“Controcorrente” di Giuliano Fontani: “Il Pisa con l’osso formato Pagliari”

PISA – Ci voleva una squadra tosta per uscire indenni da Catanzaro. Il Pisalo è stato, ha giocato un ottimo primo tempo, si è difeso nella ripresa dall’assalto feroce ma sconclusionato dei calabresi.

di Giuliano Fontani

Gli uomini di Brevi hanno capito che non ce l’avrebbero mai fatta abattere il Pisa sul piano della tecnica e dell’organizzazione di gioco. Allora l’hanno buttata sulla rissa. Alla fine, su quell’autentico campo di battaglia, si sono contate cinque ammonizioni e due espulsioni ai danni dei giallarossi, i due tecnici allontanati dalla panchina, uin altro giocatore graziato dal direttore di gara. Ecco perché ci voleva una squadra tosta per reggere il colpo. In queste situazioni, quando c’è da lottare voglio dire, il Pisa di Pagliari si esalta. Lo chiamo il Pisa di Pagliari perché nello spirito della squadra c’è la cifra del suo tecnico, meglio dire del suo condottiero. Carattere indomito, piglio gladatorio, sicurezza nei propri mezzi e entusiasmo nella testa. Può giocare chiunque, l’avevo scritto in una nota precedente, perché Pagliari pur avendo le sue gerarchie, è pronto a cambiare le sue scelte secondo una visione strutturalista: quel che conta è il gruppo, i singoli devo essere trascinati dalla forza e dalla volontà del collettivo. E’ l’esaltazione del gioco di squadra, forse non nel suo aspetto estetico, ma in quello morale: giocatori che si aiutano, si stringono, corrono l’uno per l’altro. Vedere il Pisa in “combattimento” è un

piacere del cuore e degli occhi. Ora tutti si domandano dove potrà arrivare questa squadra e nessuno ha una risposta sicura. E meno male, perché se il calcio avesse qualcosa di scontato sarebbe costretto a morire di noia. Un pizzico di imprevedibilità è il sale della pietanza e di troppe teorie si crepa. Quei soloni che si esercitano quotidiamente su alcuni siti hanno reclamato un altro difensore centrale fino a farsi venire la bava alla bocca. Era un giudizio che si basava su un… pregiudizio. e cioè che Rozzio, Kosnic e Goldaniga non sarebbero stati all’altezza della situazione, che l’assenza di Sabato si sarebbe pagata fior di punti in classifica. Avevano torto, con il valore assolutamente relativo che si può dare a una conclusione del genere. Non c’è dubbio che un difensore in più, alto, esperto, avrebbe fatto comodo, anche sul piano numerico. Non c’è dubbio. Ma non era difficile prevedere che Pagliari avrebbe comunque sistemato la linea difensiva, che se aveva rinnovato la fiducia a Rozzio c’era qualche ragione, che se Lucchesi aveva preso quei tre ragazzi dal Palermo qualche indicazione valida l’aveva avuta. Ora si parla di più della mancanza di un altro centrocampista. E anche questo è vero, soprattutto sul piano numerico, anche in considerazione che Favasuli e Mingazzini non hanno più la muscolatura di quando erano giovanissimi e che qualche squalifica arriverà. Tuttavia adesso il Pisa fa con i giocatori che ha e Pagliari fa bene a dire che sono i migliori del mondo. Il calendario adesso ci propone un derby straordinario. Pontedera primo, Pisa secondo staccato di due punti. Due pisane in salute, con alle spalle strisce di successi impressionanti. Però non dimentichiamo che siano appena alla sesta giornata e comunque andrà a finire non sarà tempo di sentenze definitive. Rischia il Pontedera, che mette in palio il primato. Rischia il Pisa che si potrebbe trovare distaccato dalla vetta. Ma il percorso sarà ancora molto lungo. Forse sono i granata i più attesi a una conferma, visto che è il loro primo campionato di prima divisione. I pronostici sono fatti apposta per mettere in ridicolo che li pronuncia. L’unica cosa che mi sento di prevedere è che all’Arena vedremo il solito Pisa con l’osso.

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