“Controcorrente” di Giuliano Fontani: “I Barbari della Lega Pro”

PISA – Il campionato di Lega Pro è un porto delle nebbie. Dovrebbe iniziare il primo settembre, ma ad oggi non si conoscono le regole che dovranno disciplinarlo.

di Giuliano Fontani

Di conseguenze non si conoscono – e non si possono prevedere – le reazioni alle decisioni che saranno adottate. I dirigenti della Lega hanno annunciato che le regole le conosceremo il 28 agosto, dunque tre giorni prima del fischio d’inizio della prima giornata. Tre giorni prima, magari di notte. E con le luci spente. Alla maniera dei ladri. Uno scempio, un golpe bianco del pallone. Per dirne una, ma non certo la sola: il Pisa dovrebbe giocare la prima partita di campionato a Barletta e dunque dovrebbe partire per la città pugliese quando forse non si conosceranno ancora le nuove regole. C’è da rimanere sconcertati, ma anche sospettosi. Non è possibile che le società abbiano fatto i loro programmi, i loro investimenti, le loro scelte strategiche in totale assenza di certezze. Come saranno ripartiti i contributi federali? Quali saranno i criteri per incentivare l’impiego di giovani calciatori? Cosa ne penserà l’associazione dei calciatori, coloro che quasi sicuramente pagheranno il prezzo più alto alla riforma dei campionati? Il sindacato di Damiano Tommasi ha già accettato una decurtazione di circa 900 posti di lavoro (chiamiamoli così) e adesso dovrebbe ratificare una decisione che taglierà via due terzi della categoria, i calciatori che hanno più di 25 anni. una riserva di disoccupati che sarà una massa senza alcuna protezione. Il sindacato dei calciatori si è fatto prendere nel sonno. Adesso minaccia fuoco e fiamme, ad esempio uno sciopero capace di far saltare le prime giornate di campionato. Ma è rimasto alla finestra quando i presidenti di Lega Pro acconsentivano, anzi incoraggiavano, i dirigenti di Lega a distribuire incentivi finanziari a vantaggio delle squadre che faranno giocare i più giovani e lasceranno i più anziani senza contratto. Del resto i dirigenti di Lega sono eletti dai Presidenti dei club e dunque rispondono a loro e ai loro interessi. Che poi, non tutti, siano accomunati dalle stesse strategie, è un altro discorso. Tant’è che i dirigenti di Lega se la ridono sotto i baffi: decideremo il 28 agosto, ma non parlate di sciopero. Chi non si presenta in campo perde per 0-3 a tavolino, avrà un punto di penalizzazione come prevede il regolamento, forse anche una sanzione pecuniaria e rinuncia in partenza ai contributi federali. Insomma una botta di centinaia di migliaia di euro e un handicap in classifica ancor prima di cominciare. Una conseguenza è chiara fin da ora. Le società che non hanno guardato ai giovani per comporre le loro formazioni non avranno problemi: si presenteranno regolarmente in campo e si avvantaggeranno automaticamente su coloro che, avendo dei giovani, dovessero scegliere di non presentarsi. Ma una pagina vergognosa delle relazioni sindacali si aprirebbe se un club decidesse di mandare in campo l’intera formazione Primavera, magari perdendo la partita ma non incorrendo in sanzioni e penalizzazioni. Si tratterebbe nei fatti del boicottaggio di uno sciopero, diritto inalienabile e garantito a livello nazionale e comunitario. Hanno scelto infilarsi in un tunnel senza uscita. Adesso fanno i pesci in barile, sperano di uscire allo scoperto con il favore delle tenebre, mentre dietro le quinte si giocano la poule position della successione al Presidente Macalli. Una Babilonia, anzi gli ultimi bagliori di un basso impero che si sta prostituendo ai nuovi barbari.

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