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Sport/Altro: Altre notizie di Sport

PISA – “Non possiamo più continuare soltanto a gestire l’emergenza: dobbiamo anche costruire un percorso che ci permetta di metabolizzare il nuovo scenario creato dal Covid. Cambierà il ruolo dello steward ma bisogna riflettere anche su come torneranno i tifosi allo stadio”. Sono alcuni dei temi emersi dall’incontro online organizzato giovedì dall’A.N.DE.S, l’Associazione Nazionale Delegati alla Sicurezza che in Italia riunisce oltre trentamila tra steward e Dge (Delegato alla Gestione dell’Evento), dal titolo “Nella ripresa le norme dimenticate”.

Gli ospiti – L’evento è stato aperto dai saluti di Ferruccio Taroni, presidente Andes. Al dibattito hanno preso parte poi il professor Antonio Zuliani, psicologo e psicoterapeuta, con il suo intervento intitolato “Vivere gli stadi dopo la pandemia”. A seguire, Giovanni Spitaleri, coordinatore nazionale dei delegati per la gestione evento per la Figc, che ha parlato di “Pianificazione e organizzazione dell’evento al tempo del Covid-19”. Poi Simone Marchini, Sales & Technologies Advisor Italy della Dallmeier, il quale ha affrontato l’argomento “L’occhio attento, la ricostruzione dell’accaduto”, mentre il presidente Taroni ha poi presentato il suo intervento intitolato “La gestione della sicurezza in questi tempi di incertezza”.

Foto tratta da calciowebpuglia


I temi. Tanti i temi affrontati in vista della futura riapertura degli stadi ai tifosi. “Viviamo oggi un momento di incertezza – ha spiegato il presidente Taroni – ma non possiamo restare sempre nell’emergenza. Il calcio sin da subito si è mosso per cercare di costruire qualcosa che andasse oltre la gestione dell’emergenza, iniziando a metabolizzare il momento attuale e soprattutto quelle variabili con cui dobbiamo imparare a convivere e lavorare. Per questo, Andes nei prossimi incontri che avrà con le istituzioni del calcio, punterà forte su tre temi: l’importanza della formazione degli steward, che non potrà avere più la dimensione pre-Covid; il reclutamento degli steward, che sarà un problema dal punto di vista burocratico, visto che lo era già prima del lockdown anche in riferimento ai ragazzi stranieri; il libretto dello steward, il nuovo contenitore che sarà riproposto al ministero. Altra riflessione: se è vero che lo steward non potrà più essere lo stesso rispetto al pre-Covid, c’è anche da chiedersi in che modo torneranno i tifosi allo stadio. Credo che in questi mesi sia mancato un maggiore coinvolgimento proprio dei tifosi proprio in ottica di una riapertura delle curve. In questa ottica, quando il calcio ripartirà ci sarà bisogno di steward con una formazione diversa rispetto a quella avuta fino al lockdown. Serve massima attenzione sulla formazione di queste figure, perché in futuro anche la complessiva organizzazione di un evento sportivo dovrà attenersi ai nuovi scenari dettati dal Covid 19. Servono indicazioni uniche e chiare per tutte le agenzie di formazione di questo settore. E il coinvolgimento pieno di tutti gli attori in campo”. 

PISA – La lista dei bookmaker con regolare licenza AAMS per il gioco a distanza cresce di anno in anno e, naturalmente, vi sono delle differenze evidenti tra i vari operatori: alcuni puntano fortemente sul palinsesto sportivo proponendo un numero di mercati superiore a quello dei competitors, altri preferiscono specializzarsi sulle promozioni, da sempre oggetto di interesse degli scommettitori.

Ma quali sono i parametri più importanti per giudicare (e di conseguenza scegliere) un bookmaker? Secondo Scommesse.org vi sono quattro fattori fondamentali da tenere in considerazione: l’offerta di benvenuto, la profondità del palinsesto, i metodi di pagamento e l’user experience.

Quali offerte di benvenuto scegliere

Il primo fattore è senza alcun dubbio l’offerta di benvenuto, il vero “biglietto da visita” di ogni sito di scommesse. Quasi la totalità dei bookmaker italiani presenta un bonus Sport (ma anche Casino, Poker e Bingo) per i nuovi clienti. A primo impatto verrebbe da dire che l’offerta migliore sia quella economicamente più alta. Risposta sbagliata: per attribuire un valore corretto ad un bonus scommesse è necessario tenere in considerazione diverse variabili. La somma totale del bonus è indubbiamente una di esse, ma non la più importante. Leggendo i “termini e le condizioni” di una determinata promozione verrete a conoscenza, tra le cose, della somma minima da ricaricare per attivare l’offerta di benvenuto, ma anche dell’importo minimo da scommettere per sbloccare il bonus e di conseguenza prelevarlo. Altro aspetto da considerare è il requisito di puntata: ossia la quota minima ritenuta valida quando dovrete piazzare una o più scommesse per sbloccare il bonus. Vi sono offerte dal valore massimo di 500 € sbloccabili in svariate tranche e con dei requisiti di puntata altissimi; al tempo stesso esistono offerte dal valore complessivo di 100 €, ma sbloccabili senza troppi patemi d’animo. Il nostro suggerimento è di optare sulla semplicità, ossia sulle promozioni attivabili con facilità.

L’importanza di un palinsesto profondo

Il palinsesto è il vero cuore pulsante di un bookmaker. A tal proposito è opportuno tenere in considerazione 4 componenti: le quote pre-match; le quote live, le antepost e la schedina. Per quanto concerne i primi due punti (pre-evento e livebetting), un buon sito di scommesse dovrebbe offrire ai propri clienti almeno 25 sport giocabili. Tale numero, ovviamente, varia in base al periodo dell’anno, in quanto vi sono discipline sportive “stagionali”. Al di là del numero di sport presenti, è molto importante fare un check anche sul numero di mercati per ogni singola disciplina, o perlomeno per gli sport più gettonati come il calcio, il basket e il tennis. A tal proposito lo scenario è molto variegato: vi sono bookmaker con oltre 1000 quote diverse per ogni singolo evento, altri con meno di 300. Come anticipato, è bene tenere in considerazione anche i mercati antepost, ossia quelli che permettono di pronosticare la vittoria di una squadra in un determinato torneo o campionato. Al tempo stesso, consigliamo di testare anche il coupon dedicato alla schedina in modo tale da capire se il bookmaker permetta di piazzare sistemi o proponga esclusivamente giocate in singola e in multipla.

I metodi di pagamento a disposizione

Probabilmente questo è il parametro più sottovalutato dagli appassionati di scommesse. A nostro avviso dovrebbe essere uno dei più importanti, specie in seguito alla chiusura delle sale giochi e scommesse. Ad oggi, infatti, l’unico modo per piazzare scommesse sportive è aprire un conto online; vien da sé che lo step preliminare alla giocata sia la ricarica. Di conseguenza, è di fondamentale importanza scegliere un operatore che predisponga di svariati metodi di pagamento, solitamente visibili nel footer del bookmaker o in alto alla voce ‘il mio conto’. Attenzione: è bene consultare anche i limiti minimi e massimi di ricarica e di prelievo, oltre alle possibili commissioni (ormai assenti in quasi tutti i bookmaker) e i tempi di attesa. Tali parametri variano da bookmaker a bookmaker, oltre che in base al metodo di pagamento selezionato.

