Comitati Cittadini. “Siamo preoccupati sul piano Riapri Pisa”

PISA – Il Coordinamento dei Comitati cittadini condivide le preoccupazioni del Gruppo “Vendesi-Vettovaglie” in merito alle anticipazioni fatte dal Sindaco Conti alla stampa cittadina sul piano per rivitalizzare i pubblici esercizi travolti dalla crisi economica legata alla pandemia.

Ancora una volta non è stata ascoltata preventivamente la voce dei residenti che gli avevano formalmente chiesto di partecipare alla Cabina di regia del “Piano Riapri Pisa” e il Sindaco non ha avuto la cortesia di comunicare il suo diniego.  Solo nell’ambito della conferenza stampa di presentazione del progetto, su richiesta di un giornalista, ha affermato che avrebbe incontrato in una fase successiva i Comitati. La domanda è: se non ora, quando?  Nel frattempo il Coordinamento gli ha inviato una dettagliata serie di proposte sulle misure da adottare, rimaste senza esito. C’è un’evidente allergia di questa Amministrazione ad incontrarsi con il movimento spontaneo ed indipendente della popolazione pisana ed a riconoscere istituzionalmente il ruolo dei Comitati cittadini di collaborazione nella gestione della cosa pubblica, smentendo platealmente quanto affermato in campagna elettorale e nel Programma di mandato del Sindaco. Semplicemente, il Sindaco Conti li ha ignorati ed ha continuato a procedere solo consultando le associazioni di categoria, grandi suggeritrici delle sue azioni di governo.

Questo non ha impedito, tuttavia, ai Comitati cittadini di far sentire la loro voce quando sono entrati in gioco gli interessi reali della popolazione residente.

Solo il Prefetto di Pisa ha coinvolto il Coordinamento al Tavolo di osservazione sulla sicurezza urbanaun organismo permanente che ha lo scopo di rafforzare le sinergie tra i responsabili delle Forze di polizia e della Polizia locale e consente momenti di ascolto e confronto con i comitati civici e gli altri soggetti collettivi esponenziali degli interessi e dei bisogni avvertiti in loco.

Su quanto dichiarato dal sindaco Conti in merito al Piano “Riapri Pisa” si ritiene che le misure da prendere dovrebbero risolvere o, comunque, attenuare soprattutto le condizioni di criticità connesse al fenomeno della malamovida. Va valutata l’opportunità di coniugaregli sforzi per la necessaria ripresa economica, attraverso investimento di risorse pubbliche, con l’esigenza di realizzare nuove condizioni di sostenibilità urbana e sanitaria, soprattutto per le aree del centro storico storicamente più interessate dagli effetti negativi della malamovida. Occorre che l’Amministrazione favorisca un reale cambiamento di business di quelle attività incompatibili con la qualità della vita dei residenti e con una civile convivenza.

Di conseguenza, tutte le forme di finanziamento (diretto o indiretto) alle imprese, destinati a gravare sul bilancio comunale, devono essere condizionati alla verifica della regolarità contributiva e fiscale del beneficiario nonché all’assenza di carichi pendenti o di sanzioni, sia di natura penale o amministrativa, concernenti condotte legate all’esercizio dell’attività di impresa cui sono vincolati i predetti finanziamenti.

La liberalizzazione degli spazi pubblici deve essere temporanea, in considerazione anche delle affermazioni  del Sindaco di rivedere, in futuro, gli spazi concessi, soprattutto con riferimento ai locali che insistono nelle aree interessate dalla malamovida. Apprezziamo l’intenzione ribadita di far cessare a mezzanotte, come da noi richiesto, la somministrazione di cibo e bevande, perché soprattutto in Vettovaglie, dice il Sindaco, Non sarà più come prima. Non lo consentirò anche perché le scene viste solo pochi mesi fa, ora che il distanziamento sociale è necessario per la salute pubblica, sono inaccettabili. Serve uno sforzo comune per superare quella situazione”.

