa della “gestione” societaria di quel tempo. In tutto quel caos i tifosi nerazzurri sono stati veramente un’arma in più dimostrandosi persone con la testa sulle spalle, aiutandoci in tutti i modi possibili”.

D. Ti capita di seguire il Pisa attualmente?

R.”Guardo la classifica del Pisa così come quella delle squadre in cui ho giocato ed ho visto che fino al momento del blocco del campionato, la squadra nerazzurra stava facendo un campionato più che buono. Qualora si dovesse ricominciare, speriamo che il Pisa possa lottare per le posizioni alte della classifica”.

D. Diverse tifoserie hanno chiesto a gran voce di bloccare definitivamente i campionati a causa di questa pandemia del Covid 19, qual è la tua opinione in proposito?

R. “Credo che se per adesso non ci sono le premesse per giocare, è giusto fermare tutto e non ricominciare neanche, nel senso che ho sentito che si voleva riprendere a porte chiuse, anche se è inguardabile una partita, seppur in tv, però senza i tifosi. Se questa situazione si dovesse protrarre, è giusto non ricominciare più, almeno quest’anno, anche per rispetto della gente che sta soffrendo per la perdita di persone care. È anche vero che ricominciare potrebbe anche essere una valvola di sfogo per ridare inizio alla vita normale nel migliore dei modi, anche se è un po’ difficile. Certo, il pensiero fra l’opinione pubblica su questo tema è diviso fra chi vorrebbe ricominciare e chi invece no soprattutto per rispetto della gente che sta soffrendo”.

D. Sei bergamasco doc, come stai vivendo la situazione che attanaglia in particolare la tua città? 

R. “Purtroppo la sto vivendo con molta preoccupazione, sono in contatto continuo con i miei genitori e con i parenti e mi parlano di una situazione veramente disastrosa. Adesso a Bergamo è stato allestito un nuovo ospedale nella zona della Fiera grazie all’intervento degli alpini e degli ultrà dell’Atalanta, oltre che dalla protezione civile, e tutta questa gente ha dato una grossa mano, però mi viene detto che si sentono continuamente passare le ambulanze oltre alle campane delle chiese cittadine che suonano a morto. Anche in questo periodo ci sono diverse salme che vengono portate a cremare a Firenze, in quanto qui i posti sono esauriti. Insomma, è una situazione disastrosa”.

PISA – In questo periodo particolarmente difficile Pisanews ha intervistato un ex giocatore che ha dato lustro ai colori nerazzurri, stiamo parlando di Lamberto Piovanelli, classe 1964, pisano a tutti gli effetti visto che nella città della Torre Pendente è rimasto anche dopo aver appeso le classiche scarpette al chiodo ed ultimamente con la compagna Michela Cecchelli ha dato il via ad una attività di generi alimentari dal nome davvero originale “Pane e Vino dal Piova“, in via Spartaco Carlini, nel quartiere Don Bosco – Pratale. Con lui abbiamo parlato, oltre che di calcio, del momento che sta vivendo la sua attività ed il commercio in generale in questo periodo di Covid-19

di Maurizio Ficeli 

D. Salve Lamberto, come è nata l’idea di aprire questa nuova attività? 

R. “L’idea di mettere su questo negozio c’era da tanto tempo, con la mia compagna era tanto che stavamo cercando una cosa che ci piacesse per poter cominciare e l’avevamo già individuata lo scorso anno poi, per una serie di motivi non si è potuta definire, invece quest’ anno ci siamo convinti trattando la cosa prima che accadesse questa situazione del Coronavirus. È chiaro che si sarebbe potuto cominciare con più calma, aprendo verso aprile o maggio, invece ci siamo ritrovati in questo casino dalla mattina alla sera e così abbiamo deciso di fare tutto velocemente, aprendo il prima possibile anche perché un negozio in più non avrebbe fatto male in un momento come questo pieno di code interminabili nei supermercati, quindi avere un punto di riferimento in più penso sia utile“.

