Coldiretti: “La siccità ha distrutto l’agricoltura”

PISA –   La denuncia di Coldiretti è chiara: la siccità ha distrutto l’agricoltura con gravi danni a vite, olivo e pomodori.

Molte le colture danneggiate, con la zootecnia che ha generalmente subito e dovrà ancora subire ingenti danni indiretti. Le ondate di caldo ripetute hanno inciso negativamente sulle colture stagionali, ma non sono state risparmiate colture permanenti quali vite e olivo. I cali produttivi sono stati generalmente consistenti. Vediamoli settore per settore.

Il logo della Coldiretti

Vite. La raccolta è anticipata mediamente di 10 giorni rispetto all’ordinario. I danni produttivi si stimano intorno al 20-25%. Sono riscontrabili diversi sintomi di stress idrico come disseccamenti fogliari, soprattutto alla base dei tralci e mancato accrescimento delle bacche. In taluni casi la siccità perdurante di questi mesi potrebbe aver compromesso la pianta stessa pregiudicando in questo caso anche le produzioni future. Non valutabile la qualità delle produzioni: alla vendemmia di determinate cultivar mancano ancora delle settimane che possono modificare il prodotto finito. Olivo. Si prospetta un’altra annata di scarsa produzione, che segue, purtroppo un già negativo raccolto 2011. È presumibile una riduzione delle produzioni che dovrebbe attestarsi tra il 30 e il 40%, con situazioni migliori nei terreni argillosi e peggiori in quelli argillosi. Oltre alla siccità, hanno inciso negativamente le ondate di caldo sulla fase della fioritura che hanno compromesso in buona parte l’allegagione.

Colture ortive. Le colture in pieno campo (meloni, cocomeri ecc.), realizzandosi generalmente su terreni irrigabili, non riscontrano danni rilevanti in termine di minoro produzione (circa – 10%). Ma i costi di produzione sono notevolmente cresciuti per il maggior impiego di gasolio o altre fonti energetiche che alimentano le pompe per l’irrigazione.

Mais e Girasole. Nella parte nord della Provincia il danno si attesta attorno al 25%, in altre aree si raggiungono punte del 70%, con, in qualche caso, la rinuncia
alla raccolta. Cereali. L’annata è stata generalmente positiva con alcune eccezioni; ad esempio la zona di Santa Luce, dove le nevicate e il vento di febbraio possono portare ad una riduzione superiore al 50% della produzione.

Pomodoro da industria. Ha risentito del perdurare della negativa combinazione di siccita’ ed elevate temperature, che in alcuni casi, insieme alla scarsa disponibilità di acqua per l’irrigazione, ha compromesso la qualità del prodotto finito che incide anche sul prezzo di liquidazione del prodotto: c’è una contrazione media delle rese di circa il 30%.

Zootecnia. Danni pesanti, diretti e indotti. Poca disponibilità di foraggio aziendale e indisponibilità di pascoli fanno aumentare l’uso di mangimi composti dai prezzi insostenibili per gli allevatori. E c’è meno latte per lo stress del caldo sugli animali, soprattutto pecore. E tutto questo non solo per le colture in atto, ma anche la programmazione per i cicli autunnali, le cui semine avvengono in agosto e settembre.

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