Ma come verrà garantito questo impegno? I residenti e una parte dei commercianti di Pisa, come quelli di altre città, temono una ripresa della malamovida con tutti gli aspetti negativi in termini di turbamento della quiete pubblica e di decoro, cui si aggiungono i rischi di contagio per il sovraffollamento. C’è il fondato timore che  con più tavolini in strada gli assembramenti saranno inevitabili.

Verrà attirata la marea del popolo della nottecon conseguenze negative per intere zone della città. Diminuirà lo spazio di passaggio dei pedoni e si avranno gruppi di persone troppo vicino le abitazioni, con il rischio, che per noi è quasi certezza, che si formino affollamenti fuori controllo e vietati, perché insidiosi per l’epidemia. La paura è anche che, insieme alla movida, tornino le pessime abitudini dell’epoca pre-Covid, le emissioni sonore, gli schiamazzi e i rifiuti, compresi gli effetti dei bisogni fisiologici umani.

A nostro avviso deve essere fatto divieto di qualsiasi forma di intrattenimento canoro o musicale nei pressi tra cui le c.d. “feste di laurea”, che già l’ateneo pisano ha vietato al suo interno. Nell’estate scorsa abbiamo assistito alla somministrazione degli alcolici ai minori poi finiti in coma e alle cadute dalle spallette di alcuni giovani, con gravi danni alla salute, nonchè al mancato rispetto dell’occupazione autorizzata del suolo pubblico e dei tempi di vendita.

Gli utenti ubriachi creeranno occasioni di contagio e favoriranno il connesso traffico della droga. In questo senso le pedonalizzazioni proposte, pensate non certo per ridurre l’inquinamento ma per concedere spazio ai tavolini sono discutibili. Come accaduto in altre parti della città la creazione di aree pedonali determina situazioni di disagio ai residenti con limiti alla loro libertà di circolazione e di movimento e ulteriore difficoltà a trovare parcheggi, magari occupati abusivamente da chi entra contromano dai varchi in uscita della ZTL, ancora privi dei controlli da tempo richiesti.

Chi sarà responsabile dei comportamenti del popolo della notte? Il Comune? Gli esercenti dei locali? Chi effettuerà un controllo efficace? E’ chiaro che, in aggiunta all’operato delle forze di polizia, di per sé insufficienti, occorre mettere a disposizione, nelle zone in cui si registra un maggiore afflusso (Lungarni, Piazza Vettovaglie, Piazza Gambacorti ed altro), anche in forma consorziata, un numero adeguato di “assistenti alla clientela” (steward), responsabili di vigilare sull’osservanza delle regole di distanziamento e del divieto di assembramenti, nelle adiacenze del locale, nonché di vigilare e, se del caso, intervenire per impedire comportamenti illeciti come molestie e schiamazzi. Si tratta di fare anche un protocollo di sicurezza, che comprenda la sanificazione degli spazi all’aperto, la gestione dei flussi di persone e percorsi obbligati fino ai locali.  A meno che non si voglia mobilitare la Protezione civile, come già accade da qualche anno per la Luminara di S.Ranieri.

L’attività degli steward deve essere regolata da un accordo-quadro tra Prefettura, Comune, società di vigilanza impiegata ed esercenti commerciali. Al riguardo, una quota-parte dei finanziamenti (diretti e indiretti) che l’Amministrazione Comunale ha intenzione di predisporre in favore degli esercenti commerciali dovrebbe essere finalizzata a sostenere economicamente l’adozione di queste forme di contenimento del fenomeno.

Sulla mobilità cittadina, il Coordinamento apprezza la decisione del Sindaco di voler ripristinare la ZTL h24 nel centro storico a partire dal 1° giugno, ad eccezione per quella estiva sui lungarni che quest’anno non ci sarà. Indubbiamente la ZTL estiva necessita di un ripensamento insieme ai residenti per valutarne il mantenimento.