La navigabilità dell’operatore

Last but not least, l’user experience. E’ di fondamentale importanza scegliere un bookmaker la cui navigazione sia fluida e che permetta di arrivare alla quota desiderata in pochissimi clic. Altro fatto da considerare è la nomenclatura delle quote, fondamentale specie per i mercati più articolati come le combobet. Il concetto navigabilità trova un collegamento stretto anche con la possibile presenza dell’app. Sempre più bookmaker sviluppano e aggiornano di anno in anno le rispettive applicazioni per la navigazione da mobile. Un’esigenza che nasce da una tendenza ormai evidente: il tipster del nuovo millennio scommette quasi sempre dal proprio smartphone.   

PISA – L’avvenuta aggiudicazione al Tennis Club Torretta White di Calcinaia della concessione ventennale per la gestione dell’impianto sportivo Tennis Club Pisa non convince l’attuale concessionaria ASD Tennis Club Pisa 1931, risultata preceduta nella relativa gara d’appalto per il rinnovo della concessione, tanto da rendersi necessario un ricorso al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) della Toscana per sentire soddisfatte le proprie ragioni, illustrate agli organi di Informazione in un’apposita conferenza Stampa svoltasi presso lo stesso Tennis Club giovedì 5 novembre.

di Giovanni Manenti

Il punto della questione verte su due aspetti fondamentali, ovvero la violazione della norma che prevede che a giudicare le offerte pervenute fosse una Commissione composta da cinque Membri, di cui due esperti appartenenti al CONI, ed, al contrario, avvenuta senza la presenza di questi ultimi, ed il contenuto dell’offerta dell’aggiudicataria Tennis Club Torretta White, in quanto fondato su proposte oggettivamente irrealizzabili ed in contrasto con una logica valutazione delle stesse.

In merito a tutto ciò, il Dott. Andrea Santini, Presidente dell’ASD Tennis Club Pisa 1931 ha tenuto a sottolineare: “La nostra sia una Società che ha quasi 90 anni di vita, forse la più vecchia dell’intera città, con oltre 200 Soci ed una trentina di ragazzi iscritti alla Scuola Tennis e che gestisce questo impianto da 70 anni con reciproca soddisfazione, avendo dato dimostrazione della propria serietà di comportamento nei confronti dell’Amministrazione Comunale concedente, così come ha fatto nel presentare la propria offerta in occasione della gara indetta per il rinnovo della concessione, dalla quale siamo risultati preceduti dal Tennis Club Torretta White, che ha riportato un punteggio di 82,19 rispetto ai nostri 66,20“.

Poiché la cosa ci sembrava alquanto strana“, conclude il Dr. Santini, “abbiamo visionato, come previsto per Legge, l’offerta della parte aggiudicataria, dalla quale si sono rilevate delle palesi e lampanti incongruenze, da noi portate a conoscenza, con PEC certificate, sia al Dirigente dello specifico settore che ha assegnato la concessione al Tennis Club Torretta White che al Sindaco ed all’Assessore allo Sport – delega, quest’ultima, facente capo allo stesso Primo Cittadino – al fine di ottenere i necessari chiarimenti su come siano avvenute tali valutazioni, senza ricevere alcuna risposta chiarificatrice, se non che quanto proposto dalla parte aggiudicataria era asseverato dalla firma di un Commercialista per quel che concerne il Piano Economico Finanziario e di uno Studio Tecnico per il progetto di copertura con un pallone pressostatico degli attuali campi da tennis all’aperto, circostanza che non ci ha concesso altra scelta che proporre un ricorso al TAR al fine di sentir dichiarare l’annullamento di detta determinazione dirigenziale“.

Più diretto e con non pochi spunti polemici, l’intervento del Consigliere Stefano Maestri Accesi, il quale, senza troppi giri di parole, rileva: “Ci siamo visti costretti ad agire in sede giudiziale per la mancata risposta del Dirigente comunale alle nostre richieste, decidendo di proseguire per la propria strada; io non critico chi facendo Impresa ha presentato una proposta molto aggressiva, bensì un Dirigente che ha deciso di assegnare una struttura che è gestita da 90 anni dalla più storica Associazione Sportiva pisana sulla base di un PEF comunque molto aggressivo e quindi la gestione di un bene pubblico in termini altamente imprenditoriali, basti solo pensare che sulla grande cifra di 750mila €uro che l’aggiudicatario ha deciso di investire una quota di ben 630mila €uro deriverebbe da incassi futuri che vengono ipotizzati grazie ad un raddoppio dei Soci sin dal primo anno ed all’incremento del 60% delle tariffe rispetto a quelle che lo stesso Dirigente Comunale ha stabilito in una sua delibera di pochi anni orsono come limite massimo per giocare in un campo da tennis all’aperto in un impianto pubblico“.

Altro punto a nostro avviso irrealizzabile“, prosegue Stefano Maestri, “deriva dalla previsione di andare a coprire anche i campi tuttora all’aperto con un altro Pallone pressostatico in modo da incrementare il flusso di giocatori durante l’intero arco dell’anno, quando questa struttura non andrebbe a rispettare le distanze minime di Legge rispetto alle civili abitazioni confinanti, con i residenti ad averci già scritto che in tale caso – visto che anche noi avevamo a suo tempo valutato una tale ipotesi – farebbero ricorso, con la pressoché certezza di vincerlo per i motivi suddetti, tutte osservazioni che sono state portate all’attenzione del Dirigente in questione, il quale si è fatto scudo nel dire che tutto quanto oggetto dell’offerta presentata dal Tennis Club Torretta White risulta asseverato dallo Studio di un Commercialista iscritto all’Albo, al parti di un Architetto e che, pertanto, la sua determina è corretta e non sussistono motivi ostativi all’applicazione”.

Non sta a noi giudicare“, conclude il Consigliere, “se il piano dovesse essere verificato, o se la Legge consente di non farlo e l’asseverazione di Professionisti possa essere sufficiente, quello che ci chiediamo è se questo Piano Finanziario tra due o tre anni si rivela irrealizzabile per i più vari motivi, che fine farà per la città di Pisa questo Tennis Club che è comunale e che da anni svolge un ruolo sociale importante, basti pensare che oltre la metà dei nostri attuali Soci sono over 60, una categoria che cerchiamo sempre di tenere in grande considerazione, così come 140 ragazzini, molti di questi under 12 che partecipano ai vari Tornei, con il rischio di buttar via questo patrimonio storico, culturale e sociale, soprattutto in momenti come questi molto difficili, per andare incontro ad un interesse imprenditoriale che, come scritto nei numeri, è in ogni caso molto aggressivo e quindi ben difficile da realizzare, con l’unica speranza che, essendo il passaggio di consegne previsto non prima dell’inizio del prossimo anno, la delibera del TAR, la cui udienza è fissata per il prossimo 18 novembre, possa bloccare il tutto“.

