Il commercialista Sandro Sgalippa guiderà il Rotary Club Pisa nell’annata 2020-2021

PISA – Il commercialista Sandro Sgalippa è stato eletto presidente per l’annata 2020-2021 del Rotary Club Pisa, attualmente presieduto dal dottor Tommaso Strambi, responsabile della redazione Attualità di Qn-Quotidiano Nazionale.

Insieme al dottor Sandro Sgalippa, nel corso dell’assemblea che si si è svolta mercoledì, i soci del Rotary Club di Pisa hanno eletto anche il consiglio direttivo che affiancherà il professor Gino Dini, già designato a guidare il più antico e prestigioso Club cittadino a partire dal prossimo mese di luglio per l’annata 2019-2020.

Di tale consiglio faranno parte, oltre a Sandro Sgalippa e Tommaso Strambi in qualità rispettivamente di presidente eletto e past president, il dottor Gianluca De Felice e il professor Marco Santochi (Vicepresidenti), il dottor Tommaso Menchini Fanbris (Segretario), il dottor Andrea Mattolini (Tesoriere), il dottor Tommaso Fabbrini (Prefetto), il dottor Aurelio Costa e il dottor Michele Froli (Consiglieri).

Vale la pena ricordare che il Rotary Club Pisa, che è stato fondato nel 1934, organizza annualmente, da più di mezzo secolo, insieme all’Università e a un’apposita Fondazione, di cui fanno parte tutti i Rotary d’Italia, il premio internazionale “Galileo Galilei”. Ideato dal professor Tristano Bolelli, illustre docente di glottologia e vice direttore della Scuola Normale. E a Tristano Bolelli e Luciano Lischi – editore e animatore culturale pisano -, è dedicata la strenna natalizia del Rotary Pisa. Un pamphlet, a tiratura limitata, che è stato presentato in occasione della festa degli auguri del Rotary Club Pisa e che è già un must del Natale 2018. “A Pisa con amore… – scrive nella prefazione il presidente Strambi – racconta un amore viscerale che però non obnubila la mente, travolto dalla passione, ma anzi che, proprio per questo, è capace di coglierne i difetti e sottolinearli non per criticare e distruggere, ma per spronarci ad amare ancora di più la nostra meravigliosa città”. “E’ la riflessione – conclude Strambi – di uno ‘straniero’ che ci invita a gettare lo sguardo oltre il muro della diffidenza, della critica fine a se stessa. Nel cogliere i difetti con l’animo dell’innamorato Bolelli ci aiuta a spostare la prospettiva sulle potenzialità della città. Ci stimola a reagire, per scrollarci di dosso l’endemica indolenza al fine di tornare a solcare i mari della modernità con l’entusiasmo, la passione e la forza dei naviganti di un tempo”.

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