Cia Toscana difende allevatori, colpiti dalle critiche da parte di un’associazione animalista

Toscana – Sono molti e frequenti gli attacchi a mezzo stampa da parte di una sigla ‘animalista’ contro il mondo allevatoriale della Toscana sono incomprensibili e stupiscono sia per i toni utilizzati che per i contenuti non corrispondenti alle realtà. Dalla diffusione mediatica, emerge che si conoscano assolutamente l’agricoltura, l’allevamento ed il lavoro di migliaia di aziende agricole e zootecniche della nostra regione. Infatti, non esiste, ad esempio, una norma che imponga alle aziende di installare recinzioni anti-lupo.

A comunicarlo è la Cia Toscana in riferimento alla nota stampa di un’associazione animalista che oggi è intervenuta contro l’assessore all’agricoltura della Regione Toscana Remaschi e contro gli allevatori toscani, dichiarando che il 40% di loro non sarebbe in regola con il vigente piano lupi.

Negli allevamenti toscani la mattanza continua contro ovini, caprini e ovini. Si difendono insomma i lupi, ma gli uomini e gli allevamenti chi li difende? Chi attacca i pastori e la loro legittima richiesta di lavorare e sopravvivere – aggiunge la Cia Toscana – evidentemente o non ha capito o finge di non capire che il nostro obiettivo è di trovare un equilibrio tra il pastore e il lupo. Equilibrio che mai si è voluto raggiungere anche per volontà di chi non è mai entrato in un allevamento, in un campo o in un bosco, gli stessi che si permettono di denigrare e mettere in discussione il lavoro quotidiano di allevatori e di famiglie che con grandi sacrifici conducono aziende, permettendo ad intere aree rurali e montane della Toscana di sopravvivere anche a tutela di ambiente e rischi idrogeologici.

E’ risaputo che il settore agricolo sta subendo quest’anno gravissime perdite di reddito a causa di una sequenza continua di eventi climatici che portano a considerare questa annata agraria come la più negativa degli ultimi venti anni. Ma oltre gli eventi climatici le imprese agricole devono fare i conti, che non tornano, anche con le frequenti oscillazioni dei prezzi dei prodotti che rischiano di pregiudicare, in alcuni casi, investimenti coraggiosi ed innovativi. Problemi che vanno ad aggiungersi agli attacchi giornalieri dei lupi in tutta la Toscana.

Sono oltre 1.500 gli attacchi da lupo denunciati dagli allevatori in Toscana negli ultimi tre anni, in pratica 500 all’anno, con le province di Grosseto e Siena le più colpite. E così aziende che chiudono e territori rurali che vengono abbandonati.

Intanto dopo le molte iniziative e le richieste della Cia Toscana qualcosa si sta muovendo. Positiva è la richiesta di autorizzazione in deroga al prelievo di 26 individui di lupo in Toscana da parte dell’assessore Marco Remaschi al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. Il numero richiesto per i prelievi è del 5 per cento sulla popolazione dei lupi in Toscana stimata in 530 capi distribuiti in 110 branchi. Il prelievo deve indirizzarsi su quei soggetti che focalizzano la loro attività predatoria su greggi di ovini e bovini.

Risolvere l’emergenza lupo è una priorità. La Cia Toscana plaude alle prime risposte positive alle iniziative e richieste, che arrivano oggi dall’assessore all’agricoltura Marco Remaschi, dalla Giunta e dal Consiglio regionale della Toscana. Un primo spiraglio per uscire da una situazione complessa e drammatica per gli allevatori (ovini, caprini e bovini).

Fra i nodi da risolvere, sui quali la Cia Toscana, chiede alla Regione di intervenire in tempi rapidi. In particolare la Cia segnala l’apertura del bando per la richiesta dei danni per l’annualità 2017. Inoltre, nel caso di attacco da predatori resta il problema dello smaltimento delle carcasse in centri autorizzati e cimiteri aziendali. La Cia, inoltre, chiede che venga completamente attuato il protocollo sottoscritto alla fine della scorsa legislatura.

Secondo la Cia Toscana è positivo invece l’impegno della Regione nel reperire nel bilancio regionale 500mila euro per assicurare le risorse necessarie a coprire tutte le richieste di indennizzo per danni del 2016, la cui graduatoria è stata approvata pochi giorni fa. Anche se – commenta la Cia – il ristorno del danno giunge in ritardo di un anno e mezzo dopo gli eventi.

Altra buona notizia – commenta la Cia Toscana – è l’autorizzazione da parte della Commissione europea a superare il limite finanziario dei 15mila euro in tre anni, ovvero il regime de minimis con cui sarà possibile risarcire tutte le aziende che hanno subito attacchi da lupi e da predatori.

Le aziende di allevamenti e gli animali da reddito – sottolinea la Cia Toscana – devono essere tutelati al pari del lupo. Anche perché rimangono l’ultimo presidio di alcuni territori e contribuiscono in maniera decisiva alla tenuta del tessuto sociale di quelle aree.

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