PISA – Siamo all’inizio di novembre e quando sono passati quasi due mesi dall’inizio della nuova stagione, la Juventus sembra ancora un cantiere aperto. Andrea Pirlo, anche a causa delle diverse assenze che gli hanno impedito di lavorare con serenità, non è ancora riuscito a dare un’identità alla squadra e per il tecnico bresciano il lavoro da fare rimane ancora tantissimo.

Contro il Barcellona la peggior Juve degli ultimi anni

Dopo cinque anni con Massimiliano Allegri e uno con Maurizio Sarri, alla vigilia di questa stagione la dirigenza ha deciso di far ripartire il progetto tecnico dei bianconeri da Andrea Pirlo, a cui è stato affidato un gruppo decisamente più giovane e meno esperto rispetto a quello che è stato capace di vincere lo scudetto per nove volte consecutive. Gli arrivi di Chiesa, Kulusevski, McKennie, Arthur, la promozione in prima squadra di Frabotta e il ritorno di Morata si inseriscono proprio all’interno di un contesto di ringiovanimento della rosa, anche se non tutti questi ragazzi sono riusciti a inserirsi appieno all’interno del nuovo contesto. Eccezion fatta per Morata e Kulusevski che, anche se a sprazzi, hanno fatto intravedere tutto il proprio potenziale, per gli altri il lavoro da fare è ancora tanto e Pirlo dovrà essere bravo a metterli in condizioni di rendere al meglio. Nell’ultima partita di Champions League disputata contro il Barcellona, anche a causa dell’assenza di Ronaldo, si è vista quella che con ogni probabilità è stata la peggior Juventus degli ultimi anni, sia dal punto di vista del gioco che della mentalità. La sensazione è che per Pirlo il lavoro da fare sia veramente tanto, tant’è che secondo le quote delle scommesse sulla Serie A i bianconeri sono sì i favoriti per la vittoria dello scudetto, ma il vantaggio su Inter, Milan e Napoli è ormai minimo.

In campionato le cose non vanno meglio

Che per la Juventus potesse essere una stagione complicata l’avevano pensato in molti, ma che i bianconeri avrebbero incontrato tutte queste difficoltà sia in Europa sia in Serie A l’avevano immaginato in pochi. E invece per tutto il popolo bianconero queste prime partite stagionali hanno rappresentato un vero e proprio incubo, soprattutto per l’incapacità mostrata dalla squadra di gestire partite contro squadre nettamente più deboli. E così, dopo il pareggio esterno per 1-1 arrivato sul campo del Crotone, è arrivato un altro pareggio per 1-1, questa volta contro l’Hellas Verona. Ciò che preoccupa maggiormente i tifosi, a ogni modo, non sono neanche i risultati, ma il fatto che questa squadra sembra ancora un cantiere aperto, con Pirlo che non ha ancora trovato il modulo ideale. Il rientro a pieno regime di Ronaldo aiuterà sicuramente i bianconeri a trovare la propria identità e quella continuità di risultati finora mancata, ma l’impressione è che anche il ritorno in campo del portoghese potrebbe non bastare.

Dopo poco meno di due mesi, Pirlo è già in discussione. L’allenatore bresciano non è ancora riuscito a trovare il bandolo della matassa e la sensazione di tutti è che il tempo a sua disposizione stia già per finire.

PISAAndrea Favilli è cresciuto nelle giovanili del Livorno e giunto alla Juventus appena maggiorenne, questo pisano classe ‘97 sembra avere un conto in sospeso con le squadre bianconere.

Infatti, dopo il primo goal in campionato contro l’Udinese che aveva regalato i tre punti all’Hellas, si è ripetuto nel match di domenica sera all’Allianz Stadium di Torino, dove il Verona non faceva punti da 32 anni. Conosciamolo un po’ meglio.

Grazie a Favilli il Verona fa punti a Torino dopo 32 anni

A volte la storia di un calciatore prende delle pieghe strane e il caso ha voluto che fosse proprio un ex juventino a siglare uno dei goal più prestigiosi per la storia dell’Hellas Verona in Serie A: come si legge qui https://www.tuttomercatoweb.com/, il Verona non faceva punti a Torino da ben 32 anni e il goal di Favilli ha capovolto un pronostico che sembrava già scritto, in casa di una Juventus che anche quest’anno è considerata fra le favorite per la vittoria dello scudetto come si legge sulle quote consultabili qui: https://www.planetwin365.it/. Per Favilli è questo il secondo goal da subentrato, l’altro lo aveva fatto sempre contro un’altra squadra bianconera e quel goal aveva regalato i tre punti all’Hellas. L’azione corale del Verona, sempre veloce, rapido e compatto sulle fasce, aveva premiato il movimento dell’attaccante pisano che si era fatto trovare pronto in area sull’invenzione di Zaccagni e di prima intenzione aveva battuto Wojciech Szczęsny di sinistro. La magia di Kulusevski 17 minuti dopo aveva ristabilito la parità, ma il segno di Favilli è rimasto.

Per Favilli è questo il secondo goal da subentrato, l’altro lo aveva fatto sempre contro un’altra squadra bianconera e quel goal aveva regalato i tre punti all’Hellas. L’azione corale del Verona, sempre veloce, rapido e compatto sulle fasce, aveva premiato il movimento dell’attaccante pisano che si era fatto trovare pronto in area sull’invenzione di Zaccagni e di prima intenzione aveva battuto Wojciech Szczęsny di sinistro. La magia di Kulusevski 17 minuti dopo aveva ristabilito la parità, ma il segno di Favilli è rimasto.

Le giovanili al Livorno, lo scudetto alla Juve e poi tanta gavetta e sacrifici

Pochi calciatori possono dire di aver vinto uno scudetto a 18 anni. Andrea Favilli può, e non solo, nell’annata 2015/2016 Allegri gli regalò anche una presenza nel 2-0 contro il Frosinone, partita con cui può dire di aver attivamente partecipato alla vittoria del campionato. Ragazzo dal fisico imponente: 85 kg distribuiti su 191 centimetri di altezza, è un centravanti che sa fare tutto, partecipare alla manovra, agire da seconda punta quando serve, mancino naturale, ma ambidestro.

La storia di Favilli sui campi di calcio inizia nella Polisportiva Arci Zambra, squadra che si trova a Cascina, in provincia di Pisa, qui il sito web: http://www.polisportivazambra.altervista.org/, quando a cinque anni indossò i suoi primi scarpini. Poi i sacrifici, la classe, il talento e il fisico possente lo avevano portato al Livorno, dove approdò nel 2013 e dove rimase per due anni, quando proprio la Juventus intravide in questo ragazzo ottime potenzialità. Nella Primavera della Juve conferma quanto visto dagli osservatori della “Vecchia signora”: 45 presenze e 22 goal, ma tornato al Livorno, venne girato in prestito all’Ascoli, dove nella prima stagione siglò ben otto reti in 30 presenze in B, salvo poi l’anno successivo, dopo che i marchigiani lo avevano riscattato, soffrire la rottura del legamento crociato del ginocchio destro, proprio in un momento particolarmente propizio. 

