Chiusura della Sapienza, Confcommercio: “Basta tentennamenti”

PISA – I dipendenti e titolari di almeno venticinque esercizi commerciali hanno protestato contro la chiusura della Sapienza, lamentandosi del calo di oltre il 70% nei fatturati.

Dopo la protesta dei commercianti Confcommercio Pisa ha ribadito la sua posizione sulla chiusura della Sapienza, sottolineando la gravità della situazione non solo per il mondo universitario ma anche per gli esercenti della zona e chiedendo alle autorità competenti di accorciare i tempi per trovare una soluzione che possa andar bene per tutti.

Il palazzo della Sapienza (tratta da www.unipi.it)

“Che la riapertura dell’anno accademico non si sia svolta nello storico palazzo della Sapienza dopo secoli di storia universitaria, è un segnale di decadenza e di resa alle lungaggini burocratiche che Pisa non può accettare – dichiarano da Confcommercio – Per questo, chi ha responsabilità dirette è il momento che agisca, senza ulteriori tentennamenti ed incertezze. Come Confcommercio abbiamo sostenuto sin dall’inizio il comitato degli imprenditori di piazza Dante, che questa mattina hanno giustamente manifestato il loro disagio e le loro preoccupazioni per il futuro del palazzo della Sapienza. Gli affari sono calati del 70%, 10 persone hanno già perso il posto di lavoro, altre 40 sono a rischio”.

“I tempi di attesa della perizia – continuano a spiegare da Confcommercio Pisa – autorizzata dal Ministero, devono essere accorciati il più possibile, mentre il rettore deve farsi garante della promessa di mantenere la didattica nelle zone limitrofe. La questione del tempo è prioritaria, oltre all’individuazione di una soluzione condivisibile. Proprio perchè nessuno intende piangersi addosso, tantomeno gli imprenditori e vogliamo guardare al futuro con fiducia, abbiamo presentato alll’amministrazione comunale un articolato progetto di valorizzazione turistico-commerciale di piazza Dante e delle aree limitrofe. Anche su questo, come sul destino della Sapienza, urgono risposte urgenti”.

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