Chiara Martini (Lavorora) si appella alle istituzioni locali: “Ci vuole il coraggio di fare scelte innovative in attesa delle direttive del governo”

PONSACCO – Ad una settimana esatta dall’inizio della Fase 2 dell’emergenza sanitaria, i genitori si interrogano sulla situazione futura degli asili nido, doposcuola e intrattenimento per bambini. A questo proposito Pisanews ha intervistato Chiara Martini, presidente di “Lavorora“, associazione di promozione sociale senza scopo di lucro con sede a Ponsacco in Via dei Mille, che si occupa di corsi di formazione per adulti e di doposcuola ed intrattenimento. 

di Maurizio Ficeli


D. Buongiorno Chiara e grazie per la disponibilità. Quali sono nello specifico le attività della vostra associazione?

R. “Le nostre attività sono i corsi di formazione per adulti, l’indirizzare le persone al lavoro e poi abbiamo un’area ben sviluppata sia come supporto per i compiti scolastici e per l’intrattenimento dei bambini, ad esempio facciamo dei pigiama party fino appunto all’aiuto a svolgere i compiti di scuola per i ragazzi delle classi di ogni ordine e grado, che significa dalle primarie alle superiori, quindi facciamo lezioni di matematica ad alto livello oltre a conversazioni in lingua inglese, in sintesi animazione, intrattenimento e doposcuola. Abbiamo anche una serie di volontari pronti a ricoprire le necessità degli iscritti all’associazione“.

D. Altre attività svolte oltre a quelle citate?

R. “Siamo andati nelle scuole superiori durante i periodi di autogestione ed abbiamo fatto dei seminari ai ragazzi, dei corsi di disegno creativo e su come diventare animatori di feste per bambini“.

D. Come state affrontando questa situazione di difficoltà?

R. “Purtroppo siamo bloccati, personalmente come presidente sto dandomi da fare per cercare delle soluzioni perché per come è la mia impostazione a mio avviso si può fare qualcosa, a maggior ragione ora che i comuni, dalla riforma del 2001, hanno una capacità di azione sicuramente più potente rispetto al passato. Oltre a dare il mio appoggio morale al comitato delle ludoteche, presieduto da Silvia Pulvirenti, titolare dello “Staff del divertimento” che è una vera e propria ludoteca a Fornacette, ho scritto una Pec al sindaco di Ponsacco Francesca Brogi dove ho proposto una programma sperimentale fatto di piccoli gruppi di bambini che potrebbero ritrovarsi nelle aree pubbliche antistanti le scuole, dove sia possibile almeno fare un progetto a livello locale che possa anche garantire una minima programmazione ai genitori che vanno al lavoro, ma soprattutto ai bambini che sono fermi con tutto, nel senso che la didattica a distanza non funziona e questo mi sembra palese“.

D. Quindi mi par di capire che c’è una chiara bocciatura riguardo alla DAD, vero?

R. “La scuola è molto tradizionalista, e ripresentare la solita lezione frontale a schermo diventa invece una cosa impossibile da seguire perché abbiamo bambini che ci  raccontano che stanno un ora in silenzio ad ascoltare la lezione al computer, mentre invece necessiterebbero di una interazione, senza la quale non si impara niente“.

D. Cosa si potrebbe fare per poter migliorare questo stato di cose?

R. “Secondo me qualcosa si potrebbe fare, io non chiedo al sindaco in questo caso di Ponsacco di fare qualcosa di troppo o che nessun altro sta facendo, però si potrebbe destinare degli educatori a livello volontario che si facciano garanti e controllori delle interazioni dei bambini“.

D. Quali sono le vostre richieste alle istituzioni locali?

R. “Premesso che sono pienamente d’accordo sul fatto che bisogna attendere le direttive a livello nazionale, però se è stato detto che molto probabilmente saranno programmati i campi estivi a giugno e di conseguenza occorrerà un elenco numeroso di educatori disponibili perché i mini gruppi di bambini che andranno a crearsi ne avranno bisogno, è necessario che i comuni devono provvedere già adesso in tal senso anche perché il tempo a disposizione è pochissimo“.

D. Avete contatti con gli iscritti ed i genitori che vi chiedono certezze in chiave futura?

R. “Certo. Come presidente ricevo messaggi continui da iscritti e da genitori che mi chiedono di pensare alle loro esigenze come se io avessi il potere di fare qualcosa, perché loro sono i primi ad essere spaventati da un eventuale abbandono scolastico dei figli e dal non avere un programma per l’estate paradossalmente addirittura più del Coronavirus“.

D. E sulla proposta del ministro Azzolina che non vuole classi numerose cosa ne pensate?

R. “Sì, la ministra dice questo però con più classi anche se meno numerose diventa impossibile dotare ogni gruppo di un insegnante anche perché il personale docente è già al di sotto delle reali esigenze. Con tutto il rispetto francamente non vedo da parte del ministro Azzolina una visione lungimirante della scuola, anche perché forse non può averla. La previsione è tremenda, già ad oggi si insegna alle elementari facendo un “corsettino” di inglese di 24 ore e questo quando la maggior parte del corpo docente della scuola primaria non parla l’inglese, eppure lo si insegna. Poi bisogna dire che il livello attuale dei docenti non è altissimo, ma oltre a questo non hanno gli strumenti per inventare nuovi metodi educativi e poi non si può pensare ad esempio di insegnare la matematica al computer come si insegna in classe“.

D. Come vi state organizzando per affrontare il futuro?

R. “L’attività della nostra associazione da settembre in poi sicuramente avrà un incremento perché il lungo stop, che hanno subito i ragazzi è stato molto pesante. Ci vorrà un anno per recuperare una interruzione di questo tipo. Anche da parte nostra sarà un futuro molto impegnativo anche se bisogna dire che creerà più lavoro“.

D. Concludiamo con un auspicio finale

R. “Chiediamo ai sindaci che almeno a livello locale, ci sia il coraggio di fare delle piccole azioni innovative e sperimentali, tradotto, preferirei fare qualcosa piuttosto che nulla perché magari manca il coraggio“. 

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