Il destino di Favilli ripassò ancora per la Juventus, che lo riscattò nel 2018 e lo girò poi in prestito al Genoa. A Genova il centravanti pisano non ebbe particolarmente fortuna, ma ora a Verona sembra si stia riprendendo tutto ciò che merita e chissà se il Genoa a gennaio non potrebbe pensare di riprenderlo per dare una mano a Pandev in attacco.

Una carriera quella di Favilli che sembra essere partita al contrario: scudetto a 18 anni e poi serie B, panchine e infortuni. Speriamo che questo ragazzo, grande talento toscano, possa trovare le soddisfazioni che merita, anche in Nazionale, dove ha già giocato in tutte le rappresentative, dall’U-18 all’U-21. 

PISA – L’Ippodromo di San Rossore riapre alle corse venerdì 23 ottobre dopo aver interrotto l’attività l’8 marzo scorso, al termine di una giornata di corse disputata a porte chiuse che aveva visto la disputa dei Premi Rook e Andreina.

Da allora, terminato il periodo di quarantena l’attività ippica è ripresa a fine maggio. Venerdì 23 ottobre sarà la prima delle 18 giornate di questa stagione autunnale 2020.

Adeguandoci alle disposizioni governative per garantire la sicurezza dei protagonisti delle corse e del nostro pubblico, siamo pronti per ripartire con questi due primi venerdì in ottobre con ingresso gratuito e numero di spettatori limitato a 1.000 unità“, afferma l’organizzazione. .

La giornata inaugurale si articola su otto corse con inizio alle 14.

Il premio Apertura sarà la corsa di centro, un handicap per i 3 anni e oltre sui 1.500 metri. Si inizia con una prova molto complicata nella quale in molti possono dire la loro. Proviamo con Baffonero, visto che l’allievo di Diego Dettori quando tocca la pista di San Rossore, si trasforma. City of Stars è in ottima forma e ha mancato di poco la vittoria nel “Cascine”.

Loveyouanyway ha le carte in regola per lottare per la vittoria. Il top weight Peppesp tenta il salto di categoria sull’onda delle quattro vittorie consecutive ottenute, mentre nella parte bassa della scala dei pesi sia Mr Gualano sia Boccioni possono contare, almeno per una piazza.

I 3 anni hanno a disposizione un handicap sui 1.500 metri, il premio Sterpaia nel quale Aron Secret potrebbe cogliere la prima vittoria in carriera. Pepita di Breme e Ancora Drago due possibili alternative mentre Bice rappresenta una scuderia in grande forma.

La corsa più numerosa del pomeriggio è quella riservata ai GR e alle Amazzoni, il premio Ernesto Locatelli sul chilometro e mezzo. Dopo la corsa di rientro On The Trail potrebbe tornare alla vittoria. Dovrà vedersela con Tentino, reduce da un buon secondo posto fiorentino, e Clarmont.

Ricordiamo che l’accesso al pubblico è consentito fino a un massimo di 1.000 unità dall’ingresso principale dove sarà rilevata la temperatura corporea.

Si raccomanda di utilizzare il disinfettante per le mani che troverete all’ingresso e in altre postazioni all’interno dell’ippodromo, di indossare sempre la mascherina e di mantenere le distanze di sicurezza“, affermano dall’organizzazione

PISAMercoledì 21 ottobre si sono disputate nel girone O di Seconda categoria due gare di recupero della prima giornata.

In campo Nuova Popolare Cep e Filettole rispettivamente contro Stella Azzurra e Ponte alle Origini.

La gara tra Stella Azzurra e Nuova Popolare Cep si è chiusa al 13′ come da regolamento, perché il Cep è rimasto in sei dopo l’infortunio del portiere Iacobelli. La squadra di Botrini si era presentato in sette uomini. Una parte del gruppo è in quarantena altri sono infortunati.
Accertato l’infortunio del portiere Ceppino l’arbitro chiamava a sé i due capitani emettendo il triplice fischio finale. In settimana il giudice sportivo assegnerà il successo a tavolino alla Stella Azzurra.

Al Giovanni Bui di San Giuliano Terme si affrontavano invece Filettole e Ponte alle Origini. La gara termina sull’1-1. Un gol per tempo. Vantaggio per il Ponte alle Origini realizzato da Lazzerini su calcio di rigore. Il primo tempo si chiudeva con il Ponte delle Origini in vantaggio di ma con un uomo in meno per l’espulsione di Simone Galli. Nella ripresa i gialloneri sfruttavano l’uomo in più e trovavano il pareggio con Pier Paolo Pucci imbeccato da Ghelarducci. Dopo la sconfitta a Crespina iniezione di fiducia per i ragazzi di Stefano D’Aurelio.

PISA – Sulle palestre, nei giorni scorsi, ha pesato una grande incertezza circa le decisioni contenute nell’ultimo Dpcm. Alla fine si è deciso di dare alle strutture una settimana per garantire tutti i protocolli anti-contagio.

La Palestra ZONE di Pisa, la prima completamente ecosostenibile, ha lanciato sui suoi canali social una campagna, con l’hashtag “Una settimana di applausi” e un video in cui istruttrici e istruttori del centro, mostrando prodotti per sanificare, dedicano poi un lungo applauso a tutti i clienti che li aiuteranno a garantire il rispetto delle regole anti-Covid, permettendo così alle palestre di restare aperte.

È un’azione di sensibilizzazione, una richiesta di collaborazione, ma anche una dichiarazione orgogliosa di rispetto delle regole. Dalla direzione di ZONE, infatti, dichiarano: “Noi, non senza grandi sacrifici, abbiamo rispettato le prescrizioni dal primo minuto, sia nella nostra sede di Ospedaletto, sia in quella in centro città: sanificazioni, ingressi contingentati solo su prenotazione, numeri ridotti ai corsi per garantire il distanziamento fisico, attività online, dispositivi di protezione al personale, mascherine obbligatorie quando non si eseguono gli esercizi ecc. Dunque diciamo con forza che siamo tra i luoghi più sicuri, non abbiamo avuto neanche un caso di contagio, e che non si può e non si deve generalizzare adottando misure indiscriminate: le palestre che rispettano le regole devono poter stare aperte e continuare il proprio lavoro, per i collaboratori e per continuare a svolgere un compito prezioso per il benessere della comunità, quale è la promozione dell’esercizio fisico e di uno stile di vita attivo. Con il nostro applauso virtuale vogliamo in primis ringraziare i nostri clienti, che ci hanno aiutati fin dal primo momento a garantire un ambiente sicuro, ma anche tutti quelli che, adottando comportamenti responsabili, aiuteranno le palestre di tutta Italia a restare aperte. Col virus certamente non si scherza, ma neanche con la vita di migliaia di lavoratori del settore e con il futuro di migliaia di imprese sportive. Diciamolo senza ambiguità: le palestre che rispettano le regole sono luoghi sicuri e per tutti i sacrifici compiuti meritano un applauso“.

