“Controcorrente” di Giuliano Fontani: “Il rovescio delle parti”

PISA – La stagione della rubrica “Controcorrente” è stata lunga ed ha avuto molto successo e per questo continuerà anche nel periodo estivo quando “Controcorrente” non necessariamente bisognerà andarci. E questo articolo di Giuliano Fontani è il degno finale…

di Giuliano Fontani

Ci sono fatti ed immagini che bisogna lasciar sedimentare nella memoria, evitando commenti precipitosi a ciglio inumidito dall’emozione. L’epilogo del campionato, un triste epilogo, ci consegna una scena teatrale classica, il rovescio delle parti tra gli attori e gli spettatori. In quel turbolento dopo-Latina in cui anche un ragazzo pacato come Andrea Barberis sfoga la sua rabbia con una pacca sulla testa del quarto uomo, per scaricare violentemente il senso dell’ingustizia patita, c’è stato anche di più e altro. L’hanno fatto i tifosi nerazzurri, radunatisi all’Arena fino alle 1 e passa di notte, non per manifestare la gioia di un trionfo da vivere insieme, ma l’amara e comunque calorosa gratitudine a un gruppo che ci aveva regalato un sogno fantastico.

Le parti si sono improvvisamente e genuinamente rovesciate e non mi riferisco tanto allo striscione che i giocatori hanno esibito ai loro fans: “Siamo noi che ringraziamo voi”. Anche in questo c’era un abbraccio vicendevole, il segno di una battaglia condotta insieme, come un’unica entità. E non mi riferisco neppure all’emozione che ha stretto la gola a tutti quanti, dai più giovani e sbarbatelli, ai più anziani, dai Mingazzini ai Buscè, dai Sabato ai Favasuli. No, l’immagine è un’altra, quella dei ragazzi in tuta che improvvisamente tirano fuori dalle tasche dei pantaloni il telefonino, lo predispongono sulla fotocamera e cominciano a fotografare il pubblico. In quel modo avranno anche loro qualcosa da regalare alle mogli e alle fidanzate, ai padri e alle madri che li aspettano lontano dall’Arena. Non sarà una coppa o una medaglia e neppure il premio promozione, ma la documentazione di una serata impareggiabile, un tripudio dei buoni sentimenti, della passione e degli affetti. E’ un rovescio delle parti degno di un grande commediografo, gli attori che tolgono i costumi e la parrucca per diventare pubblico, quest’ultimo che si trasforma in protagonista pur rimanendo al suo posto in platea. Un gioco di specchi fantastico, una realtà riflessa su se stessa che porteremo negli occhi, nel cuore e nella mente.

Adesso il momento delle grandi emozioni è passato, ma è giusto che si riparta da quella magica serata non solo di sport. Carlo Battini è ancora al timone del Pisa, Fabrizio Lucchesi alla direzione della società, Dino Pagliari alla guida della squadra. Sono i punti fermi, le sole certezze di una stagione che presenta mille incognite, inutile negarlo. Tutto il resto cambierà e ci piacerebbe immaginare un Pisa molto simile a quello che ha appena concluso le sue fatiche. Nel calcio non vale però il motto gattopardesco di Tommasi di Lampedusa: tutto cambi perché niente cambi. Mettere insieme una buona squadra è materia che sfugge alla chimica. Però lo scetticismo aprioristico non deve trovare spazio: il campionato ci ha consegnato un Pisa al terzo posto con almeno quattro giovani giocatori (Gatto, Barberis, Suagher, Rizzo) e forse qualcun altro destinati a palcoscenici di prima grandezza. E chi l’avrebbe detto l’anno scorso di questi tempi?

Lucchesi ha il compito di trovare altri giocatori giovani ugualmente bravi, Pagliari dovrà lavorare per metterli insieme, costituire un gruppo forte soprattutto moralmente. Intorno al trainer si dovrà rafforzare il clima di fiducia, ma più ancora costruire una speranza e anche una sfida. Il Barbone è un funambolo della panchina e non disquisisco di moduli e di tattiche. Nel suo essere condottiero c’è qualcosa di poetico e di folle. Saprà lui trovare le motivazione di una missione. Io, modestamente, ne ho pensata una che mi sembra si attagli bene al nostro personaggio e speriamo di poterla condividere. Ne riparleremo, “controcorrente”, se avrete la bontà e soprattutto la pazienza di seguire le nostre gazzette.

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