ConfCommercio dice no al reddito di cittadinanza

PISA – Sostenere lo sviluppo delle imprese per generare lavoro e ricchezza, no al reddito di cittadinanza. E’ questo il messaggio che i vertici di Confcommercio Provincia Pisa rivolgono al Governo gialloverde impegnato nell’elaborazione del Def.

“La crescita economica sta rallentando e per il 2019 le stime di Pil e consumi delle famiglie sono al ribasso, al limite di uno striminzito 1%” – prevede la presidente Federica Grassini: “Tutti vogliamo sconfiggere la povertà, ma la strada non è quella di attuare politiche neo-peroniste ma di aumentare lavoro e ricchezza prodotta e non limitarsi a redistribuire una torta via via sempre più assottigliata. Continuare a tassare chi lavora duro per riuscire a malapena a sopravvivere, per alimentare l’assistenzialismo è profondamente ingiusto: occorre invece incentivare il lavoro vero, non la disoccupazione ed il lavoro nero. Si detassi il lavoro dipendente, si attuino efficaci politiche di reinserimento per i disoccupati, e non ci sarà più alcun bisogno di sussidi e i consumi riprenderanno”.

Per la presidente Grassini la questione fiscale è il vero banco di prova di scelte di cambiamento profondo: “Il vero moltiplicatore sarà la drastica riduzione delle tasse sul lavoro e sulle imprese, in particolare per la piccola e media impresa. Se ne parla invano da anni senza fare mai nulla, mentre nel tempo si è assistito ad un allargamento dei cordoni della spesa pubblica improduttiva che ha solo aumentato deficit e debito pubblico. La vera “rivoluzione” del governo sarebbe quella di sostenere nuovi ed efficaci investimenti per invertire il trend degli ultimi trent’anni che ha visto l’Italia crescere in termini di Pil pro capite solo dello 0,5%, occupando un disonorevole ultimo posto tra i principali 25 paesi del mondo, peggiore della stessa Grecia”.

Il livello di tassazione resta altissimo, ben oltre il 60%, per questo invece che il reddito di cittadinanza occorre andare risolutamente in direzione della flat tax” – si augura ilvicepresidente vicario Alessandro Trolese che aggiunge: “Ogni anno le imprese italiane spendono 28 miliardi di euro in adempimentiamministrativi. Semplificazione burocratica e semplicità restano altrettanti provvedimenti necessari per tornare a crescere”.

Infine, auspica quanto prima “un complessivo riordino della tassazione locale (Tari, imposta di pubblicità, tassa di soggiorno…), e la deducibilità dell’Imu gravante sugli immobili strumentali delle imprese con l’introduzione di una unica local tax” – il presidente di ConfLitorale ConfcommercioPisa Fabrizio Fontani.

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