D. Tra l’altro fate un servizio di trasporto spesa a domicilio…

R. “Certo noi facciamo servizio a domicilio, il ché significa in maniera completa, dal pezzetto di pane ad una spesa più completa, vale a dire che anche chi non fa una spesa grossa deve avere lo stesso servizio e nel giro di un’ora massimo due viene consegnato tutto, pezzettino di pane compreso“. 

D. Come sono divisi i compiti in questa attività commerciale? 

R.”Michela è la proprietaria e mi insegna come fare a volte mi fa anche qualche cicchetto, lei è il “motore” dell’ attività anche perché ha avuto già esperienza in un settore come questo, mentre io sono un tuttofare che cerca di dare una mano dove è necessario“.

D. Te la saresti aspettata una epidemia di queste proporzioni? 

R.”No e ritengo che nemmeno Alfred Hitchcock avrebbe potuto pensare che venisse fuori una pandemia del genere che portasse a sconvolgere il mondo intero da tutti i punti di vista, sia da quello finanziario, economico e sociale, nel quale la vita dei cittadini è stata messa in difficoltà da questo virus“. 

D. Stante questa situazione quali sono i tuoi auspici per il futuro delle attività commerciali? 

R.”Premesso che il commercio lo avevo già vissuto e poi lo avevo abbandonato, ti posso dire, anche parlandone con altri commercianti, che quando tutto si sarà fermato e si potrà ripartire, spero con il cuore che tutte quelle serrande rimaste abbassate possano tornare a riaprirsi, e che ogni attività possa ripartire, e che questa situazione sia considerata solo come un brutto ricordo“.

D. Come andata l’attività del negozio in questo periodo di quarantena? 

R. “Il negozio ha lavorato perché essendo un esercizio alimentare di prima necessità che vende vino da mescita, pane e generi alimentari ha la possibilità di stare aperto. Ripeto, questa attività era una cosa che avevamo nel buzzo da tempo, ma appunto per questa situazione abbiamo dovuto anticipare i tempi. L’unica cosa è che negli ultimi 10 giorni prima dell’apertura abbiamo dovuto velocizzare il tutto per poter partire anche perché rimanere in stand by così tanto tempo non sarebbe stata una buona cosa, ma abbiamo dovuto sistemare delle pratiche a livello burocratico per poi avere il via“. 

D. Prima di arrivare al Pisa, sei stato un giocatore dell’Atalanta, quindi conosci la città di Bergamo e ti sarai informato sulla tragica situazione che la attanaglia…

R. “Premetto che non so se ho fatto la cosa giusta e sicuramente ho sbagliato, ma dopo aver dato una mano in negozio, tornare a casa e mettermi a guardare quelle scene sia di morti che di gente intubata in Italia ed in particolare nella città orobica, non mi riusciva e la sera cercavo di rilassarmi e di tranquillizzarmi guardando altre cose, però quando capitava che vedevo scene da quella città meravigliosa che è Bergamo, dove ho vissuto, mi è rimasta negli occhi quella delle file di camion militari che portavano via quelle bare e questo mi ha dato una infinita tristezza al cuore “. 

D. A tuo avviso come se ne verrà fuori da questa situazione paradossale ? 

R.”Non so come ne verremo fuori ma da italiani son sicuro che troveremo la maniera e torneremo più forti di prima, anche se la ferita, cosa che chiamarla tcon tale termine è limitativo, è indubbiamente grossa perché veramente quello che è successo da un mese a questa parte è oltremodo allucinante“. 

