ConfcommercioPisa: “Questa zona gialla è una farsa”

PISA – Questa zona gialla è una farsa: negozi nei centri commerciali chiusi e divieto di asporto per i bar dopo le 18.

La denuncia è della presidente di Confcommercio Provincia di Pisa Federica Grassini: “Ci siamo guadagnati il ritorno alla zona gialla, a forza di zone rosse e arancioni che hanno ridotto all’osso i fatturati di negozi e locali. Però i negozi dei centri commerciali debbono restare ancora una volta chiusi nei fine settimana, e ai bar si impedisce l’asporto dopo le 18. Si è superato il limite, non c’è nessuna giustificazione plausibile a questo delirio regolatorio nei confronti di esercizi commerciali tremendamente discriminati e penalizzati una volta ancora. Tutti sappiamo bene che all’interno dei centri commerciali si entra dopo essere stati sottoposti al controllo della temperatura, con l’obbligo di mascherina e i dispositivi di sanificazione, nel rispetto dei protocolli stilati dalle stesse autorità sanitarie. Queste restrizioni sono immotivate e senza senso, anche in merito al nuovo divieto di asporto per i bar dopo le 18 – chiarisce Grassini: “E’ profondamente ingiusto che un problema di ordine pubblico e di irresponsabilità dell’utenza debba ricadere sui bar, che con il divieto dell’asporto di fatto possono solo chiudere l’attività. Poiché coloro che hanno la responsabilità di gestire l’ordine pubblico non effettuano i doverosi controlli verso tutti quegli irresponsabili che non possono fare a meno degli aperitivi di massa, ecco che si fa ricadere la mannaia delle restrizioni su imprenditori la cui unica colpa è quella di voler continuare a svolgere il proprio lavoro”.

La farsa rischia purtroppo di trasformarsi in tragedia per migliaia di imprese e lavoratori, con i ristori che coprono appena il 3% dei mancati fatturati, tasse, affitti e utenze che corrono come e più di prima. Ma se non mi dai niente io non dovrei darti niente” – aggiunge e conclude la presidente, che stigmatizza anche la conclamata schizofrenia delle zone colorate: “Ormai siamo al caos più totale, con queste continue modifiche tra colori e all’interno degli stessi, le possibilità di spostamento e le condizioni delle aperture. Siamo tempestati di chiamate, i clienti non capiscono più come comportarsi, e questa assoluta incertezza incide ulteriormente su consumi già estremamente erosi da tutto il resto. Continuare così è impossibile e ha davvero poco senso”.

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