Contratti a tempo determinato nella scuola. Per la Corte di Giustizia e’ un anomalia

PISA – La Corte di giustizia dell’Unione europea boccia la normativa italiana che contempla il ricorso illimitato a contratti a tempo determinato per insegnanti e collaboratori scolastici amministrativi e tecnici delle scuole statali.

La sentenza, emessa questa mattina dai togati riuniti a Lussemburgo, interessa anche circa 500 insegnanti pisani, che si erano rivolti ai sindacati per denunciare questa anomalia. Solo a Cisl scuola pisa si erano rivolti tra il 2009 ed il 2012 circa 150 docenti ed Ata, assistiti dall’avvocato Giacomo Orsucci, presente questa mattina a Lussemburgo.

scuola«La normativa italiana – ricostruisce Maria Giuseppa Canuso, segretaria di Cisl scuola – prevede un sistema per la sostituzione del personale docente e non docente nelle scuole statali. Secondo questo sistema, i posti effettivamente vacanti e disponibili entro il 31 dicembre sono coperti mediante supplenze annuali “in attesa dell’espletamento delle procedure concorsuali”. Per l’assegnazione del posto vacante gli istituti attingono da graduatorie nelle quali sono iscritti in ordine di anzianità lavorativa i docenti che hanno vinto un concorso, senza tuttavia ottenere un posto di ruolo, nonché quelli che hanno seguito dei corsi di abilitazione tenuti da università e scuole di specializzazione per l’insegnamento. L’incarico annuale fa punteggio massimo: per questo, chi lo svolge, progredisce nella graduatoria e può sperare, prima o poi, in una immissione in ruolo. L’immissione in ruolo può anche avvenire direttamente in seguito al superamento di concorsi. Ma tra il 1999 ed il 2011 il Miur non ha mai bandito dei concorsi: per questo motivo i dirigenti scolastici sono stati costretti all’espediente dell’incarico annuale».

Almeno fino ad oggi. Dopo il ricorso di due docenti campane e la richiesta di Corte costituzionale e tribunale di Napoli, la sentenza della Corte Di giustizia europea rischia di demolire la prassi italiana: «perché nella scuola come negli altri settori, i contratti a tempo determinato non dovrebbero Avere una durata maggiore di 36 mesi – ricostruisce l’avvocato Giacomo Orsucci – L’utilizzo eccessivo di contratti a tempo determinato, dunque, deve essere giustificato da ragioni obiettive».

Adesso la palla spetta ai tribunali nazionali. Ma anche a quelli locali: i giudici del lavoro Elisabetta Tarquini e Franco Piragine esamineranno presto diversi casi, depositati da Cisl scuola. Per saperne di più, gli interessati possono rivolgersi a Cisl scuola, telefonando allo 050. 518111. L’avvocato Giacomo Orsucci riceve nella sede di Cisl scuola il mercoledì ed il giovedì pomeriggio.

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