Riguardo all’ipotesi (temporanea?) di pedonalizzazione di strade come via Mercanti, via delle Sette Volte, piazza della Berlina, via delle Belle Torri la misura viene presa senza un confronto con le reali esigenze della popolazione residente, che avrebbe limiti di circolazione interna e in uscita soprattutto per la chiusura della Piazza della Berlina (usata anche dai Carabinieri della vicina caserma) e quindi restrizioni orarie per operazioni di carico e scarico da concordare, come in altre parti della città. Va tenuto presente che il Quartiere di S.Francesco è accessibile anche per i residenti della ZTL di S.Maria, aumentando notevolmente il numero degli utenti.

La storia della pedonalizzazione a Pisa conosce fasi acute di conflitti con le Amministrazioni comunali che non hanno preventivamente coinvolti i diretti interessati, costringendo i residenti ad un lento e difficile recupero della vivibilità, che non è ancora finito ed è anche la causa principale dello spopolamento del centro cittadino. Basti pensare alla richiesta inascoltata, anche da questa Amministrazione, dell’ampliamento degli orari di accesso e fermata per operazioni di carico e scarico dei residenti nella Zona pedonale Area Duomo. Il Sindaco, anche a titolo di compensazione per tutti i residenti della ZTL, potrebbe adottare queste ed altre misure che si attendono da anni, come il rilascio ai residenti di permessi gratuiti in ZTL e il parcheggio gratuito negli stalli blu per visite di assistenza e relazione, in particolare agli ultra 65 e alle persone con difficoltà motorie, su semplice comunicazione a Pisamo, nonché tariffe agevolate TAXI/NCC per residenti ZTL o comunque per chi deve entrare o uscire da ZTL ultra 65 o con difficoltà motorie. Senza parlare della creazione di nuovi parcheggi e della installazione delle quattro telecamere in uscita promesse da tempo.

Come diciamo da tempo, dobbiamo pensare sin da ora ad un decentramento delle attività culturali, di intrattenimento e di svago. Il Coordinamento fa propria l’idea avanzata dal Comitato di Porta Fiorentina, già trasmessa al Sindaco, di utilizzo dell’area Expo di Ospedaletto, da tempo in abbandono, adattandola ad un moderno Drive-In con spettacoli di cinema e concerti dal vivo in condizioni di sicurezza. Qui potrebbero essere ospitate anche attività di ristorazione.

Vogliamo ricordare, infine, che il fenomeno dello spaccio di droga non si è certo fermato a Pisa in questi tempi di emergenza sanitaria e temiamo una recrudescenza per il noto collegamento con la malamovida o comunque con il consumo di alcol.  Il Coordinamento, insieme a Sguardo di vicinato, ha segnalato al Tavolo di osservazione sulla sicurezza cittadina un elenco di oltre quaranta luoghi a Pisa (in centro e in periferia) di spaccio indisturbato di droga con la creazione di assembramenti umani e la presenza, in certi casi, anche di cani di grossa taglia lasciati liberi (tipo: pitbull, rottweiler e corso), che sta creando un forte allarme sociale e uno stato di pericolo per la pubblica incolumità. Il Coordinamento ha chiesto un intervento straordinario e coordinato di tutte le Forze di polizia, con l’impiego anche dell’Esercito, vista la dimensione del fenomeno.

Con i problemi sanitari, sociali e lavorativi cui stiamo andando incontro, il problema dell’aumento del disagio mentale è reale ed anche quello delle dipendenze potrebbe aggravarsi. Il Coordinamento ribadisce quindi che a Pisa venga affrontato seriamente il problema della prevenzione e della lotta all’uso degli stupefacenti e dell’alcol, promuovendo iniziative di informazione rivolte ai giovani e, in collaborazione con le università pisane, organizzando un convegno nazionale sulle problematiche sociali, mediche e giuridiche di questi gravi fenomeni.

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