D. Secondo te i campionati di calcio vanno ugualmente portati a termine? 

R. “Penso che i campionati di calcio vadano ripresi e questo qualora ci siano le condizioni per poter ritornare a giocare, e sperò altresi che il mondo del calcio non si ridicolizzi forzando questa cosa, ma attenda il momento quando si potrà veramente tornare ad una situazione di tranquillità e di sicurezza, affinché l’ambiente calcistico non rimanga in antipatia al restante mondo di rinunce degli altri settori, anche perché parlando del calcio pare che ci siano delle priorità rispetto al “mondo normale”, quindi non facciamoci prendere sulle scatole a tutti per decisioni che potrebbero andare contro il bene di tutti

D. Da navigato uomo di calcio, qual è nello specifico la tua ricetta? 

R. “Quella che il pallone, qualora si sbloccasse la situazione, dovrà riprendere da dove si è fermato, che lo si faccia questa estate o il prossimo inverno o la prossima estate del 2021 non importa, ma il mondo del calcio deve finire ciò che ha iniziato. Slitteremo di un campionato, ne salteremo uno, tutto quello che ti pare, ma i tre campionati di A B e quelli di serie C devono assolutamente finire quello che hanno cominciato, anche perché in caso contrario e per portare un esempio, che motivazione si potrebbe dare ad un Benevento che sta stravincendo il campionato cadetto? Gli dici che il campionato non è più valido e bisogna ricominciare da capo? Sarebbe una cosa assurda, qui ci sono in ballo soldi, sudore e fatica di città e società intere. In serie A deve essere assegnato lo scudetto e le coppe e le retrocessioni, questa è una cosa che l’Europa deve fare in maniera unita e non a scaglioni“. 

D. Per concludere, qual è il tuo giudizio sul Pisa prima che ci fosse la sospensione del campionato? 

R. “Il Pisa stava facendo un buon campionato, anche se sicuramente inferiore a quelle che sono le sue possibilità perché ha un ottimo allenatore come Luca D’Angelo, possiede una società stupenda come quella guidata dalla famiglia Corrado, un settore tecnico all’avanguardia e di primo ordine a cominciare dal direttore sportivo Roberto Gemmi ed una buonissima squadra, anche se poi, per una serie di motivi e non me ne voglia chi si occupa della cosa perché la mia è una critica costruttiva, a livello di condizione atletica abbiamo sofferto un po’ e non abbiamo avuto momenti felici, non so da cosa sia dipeso ma se avessimo avuto almeno i tre quarti nelle gambe avremmo potuto avere una classifica ancora migliore. Invece purtroppo abbiamo preso dei gol all’ultimo minuto tipo ad Empoli e a Crotone e questo dopo aver disputato dei primi tempi straordinari. A mio avviso abbiamo perso tanti punti per una condizione fisica non buona. Quando riprenderemo sarà un punto interrogativo incredibile, perché non possiamo sapere, dopo la sosta, in che condizioni di competitività  saranno tutte le squadre, ma per ciò che riguarda il nostro Pisa speriamo, qualora si riprenda, che si possa tornare a sorridere ancora di più di quanto abbiamo sorriso ora“. 


PISA – In questo periodo dove tutto il paese è in stand by e dove anche l’attività calcistica è, di conseguenza, ferma, Pisanews ha contattato un ex centrocampista nerazzurro che ha giocato all’ombra della Torre Pendente due anni in serie B dal 2007 al 2009 per poi ritornarvi in serie C nel 2012: stiamo parlando di Gael Genevier, francese di Saint Martin D’Eres classe 1982, che ormai da due anni gioca a Bergamo nell’AlbinoLeffe e sta vivendo da vicino il dramma che stanno attraversando in particolare le popolazioni di quei territori a casa del Covid 19.


di Maurizio Ficeli


D. Grazie Gael per la tua disponibilità, cominciamo subito col parlare dell’AlbinoLeffe, come stava andando la squadra prima dell’interruzione del campionato?


R. “
Direi abbastanza bene, visto che l’obiettivo dell’AlbinoLeffe era quello di fare un campionato tranquillo, cercando di raggiungere la salvezza il prima possibile, ormai siamo quasi usciti dalla zona playout, anche se ancora manca un punto per centrare l’obiettivo ed i presupposti ci sono tutti, siamo sulla strada giusta“. 


