Covid-19. 51 buoni spesa del Comune di Pisa già assegnati

PISA – Giorni per il ritiro dei buoni spesa messi a disposizione dal Comune di Pisa e linee telefoniche per presentare la richiesta raddoppiati alla Società della Salute della Zona Pisana, l’istituzione incaricata da Palazzo Gambacorti della gestione dell’intervento. L’ente di via Saragat, infatti, ha aggiunto un altro numero di telefono (oltre allo 050.954058 anche lo 050.954059) a cui i cittadini pisani interessati potranno rivolgersi, sempre il lunedì e il venerdì dalle 9 alle 12, per presentare la domanda.

Raddoppiati anche i giorni per la consegna: passano da due a quattro, infatti, quelli in cui gli aventi diritto, dopo il colloquio telefonico, potranno recarsi su appuntamento  agli uffici della SdS Pisana per il ritiro dei buoni, tutti da 100 euro ciascuno ed erogati o sottoforma di veri e proprio buoni spesa o in carte prepagate e spendibili nei supermercati Coop ed Esselunga.

Abbiamo deciso di rafforzare il servizio per venire incontro alle richieste crescenti dei cittadini, alcuni dei quali ci avevano segnalato difficoltà nel prendere la linea – spiega la Presidente della SdS Pisana Gianna Gambaccini-: qualche volta c’è da pazientare un po’ di più, ma stiamo lavorando per venire incontro ai bisogni di chi fa più fatica, particolarmente stringenti in questo periodo. Proprio per questo, come Comune di Pisa, abbiamo deciso d’incrementare ulteriormente il fondo aggiungendo altri 4mila euro, sempre distribuiti attraverso buoni spesa da 100 euro ciascuno, portando l’ammontare complessivo dello stanziamento da 25 a 29mila euro”.

Nei primi due giorni di attivazione del servizio (venerdì scorso e lunedì 30) sono arrivate 62 richieste, 51 delle quali accolte e a cui è già stato fissato l’appuntamento per il ritiro.

Si ricorda che possono presentare domanda di contributo le famiglie residenti nel Comune di Pisa in condizione di contingente indigenza economica derivata dalla momentanea sospensione dello stipendio o dell’attività lavorativa per l’emergenza Covid-19, con un reddito 2019 non superiore a 12 mila euro annui.

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