Coordinamento cittadini quartieri: “Comune coinvolga i cittadini”

PISA – Nei giorni scorsi, il Consiglio Comunale ha approvato, a maggioranza, i nuovi regolamenti della polizia municipale e sull’uso delle armi a scopo di difesa personale. Il Coordinamento dei Comitati cittadini (S. Maria, Mezzogiorno, La Cittadella, Porta a Mare/Il Muretto, I Passi) aveva chiesto, in precedenza, un incontro su questi temi con l’assessore alla legalità, ma non è stato ricevuto né ha avuto alcun tipo di comunicazione. Ritenendo scorretto questo comportamento, è stato pertanto inviato al Sindaco, alla giunta e a tutti i consiglieri comunali, prima della discussione, un documento dettagliato con le osservazioni utili per un miglioramento della normativa, ma non c’è stato nessun riscontro, tranne tre accenni in Consiglio comunale da parte dei consiglieri Pizzanelli, Trapani e Nerini.

L’assessore Bonanno, nel corso della riunione, ha sostenuto che il “passaggio nella città” è stato fatto da lei personalmente, sentendo, oltre al Prefetto e al Questore che hanno dato il loro “beneplacito”, associazioni, comitati e singoli cittadini, senza specificare quali sono stati gli organismi con cui si è incontrata. E’ una dichiarazione molto grave, in quanto tra di essi non rientrano sicuramente i Comitati aderenti al Coordinamento, che finora ha escluso dalla sua agenda.

Questo atteggiamento rigido e selettivo ha impedito a tutti gli organismi dei cittadini residenti, che sono poi i destinatari finali delle normative, di potersi esprimere su temi così importanti e contrasta con quanto indicato dal Sindaco Conti nel suo programma di mandato, dove riconosce il ruolo dei Comitati di quartiere, che consentono “un dialogo diretto con l’Amministrazione”. Dialogo che è clamorosamente mancato in questa importantissima circostanza.

Le decisioni sono state prese unicamente dentro il Palazzo, nella seconda Commissione consiliare e in Consiglio comunale, senza audizione di soggetti esterni qualificati. Nessun coinvolgimento pubblico è avvenuto su questi importanti e delicati argomenti.

Il “cittadino è al centro” dei programmi del Sindaco, ma finora l’unica categoria che ha avuto l’occasione di assemblee, incontri e presenze con lui e con quasi tutti i componenti della Giunta è stata quella dei commercianti, in nome e per conto dei quali sono stati presi quasi tutti i provvedimenti amministrativi, soprattutto in materia di sicurezza.

Il Coordinamento ritiene che la normativa approvata, nel suo complesso, viene incontro alle annose richieste dei cittadini per un maggior rigore nella definizione e nella repressione degli illeciti amministrativi, con un auspicabile miglioramento delle condizioni di vita sia nel centro che nelle periferie e sul litorale. Sostiene tuttavia che resta da migliorare la parte “preventiva”, che è solo annunciata, ma non stabilisce modalità specifiche di applicazione, presenti nella legislazione nazionale e locale e nel programma di mandato del Sindaco, che, in quanto non inserite nel Regolamento di polizia municipale, dovranno essere disciplinate con successivi provvedimenti amministrativi.

Secondo il Coordinamento, il regolamento di polizia municipale, che detta le ‘regole per una civile convivenza‘, deve essere diretto anche a prevenirepericoli o situazioni dannose e non solo a reprimere.

Sono scomparsi il progetto del poliziotto di quartieree la copertura del servizio 24h su 24h (con introduzione del turno di notte) promessi in campagna elettorale.

Riguardo all’introduzione del taser (la pistola ad impulso elettrico), l’arma è in uso in molti stati del mondo ed esistono pareri discordanti sulla sua pericolosità. L’ONU la inserisce nella lista degli strumenti di tortura e, secondo Amnesty International, è stata responsabile di centinaia di morti.

Quindi la sperimentazione a Pisa va fatto con estrema precauzione e con personale adeguatamente formato ed esclusivamente nei casi dove si riducono al massimo i rischi per la salute.

Occorre integrare i regolamenti con l’esplicita previsione dei ‘Patti di civile convivenza’ (prevista dalla legge) per l’incremento dei servizi di controllo del territorio e per la sua valorizzazione, previa consultazione degli enti pubblici interessati, delle associazioni di categoria e di rappresentanze dei cittadini dei quartieri formalmente costituite.

Manca la figura del ‘Baratto amministrativo‘ (presente nel programma del Sindaco) che consente al Comune l’impiego di cittadini per interventi socialmente utili, previe riduzioni o esenzioni per coloro che risultano bisognosi di pagare tributi come Tasi, Tari e Imu, e in generale debiti con il fisco, e versano in stato comprovato di disagio economico. Non sono previsti, infine,strumenti concreti dimediazione sociale e educazione alla legalità.

Di fronte a questo grave precedente, il Coordinamento esprime la sua forte preoccupazione per la futura istituzione di forme partecipative dirette della popolazione sulle scelte amministrative. Il Sindaco si è proposto prima il “superamento” e poi la “riorganizzazione” dei CTP con nuovi organismi di partecipazione che prevedono un coinvolgimento diretto della popolazione dei quartieri.

Il Coordinamento e l’intera città, a oltre otto mesi dalla elezioni amministrative, sono in attesa di conoscere le modalità con cui si vuol raggiungere questo obiettivo, ma il Sindaco e l’assessore alla partecipazione non hanno ancora ricevuto i Comitati, che hanno chiesto loro da tempo un incontro specifico, prima e dopo il seminario sul tema “Dalle proteste alla proposte e alla partecipazione”, svoltosi alla Scuola Normale il 9 gennaio scorso, al quale nessun componente della Giunta ha partecipato, salvo l’assessore Rosanna Cardia, a titolo personale.

L’unico elemento pubblico finora emerso riguarda la breve discussione in Consiglio comunale lo scorso ottobre, nell’ambito di una mozione, quando il Sindaco Conti ha annunciato di voler ridurre i CTP da sei a quattro, di cui uno sul litorale, mentre tutto il resto del territorio viene diviso in tre macro-aree. Revisione preoccupante che pone seri problemi di rappresentanza sia in termini numerici (c’è una evidente sproporzione) sia in termini di identità dei cittadini, rispetto al loro quartiere di appartenenza.

Nelle more della costituzione dei nuovi CTP, il Coordinamento propone la creazione di una “Consulta dei comitati di quartiere cittadini”, nell’ambito della “partecipazione istituzionale” prevista dall’art. 51 dello Statuto del Comune di Pisa, con i poteri e le competenze attribuiti ad analoghi organismi, per rendere effettivo il confronto con l’amministrazione.

Il Coordinamento ribadisce che i cittadini residenti ed elettori del centro, delle periferie e del litorale hanno necessità di una maggiore considerazione ed attenzione alle loro esigenze e proposte e devono essere urgentemente consultati evitando decisioni a senso unico.

Nel frattempo i comitati convocheranno i residenti per intraprendere tutti i percorsi istituzionali possibili previsti dallo Statuto comunale, con il coinvolgimento anche di tutti i gruppi politicipresenti in Consiglio comunale,  e per decidere leforme di mobilitazione ritenute opportune.

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