PISA – La LND riunitasi nella giornata di lunedì 19 ottobre conferma dopo l’uscita DPCM, che al momento è consentita l’attività regionale dilettantistica (compresa la Seconda Categoria) e giovanile agonistica (Giovanisimi, Allievi e Juniores regionali).

Per quanto riguarda l’attività provinciale, per il momento, e in attesa di nuove disposizioni, la stessa viene sospesa dalla Terza Categoria ai Giovanissimi.

Viene invece interrotta, per il momento, l’attività di base ferma restando le possibilità di allenamento secondo quanto previsto dal protocollo FIGC e dalle varie ordinanze.

PISA – Scongiurata una chiusura dei campionati dilettanti. Niente stop dunque. È quanto deciso dal Governo e poi esplicitato nel DPCM pubblicato nella tarda serata di domenica 18 ottobre.

Timori della vigilia spazzati via per il momento. Pareva certo lo stop al calcio dilettanti a livello regionale, dai campionati di Eccellenza in giù. Nel DPCM si evince invece come nuova norma, i campionati dilettanti di interesse nazionale (Serie D) e regionale (quindi dall’Eccellenza alla Seconda Categoria) sono esclusi dallo stop.

Si potrà giocare ovviamente rispettando il Protocollo. Viene fermata invece l’attività a livello provinciale e l’attività di base. Il settore giovanile, tanto per intenderci.

La squadra di una scuola calcio di giovanissimi o pulcini potrà continuare ad allenarsi, ma senza giocare partite. Dopo un lungo confronto in Consiglio dei Ministri, con il CTS e le Regioni, è prevalsa una scelta di buon senso“, ha detto il Ministro Spadafora.

Per chi pratica il calcio nell’ambito di una società sportiva a livello dilettantistico provinciale, dunque, sarà possibile continuare ad allenarsi a livello individuale e fare allenamenti con i compagni di squadra, evitando però il contatto e quindi di fare sia “partitelle” o sessioni di gioco con gli altri, sia di svolgere partite contro altre società.

Dalle informazioni parziali che abbiamo il nuovo DPCM avrebbe confermato i nostri timori – ha dichiarato Cosimo Sibilia il presidente della Lega Nazionale Dilettanti – Perché se da un lato sembrerebbe garantita la prosecuzione dell’attività dilettantistica a livello nazionale e regionale, non possiamo dire lo stesso per quella provinciale e giovanile. Se così fosse siamo preoccupati perché impedire lo sport soprattutto a bambini e ragazzi equivale a creare un forte squilibrio tra una socialità organizzata e quella disorganizzata, quella che porterà migliaia di giovani a vivere il proprio tempo libero senza regole e senza responsabilità, a differenza di ciò che avrebbero potuto garantire le società sportive dilettantistiche che hanno investito risorse e mezzi per consentire la ripresa in sicurezza delle attività sportive. Trovo grave considerare lo sport un’attività non essenziale, come anche non aver cercato un confronto con chi organizza e gestisce lo sport di base nel nostro Paese”.

PISA – Quattro prove, concluse con tre vittorie e un secondo posto: grazie a questo score che rasenta la perfezione, il
Club Swan 36 Vitamina Cetilar con al timone Andrea Lacorte si è imposto a Scarlino, in Toscana, nella World Gold Cup assegnata nel contesto degli Swan One Design Worlds, l’evento che ha riunito in Maremma le barche da regata del celebre cantiere finlandese, ma di proprietà italiana, Nautor’s Swan.

Una prestazione davvero eccezionale, quella dell’equipaggio capitanato da Lacorte, Presidente dell’azienda farmaceutica PharmaNutra S.p.A., che dopo aver concluso sul podio (pari punti con il primo), lo scorso mese e sempre a Scarlino, il primo appuntamento del circuito riservato ai Club Swan 36, ha sbaragliato la concorrenza in quello che è l’evento più importante della stagione.

Per Vitamina Cetilar, in regata con i colori dello Yacht Club Repubblica Marinara di Pisa, un successo che vale doppio e un exploit da ricordare: oltre alla conquista della World Gold Cup, infatti, è arrivata anche la vittoria finale della Nations League, una classifica combinata dei due eventi disputati in Toscana che ha premiato, senza alcun dubbio, la barca migliore della flotta.

A bordo dello scafo brandizzato Cetilar® – una linea di prodotti per muscoli e articolazioni a base di esteri cetilati (7,5% CFA), disponibili nelle versioni Crema e Patch – portato senza sbavature da Andrea Lacorte, un equipaggio formato dal tattico triestino Gabriele Benussi, il team manager Matteo De Luca, Diego Battisti, Leonardo Chiarugi, Giovanni Bucarelli e Alessandro Frizzarin, team che non ha sbagliato nulla riuscendo a dare fin da subito un segnale molto forte alla concorrenza.

Due primi e un secondo posto, infatti, è lo score della prima giornata, seguito da un’altra vittoria nella seconda. Nelle successive, le pressoché totale assenza di vento non ha permesso al Comitato di Regata di dare il via alle prove in programma, lasciando la classifica intatta e rendendo quindi definitiva la meritata vittoria di Vitamina Cetilar nella World Gold Cup, un successo che premia gli sforzi e la passione del suo armatore Andrea Lacorte, impegnato parallelamente anche nelle classi monotipo Melges 32 ed M32 (con cui recentemente, sul lago di Garda, si è imposto nella tappa italiana del circuito).

Sono molto contento, perché siamo stati perfetti fin dal primo giorno e la vittoria è più che meritata. Dispiace non essere riusciti a regatare né oggi né ieri, ma era davvero impossibile, quindi ci teniamo stretta questa vittoria e il ricordo di due giorni in cui tutto l’equipaggio è andato alla grande”, racconta un raggiante Andrea
Lacorte. “Ottobre, per il Vitamina Sailing, è stato un grande mese e questi successi sono il modo migliore per iniziare a pensare al 2021, che ci vedrà impegnati nuovamente nella classe Club Swan 36 e con i catamarani M32”.

PISA – Visti i casi di positività al COVID-19 riscontrati nell’Under 21, la FIGC ha stabilito in via precauzionale che domani, martedì 13 ottobre a Pisa scenderà in campo la squadra Under 20 allenata da mister Alberto Bollini.


Nella consapevolezza di aver sempre operato nel pieno rispetto delle norme vigenti e dei protocolli redatti da UEFA e FIGC, la Federazione in via precauzionale e con senso di responsabilità ha stabilito che sarà la Nazionale Under 20 a disputare domani alle ore 17 allo stadio ‘Arena Garibaldi-Romeo Anconetani’ di Pisa il match con la Repubblica d’Irlanda valido per le qualificazioni al Campionato Europeo Under 21. La gara si giocherà a porte chiuse su disposizione del GOS (Gruppo Operativo Sicurezza) di Pisa.

