Celebrato a Cascina il 72esimo anniversario della Liberazione

CASCINA – Il Comune di Cascina ha celebrato  il 72esimo anniversario della Liberazione. Alle 9.30 le autorità e le associazioni combattentistiche radunate davanti al municipio, in corso Matteotti, hanno composto il corteo aperto dalla filarmonica “Puccini” e dal gonfalone del Comune, fino al monumento di piazza dei Caduti.

Michele Parrini, vice sindaco di Cascina, Franco Tagliaboschi dell’Anpi Cascina, e il colonnello Renato Vaira, comandante della base di Camp Darby, hanno posto una corona di alloro al monumento ai caduti, sulle note del silenzio suonato dalle trombe della filarmonica.

Al corteo erano presenti il tenente colonnello Crystal Hills, comandante del battaglione mantenimento di Camp Darby, con il capitano Harrison Zabell; il maggiore Fabio Di Stefano, della 46esima Brigata Aerea; Mauro Dal Canto, maresciallo dei carabinieri di Cascina; l’Associazione Nazionale Carabinieri di Navacchio, guidata dal presidente maresciallo Bruno Iori; la Pubblica assistenza di Cascina.

Il primo intervento in piazza è stato di Franco Tagliaboschi, a nome dell’Anpi, che ha ricordato alcune delle figure storiche della Resistenza e della memoria locale, da Lando Neri e Libero Cosci, da Mirella Vernizzi a Celso Battaglia, da Comasco Comaschi a Nevilio Casarosa, da Primo Genovesi a Elio Vagelli. Ha poi preso la parola il vice sindaco di Cascina, Michele Parrini. «La celebrazione del 72esimo anniversario del 25 aprile, festa della liberazione, ci invita a riflettere e confrontarci su uno dei principi della convivenza civile, se non anche il fondamentale, il primario, l’irrinunciabile: la libertà» ha detto Parrini.

«È infatti in nome della ricerca della libertà -ha proseguito il vice sindaco- che milioni di uomini e donne europee imbracciarono le armi rischiando consapevolmente la vita, perdendola, come rivelano molte struggenti lettere pubblicate recentemente nel libro Lettere dei condannati a morte della Resistenza Europea. In queste lettere sono sostanzialmente assenti i desideri di vendetta e le manifestazioni di odio. Prevalgono invece gli auspici ed i desideri che le loro morti siano utili a dare un contributo per preparare un mondo migliore».

Il corteo si è poi riformato per tornare davanti al municipio di Cascina, dove la filarmonica Puccini ha suonato l’inno di Mameli.

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