Comitato Orlando. Il punto dopo il congresso Pd

PISA – La prima fase congressuale si è conclusa e non possiamo che esprimere soddisfazione per gli esiti che siamo riusciti a conseguire, anche al di sopra delle nostre aspettative, in uno spazio di tempo così ridotto: la maggioranza renziana infatti ha forzato i tempi del congresso e ristretto gli spazi della discussione che invece avrebbe richiesto modalità nuove rispetto al passato e tempi più lunghi. Quella conseguita da Orlando a Pisa è una delle percentuali più alte d’Italia (oltre il 40,5%), questo ci rende ottimisti per il prosieguo della campagna elettorale, in vista delle primarie aperte del 30 aprile. Siamo convinti che in quella occasione ci sia spazio perché Orlando ottenga un risultato ancora migliore di quello conseguito nei congressi tra gli iscritti.

Il risultato ottenuto a Pisa e Provincia vale comunque più dei numeri che esprime: nel nostro territorio scontiamo infatti una gestione del partito troppo spesso divisiva e poco collegiale, una mancanza questa che è stata avvertita chiaramente da quei militanti che ci hanno premiato ben oltre la media dei risultati nazionali. Adesso è maggiormente evidente come aver potuto disporre di un periodo di tempo maggiore avrebbe potuto rendere ancora più probabile un’affermazione maggiormente ampia della mozione Orlando.

Sulla questione del tesseramento al partito concordiamo con quanto sostenuto da Alessandra Nardini nei giorni scorsi. Non intendiamo in alcun modo delegittimare l’esito dei congressi, ma invitare a una riflessione su quella che non esitiamo a definire una vera e propria anomalia. Infatti non si può non notare, a fronte di oltre 800 tesserati storici che non hanno rinnovato l’iscrizione, il fatto che nelle settimane precedenti al congresso si sono fatti circa mille nuovi tesserati. Siamo di fronte ad una vera mutazione della base sociale del nostro partito rispetto alla sua fondazione, con il rischio che questo si trasformi esclusivamente nel partito di un gruppo ristretto, ad uso e consumo del candidato che vuole di volta in volta consolidare il proprio risultato.

La vera domanda da porsi è che ruolo vogliamo riconoscere agli iscritti, che funzione assegnare alla militanza. Per il futuro di una comunità questa non può esaurirsi nel mero esercizio del diritto di voto, perché un partito è fatto prima di tutto di relazioni umane, di confronto, di analisi e soluzioni individuate ed elaborate collegialmente. Insomma, vogliamo davvero che il Pd diventi un partito “fisarmonica”, che si fa grande ai congressi e si contrae durante la militanza di tutti i giorni?

Al di là di queste riflessioni, il merito di questo risultato incoraggiante risiede non solo nei contenuti della mozione in sé ma anche nella passione e nell’impegno profuso da molti di noi. L’esigenza di segnare una discontinuità con le modalità di gestione del partito, il desiderio di rinnovamento e l’impegno per la costruzione di una nuova unità all’interno del PD e del centro sinistra ha evidentemente riscontrato grande successo, premiando gli sforzi fatti in queste settimane per dare vita ad una candidatura e ad un programma che potessero davvero interpretare le esigenze della nostra comunità.

Per tutto questo, ma soprattutto per la capacità di aver saputo mantenere coeso un gruppo di persone ampio e diversificato per ruoli, orientamenti e sensibilità, un particolare ringraziamento va alla coordinatrice provinciale Alessandra Nardini.

I prossimi giorni serviranno per comunicare a tutti i cittadini, non solo ai nostri iscritti, i motivi che ci spingono convintamente al sostegno alla candidatura di Andrea Orlando, affinché sia chiaro lo spirito inclusivo e unitario che anima la mozione: per la ricostruzione di una comunità politica all’interno del partito democratico; per dare, come suggerito chiaramente in queste ore da Cesare Damiano, una risposta chiara al tema delle future alleanze, guardando all’unità del centro sinistra, non ad intese programmatiche con le forze di centro destra destra e con Verdini; per contribuire alla costruzione di un’identità politica chiara del Partito democratico che riparta dai valori che la sinistra esprime: l’uguaglianza e la vicinanza al mondo del lavoro.

Questa seconda fase del congresso, in vista delle primarie, deve coinvolgere cittadini ed elettori, in primis quegli elettori che, delusi dal Pd a guida renziana, si sono allontanati rifugiandosi nell’astensionismo o nel voto di protesta: a loro chiediamo, come ha fatto Gianni Cuperlo, di venire a votare il 30 aprile “per aiutarci ad ancorare il PD alla sua natura e missione, che non è dividere il campo della sinistra ma ricucire quello che Renzi ha strappato” invitando tutti, come recentemente dichiarato da Enrico Letta a Pisa, a sostenere “il candidato che più di tutti unisce”. La candidatura di Andrea Orlando, come affermato anche da Giuliano Pisapia, è infatti l’unica in grado di realizzare questo ambizioso progetto di unità del centro sinistra per una nuova sfida di governo del Paese. E noi vogliamo fare fino in fondo la nostra parte con l’aiuto di tutti quelli che hanno a cuore il futuro del Partito democratico e quello del nostro Paese

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