Cristiani e musulmani insieme per la giornata del dialogo

PISA – La XII giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico è stata celebrata lo scorso 26 ottobre, grazie al Gruppo di impegno ecumenico e alla Comunità musulmana pisana, nei locali della Stazione Leopolda.

Nel corso della mattina gli studenti di alcune classi delle scuole superiori pisane hanno partecipato ad un momento di riflessione sull’Islam e sul tema convivenza civile insieme agli esperti Shahrzad Houshmand Zadeh, teologa musulmana e presidente dell’Associazione Donne per la dignità, a 
Pierluigi Consorti, prof. Ordinario di Diritto ecclesiastico, a Mohammad Khalil, presidente del centro culturale islamico di Pisa, e a don Elvis Ragusa e Marco Sommani.

Nel pomeriggio alla conferenza aperta a tutta la cittadinanza ha partecipato l’arcivescovo, Mons. Giovanni Paolo Benotto, che ricordato il bisogno di favorire la relazione, l’incontro, il dialogo, non pensare tutti alla stessa maniera, ma per poter comprendere il pensiero altrui e impostare percorsi comuni di convivenza sociale e civile.

Tra gli interventi, quello del prof. Brunetto Salvarani che ha ricordato di quando, pochi giorni dopo l’11 settembre 2001, insieme ad un gruppo di amici, nacque la sensazione che l’attentato poteva essere un punto di non ritorno nei dialoghi tra cristiani e musulmani. Nacque allora l’idea della Giornata del dialogo, un appuntamento che fosse di auspicio al dialogo interreligioso, a cui aderirono cattolici, protestanti e metodisti.

Nel corso di questi anni la giornata si è imposta per la forza di un messaggio semplice: senza leader, senza sponsor, si può creare una ragnatela di iniziative tali da rovesciare l’immaginario di un rapporto vissuto come scontro di civiltà. Per molti anni abbiamo introiettato l’idea che cristiani e musulmani non possono capirsi e sono destinati ad una conflittualità permanente; cavalcando questa idea molti hanno costruito carriere politiche e culturali. Ma noi, piccole formiche del dialogo, dicevamo che così non poteva funzionare, che, come scrive il presidente del pontificio consiglio per il dialogo iter-religioso Jean Lous Touran, siamo condannati ad incontrarci, a stare assieme e questa convivenza deve trasformarsi in un’esperienza positiva.

Questo è possibile, ce lo dice la memoria di questi dodici anni trascorsi.

Il gruppo di impegno ecumenico di Pisa

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