D. Con gli allenamenti come vi siete organizzati? 


R.”
Abbiamo un appuntamento quotidiano via Skype con il preparatore atletico della società, facciamo una seduta di allenamento di 1 ora, anche se l’impegno in casa non può essere massimale, quindi è soltanto per cercare di muoversi, chi di noi ha il giardino ha la possibilità di fare qualcosa di più, ma certo è una cosa limitata ed è complicato mantenere una forma discreta perché non si può uscire per fare degli esercizi all’esterno come era permesso diverse settimane fa“.

 
D. Vivi a Bergamo, come è la situazione? 


R. “Non potendo uscire di casa le notizie che ho sono quelle che si apprendono quotidianamente dagli organi di informazione. Certo qua la situazione era già abbastanza complicata da tempo ed avendo noi come squadra il nostro medico sociale che lavora presso la rianimazione degli Ospedali Riuniti di Bergamo, egli ci aveva un po’ accennato le difficoltà che c’erano“. 


D. Tra l’altro ha impressionato tutta Italia quella” processione” di camion militari carichi di bare che ha attraversato la città orobica…


R. “
Le immagini delle bare sui camion militari che transitavano nella zona centrale di Bergamo hanno sicuramente colpito tutta Italia ma più da vicino tutte le popolazioni delle zone di Bergamo e di Brescia“.

 
D. Da ex parliamo ora del Pisa, che nell’ultimo impegno prima dello stop ha vinto il derby con il Livorno in un ambiente surreale, hai avuto modo di vedere in tv la gara? 


R. “
No, non ho visto la partita, anche se nei giorni precedenti a tale gara mi avevano chiamato da un’emittente pisana per chiedermi un parere ed io ho detto che questo derby sarebbe stato come una gara amichevole del mercoledì, perché veniva tolto tutto ciò che poteva essere il bello che caratterizza un derby. Detto questo direi che per il Pisa è stata una vittoria importante anche se indubbiamente con la classifica corta ci sarà da lottare, perché, a parte il Livorno in fondo alla classifica ed il Benevento in cima, la salvezza anche per il Pisa non è ancora sicura, sarebbero importanti due vittorie di seguito. Qualora dovesse riprendere la stagione calcistica, sarà un fine campionato complesso per il Pisa“. 


D. Per concludere, Gael, ti auguro di giocare ancora per molti anni, , ma hai anche pensato a cosa farai in futuro? 


R. “
Guarda, ne parlavo con il mister dell’AlbinoLeffe Zaffaroni che vista la situazione che c’è uno vorrebbe finire con un contesto magari diverso da quello di ora, oltre al fatto che mi sento bene, non ho problemi fisici particolari, sono motivato, quindi mi toccherà giocare almeno qualche altro anno. Quindi la voglia di continuare a giocare c’è, il fisico risponde bene, al resto ci penserò quando sarà il momento“.

PISA – In questo periodo surreale dove tutto è fermo, a parte le attività essenziali e dove anche la pratica calcistica è bloccata, Pisanews ha voluto sentire il parere di Gianluca Savoldi ex attaccante nerazzurro. Il celebre “Dumbo-gol“, originario proprio di Bergamo, città che insieme a Brescia e Cremona, stanno vivendo un periodo ancora più critico rispetto ad altre zone del paese a causa della pandemia del Covid-19.


                                            di Maurizio Ficeli 


D. Grazie Gianluca, per la tua disponibilità, come stai vivendo questa situazione surreale?

R. “La sto vivendo in casa, in una situazione di stand by come tutti. Riguardo al lavoro che svolgo ho una partita I.V.A. essendo un libero professionista, oltre ad avere un negozio di ottica a Bergamo, che è un’attività commerciale di famiglia. Sono un lavoratore autonomo che quindi non rientra nella categoria di quei lavoratori che hanno una deroga per poter lavorare e direi che sono sfortunato da un lato mentre son fortunato dall’altro, perché stare a casa può anche essere un privilegio e non una punizione, mentre non poterci stare è un sacrificio per coloro che devono garantire servizi importanti quali la sanità ed i generi alimentari. Personalmente esco solo per fare la spesa, ma è chiaro che a livello di lavoro per me questi mesi sono improduttivi”.


