ConfCommercio sulla Festa di Liberazione: “Festa di partito è un presidio di somministrazione parallela e concorrente per tutto luglio”

PISA – Quella festa è un affronto inaccettabile fatto ai pubblici esercizi del litorale pisano e non solo. Non usa mezzi termini il direttore di ConfcommercioPisa Federico Pieragnoli alla notizia che, per tutto il mese di luglio, la centrale piazza Viviani a Marina di Pisa sarà letteralmente occupata dalla Festa di Liberazione.

“E’ uno scandalo assoluto, un’operazione di killeraggio confezionata contro ristoranti, pizzerie, bar, pubblici esercizi in genere. E’ impensabile autorizzare una festa di partito, di fatto un presidio di somministrazione parallela e concorrente, ininterrottamente dal 3 al 27 luglio, nel pieno della stagione estiva. Che si tratti di una sleale operazione di somministrazione di alimenti e bevande, lo si evince facilmente anche dal manifesto della festa, dove sta scritto in perfetta evidenza: “tutte le sere, aperitivo, ristorante e bar con specialità di mare e di terra, a prezzi popolari”.

Per il direttore di ConfcommercioPisa “niente in contrario che questo o un altro partito cerchino fonti di finanziamento, ma è impensabile che ciò possa avvenire sulla pelle degli imprenditori regolari. Imprenditori già scorticati da continui aumenti di tasse, anche a livello locale, che dopo un lungo e faticoso anno di lavoro, aspettano l’estate per tirare finalmente un sospiro di sollievo e salvaguardare incassi e posti di lavoro. Imprenditori, che durante tutto l’inverno, rimangono comunque aperti, al servizio di clienti e cittadini”.

Sotto accusa l’amministrazione comunale: “Come si possa autorizzare un simile scempio, resta un mistero, anche alla luce della nostra posizione contraria, espressa formalmente in più di una occasione. Tutto ciò, tra l’altro, proprio nell’anno in cui l’amministrazione comunale ha approvato ingiustificati aumenti di suolo pubblico. Vista questa vergogna, in attesa di una revoca di una simile autorizzazione, lanceremo una proposta a tutti i pubblici esercizi del litorale pisano di non pagare la Cosap dovuta per l’anno 2014, perché un modo così irresponsabile di trattare gli imprenditori, i loro dipendenti e il loro lavoro, è davvero intollerabile”.

Ma le iniziative dell’associazione non si fermano qui: “Chiederemo ufficialmente a tutti gli organi di controllo comunali e provinciali, la verifica della sussistenza del rispetto delle condizioni igienico sanitarie necessarie, della regolarità contributiva del personale impiegato, dell’applicazione puntuale delle normative sulla sicurezza sui luoghi di lavoro”.

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