Concluse le indagini della Procura sul Caso Scieri. Rimodulati i capi di accusa ed aggiunto un quinto indagato

PISA – Importante svolta nel Caso Scieri, il paracadutista morto a 26 anni la sera del 13 agosto 1999 alla Caserma “Gamerra” di Pisa, sulla scorta delle ulteriori indagini svolte nell’ultimo biennio e che hanno portato a rimodulare la contestazione in omicidio volontario a carico dei tre commilitoni Panella, Antico e Zabara, accusati materialmente del reato, oltre al Comandante Celentano per false dichiarazioni e di un quinto soggetto, ovvero un Aiutante Maggiore per il reato di favoreggiamento in merito alla telefonata da quest’ultimo effettuata a casa di Panella a Roma all’avvenuta scoperta del cadavere di Scieri. Conclusioni che il Procuratore della Repubblica Dr. Alessandro Crini ha ufficializzato agli organi di informazione.

di Giovanni Manenti

Abbiamo deciso di convocare questa conferenza stampa per portare a vostra conoscenza l’attività investigativa svolta negli ultimi due anni, dopo che vi era stato nel 2018 un primo rinvio a giudizio di un militare, un’attività che ha consentito di fare nuova luce sulla vicenda che ha coinvolto il militare Scieri“, esordisce il procuratore Dr. Alessandro Crini.

Ricorderete che la vicenda giunge alla Procura di Pisa su di un input ricevuto nel corso della Commissione di inchiesta, onde evitare la prescrizione dell’ipotesi del reato quale omicidio preterintenzionale. Oggettivamente, non si ritiene che vi siano argomenti tali da formulare una accusa così grave, così che viene richiesta una prima consulenza, sulla base della quale l’ipotesi di reato viene tramutata in omicidio volontario. A questo punto si cerca di contestualizzare l’episodio, avendo anche la piena collaborazione dell’attuale Comando della Folgore, rendendoci conto che all’epoca c’erano tensioni all’interno della Caserma, il che ci porta ad approfondire le nostre indagini tali da evidenziare un gruppo di tre militari, dei quali un testimone sostiene di aver visto il terzetto poco dopo l’avvenuta morte. Il testimone viene a sua volta minacciato e denuncia i tre colleghi. Una testimonianza avvalorata all’inserimento di un quarto elemento, ovvero un sottufficiale. I tre militari coinvolti, erano al tempo formalmente in licenza, e quindi li avevamo inizialmente esclusi dalle indagini, mentre viceversa erano presenti come confermato da audizioni ambientali e che ha determinato la contestazione di due anni fa. Da quel momento abbiamo implementato il dossier probatorio attraverso una nuova perizia medico legale nella persona della Dr.ssa Cattaneo di Milano che attraverso anche l’esumazione della salma, è arrivata alle conclusioni che la contestazione si rimodula essendo emerso un complesso di fratture superiore rispetto a quanto inizialmente ipotizzato, tanto da ritenere che per Scieri non ci fossero le possibilità di salvarsi“.

Fatta questa premessa – continua Crini – riteniamo di aver potuto ricostruire con sufficiente precisione lo svolgimento della tragica vicenda attraverso la svestizione parziale dello Scieri e susseguente ricerca di una via di fuga mediante la salita sulla scala esterna per sfuggire ai suoi aggressori, i quali viceversa lo raggiungono dall’interno dell’edificio, colpendolo al piede ed alla mani facendolo cadere da un’altezza presumibile di 10 metri che ne determina la successiva morte. Sulla base di tali risultanze, la contestazione si è potuta rimodulare come omicidio volontario, con l’aggravante di motivi abietti e futili per un’esplosione di violenza priva di giustificazione”.

Oltre a questo tipo di lavoro abbiamo svolto un secondo filo di indagine relativo al coinvolgimento dell’allora Comandante Gen. Celentano – continua il Dr. Alessandro Crini – il quale sarebbe stato immediatamente avvisato dell’avvenuto, riuscendo a contestualizzarne la presenza, circostanza che tengo a sottolineare per il proficuo contributo dell’attuale Comando della Folgore, così da consentirci di ritenere doveroso un ulteriore approfondimento da parte dei Carabinieri sui tabulati all’epoca acquisiti e ci viene segnalata una telefonata che dalla Caserma raggiunge l’abitazione di Panella pochi minuti dopo il ritrovamento del corpo di Scieri, rilevando che quella chiamata dall’Ufficio della Catena di Comando che, in assenza di spiegazioni alternative, viene considerato un elemento di particolare rilevanza probatoria per il reato di favoreggiamento“.

A quel punto, abbiamo svolto un successivo approfondimento sulle presenze degli Ufficiali in Caserma all’epoca dei fatti, da cui è emerso che era facente funzione di Comandante il Colonnello Pierangelo Corradi (nel frattempo deceduto), presente dalle ore 8,30 alle 12,30 del 14 agosto 1999, oltre che dalle ore 1,00 alle 2,00 nella notte tra il 13 ed il 14, un’ora dopo che alla mezzanotte vi sarebbe stata la presenza anche di Celentano, nonostante questi neghi la circostanza”, conclude Crini

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