Coldiretti-Caritas: patto anti spreco per 275 famiglie pisane

PISA – Ogni cittadino butta ogni anno nella spazzatura 76 chili di prodotti alimentari. Chilo più, chilo meno. Se la Francia dichiara guerra agli sprechi alimentare approvando una legge che punta ad una riduzione sostanziale entro il 2025, la principale motivazione che sta portando i pisani a cercare di limitarli si chiama crisi.

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Il risultato è che sei pisani su dieci hanno diminuito o addirittura eliminato gli sprechi domestici nel 2014 ma resta ancora una fetta importante della popolazione che continua a fare spese superiori alle reali necessità quotidiane e a far andare a male ortaggi e frutta magari rimasti in frigo per giorni. A rivelarlo è un’indagine di Coldiretti rivelata in occasione della firma del “patto anti-spreco” tra l’organizzazione agricola e la Caritas Diocesana di Pisa che lavoreranno fianco a fianco per ridurre, recuperare ed assicurare che il cibo in eccedenza e non più commercializzabile ma ancora integro prodotto e venduto dalle imprese agricole di Campagna Amica, finisca direttamente nel circuito di ridistribuzione della Cittadella della Solidarietà della Caritas. La Cittadella della Solidarietà segue, attualmente, 275 famiglie per un totale di circa 780 individui distribuendo ogni mesecirca 2.100 chilogrammi di generi alimentari.

Secondo l’indagine di Coldiretti tra chi ha tagliato gli sprechi nell’ultimo anno, il 75% fa la spesa in modo più oculato, il 56%utilizzando gli avanzi nel pasto successivo, il 37% riducendo le quantità acquistate, il 34% guardando con più attenzione la data di scadenza e l’11% donando in beneficenza. La tendenza a ridurre gli sprechi cresce anche fuori dalle mura domestiche con un italiano su tre (33%) che quando esce dal ristorante non ha problemi a portarsi a casa gli avanzi con la cosiddetta “doggy bag” anche se tra questi, solo il 10% lo fa regolarmente, mentre il 23% solo qualche volta, secondo l’indagine indicativa on line condotta dal sito www.coldiretti.it dalla quale si evidenzia, peraltro, che una fetta rilevante della popolazione (24%) quando va a mangiare fuori lascia sulla tavola gli avanzi semplicemente perché si vergogna di chiederli.

La firma del “pattoanti-spreco” prevede un reciproco impegno da parte di Coldiretti e Caritas che va al di là della divulgazione del progetto e dei termini nei rispettivi canali. Al progetto sono state invitate infatti a partecipare le aziende agricole che aderiscono a Campagna Amica che vogliono e possono donare o vendere a prezzi calmierati i dieci prodotti essenziali del paniere come per esempio pasta, farina, olio, biscotti, latte, pelati, legumi. “Tutto quello che il padre eterno ci offre non deve andare perso o sperperato. – ha ricordato l’Arcivescovo della Caritas Diocesana, Giovanni Paolo Benotto – La firma è semplicemente un tratto di penna ma il significato che esprimiamo è profondo e forte”. Il sostegno e l’aiuto al prossimo è da sempre nel Dna di Coldiretti:
la lotta agli sprechi, il tema della redistribuzione del cibo al centro dell’Expo, sono alcune delle più importanti sfide che abbiamo di fronte per rendere equo e più giusta la nostra esistenza. – spiega Fabrizio Filippi, Presidente Provinciale Coldiretti durante la sigla del patto – Chi spreca non ha il rispetto per il prossimo e chi vive di agricoltura, come noi, sa bene quando sia importante. Siamo orgogliosi e felici – prosegue – di poter essere ancora una volta coinvolti in un progetto che mette al centro le imprese agricole e che ci vede protagonisti”.

Per il Direttore della Caritas Diocesana, Don Emanuele Morelli “quest”accordo coglie una duplice esigenza: da un lato è una risposta concreta e tangibile nei confronti delle centinaia di pisani duramente provati dalla crisi e che bussano alle porte dei nostri servizi, in particolare a quello della Cittadella della Solidarietà che nel suo primo anno di attività ha offerto sostegno alimentare a oltre settecento persone. Ma da quest’intesa arriva anche un importante segnale educativo rivolto a tutta la nostra comunità: lo spreco, soprattutto dei generi alimentari, è un peccato che contrastato attraverso mettendo al centro stili di vita e scelte, personali e aziendali, improntate a sobrietà, recupero e solidarietà”.

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