“Ci metto la faccia”, iniziativa de “Gli Amici di Pisa” per salvare la Chiesa di San Paolo a Ripa D’Arno e la Normale

PISA – “L’Associazione degli “Amici di Pisa” ha raccolto al volo l’appello lanciato dallo scrittore Sergio Costanzo di fotografarsi davanti alla Chiesa di San Paolo a Ripa d’Arno -detto il Duomo Vecchio- da anni transennato per rischio di crolli e bisognoso di costosi interventi di consolidamento strutturale e di restauro materico superficiale.

E’ inaccettabile che la scarsità di fondi pubblici disponibili blocchi fino al crollo,gli interventi di salvataggio di edifici costruiti prima dell’anno 1000. La nostra società contemporanea, sempre più malamente globalizzata non può svilupparsi né nascere senza prima aver tenuto di conto oltre ai valori sociali umani e cristiani che la fondano, anche quelli della conservazione ai posteri del nostro glorioso passato. A meno che si tratti -e nessuno lo ha detto- di cancellare ogni traccia di Europa, di Pisa, di storia italiana proprio per favorire abnormi ideologie globalizzanti. Perciò gli “Amici di Pisa” hanno postato nella pagina Facebook dedicata “Salviamo la Chiesa di San Paolo a Ripa d’Arno” una fotografia utile a raccogliere lo sdegno non solo dei pisantropi, ma del mondo dell’arte e della cultura viva in cui anche il celebre pittore pisano Enrico Fornaini ha deciso senza dubbio alcuno a parteciparvi.

In virtù del ragionamento sopraesposto è stata scattata una analoga fotografia davanti alla Scuola Normale di Pisa: anche in questo caso è inaccettabile far passare il principio che “dalla Cina, Pisa e Firenze sono un unico punto”. La cancellazione del toponimo “di Pisa” dal titolo istituzionale “Scuola Normale” (nata nel 1810) in seguito alla fusione con il piccolo e neonato (esiste da soli 10 anni) Istituto di Scienze Umane è una vergogna umiliante e deprimente di come possa essere mal interpretato il comando o la strategia di crescita di un ente o di un semplice ambiente di lavoro. Una penosa e triste povertà e aridità di pensiero, di forma mentis, che non farà molta strada.

Pisa e Firenze non sono uguali e lo diciamo nell’interesse di Pisa, ma crediamo bene anche in quello di Firenze! Pisa e Firenze viste dalla Cina non sono uguali e i cinesi lo sanno bene! Altrimenti perché, visti i loro occhi a mandorla questi, non sono chiamati Giapponesi?”

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