Confcommercio: “Imu e Tasi. Evitare la stangata sugli alberghi pisani”

PISA – Nel 2014 gli alberghi pisani rischiano di pagare il 40% in più di tasse patrimoniali rispetto al 2013. Sarebbe una sciagura per le oltre 170 strutture comunali che operano nel settore. A oggi questo è solo un rischio, che potrebbe però diventare una drammatica realtà, se il comune di Pisa dovesse decidere di spingere al massimo le aliquote definitive della Tasi, la nuova imposta sugli immobili varata dal governo Letta. federico pieragnoliSe ciò avvenisse, una realistica proiezione del nostro centro studi, prevede che il costo dell’imposta Imu+Tasi per gli alberghi pisani raggiungerebbe la quota record di 924,15 euro per camera, con un aumento rispetto al 2013 vicino al 40%. Calcolando che nel 2013 il costo Imu per camera era di 664,74 euro, la differenza con l’anno in corso ammonterebbe a 260 euro in più di imposta per singola camera. Una previsione più che fosca, che se accadesse sarebbe una sciagura per l’intero movimento turistico pisano, già penalizzato dalla tassa di soggiorno e progressivamente indebolito dall’emorragia continua di presenze. Infatti, i dati ufficiali certificano che, se da un lato, nel 2013, il numero di arrivi a Pisa è stabile rispetto al 2102 (629.136 contro i 630.190), a preoccupare gli operatori è il vertiginoso calo delle presenze nel comune pisano. Nel confronto 2012 2013 Pisa ha perso infatti oltre 100 mila notti, per una perdita percentuale del – 6%. Crollo di presenze dovuto soprattutto agli italiani: erano oltre 1 milione le presenze di connazionali nel 2012, presenze che si sono ridotte a 898.000 nell’anno appena trascorso. Francesco Voltini (Presidente Confalberghi ConfcommercioPisa): “Al di là dei dati relativi ad arrivi e presenze per il 2013, negativi come mai nella storia del nostro settore alberghiero, a preoccuparci di più è il calo del fatturato, visto che un inasprimento delle tasse darebbe il colpo di grazia alle attività che già scontano costi del sistema Italia più alti del 20% rispetto ai competitors internazionali. Se le previsioni di aumento della tassazione dovessero avverarsi, è facile immaginare quali saranno le conseguenze sull’indotto, e in particolare sui numerosi lavoratori di questo settore”. Federico Pieragnoli (Direttore ConfcommercioPisa): “Nessuno può avere interesse ad affossare un intero settore economico come quello turistico alberghiero, tantomeno il comune di Pisa. I dati dimostrano in modo drammatico tutte le difficoltà dei nostri imprenditori, già adesso schiacciati sotto il peso di una fiscalità che potrebbe diventare ancora più drammatica. Pisa ha perso in un anno 100 mila soggiorni, segno che il sistema non riesce ad essere competitivo. La tassa di soggiorno è applicata solo da un terzo dei comuni toscani, mentre in una città turistica come Siena, gli alberghi potrebbero trovarsi a pagare addirittura la metà di imposte patrimoniali rispetto a quelli pisani. E questo non deve accadere”.

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