Consiglio Comunale, una seduta “calda”

PISA – È proseguita ieri pomeriggio 31 luglio la seduta del Consiglio Comunale che era stata sospesa lo scorso 17 luglio per mancanza del numero legale, una seduta che ha avuto come novità una partecipazione alquanto ristretta di privati cittadini, al fine di evitare le manifestazioni di dissenso andate in scena due settimane fa.

di Giovanni Manenti

Le rappresentanti della “Casa della Donna”, come noto contrarie alla nomina di Andrea Buscemi ad Assessore alla Cultura, hanno inscenato una forma di protesta silenziosa in Piazza XX Settembre, davanti a Palazzo Gambacorti, tutte vestite di rosso ed esibendo vari cartelli di protesta.

In apertura della seduta, i Consiglieri Auletta, Pizzanelli e Veronese hanno preso la parola per stigmatizzare l’accaduto, una decisione che secondo loro ha leso i diritti dei cittadini, invitando il Sindaco a ricercare una soluzione a questo tipo di problematica, a partire anche da una diversa allocazione delle sedute del Consiglio comunale, non essendo la Sala Regia adatta ad ospitare giornalisti e privati cittadini.

Per quanto riguarda le questioni all’ordine del giorno, la prima delibera ha riguardato la posizione del Consigliere Gianluca Gambini per quanto attiene alla sua incompatibilità con l’incarico ricoperto per effetto del contenzioso in atto con l’Amministrazione comunale.

Gambini, ha depositato nei termini previsti per legge, sue deduzioni in merito alla prima delibera di incompatibilità assunta nel precedente Consiglio, giustificazioni che non sono state ritenute sufficienti a modificarne il contenuto e, pertanto, il Consiglio ha deliberato la sua decadenza da Consigliere con decisione immediatamente esecutiva, per la quale lo stesso Gambini avrà modo, entro 10gg dalla relativa notifica di rimuovere l’aspetto ostativo, che nel suo caso, significherebbe rinunciare alla causa, tuttora pendente presso la Corte di Appello di Firenze, ma ciò vorrebbe dire perdere la propria abitazione, costruita su terreno di proprietà comunale, che il Gambini sostiene essere entrato in suo possesso per usucapione. Definito questo primo punto, si è quindi proceduto alla elezione del Presidente del Consiglio comunale e la scelta è ricaduta sul candidato della maggioranza Alessandro Gennai, il quale ha ottenuto 23 voti favorevoli a fronte di sei schede bianche e due nulle, nonostante l’opposizione avesse fatto presente come lo stesso non avesse maturato nel tempo quel percorso all’interno delle istituzioni per ricoprire un tale ruolo.

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