Cisl Pisa, CIG in deroga. Richieste per 2054 pisani, Ma da fine agosto le prospettive si fanno molto incerte

PISA – Centinaia di operai ed impiegati, dipendenti di aziende medio – piccole della provincia e ora in cassa integrazione, rischiano di non percepire nei prossimi mesi il sostegno al reddito fino ad oggi garantito dallo Stato.

È l’allarme lanciato dalla Cisl pisana. Una folta delegazione del sindacato si è recata a Roma, in piazza Montecitorio, dove era in programma una manifestazione.

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Il caso – Interessa soprattutto quelle aziende al di sotto dei quindici dipendenti e per le quali, negli ultimi anni, i governi avevano introdotto la cassa integrazione straordinaria in deroga. Cassa che ha accompagnato, talvolta, verso una soluzione positiva molte aziende del territorio che altrimenti avrebbero dovuto chiudere. «Una nota del ministero del lavoro e delle politiche sociali – ricostruisce il segretario provinciale della Cisl Gianluca Federici – del 16 dicembre 2013, dette la facoltà alle regioni di concedere ammortizzatori sociali limitati nel tempo. Ogni lavoratore avrebbe potuto usufruire non meno di quindici giorni e fino ad un massimo di 6 mesi di cassa in deroga. La Toscana, in attesa dell’entrata delle nuove regole ministeriali per la concessione degli ammortizzatori sociali in deroga, ha prorogato fino al 31 agosto 2014 la possibilità per le aziende di richiedere gli ammortizzatori sociali per i loro dipendenti. E dopo? In assenza di un intervento governativo centinaia di famiglie resteranno senza un minimo sostegno.

I numeri ed i ritardi – Sono 2054 i dipendenti di aziende pisane per i quali, nel 2014, è stata chiesta la cassa in deroga. Di questi 1.009 sono donne, 1.045 uomini. Le aziende medio-piccole in crisi che hanno fatto ricorso a questo strumento di sostegno al reddito nei primi sette mesi del 2014 sono state 451 (in tutto il 2013 erano state 754).Si occupano di manifatture, commercio, costruzioni, noleggio, servizi alle imprese, ristorazione, alloggio, di organizzare viaggi.

«Purtroppo – denuncia Federici – i pagamenti della cassa in deroga arrivano con un ritardo medio di sei od otto mesi. Solo nei giorni scorsi i ministeri del Lavoro e dell’Economia hanno sbloccato 400 milioni di euro per chiudere le code del 2013 e pagare i primissimi mesi del 2014». Un ultimo dato: dal 1 gennaio 2013 al 2 luglio 2014 la Regione ha autorizzato la mobilità in deroga per 166 dipendenti, 76 donne e 90 uomini.

Fonte: Ufficio Stampa Cisl Pisa

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