Coronavirus, a rischio 30.000 assunzioni in Toscana

PISA – “Se la politica non interviene con misure straordinarie di sostegno, commercio e turismo rischiano il collasso”. E’ uno scenario molto preoccupante quello che Federica Grassini, presidente di Confcommercio Provincia di Pisa vede davanti a sé.

“A livello nazionale e regionale abbiamo chiesto lo stato di calamità, perché siamo davanti ad una emergenza che non risparmia più nessuno. Se l’incertezza regna sovrana e gli imprenditori sono completamente disarmati, il dato certo è che i negozi sono deserti, i ristoranti semi vuoti, il turismo è in picchiata, gli eventi annullati. Insomma, accanto all’emergenza sanitaria esplode una emergenza economica dai contorni inquietanti”.

“Più della crisi economica e della stagnazione poté il virus” – aggiunge amareggiata la presidente che in provincia di Pisa rappresenta oltre 5 mila imprese: “tra psicosi collettiva, incertezza delle istituzioni e paralisi generalizzata, tutto il sistema economico rischia di finire in ginocchio per un tempo indefinito. Non ce lo possiamo permettere! La tenuta di tante imprese e attività commerciali nel breve termine è a serio rischio, senza contare l’occupazione. Ci basti un solo dato: nei mesi di febbraio, marzo e aprile, in Toscana, nel solo commercio erano previste 9.960 nuove assunzioni e 20.480 nei servizi turistici di alloggio e ristorazione. Al contempo, nella provincia di Pisa erano previste 1.010 nuove assunzioni nel commercio e 1.310 nel turismo. E’ chiaro che con tutto quanto sta accadendo, una grandissima parte di questi nuovi contratti di lavoro previsti rischiano di andare letteralmente in fumo”.

Conclude la presidente di Confcommercio Pisa che “per salvaguardare gli attuali posti di lavoro e la tenuta delle imprese occorre che tutte le istituzioni dal Governo centrale all’ultimo comune, introducano sostegni e agevolazioni per le attività commerciali, quali una moratoria per mutui, IVA, Imu, Tari, il differimento delle tratte ai fornitori, una moratoria degli insoluti bancari in Banca d’Italia, il congelamento dei canoni di affitto, la previsione di sostegno ai lavoratori autonomi, la cassa in deroga per le imprese commerciali”.

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