ConfCommercio. Toscana: “Imprese e occupazione: non c’è futuro senza turismo”

PISA – “Ci fa molto piacere che la Regione Toscana torni finalmente a parlare di rilancio del turismo, con investimenti ad hoc per le piccole e medie imprese del settore”. E’ questa l’opinione di Federico Pieragnoli, direttore di ConfcommercioPisa, convinto che non ci sia autentico sviluppo senza passare dal turismo.

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“A dimostrarlo sono i dati. Guardiamo quelle relativi all’occupazione: dal 1 gennaio 2009 al 31 dicembre 2013, anni di crisi durissima, il saldo fra ingressi e uscite nel mondo del lavoro, per settore, ci dà una panoramica più che significativa. In cinque anni, l’industria toscana ha perso 22 mila posti di lavoro, i servizi 12.598, il commercio 10 mila, l’agricoltura 1.432. L’unico settore che nel medio periodo ha incrementato il numero di addetti è proprio il turismo, con un saldo positivo di +5.156”.

“”Guardiamo il versante delle imprese – prosegue Pieragnoli – “e la musica non cambia. In Italia, nel 2014, le imprese dei settori alloggio, ristorazione, agenzie di viaggio e pubblici esercizi segnano un saldo positivo di + 20.200 unità, mentre le attività manifatturiere si sono ridotte di 3.900 unità, di 7.300 quelle delle costruzioni, di 15.700 quelle che operano in agricoltura. Scendendo in Toscana, continua la fase espansionistica delle imprese turistiche (alberghi e ristoranti), che dal 2009 ad oggi ha determinato l’arrivo di 4.000 mila imprese imprese in più, quasi 900 nel solo 2014, per uno stock complessivo di 33.058 imprese di settore”.

“Il senso di tutto il discorso e la richiesta che gli imprenditori rivolgono alle istituzioni” – secondo il direttore di ConfcommercioPisa – “si riassume nella urgente necessità, non solo di garantire contributi e finanziamenti alle imprese migliori, ma nel dovere di sollevarle una volta per tutte da oneri e tassazione spesso intollerabili. Siamo in presenza di un coacervo difforme e sconclusionato di tasse di ogni tipo, che appesantiscono il costo dei servizi offerti ai turisti, abbassando drasticamente competitività per le nostre destinazioni e margini per le imprese di settore. Le imprese turistiche sono cresciute e hanno continuato ad assumere nonostante tutto. Ora c’è bisogno di un salto di qualità delle istituzioni, Regione Toscana in primis, affinché le regole siano certe e le indicazioni per il futuro siano più che positive”.

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