La Nazionale Under 20 che fra i convocati ha il nostro Samuele Birindelli che era stata preallertata nei giorni scorsi ed era in ritiro a Firenze da mercoledì 7 ottobre, si è sottoposta per due volte ai test molecolari che hanno dato tutti esito negativo. Dopo la partenza della Nazionale A, tra l’altro, l’Under 20 si è trasferita presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano, dove si sta allenando in questi giorni, con l’obiettivo di farsi trovare pronta per l’esigenza poi verificatasi di dover scendere in campo a Pisa.

Al riguardo, infine, la FIGC ha richiesto alla UEFA di poter aggregare alla Nazionale Under 20 i calciatori Patrick Cutrone, Samuele Ricci, Riccardo Sottil e Sandro Tonali, attualmente a Tirrenia con l’Under 21, i quali avevano contratto in precedenza l’infezione da COVID-19.

La gara sarà trasmessa in diretta su Rai 2, il calcio d’inizio è stato anticipato nei giorni scorsi alle 17. Non sono previste attività media prepartita, se non quelle esclusive riservate ai broadcasters detentori di diritti, nel rispetto delle norme di sicurezza attualmente vigenti.

Ci spiace molto – dichiara il tecnico della Nazionale Under 21 Paolo Nicolato – abbiamo percorso ogni strada possibile in una situazione molto complessa. Sono orgoglioso del mio staff e dei miei giocatori, il loro comportamento e il loro senso di responsabilità mi gratificano molto più di una vittoria”.

La situazione particolare non ci trova impreparati – aggiunge il coordinatore delle Nazionali Giovanili Maurizio Viscidi – grazie alla sinergia fra Nicolato e Bollini e del Club Italia in generale. I giocatori che andranno in campo hanno comunque qualità importanti, anche se al momento difettano di esperienza e di amalgama”.

Domani sulla panchina della Nazionale Under 21 siederà per la prima volta Alberto Bollini: “In una situazione di emergenza – sottolinea – questo gruppo si è comportato in maniera esemplare e con grande professionalità. E’ chiaro che aumentano le responsabilità perché io e lo staff siamo in sostituzione di Paolo Nicolato, con cui ho una sinergia quotidiana insieme al coordinatore Viscidi. Cercheremo di fare il massimo, dando il meglio di noi in una gara così prestigiosa e importante”.

PISA – C’è una foto che già di per sé dice tutto di che cos’è stata la Pisa Half Marathon 2020: è la foto della partenza, con i corridori incanalati in fila, distanziati l’uno dall’altro, con la mascherina indossata.

E’ la dimostrazione pratica che anche un grande evento come la classica pisana si può allestire nel pieno della pandemia, quando tutti coloro che vanno a costruire quel particolare ingranaggio che è una corsa podistica, in primis i partecipanti, collaborano. Molti erano scettici alla vigilia, pensando che fosse impossibile allestire una grande mezza maratona (2.000 i podisti coinvolti contemplando anche quelli che hanno optato per la Pisa Ten agonistica e non), la risposta è arrivata in una fredda mattinata di ottobre, con condizioni climatiche difficili ma un clamoroso entusiasmo e voglia di correre, che stava a significare voglia di tornare alla normalità.

Dal punto di vista tecnico, la gara non è sfuggita ai corridori africani com’era preventivato alla vigilia, ma è stata soprattutto la prova femminile ad assumere contorni di grande rilevanza.

Pur in condizioni non ideale la burundiana Francine Niyomukunzi ha fatto fermare i cronometri su un notevole 1h13’00”, finendo a meno di un minuto dal record della corsa della marocchina Janat del 2013. Netta la sua vittoria nei confronti della connazionale Cavaline Nahimana (#iloverun Athl.Terni), staccata di 1’08”, terza la campionessa italiana di maratona Sarah Giomi (Cus Pro Patria Milano) in 1h18’09”.

Successo burundiano anche fra gli uomini grazie a Jean Marie Vianney Niyomukiza (Atl.Calvesi), uno dei corridori più vittoriosi dalla ripresa dopo il lockdown: 1h’05’58” il suo tempo finale, con 21” su Salvatore Gambino (DK Runners Milano) e 50” su Antonino Lollo (Atl.Bergamo 1959), vincitore della maratona pisana nel 2017.

Nella Pisa Ten è emerso Maurizio Cito (T.Lab) in 32’26”, davanti a Alessio Malfagia (Pod.Lino Spagnoli/33’07”) e Adriano Curovich (Pod.Castelfranchese/33’07”).

All’umbra Silvia Tamburi (Atl.Avis Perugia) la vittoria in campo femminile in 36’18”, alle sue spalle Ilaria Lasi (Atl.Vinci/37’45”) e Antonella Altea (Cagliari Marathon Club/38’21”).

Ancora una volta fa festa l’Associazione Per Donare la Vita Onlus, primo motore della manifestazione, che si occupa della donazione di organi e tessuti a scopo di trapianto e alla quale sono destinati tutti gli introiti della mezza maratona.

Organizzare questa edizione non era per nulla facile considerando il momento che tutto il mondo sta vivendo e l’Italia in particolare, per questo ancor più che in passato è sentito il ringraziamento per il Comune di Pisa, la Prefettura e la Questura, che hanno attivamente collaborato alla sua riuscita, ma anche alla Fidal che ha sempre creduto nel progetto. Senza dimenticare l’Università di Pisa, che ha messo a disposizione gratuitamente i musei del Sistema Museale di Ateneo“, afferma l’organizzazione della Pisa Half Marathon.

PISA – È un momento delicato per tutti ed in particolar modo per il movimento del calcio dilettantistico che al via del campionato previsto in Toscana per domenica 11 ottobre dovrà ancora convivere con l’aumento dei contagi dovuti al Covid-19.

di Antonio Tognoli

E se in un primo momento con molte partite rinviare al 21 ottobre per Covid si era deciso di giocare a porte aperte con il 25% di pubblico il Comitato Regionale Toscana ha fatto dietrofront decidendo per le porte chiuse.

Sono ben undici le gare, previste per questo week end, ma rinviate dal Comitato Regionale Toscano della LND – FIGC. Undici campi resteranno vuoti. Una di eccellenza, una di prima categoria, sette di seconda categoria tra le quali se ne contano due del girone O dove sono inserite le squadre di Pisa e due del campionato Juniores Regionale“, afferma Roberto Cini della Nuova Popolare Cep.

“Tutte o quasi tutte perché intere squadre sono state poste in isolamento fiduciario in attesa dell’esito dei tamponi – per contatti con un positivo presunto e/o accertato. Questo narra la mera cronaca”, prosegue Cini che chiude con una riflessione: “Nei campionati professionistici, dove girano fior di milioni, i club chiamano un laboratorio privato all’impianto sportivo, sborsano diversi soldini per ogni tampone e lo ripetono anche tutti i giorni, i negativi vanno in campo e gli eventuali positivi restano a casa. Al nostro livello, dove l’attività sportiva viene portata aventi col sacrificio di dirigenti volontari e con scarsissime, e in alcuni casi pressoché nulle risorse economiche, non possiamo fare altro che stare ai tempi delle ASL e del Sevizio Sanitario Nazionale ai quali vanno il nostro riconoscimento e il nostro ringraziamento per l’enorme mole di preziosissimo lavoro che stanno svolgendo in questi giorni e con la speranza che i dati del contagio, che le cronache di questi giorni ci raccontano di nuovo in preoccupante crescita, non li mettano di nuovo sotto pressione come fu in marzo – aprile. A questo punto però ci pare evidente che la LND debba cominciare a venire incontro alla squadre per aiutarle a snellire le doverose procedure sanitarie. Potrebbe tentare un interlocuzione con le ASL per capire se ci sono i margini per velocizzare i tempi per i nostri sodalizi (senza voler scavalcare le emergenze vere). Altrimenti si rischia un effetto imbuto, uno stallo, un intasamento dagli esiti imprevedibili“.

