Coldiretti, un secco no all’ampliamento della discarica di Scampigliato

PISAColdiretti si dice contraria all’ampliamento della discarica di Scampigliato, la più grande della Toscana, a cavallo tra Pisa e Livorno.

Alla principale organizzazione agricola che territorio che conta migliaia di imprese nell’areale delle provincie di Pisa e Livorno non piace il progetto presentato alla Regione Toscana di potenziamento della discarica. Per Coldiretti le promesse ed i progetti della “Fabbrica del Futuro”, che avrebbe dovuto portare alla gestione “circolare” dei rifiuti, sono stati disattesi.

Lo scorso 20 aprile – scrive Coldiretti – si è celebrata la Giornata della Terra, l’“Earth day”, e si sono sprecati discorsi zeppi di buone intenzioni da parte di tanti, autorità istituzionali, amministratori politici, rappresentanti della società civile, ai vari livelli. Garantire la disponibilità di terra, fertile e sana, significa assicurare alle generazioni future produzioni agricole di qualità, sicurezza alimentare ed ambientale, contrastando il degrado del territorio. Mentre la Toscana riscopre l’agricoltura ed il turismo come pilastri di una nuova traiettoria di futuro, investendo attraverso il Piano di Sviluppo Rurale centinaia di milioni di euro per accrescere la competitività delle imprese, registriamo che qualcuno continua a voler procedere in tutt’altra direzione, presentando alla Regione Toscana un progetto di ampliamento della discarica, molto difforme da quello proposto ai cittadini nel corso delle specifiche assemblee pubbliche organizzate negli ultimi mesi. In quelle occasioni la società Rea Impianti ha esposto e fatto vedere, tramite i propri amministratori, un progetto sicuramente ambizioso ma che sposava le aspettative di cittadini e delle imprese di vedere realizzato finalmente un cambiamento di rotta nella gestione dei rifiuti: la “Fabbrica del futuro”. Contrariamente a ciò veniva presentato in Regione Toscana, quella che in realtà appare solo un progetto di ampliamento dell’area della discarica ed un prolungamento della sua durata, in vista della scadenza ormai prossima.

Eppure – prosegue Coldiretti – nella proposta iniziale si trovavano importanti elementi che potevano veramente ealizzare un nuovo modello di approccio culturale ed operativo su cui confrontarsi senza chiusure mentali e nella consapevolezza che i rifiuti speciali, come quelli di cui trattasi, vanno gestiti, ma gestiti non più come semplice scarto, bensì come risorsa. Interessante e alquanto motivante ci era parsa la realizzazione di un impianto che attraverso la selezione, la trasformazione ed il recupero giungesse a realizzare una vera “economia circolare” del rifiuto con la produzione di un nuovo prodotto.

Energia elettrica, calore, compost di qualità da utilizzare in agricoltura, tutti elementi innovativi che potevano compensare il prolungamento del sacrificio da sopportare per migliaia di cittadini del vasto territorio interessato.

Alla luce di queste considerazioni Coldiretti esprime la propria contrarietà al progetto così come presentato in Regione Toscana, considerandolo insensato nella misura in cui non pone la dovuta attenzione al futuro delle giovani generazioni che si troveranno un problema ancor più “grande” da gestire tra qualche decennio.

E appare non ricevibile la spiegazione che quelle opere, quegli interventi, quelle soluzioni saranno realizzate con i proventi derivanti dai maggiori volumi di rifiuto speciale che potranno essere messi in discarica. Oggi, molto più di ieri, le comunità di cittadini, imprenditori e le buone amministrazioni pubbliche – conclude Coldiretti – dispongono di anticorpi per saper comprendere come stano le cose e reagire ad operazioni che lasciano anche solo prefigurare la compromissione di un patrimonio ambientale realizzato con il grande lavoro di generazioni di cittadini ed agricoltori.

By