D. Mentre a livello calcistico cosa stai facendo?

R. “Ho ricominciato da tre anni, tornando sul campo come allenatore, guidando per 2 anni gli under 19 della Pro Sesto, mentre questo anno sono a Lugano, in Svizzera, città vicina a quella di mia moglie, che è di Como, dove alleno gli under 17. Certo, il campo mi sta mancando, mi mancano le partite di calcio dei miei ragazzi e quelle del calcio in genere, comprese quelle dell’Atalanta, mia squadra del cuore“.


D. Sei stato a Pisa, piazza dove i tifosi ti ricordano sempre con grande affetto: hai avuto modo di informarti sul campionato della squadra nerazzurra?


R. “Premesso che le ultime partite, a livello generale, sono state vissute dai tifosi in maniera molto singolare con emozioni” strozzate “, sono molto contento che il Pisa abbia vinto il derby con il Livorno e che la squadra nerazzurra sia in serie B a lottare per qualcosa di importante, perché la salvezza non è accontentarsi ma è qualcosa di rilevante. Certo, il cammino sarà duro e ci sarà da soffrire perché la caratteristica del campionato cadetto è fatta di alti e bassi, ma il Pisa ha tutte le carte in regola per arrivare bene in fondo al campionato“.


D. Secondo te, vista la situazione attuale, si arriverà a portare in fondo i campionati di calcio?


R.”Sai, questa è una situazione in forte discussione, nella quale è difficile poter fare una previsione, almeno al momento, anche se a mio avviso sarà dura poter terminare il campionato regolarmente. Staremo a vedere, l’auspicio è quello di riiniziare presto, vorrebbe dire che questa emergenza sarebbe alla fine contro un “avversario invisibile“.


D. Riguardo all’emergenza Coronavirus, a tuo avviso è stato fatto il massimo o si poteva fare di più?


R. “Sicuramente sono stati fatti errori notevoli da chi avrebbe dovuto garantirci una protezione che non c’è stata. Ma ormai non è il momento delle polemiche, bisogna stare uniti per cercare di uscire da questa situazione. Ripeto, errori ne sono stati fatti oltre ad averci confuso le idee“.


D. Essendo di Bergamo, come stai vivendo la situazione nella tua città?


R.”Ne ho risentito anche a livello personale, avendo avuto sia persone vicine che mi sono venute a mancare e sia persone care nel “campo di battaglia”. Certo, ho paura per tutti i miei cari, ma spero che tutto torni alla normalità. Voglio però sottolineare che anche in questi momenti non è una cosa irrispettosa pensare anche al calcio, perché anche la gente ha bisogno di qualcosa con cui potersi distrarre, anche se nessuno vorrebbe ritornare negli stadi con certi pesi nel cuore“.


D. Visto che parliamo di calcio, la situazione dell’Atalanta, tua squadra del cuore, qual è la situazione?


R.”L’ Atalanta è in quarantena, ci sono stati diversi casi anche nelle squadre che la Dea ha incontrato come il Valencia. Per ciò che riguarda una realtà a noi vicina come il Brescia, vedo un po’ confuso il presidente delle rondinelle Cellino che afferma che il campionato deve terminare ora. Ma l’Atalanta rispetto al Brescia ha l’obiettivo della Champion ad aprile quindi di conseguenza sarebbe chiamata a riprendere gli allenamenti, anche perché la obbligherebbero le direttive Uefa”.


D. In questo momento come è la situazione della pandemia del Coronavirus nel triangolo che va da Bergamo a Brescia?


R. “Tra le province di Bergamo, Brescia, ed io includerei anche Cremona, siamo in una situazione drammatica, sembra il fronte di una guerra tipo quella del 1915/1918. Se da qualche parte di Italia si” cazzeggia “ancora, qui da noi c’è un grande silenzio, pochissima vita, con ospedali in situazioni drammatiche, dove non si fa altro che contare vittime, ora da 600 vittime siamo tornati ad oltre 700,quindi una situazione ancora lungi dal risolversi“.