La FIGC non ha indicato sul C.U. le gare rinviate come se, non comparendo, tutto vada bene. I contagi aumenteranno ancoraafferma Gabriele Galli del Ponte alle Origini E’ un problema serio. Sarebbe meglio sospendere tutto fino a gennaio anche perché lo stato di emergenza nazionale termina il 31 dicembre e valutare la situazione ed eventualmente ripartire. I campionati, con gironi cosi corti, potranno terminare ugualmente tutti entro il 30 giugno“.

PISA – La LND Toscana fa un improvviso dietrofront. Le gare che si disputeranno domani saranno a porte chiuse. L’annuncio arriva direttamente da Paolo Mangini, presidente del Comitato Regionale Toscana.

“Le autorità di Pubblica Sicurezza ci comunicano adesso di aver interpellato gli uffici competenti della Regione Toscana i quali interpretano la validità della ordinanza n. 87 del 6 ottobre 2020 limitatamente alla sola giornata del 7 ottobre u.s. anziché fino al termine dello stato di emergenza (15 ottobre 2020) come indicato nella stessa ordinanza nelle “Disposizioni Finali”. Al fine, pertanto, di rispettare appieno la normativa vigente ed evitare eventuali sanzioni penali e amministrative a carico delle società e dei loro presidenti, ci vediamo costretti, nostro malgrado, a disporre la disputa delle sole gare di campionato a porte chiuse.

Siamo consapevoli del disagio, e ci scusiamo,  che tale decisione comporta per le  ocietà, indipendente dalla nostra volontà che fino all’ultimo è stata quella di adoperarsi, come abbiamo fatto in questi ultimi mesi, per consentire alle nostre società di riprendere la propria attività nel modo migliore. Chiediamo a tutti per questo fine settimana di onorare gli impegni assunti nei confronti dei propri tesserati e di tutto il movimento, disputando le gare in programma,  anche come importante segnale di ripartenza e di responsabilità che va al di la dello stesso significato sportivo.

Nei primi giorni della prossima settimana verrà pubblicato dal Governo il nuovo DPCM contenente le indicazioni per lo svolgimento dell’ attività sportiva. Al quel punto verificheremo se ci saranno le condizioni necessarie  e indispensabili per il normale svolgimento dell’attività dilettante e giovanile, contrariamente valuteremo tutte le possibili  opzioni.”

PISA – L’amministrazione comunale ha affidato alla Asd Turris Calcio a 5 il campo sportivo di calcio del Cep di Via Perin del Vaga.

Dopo tanti anni di abbandono – spiega l’assessore agli impianti sportivi Raffaele Latrofa – grazie all’affidamento in via provvisoria nei mesi estivi, il campo sportivo è stato presidiato e utilizzato, tornando a svolgere un ruolo per il quartiere. Dopo l’intervento di pulizia e di bonifica infatti sono stati organizzati i campi solari per ragazzi e bambini con l’attivazione anche di progetti di pet therapy dedicati ai bambini disabili. Arriviamo oggi a conclusione di una storia che già in passato ho definito “vergognosa”, visto che si tratta di un impianto realizzato solo nel 2013 ma rimasto per anni in stato di abbandono e trasformato in luogo di degrado, atti vandalici e spaccio”.

Con l’aggiudicazione provvisoria del campo a sette in erba sintetica con relativa tribuna, spogliatori e locali di servizio, al concessionario viene consegnato l’intero impianto di cui da oggi è anche custode.

«Nel frattempo – aggiunge l’assessore Latrofa – stanno per partire i lavori al campo: entro Natale saremo in grado di consegnare a chi ha vinto questa prima gara di gestione un campo e degli spogliatoi nuovi di zecca. Quindi nell’arco di soli due anni abbiamo raggiunto un importante doppio risultato: abbiamo rinnovato completamente un campo che prima era inutilizzabile. E abbiamo affidato la gestione tramite regolare gara. Aspetto non secondario visto che ora abbiamo la certezza che il nuovo gestore si occuperà anche della manutenzione dell’impianto per i prossimi anni e che potrà svolgere quel ruolo sociale del quale il quartiere Cep aveva grande bisogno e al quale abbiamo dedicato grande attenzione».

PISA – Ora c’è anche l’ufficialità: la prima giornata dei campionati dilettanti e giovanili potrà essere giocata a porte aperte.

Come si legge nel comunicato ufficiale apparso in sul sito del Comitato Regionale Toscana, il Decreto Legge del 7 ottobre 2020 non va ad inficiare l’ordinanza regionale [n.87 del 6 ottobre 2020] che quindi rimane in vigore fino a revoca, permettendo l’accesso del pubblico agli impianti sportivi, con tutte le prescrizioni del caso come ad esempio il numero massimo di spettatori per ogni singola gara, divieto di introdurre striscioni e bandiere ecc.

In particolare, si raccomanda fortemente, al fine di evitare rilievi da parte delle autorità preposte, di seguire attentamente le seguenti norme:

Evitare eventuali assembramenti in prossimità dell’ingresso all’impianto

Misurare la temperatura ad ogni spettatore

Tracciare la presenza di tutti coloro che entrano all’interno dell’impianto utilizzando o la procedura digitale indicata sul nostro sito o più semplicemente compilando un sintetico modulo con nome, cognome, cellulare

Verificare che tutti gli spettatori indossino la mascherina e che mantengano la giusta distanza fra loro

Indicare i posti che possono essere occupati sulle tribune o sui gradoni

Collocare all’ingresso e all’interno dell’impianto del materiale informativo specifico

Nel caso l’impianto disponga di un altoparlante, ricordare frequentemente l’invito a rimanere distanziati

Incaricare uno o più dirigenti presenti in tribuna o sugli spalti, con indosso una semplice pettorina della società, di ricordare verbalmente questa importante norma al pubblico presente.

Si ricorda, infine, che i tornei organizzati dalle società, le gare di Coppa e le amichevoli potranno, come sempre, essere disputate con la presenza del pubblico’.

