comunicato stampa di Raffaele Latrofa -Pisa nel cuore- sulla vicenda del nido CEP

PISA – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Raffaele Latrofa in cui si fa il punto sulla vicenda del nido CEP e sui lavori, a essa relativi, della Commissione controllo e garanzia.

Assessore Chiofalo dimettiti! Il sistema che hai costruito ha fallito nel controllo
Dopo la lettera dei genitori dei bambini maltrattati presso l’asilo CEP, alla quale ho risposto privatamente, intendo fare chiarezza alla città sulle diverse posizioni politiche in merito.
Quanto accaduto dopo i gravi fatti dimostra che l’arroganza di alcuni nostri amministratori non ha limite: nessuna scusa pubblica ai genitori, nessuna dimissione dell’assessore, nessuna volontà di fare chiarezza sugli errori commessi, nessuna assunzione di responsabilità politica. Per lungo tempo le opposizioni in prima commissione di controllo e garanzia hanno dovuto combattere contro la maggioranza che non voleva che l’argomento fosse trattato: ci sono voluti mesi e mesi per riuscire ad ascoltare assessore e dirigenti, ma grazie alla caparbietà mia e di pochi altri colleghi ce l’abbiamo fatta. Alla fine del percorso sono scaturite due relazioni (una della maggioranza e una di tre opposizioni). Quella della maggioranza lascia allibiti: i maltrattamenti ai bimbi sarebbero stati un fatto imponderabile, non prevedibile e circoscritto. Ma come? Con che coraggio liquidano così un episodio di tale gravità? Senza contare che dopo lo scandalo dei maltrattamenti, quando i controlli si sarebbero dovuti intensificare, ecco che dallo stesso asilo del CEP fugge una bambina di due anni. Nessun amministratore ne parla, ovviamente. Ancora una volta si tace su un argomento gravissimo. Io lo faccio emergere con articoli, conferenze stampa e interrogazioni consiliari, ma anche in questo caso nessuno degli amministratori chiede scusa. Poi, successivamente, scopro e divulgo che la dirigente dei servizi educativi risulta la prima classificata, fra i dirigenti comunali: quanto meno imbarazzante! E, ancora una volta niente scuse, niente profilo basso, ma anzi una difesa puerile basata sull’anno di competenza dei premi. E tanta arroganza. Ecco il perché della relazione di minoranza portata in commissione, firmata da me e dal consigliere Nerini (NAP), in cui si affermava che
Il sistema di controllo ha dimostrato di non essere adeguato al complesso sistema scolastico;
si debbano mettere in campo tutti i provvedimenti e le procedure, affinchè non accadano mai più episodi talmente gravi, dolorosi e lesivi dell’immagine di un’intera citta;
siano modificate e validate da esperti del settore tutte le procedure di controllo, le procedure di programmazione del servizio riferite alla qualità del servizio stesso anche avvalendosi di enti certificatori esterni che garantirebbero imparzialità di vedute e standardizzazione degli interventi che almeno in alcuni casi esposti sono stati deficitari;
La comunicazione istituzionale è stata forviante in relazione all’analisi degli eventi avvenuti, con particolare riferimento all’immediato tentativo, da parte dell’assessorato di delimitare i fatti ad un caso di presunto “burn aut” di una insegnante senza rivolgere alla città alcun atto di scuse pubbliche e di assunzione di responsabilità politica oggettiva. Quando gli atti in vece parlano testualmente di “perpetrate attività̀ che sarebbero consistite nel porre in “atto ai danni dei minori atti di vessazione fisica e morale ed instaurando un regime basato sulla violenza fisica, l’aggressione verbale, la punizione corporale, l’umiliazione, la mortificazione, l’isolamento dal gruppo ed il ricorso a sistematiche minacce ed offese, metodi idonei a determinare sofferenze fisiche e morali”. Attività che saranno valutate da un iter processuale ben definito non ancora terminato;
sia stato quantomeno inopportuna la decisione di riammettere al lavoro la terza delle insegnanti proprio in luogo nel quale svolge attività per l’Ente anche il genitore di uno dei bambini coinvolti nelle violenze
si sia atteso troppo tempo per l’individuazione del nuovo Coordinatore Pedagogico, anche in relazione ai i rapporti tra le strutture dei servizi educativi e del personale per il reclutamento, con indicazioni non precise che, unite alla incertezza causata dal blocco delle assunzioni per la nota vicenda della chiusura delle Province, ha fatto sì che il tempi si dilatassero enormemente lasciando scoperto un ruolo chiave del controllo e la programmazione.
non ci sia stata chiarezza nelle comunicazioni per quanto riguarda la figura della Dottoressa Padoan, “formatrice” per corsi di psicomotricità, che nell’immaginario collettivo svolgeva il compito di Coordinatore Pedagogico per essendo alle dipendenze di Reform e non dell’Amministrazione Comunale come si evince dalla lettera del P.O. Sardo allegata.