PISA – Benevento – Pisa sarà la super sfida della prima giornata di ritorno del campionato di serie B che torna dopo la sosta. Per presentarci il match di questa sera alle ore 21 al Ciro Vigorito abbiamo intervistato un doppio ex Stefano Dicuonzo, che appese le scarpe al chiodo,fa parte dello staff di mister Piero Braglia al Cosenza.

di Maurizio Ficeli

D. Grazie, Stefano, per la tua disponibilità, di cosa ti occupi attualmente?

R. “Faccio parte dello staff di mister Piero Braglia al Cosenza, dove rivesto il ruolo di aiuto tecnico, che consiste nell’organizzazione e nella programmazione degli allenamenti insieme appunto al Mister, all’allenatore in seconda ed ai preparatori, coordinandoci tutti quanti”.


D. Quindi hai chiuso con il calcio giocato?


R. “Si, ho smesso, l’ultimo anno da calciatore è stato nel Roccella, squadra calabrese di serie D.”

D. Pur essendo originario del Piemonte, vivi da anni in Calabria, come mai?


R. “Si, sono nato a Torino vivo lì da 10 anni, precisamente a Catanzaro Lido, dove lavora la mia ragazza che è di Crotone e che conobbi quando giocavo nel Catanzaro, quindi una scelta dettata dal cuore”.

D. Ritornando al tuo ruolo di aiuto tecnico, mirerai senz’altro in futuro ad un traguardo più ambizioso, vero?

R. “Ho già preso un primo patentino, quello di Uefa B, poi più avanti conto di prenderne un secondo, e più avanti spero di arrivare ad allenare, anche se intanto questa esperienza che sto facendo al Cosenza è importante per imparare i trucchi del mestiere”.

D. Come ti trovi a lavorare al fianco di un tecnico esperto quale Piero Braglia?

R. “Mi trovo molto bene con lui, lo conosco da tanti anni, e poi quello del Cosenza è un ambiente dove si lavora davvero bene sia con lui, con l’allenatore in seconda e con tutto lo staff tecnico, quindi per me un’esperienza positiva in tutti i sensi”.

D. Che ricordi porti con te della tua esperienza a Pisa?

R. “Di Pisa ho dei ricordi bellissimi, da voi sono stato molto bene, anche se quell’anno con mister Braglia in serie C non riuscimmo ad ottenere quello che ci eravamo prefissati, però io porto con me il ricordo di una bella piazza, di una bella realtà e di una tifoseria appassionata. Si, purtroppo, ebbi un infortunio e l’anno dopo rimasi fuori rosa, ma io cerco di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, quindi, ripeto, ho ricordi positivi”.


D. C’è qualche episodio od aneddoto che ti è rimasto impresso di quegli anni? 

R.” Più che episodi od aneddoti, amo ricordare in particolare la gente più umile che mi è rimasta impressa, quindi oltre ai tifosi, penso ai magazzinieri Claudio Gavina e Claudio Del Guerra, oppure al custode del campo, persone che erano davvero l’anima del Pisa, malgrado le difficoltà che c’erano”.

D. Senti ancora qualche compagno di quel periodo in nerazzurro?

R.” Si, capita di sentirmi con parecchi compagni di quel tempo, tipo Antonio Montella, Simone Fautario, Paolino Rozzio, Pippo Costa e Stefano Morrone che tra l’altro è qui di Cosenza”.

D. Sei un ex del Benevento, prossimo avversario del Pisa, cosa ci puoi dire di quell’ambiente?

R.” Benevento è un’altra bella realtà ed è indubbiamente la squadra accreditata a salire in serie A, anche se molto dipenderà da come affronteranno le prime 6 o 7 partite del girone di ritorno. Credo però che il Pisa possa metterli in difficoltà, anche perché dopo la sosta si azzera tutto, condizione fisica ed altre componenti che possono incidere, quindi penso che i nerazzurri possano dare fastidio ai giallorossi sanniti, anche perché il Pisa parte sempre a duemila, però quando certi ritmi vanno ad abbassarsi ed il dispendio di energie diventa alto, bisogna che da parte dei nerazzurri ci sia un po’ più di attenzione “.

