Confcommercio Pisa: “Arriva la Tari: Trionfano arbitrio e iniquità”

PISA – Con l’arrivo della Tari (tariffa a copertura dei costi relativi alla gestione dei rifiuti), così come prevista dalla Legge di Stabilità, una nuova stangata è prossima ad abbattersi sul sistema delle imprese. Bar, ristoranti, discoteche, macellerie, alberghi, saranno le categorie più colpite dall’introduzione della tassa sui rifiuti. L’incremento medio per il costo del nuovo servizio secondo uno studio di Confcommercio sarà del 290%, ma per le discoteche questa percentuale salirà al 682%, per pescherie, pizzerie e negozi di fiori l’importo dovuto rispetto alla Tarsu aumenterà del 650%, per ristoranti e trattorie del 482%, per bar e pasticcerie del 314%, per le macellerie del 188%, per gli alberghi senza ristorante del 118%. Alessandro Trolese (Presidente del Gruppo Giovani ConfcommercioPisa): “Ancora una volta a pagare dazio saranno le piccole e medie imprese del commercio, del turismo e dei servizi. Questi aumenti spropositati, in un periodo di profonda crisi dei consumi, sono una ulteriore salasso che frenerà occupazione e sviluppo, soprattutto per i più giovani. Contestabili sono i criteri di calcolo della Tari, presuntivi e potenziali, non corrispondenti alla reale quantità di rifiuti prodotta e senza nessuna considerazione sulla stagionalità di alcune attività. Sviluppo economico e riduzione drastica di imposte e tasse restano così parole buone per convegni e seminari, mentre l’economia reale, sottoposta di continuo a prelievi sempre più onerosi, rischia il tracollo definitivo”. Federico Pieragnoli (Direttore ConfcommercioPisa): “Con l’introduzione della Tari, così come presentata nella Legge di Stabilità, trionfano iniquità e sperequazione. Manca purtroppo la volontà di instaurare un legame diretto tra produzione del rifiuto e onere dovuto, secondo il principio comunitario del “chi più inquina più paga”. Trionfano invece arbitrio e discrezionalità, così come non vengono applicati criteri oggettivi per la ripartizione tra utenze domestiche e utenze non domestiche. Infine, non esiste alcun riferimento a costi standard e a un preciso range di costo del servizio, così che le disparità territoriali potranno essere di fatto enormi per le medesime categorie merceologiche”.

 

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