Criptovalute tra alti e bassi: tutto quello che sta cambiando

PISA –  Continua il sali e scendi legato al settore delle criptovalute, monete virtuali che tra il 2017 e il 2018 hanno acquisito una fama insperata grazie all’esplosione di alcune di loro; su tutte il Bitcoin, la criptovaluta  più famosa che a natale 2017 ha registrato una salita vertiginosa superando la soglia dei 19mila euro quando, pochi mesi prima, il suo valore era di qualche centinaia di dollari.

Poche volte nella storia si era registrata una salita così sostanziale per un asset finanziario, il che ha acceso inevitabilmente un focus su questi prodotti. Negli ultimi mesi molti governi centrali si sono organizzati per iniziare a prendere di petto l’argomento legiferando in materia di criptovalute: perché, lo ricordiamo, tra i punti di forza delle monete virtuali c’è proprio il fatto di sfuggire ad ogni sorta di regolamentazione, che sia di una banca centrale o di un governo.
Il dibattito si è infuocato ed oggi si sta discutendo anche in Italia su come inquadrare le criptovalute: a quale regime fiscale dovrebbero essere sottoposte? Cosa si dovrebbe prevedere in materia di tassazione? Tante questione aperte e di strettissima attualità, come si può leggere sul portale https://www.cripto-valuta.net/ che raccoglie informazioni su questi prodotti finanziari.
Nel tempo le criptovalute si sono trasformate gradualmente andando a mutare la loro essenza di strumento di scambio per effettuare transazioni online; e diventando un vero e proprio asset di investimento, cui molti si orientano partendo proprio dal boom registrato negli ultimi mesi.
Le ultime notizie ci dicono che la stessa Unione Europea sta lavorando alla predisposizione di un quadro normativo teso a riconoscere ufficialmente le valute virtuali: con l’entrata in vigore della Direttiva UE 843/2018 che i vari stati membri dovranno recepire entro il 10 gennaio 2020. Entro quella data in sostanza tutti gli stati appartenenti all’Unione Europea dovranno riconoscere ufficialmente le criptovalute, non ci sarà più spazio per un buco normativo come invece accade oggi.
Un’operazione più che mai necessaria, almeno secondo chi governa, dato che le monete virtuali ad oggi sfuggono ad ogni controllo: da ricordare che solo pochi mesi fa la stessa Bankitalia si era espressa stroncando questi strumenti finanziari, definiti come un problema per la stabilità finanziaria in quanto basate su un meccanismo che può ricordare da vicino il sistema delle bolle speculative. E per la verità è da tempo che gli analisti paventano questa possibilità anche se poi, nel concreto, il crollo dei mercati spesso brandito non si è ancora mai registrato.
Le criptovalute continueranno quindi a suscitare enorme interesse tra utenti di ogni latitudine; e gli organi centrali di controllo, siano essi governi o banche centrali, si adegueranno cercando di arginare il fenomeno andando ad inquadrarlo in un contesto normativo più chiaro e definito.

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