D. Cosa ti ha colpito in particolare della squadra allenata da Mister Luca D’Angelo?

R.” Mi ha colpito, appunto, come affrontano i primi 20/30 minuti di ogni partita, quando riescono ad essere molto aggressivi, specialmente in casa “.

D. Con il mercato di gennaio sono arrivati due nuovi acquisti, il centrocampista Danilo Soddimo dalla Cremonese e l’attaccante Luca Vido dal Crotone via Atalanta, cosa ne pensi di questi due nuovi inserimenti?

R.” Sia il centrocampista che l’attaccante sono due giocatori che potranno dare una mano notevole alla causa nerazzurra”.

D. Tornando al Benevento, cosa ti ha colpito in particolare?

R. “Direi la concretezza, i giallorossi sono stati capaci di raddrizzare alcune partite in extremis, il Benevento è una squadra sempre in partita con giocatori di categoria superiore, possiedono qualità, basta citare centrocampisti del calibro di Viola, ma anche altri giocatori della rosa”.

D. Quale atteggiamento dovrà adottare il Pisa per poter uscire da Benevento con un risultato positivo?

R. “I nerazzurri dovranno cercare fin da subito di alzare i ritmi della gara, sarà importante cercare di portarsi in vantaggio, concedendo il meno possibile agli avversari e sfruttando le minime occasioni che possono capitare, bloccando più spazi possibili agli avversari, anche perché il Benevento come qualità ha dimostrato di essere superiore, quindi sarebbe deleterio lasciargli il pallino del gioco”.

PISA – La partita fra Pisa e Cosenza si sta avvicinando a grandi passi e Pisanews ha contattato un ex portiere del Pisa ai tempi della presidenza Anconetani, che giunse all’ombra della Torre Pendente proveniente proprio dalla società silana. Stiamo parlando di Luigi Simoni, classe 1965, ferrarese di Massa Fiscaglia.

di Maurizio Ficeli

Qualche mese fa è stato presente al Teatro Verdi per una cerimonia in ricordo di Romeo a 20 anni dalla sua scomparsa.

D. Ciao Gigi, grazie per la tua disponibilità, di cosa ti occupi attualmente?

R. “Della mia famiglia e basta. Francamente il calcio non mi manca, sto bene così e mi sto disintossicando un po’ anche perché questo non è più il calcio che ho conosciuto io ai miei tempi”.

D. Cosa è che non va nell’ambiente calcistico di questi tempi?

R. “Io ero abituato ad avere a che fare con amici veri e non solo con compagni di squadra, mentre attualmente vedo che non c’è più quel senso dell’amicizia e dell’appartenenza, è tutto più costruito, mancano i rapporti che c’erano in passato, quindi preferisco tenermi i ricordi belli di una volta”.

D. A proposito, che ricordi hai di Pisa?

R. “Sono tornato ultimamente per il ventennale della scomparsa del Presidente Anconetani ed è stato fantastico ritrovare i vecchi compagni di squadra, vedere tanta gente che non incontrarvi da una vita, riabbracciare tanti tifosi, e queste sono belle sensazioni che ti fanno stare bene, peccato che certe occasioni non capitino di frequente, ma quando ci sono fanno piacere. Pisa fa parte della mia carriera calcistica, è la squadra dove ho vinto ed ho conosciuto la mia notorietà personale più che in altri posti, anche perché c’era appunto un Presidente come Romeo Anconetani, che era un grande e sapeva vendere il proprio “prodotto” in maniera incredibile, perciò i ricordi non possono che essere positivi”.

