Ciclone Vittorio Sgarbi: “Mura fantastiche per la prima volta non mando in c… un architetto. Piazza dei Miracoli perde qualcosa senza Bancarelle”. Le foto

PISA – “La ripresa dell’Italia non può prescindere dal recupero dell’arte e della cultura”. E’ questo il messaggio che il noto critico d’Arte Vittorio Sgarbi ha lanciato ieri sera 7 gennaio 2017, dalla Sala del Capitolo della Chiesa di San Francesco di Pisa, piena sino all’inverosimile da coloro che non si sono voluti perdere la consueta “performance” del Maestro, il quale non ha di certo lesinato, come sue costume, ironia, satira, anticonformismo e frecciate nel denunciare il “mal costume” del nostro Paese avverso un patrimonio artistico e culturale che tutto il Mondo ci invidia, nel presentare la sua ultima fatica letteraria, vale a dire il Libro “Dall’Ombra alla Luce“.

di Giovanni Manenti

(Foto di Roberto Cappello – Vietata la riproduzione)

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Chiamato a fornire il suo parere sulle opere necessarie per il restauro della Sala del Capitolo e dell’intera Chiesa di San Francesco, Sgarbi non le ha mandate a dire, rilevando come “sia un affronto che lo Stato non abbia a cuore questo tipo di problematiche, quando poi in Italia si spendono soldi per sculture moderne di valore pressoché nullo e si dà la priorità alla costruzione di rotatorie – oltre 50.000 riferisce – molte delle quali assolutamente inutili”.

APPREZZAMENTO PER IL CAMINAMENTO SOPRA LE MURA. Poiché non ha molti peli sulla lingua, Sgarbi è assolutamente sincero nel suo elogio all’Amministrazione Comunale ed, in particolare, all’Architetto Marco Guerrazzi che ne è stato l’ideatore: “per l’apertura del camminamento sopra le mura (che lo stesso ha effettuato nel pomeriggio di sabato ndr), un’idea assolutamente sensata, a partire dalla bellezza di una delle torri di accesso, realizzata interamente in legno come a lui piace, e di cui ha altresì apprezzato sia la pavimentazione che la ringhiera installata, consentendo una visuale della città da una angolazione nuova e di sicuro impatto anche dal punto di vista turistico.” “Per una volta” – chiosa Sgarbi con la consueta punta di ironia – “mi trovo a fare i complimenti ad un Architetto rispetto a quando in genere li mando a quel paese (usa un altro termine, ndr), a dimostrazione che basta usare, oltre alla propria competenza, un po’ di buon senso per dare lustro alle bellezze e potenzialità cittadine”.

BACCHETTATE E RIFERIMENTO A LEOPARDI. Non mancano però anche le usuali “bacchettate” a Pisa. ai suoi cittadini ed alle istituzioni per “la mancata ulteriore valorizzazione delle proprie bellezze, dato che anche un insoddisfatto cronico come il Poeta Leopardi – di cui legge proprio alcuni passi in elogio della nostra città – l’ha celebrata come unico luogo da lui apprezzato, superiore a città quali Milano, Firenze e Roma che non gli regalavano alcuna emozione.” “E voi pisani” – quasi ammonisce Sgarbi – “avete questo riconoscimento da parte del più grande Poeta Italiano e non ve ne fate vanto?? Dovreste affiggere queste parole sulla maggior parte possibile dei muri cittadini, specie sui Lungarni e davanti ai più importanti musei, di cui ad esempio, per tornare all’introduzione iniziale, è sconvolgente lo stridore tra la bellezza del Palazzo Blu, il quale attualmente ospita una Mostra di Dalì (pittore non propriamente caro a Sgarbi, usando un eufemismo), in quanto proprietà di una Fondazione privata rispetto al quasi abbandono del Museo di San Matteo, dove sono conservate opere di una bellezza unica”.

SGARBI SPEZZA UNA LANCIA A FAVORE DEI BANCARELLAI. Sgarbi poi sposta il proprio orizzonte su Piazza dei Miracoli, “un vero gioiello, il secondo sito più visto dai turisti in Italia dopo i Musei Vaticani che però, a mio avviso, perde qualcosa senza più le Bancarelle, essendo io da sempre innamorato di questi venditori che fanno da coreografia ai grandi Monumenti con i loro Souvenir, sarà anche perché io vengo da una città come Ferrara in cui i banchi sono da secoli parte integrante di una facciata del Duomo, e vederli così confinati in uno spazio ristretto quasi come fossero dei reietti mi dà un profondo senso di tristezza”.

LA DESCRIZIONE DEI TESORI DI PISA. Sgarbi poi passa all’analisi di alcuni dei Capolavori della nostra città, dalla Chiesa di San Piero a Grado, di cui evidenzia come sia stata realizzata in “cotto” con un particolare rifermento alla forma delle finestre che consentono l’ingresso di una luce dosata e misurata e muta durante l’intero arco della Giornata, per poi passare all’esame della celebre Piazza dei Miracoli, che Sgarbi paragona ad un “Campo di atterraggio per extraterrestri, in cui sono state depositate tre meravigliose opere d’arte che simboleggiano le tre fasi dell’esistenza umana, con il Battistero che raffigura la Nascita, la Cattedrale, al cui interno trovano posto affreschi che esaltano le varie scuole pittoriche dell’epoca, rappresenta la Vita ed il Camposanto Monumentale la Morte, il tutto all’interno di un’opera complessiva che segna, a giudizio del Maestro, l’origine della Scultura Italiana grazie alla sapiente maestria di Nicola e Giovanni Pisano”. Trovano infine spazio nella descrizione di Sgarbi le opere custodite nel Museo di San Matteo, dalla “Sala delle Croci in cui sono racchiuse valori simbolici di elevato valore, oppure il Dipinto di San Paolo del Masaccio che raffigura il Santo come un uomo di strada, oppure la scultura di San Lussorio del Donatello, un autentico capolavoro, per finire alla “Madonna col Bambino”, uscita dalle sapienti mani di Andrea e Nino Pisano”.

Insomma, un patrimonio artistico non indifferente che Pisa ha l’obbligo ed il dovere di conservare e promuovere, in ciò dovendo essere assistito dal Governo per il quale, secondo le parole di Sgarbi, non può esservi ripresa senza il recupero della cultura, da attuare attraverso un Progetto Politico ben definito di riscatto del nostro Paese che consenta la riscoperta dell’Epoca Rinascimentale, quando l’Italia era la culla delle Arti e della Cultura, lasciando in chiusura un’ultima “chicca” relativa ad un non impossibile suo nuovo impegno di natura politica in tal senso”.

“Dall’Ombra alla Luce, da Caravaggio a Tiepolo, il Tesoro d’Italia” di Vittorio Sgarbi – Ed. La Nave di Teseo – pag. 541 €. 25,00

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