ConfCommercio e Confesercenti insieme in piazza per far riaprire il commercio

PISA – Numeri drammatici, con alcuni settori a registrare un crollo del loro fatturato sino al 90%, incremento del numero delle Imprese cessate, drastica riduzione delle assunzioni e previsioni di licenziamenti alla conclusione della Cassa Integrazione, per una situazione generale delle piccole e medie imprese del settore terziario oramai vicina al collasso, sono i temi che hanno indotto ConfCommercio e Confesercenti ad indire per lunedì prossimo una manifestazione unitaria di protesta da svolgersi in ognuno dei 10 Capoluoghi di Provincia della Toscana, sotto lo slogan: “Salviamo le Imprese, salute e lavoro possono convivere“.

di Giovanni Manenti

Ad avere, come logico che sia, il polso della situazione per quel che riguarda le problematiche aziendali, è il Presidente della Camera di Commercio di Pisa, Valter Tamburini, che così commenta la situazione nella nostra Provincia: “Stiamo vivendo un periodo di grandi difficoltà, certamente queste chiusure prolungate, specie in taluni settori si stanno facendo sentire pesantemente, e mi riferisco in particolare al turismo ed alla ristorazione e tutto quanto ad essi collegato, mentre altri, come ad esempio il manifatturiero ne hanno risentito molto meno, anche se non va sottaciuto come la situazione generale investa un po’ tutta l’economia ed è pertanto auspicabile che al più presto si riesca a raggiungere una immunità di gregge attraverso le vaccinazioni in modo da poter tornare alla normalità, che è poi la linea guida che persegue il nostro Governo, altrimenti si rischia di perdere gran parte del tessuto produttivo“.

Ad affrontare senza mezzi termini la pesante crisi del settore terziario è la Presidente di ConfCommercio della Provincia di Pisa, Federica Grassini, che tiene a sottolineare: “La situazione sia a dir poco drammatica, visto che da un’inchiesta commissionata da ConfCommercio Toscana è emerso come 1400 Imprese abbiano chiuso definitivamente solo nel 2020, ma soprattutto ve ne sono 7.500 inattive che si mantengono in vita esclusivamente grazie ai ristori messi in atto ed al blocco dei licenziamenti, ma destinate anch’esse, in mancanza di cambiamenti, a cessare l’attività, cui si aggiunge una domanda di assunzioni calata del 44% a fronte di una previsione di posti di lavoro persi per un ulteriore 20% per il 2021, con lo spettro che, se questa pandemia non accenna a recedere ed il Governo non guarda al mondo delle imprese e non le mette in condizioni di poter lavorare convivendo nel rispetto delle regole, questi numeri, di per sé drammatici, non possono che essere destinati a crescere“.

Dalla manifestazione del prossimo 1 marzo in Piazza dei Miracoli“, conclude la Presidente Grassini, “ci prefiggiamo di mandare un messaggio forte a questo nuovo Governo affinché volga il proprio sguardo al mondo produttivo, c’è bisogno di interventi di sostegno immediato, di aiuti parametrati all’effettiva perdita di fatturato, oltre a prorogare le moratorie ben oltre il 2021 al fine di poter essere messi in condizione di sopravvivere a questa pandemia, senza dimenticare che eravamo già un mondo in crisi ben prima del Covid, allorché lamentavamo un’eccessiva fiscalità, costi esorbitanti per quel riguarda le spese energetiche e di manodopera, una situazione di precarietà che la susseguente emergenza sanitaria ha trasformato per alcune realtà, dato che nel 2020 siamo stati chiusi ben oltre quattro mesi, in un crollo di fatturato dal 60 al 90%, quali il comparto del turismo, così come degli esercizi pubblici ed il settore della moda“.

Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso Simone Romoli, Responsabile dell’Area Pisana di Confesercenti Toscana Nord, il quale evidenzia come: “ad un anno ormai dall’inizio dell’emergenza sanitaria, intendiamo accendere i riflettori sulla situazione di crisi persistente che sta attraversando il mondo delle Imprese e diversi sono i temi che intendiamo sottoporre all’attenzione del nuovo Governo in un’ottica di rilancio dei settori del Commercio, Turismo e Servizi che sono stati quelli più profondamente colpiti dalla crisi ed è per questo che le nostre Associazioni di Categoria a livello regionale hanno deciso di organizzare per lunedì 1 marzo prossimo una mobilitazione unitaria che ci vedrà coinvolti ed impegnati nei 10 Capoluoghi di Provincia della Toscana“.

Attraverso questa manifestazione“, conclude Simone Romoli, “è nostro intendimento proporre al Governo l’istituzione di un Passaporto Sanitario Europeo per il rilancio del Turismo, la proroga della Cassa Integrazione sino al 31 dicembre 2021, il taglio del Cuneo Fiscale in materia di Lavoro e, soprattutto, evidenziare l’esigenza di mettere in atto sostegni che siano parametrati non al codice ATECO bensì alle perdite di fatturato sostenute dalle Imprese attraverso dei meccanismi di erogazione dei contributi che siano più veloci, più efficienti, meno burocraticizzati e più ingenti, poiché il sostegno che sino ad oggi le Imprese hanno ricevuto per far fronte all’emergenza è palesemente insufficiente rispetto a quelli che sono i costi che le stesse continuano tuttora a sostenere, specialmente avendo riferimento alle tasse ed imposte che sono state sì sospese e rinviate, ma che prima o poi arriveranno e dovranno essere rimborsate, al pari dei Finanziamenti ricevuti in base al Decreto Liquidità ed alle altre misure messe a disposizione da parte del Governo e della Regione”.

By