Ciccio Auletta: “L’Ing. Pampana deve versare al Comune imposte e tasse arretrate per minimo un milione di euro”

PISA – La lista civica “Diritti in Comune“, attraverso il suo Consigliere Comunale Ciccio Auletta rilancia la propria campagna nei confronti dell’Ing. Giuseppe Pampana attraverso una conferenza stampa tenuta di fronte al rudere da decenni abbandonato e prospiciente il Lungarno Galilei, stavolta con dati e cifre alla mano che evidenziano come l’imprenditore debba versare al Comune imposte e tasse arretrate per minimo un milione di euro.

di Giovanni Manenti

Pietra dello scandalo è, innanzitutto, l’immobile di via Marsala a Riglione, realizzato nel 2002 e composto da 8 appartamenti, definiti quali “case fantasma”, in quanto non ne è mai stata comunicata la fine dei lavori e l’attestazione di abitabilità, con conseguente mancato accampionamento al Catasto, circostanza che determina che la base imponibile per il calcolo di ICI ed IMU è calcolata sul valore dell’area edificabile e non sull’edificio ultimato, ma, nonostante ciò, l’Ing. Pampana non ha mai corrisposto alcuna somma a tale titolo nelle Casse Comunali, per un importo di ca. 570mila €uro per il periodo 2011-2014 e, pertanto, a tale cifra dovrà essere aggiunto quanto relativo agli anni successivi, essendo in corso gli accertamenti da parte di SEPI, in pendenza dei ricorsi fatti dal proprietario in merito a quanto a lui imputato nel citato quadriennio, anche se ai ricordati quasi 600mila €uro debbono poi sommarsi ulteriori 342mila €uro di COSAP (Canone Occupazione Suolo Pubblico) non versata per il periodo 2012-2016 relativamente alle sue proprietà sparse per la città, così da giungere a quasi un milione di €uro di arretrati.

Ricordo al riguardo“, puntualizza Auletta, “che nel 2010 detto immobile venne occupato da alcune famiglie in emergenza abitativa, appoggiate dal “Collettivo Prendo Casa”, poi oggetto di sgombero da parte delle Forze dell’Ordine senza trovare alcuna soluzione alternativa per gli occupanti, nonostante che il Comune avesse proposto al Pampana di utilizzare gli altri 58 appartamenti dal medesimo posseduti in via Vespucci, proposta dal medesimo rifiutata nonostante la palese situazione di disagio familiare“.

La problematica di via Vespucci“, prosegue il Consigliere Comunale, “consente di porre in rilievo come la cifra di un milione di €uro di imposte non versate da noi evidenziata non sia altro che la punta dell’iceberg di una morosità ben maggiore, laddove si consideri come si tratti di 58 appartamenti murati e chiusi in una situazione di degrado inaccettabile, una circostanza che ha fatto sì che dal 1996 al 2014 l’Ing. Pampana abbia goduto di una detrazione del 50% dell’ICI e dell’IMU per detto periodo a seguito della presentazione di un’auto dichiarazione di inagibilità degli stessi e, nonostante questa agevolazione, SEPI ci comunica che le dichiarazioni non sono coerenti e sono in corso i relativi accertamenti, al pari di quello che concerne il rudere sul Lungarno Galilei, il che ci fa ritenere che l’importo effettivo delle imposte evase possa ammontare a diversi milioni di euro“.

Sulla scorta di tutto quanto espresso“, conclude Auletta, “siamo a formulare alcune proposte all’Amministrazione Comunale, la prima delle quali riguarda l’area abbandonata prospiciente il Lungarno Galilei, per la quale chiediamo che venga cancellata la previsione urbanistica che la destina ad area edificabile, così che la stessa possa divenire una “porta verde” verso il Giardino Scotto, utilizzandola come un Parco al fine di una riqualificazione complessiva di detto spazio con vantaggi anche in termini di attrazione turistica per la città, mentre per ciò che concerne le situazioni di via Marsala e via Vespucci abbiamo chiesto, per quest’ultima, delle verifiche a tappeto sulle dichiarazioni di inagibilità degli immobili, poiché è inammissibile che per 20 anni si tengano degli appartamenti sfitti, ottenendo oltretutto uno sgravio del 50% sul pagamento delle imposte comunali, così come siamo a domandare a tutti gli Uffici competenti come sia possibile, per quel che riguarda via Marsala, lasciare per 18 anni un edificio non accatastato in modo che non venga correttamente pagato quanto effettivamente dovuto, il che ci fa riflettere su quale sarebbe l’impatto di questa evasione sul Bilancio Comunale, una volta che venisse sanata, con somme da destinare a favore dell’emergenza abitativa e poter rispondere ai bisogni sociali, ribadendo con forza come la presente Amministrazione non abbia mai predisposto un piano serio contro l’evasione fiscale“.

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