Cobas, contestata Giorgia Meloni a Pisa. Il comunicato

PISA – Vicino a quello che un tempo era il ritrovo della sinistra parlamentare (piazza Garibaldi) la segretaria di Fratelli d’Italia non poteva che essere contestata. Un comizio nella attigua piazza del Castelletto circondato da digos, ps e cc , numerosi tecnici della Questura a filmare\fotografare i presenti, i passanti…gli antifascisti.

Si erano dati appuntamento con gli sms e alle 20 del 20 Maggio, una cinquantina di giovani dei collettivi, qualche attivista dei cobas si è concentrato laddove un tempo era affissa la bacheca di Lotta Continua , sono partiti gli slogans e i fischi che hanno accompagnato il breve comizio della segretaria di Fratelli d’Italia.

In questa Piazza ci sono anche i leghisti, non a caso sono alleati alle elezioni europee. Meloni è sulla stessa linea di Salvini, se contesti l’uno non puoi che contestare anche l’altro. Sono i seminatori di odio, la loro campagna contro il degrado non è rivolta contro le grandi opere, l’abbandono delle periferie, la requisizione delle case vuote che sono centinaia solo nel quartiere della stazione, nell’acquisto da parte del comune di fondi commerciali da anni in abbandono per aiutare artigiani e lavoratori autonomi, le false partite iva che alla fine lavorano 10 ore al giorno per pochi euro.

Per loro degrado sono i centri sociali che hanno liberato dall’abbandono intere aree dismesse o soggette a speculazione, sono i campi rom(parliamo anche di quelli cosiddetti abusivi dove vivono stranieri e anche italiani), privi di acqua e luce. In questi giorni i media denunciano alcuni episodi di razzismo che vedono vittime giovani studenti di origine africana, alcuni rom e sinti ci dicono che i loro figli subiscono discriminazioni a scuola, non dagli insegnanti dai coetanei studenti. Sono episodi sui quali riflettere, indignarsi, esiste un razzismo strisciante che il perbenismo istituzionale non vuole combattere, un razzismo nato da pregiudizi, ingiustizie sociali, economiche, dalle condizioni materiali in cui si vive. Chi oggi non ha piu’ un euro se la prende con i migranti, la logica che il piu’ povero sia venuto a toglierti lavoro e welfare è vecchia ma sempre buona da utilizzare per dividere, discriminare, non vedere lo sfruttato come un unico soggetto. La divisione serve per esorcizzare il problema, per lanciare messaggi rassicuranti come quello della casa agli italiani dimenticando che ci sono migranti i cui figli sono nati a Pisa e divevuti nel frattempo maggiorenni, africani o cinesi che parlano in livornese, in pisano.

Le case ci sono ma sono lasciate sfitte, questo è il problema, i capannoni industriali sono abbandonati perchè non esistono piu’ strutture produttive. Non le diamo piu’ importanza di quello che ha. Viene da uno dei Governi di destra, lei come altri del suo partito sono stati dentro le istituzioni da sempre, altro che alternativa di sistema. Il bagaglio retorico è quello della destra missina, la nazione (quante menzogne sono state raccontate sui maro’…basterebbe leggersi il sito di Wu Ming), i diritti solo per gli italiani, la nostalgia per il ventennio che traspare da molti volantini, le campagne contro migranti e la liberalizzazione delle droghe leggere, una cultura reazionaria che metterebbe in carcere chiunque. La sua presenza a Pisa non poteva passare inosservata, per questo gli antifascisti sono scesi in piazza, antifascisti che non si svegliano solo il 25 aprile con l’Anpi ma che operano nella società ogni giorno con culture e pratiche conseguenti.

Fonte: Cobas

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