Confcommercio: “Assurda crociata contro le bancarelle”

PISA – Il direttore di Confcommercio in un lungo Federico Pieragnoli attacca: “Politica prepotente, la città ha perso. Indifferenze per 50 imprese e famiglie oltre a centinaia di lavoratori diretti e non”.

“Inutile nascondersi dietro un dito o mettere la testa sotto la sabbia. Non sappiamo quello che accadrà i prossimi mesi, ma una cosa è certa: con lo scontro sulle bancarelle, Pisa ha già perso e l’immagine della città è compromessa. Una grande responsabilità va addebitata all’amministrazione comunale, che per motivi politici, incomprensibili alla città stessa, come ammesso dagli stessi colleghi di partito, ha deciso di lanciare una assurda crociata contro le bancarelle. Quando la politica è prepotente contro i più deboli si trasforma in antipolitica, in questo caso tragicamente indifferente al destino di 50 imprese e famiglie e a centinaia di lavoratori diretti e indiretti.

Questa è la politica arbitrariamente spietata contro alcuni, al contrario lassista al limite dell’indecente con altri. Una politica che dal 1994 ad oggi non ha fatto nulla per lavorare ad una soluzione seria e ad una destinazione diversa e decorosa per questi onesti commercianti e per le loro famiglie. Una politica ostruzionista fino all’ostinazione, in cui i rappresentanti istituzionali hanno ostacolato il dialogo in tutte le maniere, con tutti i mezzi. Per lo sgombero coatto, hanno accampato urgenze, come la sicurezza, che si dimostrano nei fatti delle scuse, hanno avallato ragioni tecniche, come l’ampiezza inaudita del cantiere, che sono solo pretesti senza alcuna logica giustificazione. Una politica che fa dell’ipocrisia e della doppia morale il proprio valore supremo, quando scrive sui documenti ufficiali “spostamento provvisorio” mentre l’assessore al commercio può dichiarare pubblicamente che “una volta spostati non rientreranno mai più in piazza dei Miracoli”.

Pensiamo che non esistano motivi politici validi per distruggere la vita di 50 imprese e famiglie, il presente e il futuro di centinaia di persone. Cosa ancora più grave, se consideriamo il contesto economico in cui chi perde il lavoro difficilmente può ricollocarsi. Pertanto i politici che hanno deciso il futuro di queste persone, dovranno accollarsene la responsabilità. Noi, convinti delle loro ragioni, contineremo la lotta la fianco delle bancarelle”.

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