E si impegnava il Sindaco e la Giunta a:
continuare il percorso avviato affinché siano resi obbligatori i controlli psicoattitudinali periodici delle maestre delle scuole pisane, anche con la proposta di leggi precise e circostanziate volte a superare quella che è una falla nel sistema al fine di evitare che accadano episodi analoghi.
a concludere l’iter del provvedimento disciplinare ad oggi in corso.
a valutare con attenzione le procedure con le quali si svolgevano i così detti “collettivi”, nome non riscontrabile in nessuna struttura scolastica, le riunioni sporadiche e volontarie delle insegnanti, dove venivano trattati i problemi inerenti ai plessi, ma di cui non si ha traccia perché non verbalizzate. In tal senso si auspica una regolamentazione che porti alla obbligatorietà, alla calendarizzazione e alla rendicontazione periodica (anche in commissioni di controllo se necessario) di dette riunioni.
in caso di coesistenza lavorativa di più dipendenti per molti anni nello stesso ambito lavorativo a valutare l’opportuna e/o la eventuale necessaria rotazione del personale, in rapporto all’importanza delle mansioni svolte come nel caso di specie dove una rotazione, nel rispetto dei criteri di continuità educativa e su fondate motivazioni pedagogiche, avrebbe potuto impedire l’attivazione di comportamenti relazionali di connivenza e/o di omertà
a relazionare al Consiglio Comunale le risultanze alla conclusione dell’iter processuale;
a tenere in debito conto, nella valutazione (anno 2015) dei dipendenti interessati dalla vicenda, delle eventuali responsabilità ravvisate.

Beh, tale relazione è stata votata favorevolmente solo da noi due relatori e da Zuccaro (Movimento 5 stelle). Contrari Gallo (PD), Ventura (Lista civica Ghezzi) e Di Stefano (Riformisti per Pisa). Ecco, questa è la verità di quanto successo in commissione: solo in tre abbiamo avuto il coraggio di schierarci in maniera netta, senza nasconderci e soprattutto senza adeguarci a quel clima che doveva aver prevalso all’interno di quel nido nel quale l’unica persona che ha saputo denunciare è stata un’ausiliaria della mensa. Un fatto grave, che ci fa capire quanto poco attenti e sensibili siano i rappresentati dei cittadini in Consiglio Comunale. Ma noi di “Pisa nel Cuore” non ci stiamo: continueremo la nostra battaglia perché i responsabili siano puniti. Ricordo che è anche grazie a noi se oggi alla Camera è presente un disegno di legge, già passato in commissione, affinché negli asili (e dovunque ci siano persone deboli, come disabili e anziani) siano installate telecamere. E sullo stesso argomento aspettiamo di discutere in Consiglio Comunale la mozione popolare sulla quale abbiamo raccolto, e continuiamo a raccogliere, una quantità enorme di firme di cittadini pisani indignati per quanto accaduto. Nel frattempo, continuiamo a insistere affinché l’Amministrazione e l’assessore Chiofalo chiedano scuse pubbliche, e a pretendere che lo stesso assessore, ammettendo il fallimento del suo mandato, si dimetta quanto prima.
Raffaele Latrofa capogruppo di “Pisa nel Cuore”

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