D. Domenica all’Arena si affronteranno Pisa e Cosenza, altra tua ex squadra, cosa ti fa venire alla mente questa gara?

R.”È una partita un po’ “complicata” per me, anche perché mi viene a mente la gara giocata a Cosenza con la maglia del Pisa e vinta 4 a 1 ed un po’ soffro perché io mi aspettavo di affrontare la mia ex squadra da avversario, ma qualche settimana prima si seppe che la morte del mio amico ed ex compagno di squadra al Cosenza, non si era suicidato, ma bensì era stato ucciso, affrontai quella partita con tanto dolore nel cuore, si vinse sul campo, ma avrei voluto che la squadra avversaria fosse al completo con il mio amico Donato Bergamini in campo”.

D. Cosa ha rappresentato per te Donato Bergamini e Cosenza?

R. “Io e Donato eravamo grandissimi amici, oltre che compagni di squadra, anche se volevamo prevalere l’uno sull’altro, come è giusto che sia, eravamo due ” animali da competizione “, non averlo affrontato da avversario in quella gara fra Cosenza e Pisa è il cruccio che mi porto dentro, oltre al dispiacere per la sua mancanza. Inoltre a Cosenza sono legato, lì oltre a Donato ho conosciuto altri compagni eccezionali come anche Padovano che poi venne a Pisa con me”.

D. Parliamo del Pisa attuale, qual è il tuo giudizio?

R. “Il Pisa sta facendo un grande campionato, oltre le più rosee aspettative, all’inizio pensavo che come neopromossa facesse fatica, invece sta dettando legge, quindi faccio i complimenti ai calciatori, allo staff tecnico ed alla società, affinché possano riportare il Pisa dove merita”

D. C’è qualche giocatore in particolare che ti ha colpito nella squadra nerazzurra?

R. “Sicuramente il portiere, perché Gori sta facendo grandi cose e mi sta veramente sorprendendo, è uno dei migliori portieri della serie cadetta ed auguro anche a lui di fare bene come feci io il primo anno che giocai in B”.

D. Mentre del Cosenza chi ti senti di citare?

R. “Anche nel Cosenza il miglior giocatore è il portiere Perina che un rendimento superiore rispetto al resto della squadra, anche se, a differenza di Gori, non è supportato dalla squadra in maniera adeguata. Quindi, a mio avviso, Gori e Perina sono i migliori giocatori delle due squadre “.

D. Che consiglio ti senti di dare ad entrambi gli allenatori in vista della gara di domenica?

R.” Premesso che i rispettivi allenatori non hanno bisogno dei miei consigli, dico che il Pisa sbaglierebbe, anche se non sarà così, a sottovalutare il Cosenza, che ha subito una contestazione dai propri tifosi in settimana e verrà a Pisa con il dente avvelenato per fare risultato a tutti i costi. Sarà un Cosenza da prendere con le molle, con una classifica che non rispetta il vero valore della squadra, ma che dovrà fare attenzione ad un Pisa forte che lotta su ogni pallone e che giocherà con il coltello fra i denti. Prevedo una gara dura, tosta e complicata, perché è un Pisa che sta andando bene anche se non deve fare dell’entusiasmo un ‘arma negativa “.

PISA – Dopo l’importante vittoria di Trapani, il Pisa è atteso da un’altra sfida fra le mura amiche contro un Cosenza alla ricerca di punti salvezza e guidato in panchina da Piero Braglia, ex nerazzurro per ben due volte trainer nerazzurro. Continue reading…

TRAPANI – Al termine del primo tempo fra Trapani e Pisa ha parlato l’ex portiere del Pisa Davide Morello, attualmente direttore sportivo del Messina.

Continue reading…

PISA – Dopo la sconfitta interna contro l’Entella, i nerazzurri sono chiamati ad un pronto riscatto in una gara difficile quale è quella di Trapani, contro una squadra nei bassifondi della classifica ma che venderà cara la pelle per riscattare lo 0-5 di Benevento. Per parlare di questo e di altro Pisanews ha contattato un ex difensore nerazzurro che militò in serie B nel Pisa allenato da Rino Gattuso. Stiamo parlando di Alessandro Longhi, classe 1989, bresciano di Salò.

Continue reading…