Confederazione Agricoltori lancia l’allarme cereali. Si sfiora il 70 % di mancato raccolto

PISA – Si sfiorano percentuali del 70 per cento di mancato raccolto. E già si contano i danni di un andamento produttivo in caduta libera nelle nostre zone ad alta vocazione per grano tenero e grano duro.

San Miniato e Montopoli nel Valdarno e l’Alta Valdera in particolare la collina di Santa Luce. A fare il quadro della situazione è la Confederazione Italiana Agricoltori della Provincia di Pisa con il direttore Stefano Berti ed il presidente Francesca Cupelli.

“Il problema è duplice – dice Berti – : la mancata semina dei campi allagati dalle piogge invernali; le semine marcite nei campi e, alla fine, la bassa resa del seminato. Si aggiunge a tutto questo il mercato: la lieve flessione del grano duro e il piccolo al ribasso del grano tenero passato da 24 euro a 19 euro al quintale”.

A livello qualitativo hanno in parte tenuto le qualità tardive ma i pesi specifici sono stati in alcuni casi scadenti e al di sotto della media, così come i contenuti proteici. In generale si sono riscontrati problemi anche con le malattie su tutto il territorio, in particolare quelle fungine come la fusariosi della spiga che, a fronte di un clima eccessivamente umido contrae le cariossidi, ne riduce il numero e abbassa dunque il peso specifico del grano. Riscontrati casi anche di septoriosi fogliare e ruggine che non compariva da molti anni sulle piante.

C’è preoccupazione tra gli agricoltori che tra tante difficoltà affrontano la crisi con determinazione consentendo al settore risultati importanti come, ad esempio, il lieve ma significativo incremento occupazionale tra Valdera e Valdarno. Però il problema dei cereali è importante. Ma, come spiega Cupelli, è frutto di quanto successo nei mesi scorsi: “I danni consistenti causati dal maltempo hanno compromesso il normale svolgimento delle attività agricole soprattutto a marzo e a maggio, i mesi più decisivi per il mondo agricolo, che quest’anno hanno registrato le maggiori anomalie pluviometriche. A marzo, il mese delle semine, il 102% in più di pioggia nelle ha posticipato e spesso impedito le operazioni in campo. Mentre a maggio l’incremento del 50% delle precipitazioni ha in parte compromesso la maturazione delle coltivazioni incidendo sulle rese”.

Ora ci sono decine di aziende in ulteriore affanno per i mancati guadagni. Solo a San Miniato dei 2500 ettari di cereali il 60 per cento sono senza produzione.

Fonte: Confederazione Italiana Agricoltori

20130811-144832.jpg

By