Cobas. Lavoratori dello spettacolo in grossa difficoltà

PISA- Riceviamo e pubblichiamo un comunicato dei Cobas sui lavoratori dello spettacolo che risultano tra i più penalizzati dell’emergenza Covid-19. “L’emergenza Coronavirus ha colpito come un flagello divino la salute dei cittadini italiani e di tutto il mondo, costringendo i vari dirigenti governativi ad imporre la chiusura di ogni attività, con pesanti ripercussioni sulle economie dei paesi e delle persone in tutti gli ambiti. Con la fase 2, che parte il 4 maggio, si intende attuare un graduale ritorno alla normalità, coinvolgendo le attività industriali, i cantieri, alcuni pubblici esercizi, i servizi essenziali.

Nelle regioni italiane, sono state intraprese, accanto alle misure nazionali, anche varie attività di sostentamento verso quelle categorie che non potranno ancora tornare alla normalità. A livello locale, nell’area pisana, l’assessore del Comune di Pisa Magnani, annuncia di avere allo studio contributi straordinari da mettere a disposizione agli operatori del mondo della cultura e dello spettacolo, settore particolarmente colpito dall’interruzione delle attività sociali. L’assessore, tuttavia, nomina scuole di musica, di danza e di teatro, tra le attività del settore meritevoli di iniziative dedicate. Esse costituiscono solamente la punta dell’iceberg di un comparto che conta decine di istituzioni, all’interno delle quali lavorano centinaia di lavoratori, fermi ormai da più di due mesi.

Per tutti questi lavoratori, l’interruzione forzata della propria attività sarà ben più lunga di quella degli altri. Ad oggi non è dato sapere quanto.

Per tutti questi lavoratori e lavoratrici, che fanno i deejay, i tecnici audio e luci, i musicisti, i direttori artistici, i bartender, gli attori, i facchini, i responsabili di produzione, il personale della sicurezza, ciò significa una drammatica interruzione del reddito e una conseguente, immediata, totale, assenza di liquidità, tale rendere drammaticamente difficile rispettare impegni economici ordinari e improrogabili quali utenze, canoni di locazione, finanziamenti. Molti lavoratori e lavoratrici del settore fanno parte di grandi cooperative di categoria e prestano la propria attività con contratti (determinati o indeterminati) di lavoro “intermittente” che non garantiscono adeguate tutele ed introiti sicuri e costanti, non garantiscono diritti basilari quali malattie ed infortuni, costringendo così ad affidarsi ad assicurazioni private. Non parliamo poi di chi si configura come il gestore di attività quali locali, music club e discoteche.

L’esempio di Pisa è eclatante: decine di locali, in cui gravita tutto l’ambiente universitario; centri musicali e culturali che aumentano notevolmente il grado culturale e artistico della città, contribuendo a costruire ogni giorno l’immagine di Pisa come città ricca di eventi e spettacoli. Proprio questo comparto, prima ancora che l’emergenza coronavirus imponesse lo stop alle attività, si è volontariamente e responsabilmente autosospeso, mettendo la pubblica incolumità davanti al valore economico. Lo stesso sindaco di Pisa ha lodato l’iniziativa, promettendo che, superata l’emergenza, sarebbe stato disponibile a immaginare insieme agli operatori culturali cittadini forme di sostegno e rilancio. Non ci si può scordare ora di un’ampia fetta di un ricco settore, privilegiandone esclusivamente un pezzetto, nella vecchia ottica del divide et impera.

Queste attività vivono di contatto tra le persone, di assembramenti. Per questo, saranno costrette a star ferme ancora per molto. Per questo chiediamo alle istituzioni, ed ai Comuni in particolare, di istituire un tavolo di crisi, per un confronto di tutto il settore, dove si discutano i seguenti temi:

  • Immediato chiarimento sulla richiesta della CIG in deroga per gli intermittenti dello spettacolo (e più in generale sui lavoratori a chiamata);
  • L’emanazione di una nuova circolare INPS con un chiarimento sul sistema di richiesta e di calcolo della CIG in deroga;
  • Sostegno al reddito per tutti i lavoratori e le lavoratrici del settore indipendentemente dalla forma contrattuale;
  • Sostegno alle attività culturali pisane in quanto tali, sotto forma di contributi pubblici, assegnazione di spazi in comodato d’uso gratuito, utilizzo gratuito di spazi e attrezzature comunali;
  • Legge di riforma degli ammortizzatori nel settore dello spettacolo a partire dal riconoscimento della strutturale intermittenza e della necessità di una continuità di reddito per chi vi lavora;
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