PISA – Presentata agli organi di stampa, presso la Sala delle Baleari di Palazzo Gambacorti, la 14esima edizione della “Pisa Half Marathon“, che si correrà domenica prossima 11 ottobre con due distinte prove, ovvero sulla distanza classica dei 21 chilometri ed una sul ridotto chilometraggio di 10mila metri, che prende appunto il nome di “Pisa Ten“, nella doppia versione di competitiva e non.

di Giovanni Manenti


Un evento organizzato dall’Associazione Sportiva “Leaning Tower Runners” in collaborazione con l’Associazione “Per Donare la Vita Onlus“, in quanto si ribadisce la finalità benefica dello stesso, ovvero promuovere e favorire la donazione degli organi e dei tessuti a scopo di trapianto e che ha potuto essere confermato anche per la corrente stagione – nonostante tutte le problematiche connesse al particolare periodo che stiamo vivendo sotto il profilo dell’emergenza sanitaria – grazie in particolar modo alla disponibilità dimostrata dall’Amministrazione Comunale, la Prefettura e la Questura nel confronto per addivenire ad un protocollo che consentisse lo svolgimento della gara nel rispetto delle norme governative e relative restrizioni vigenti, nonché alla rinnovata collaborazione con l’Università di Pisa che, nei giorni della manifestazione, consente ad atleti e relativi accompagnatori di visitare gratuitamente i siti del Sistema Museale di Ateneo, oltre ovviamente agli sponsor per i quali, a “Ford Blu Bay“, “San Rossore Sport Village” e “Biancoforno” già presenti, si è aggiunta quest’anno la “Acqua San Benedetto“, mentre lo sponsor tecnico è la Ditta di abbigliamento sportivo “Mizuno“.

A fare gli onori di casa, visto che nella Sala delle Baleari si tengono le sedute del Consiglio Comunale, è Alessandro Gennai, che del Consiglio stesso è il Presidente, il quale ha sottolineato come: “sia estremamente importante che anche quest’anno la città non rinunci alla sua “Pisa Half Marathon”, sia sotto l’aspetto prettamente sportivo, in quanto rappresenta un messaggio di speranza in un periodo di particolare difficoltà che tutto il Mondo sta vivendo, così da divenire testimonianza del fatto che occorra comunque andare avanti, pur con tutte le cautele del caso e quindi perché sarebbe stato quanto mai deleterio il venir meno della finalità benefica della Manifestazione, come noto rivolta alla tematica del trapianto di organi“.

Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento del Prof. Marco Gesi, Prorettore dell’Università di Pisa con delega alle attività Sportive, il quale ribadisce come: “l’ateneo sia ben lieto di patrocinare l’evento e di fare altresì parte attiva della macchina organizzativa attraverso la messa a disposizione dei partecipanti alla gara di alcuni luoghi della città altrimenti poco conosciuti, ragion per cui mi corre l’obbligo di porgere un sentito ringraziamento agli Organizzatori per essere stati in grado di riuscire a portare a compimento l’edizione di quest’anno nonostante le indubbie difficoltà che il periodo poneva di fronte e che, proprio per questa tipologia di caratteristiche, ritengo che sarà ricordata a lungo negli annali della competizione“.

A riassumere quello che è il particolare significato della “Pisa Half Marathon” 2020 ha provveduto il Sindaco Michele Conti, nell’evidenziare come: “non si possa che ringraziare gli Organizzatori per aver confermato anche quest’anno un evento che, oltre a quanto già espresso negli altri interventi di coloro che mi hanno preceduto, rappresenta una chiara dimostrazione di come si sia, purtroppo, costretti a convivere quotidianamente con quella che è l’emergenza Covid-19, ma che al tempo stesso, con i corretti protocolli e rispettando le disposizioni di legge, si possa e si debba andare comunque avanti, anche in relazione ai vantaggi che la Manifestazione porterà all’indotto per la presenza di numerosi atleti e loro accompagnatori che, pertanto, avranno modo di soggiornare in città per alcuni giorni, il tutto a favore di attività alberghiere e di ristoro che sono state tra coloro che maggiormente hanno dovuto subire danni economici durante il periodo del lockdown“.

Ma il vero protagonista della mattinata non poteva che essere il Prof. Ugo Boggi, ideatore, sostenitore e mente pensante della Manifestazione, di cui ha così descritto, a grandi linee, le particolarità dell’edizione 2020: “Oltre ad essere contenti per avere anche quest’anno  proposto questo evento che è oramai un punto fermo del calendario podistico nazionale, nonostante il periodo difficile, con la speranza che questo possa divenire un segnale per tutti, in primis per la città, quale testimonianza di una volontà di ripresa, organizzandoci e facendo sacrifici, che si concretizzano in un numero chiuso di 2000 partecipanti oramai praticamente già raggiunto e nell’assenza, e ce ne dispiace, della marcia non competitiva che sarebbe stata troppo difficile da controllare in questo frangente, mentre i concorrenti, in ottemperanza a tutte le normative vigenti, incluse quelle sportive, saranno suddivisi in quattro scaglioni da 500 e, pertanto, non avremo una sola partenza, bensì quattro, di cui la prima alle ore 9 del mattino e l’ultima, distanziate mezz’ora l’una dall’altra, alle ore 10:30” …
Si tratta pertanto“, prosegue il Prof. Boggi, “di un’organizzazione che ha richiesto un grande impegno da parte di tutti, per consentirci di essere anche quest’anno presenti per dare continuità alla nostra Manifestazione ed al suo significato che, come è ormai notorio, è di stampo benefico a favore della donazione degli organi e dei tessuti, ma in più per voler dare un segnale forte di ripresa perché se vogliamo tutti insieme mettendo ognuno un proprio contributo possiamo guardare avanti, in quanto non è possibile attendere che tutto sia finito per tornare alla normalità, ed una città come Pisa ha bisogno di tante cose e, nel nostro piccolo, anche della “Pisa Half Marathon“.

Per ciò che riguarda lo svolgimento della gare“, precisa il Prof. Boggi, “per questa edizione non si terrà logicamente conto ai fini della Classifica dell’ordine d’arrivo, essendovi, come detto, partenze scaglionate, bensì del tempo elettronico stabilito da ogni singolo atleta, così che, in teoria, è possibile che un concorrente non atteso tra i primi possa viceversa ottenere un riscontro cronometrico migliore anche se, di fatto, riteniamo ben poco praticabile, visto che la prima partenza riguarderà i partecipanti alla 10 chilometri, seguita dai top runner iscritti alla mezza Maratona e che, tra l’altro, quest’anno ne vede moltissimi in quanto si tratta in pratica della prima e forse l’unica Manifestazione accreditata dalla FIDAL sul territorio nazionale, con eventuale record che sarebbe omologato ed al riguardo mi preme ricordare che correrà Andrea Lanfri, un atleta paralimpico con lo stesso deficit del sudafricano Pistorius, il quale cercherà di ottenere il tempo per essere ammesso alle prossime Paralimpiadi di Tokyo“.

L’aspetto che più ci dispiace“, conclude il Prof. Boggi, “è che non potrà esserci la premiazione in Piazza dei Miracoli, c’è tutta un organizzazione affinché ogni arrivato lasci il più rapidamente possibile la zona per non creare assembramento ed i premi saranno poi spediti a casa, pur riservandoci, se sarà possibile, per gli atleti locali di fare in un secondo momento una cerimonia limitata con le giuste precauzioni, anche per dare loro la soddisfazione che meritano“.